RIVISTA

TESTI DI Mariano Tomatis Antoniono

Editoriale

Una rivista di studi dedicati a Rennes-le-Château

N.1 (giugno 2006), p.1.

Guida alla lettura di Indagini su Rennes-le-Château

Un’agile mappa per orientarsi tra articoli, rubriche e sommari

N.1 (giugno 2006), pp.3-4.

Gli errori della Commissione Saglio

Analisi sugli appunti pubblicati da Jacques Rivière

Alla richiesta di produrre una documentazione relativa alle spese compiute dal suo arrivo a Rennes-le-Château, Bérenger Saunière preparò un dossier costituito da 61 fatture che nel corso del 1911 vennero esaminate dalla Commissione nominata dal Vescovo e coordinata da Jean Saglio. L’eterogeneità del materiale inviato si tradusse in una grande difficoltà da parte della Commissione Saglio a catalogare correttamente le spese veramente effettuate, ad escludere dalla somma le semplici lettere di sollecito di una somma (mescolate in mezzo a fatture vere e proprie) e a volte a considerare entrambi i lati del foglio su cui erano scritte. La Commissione concluse che soltanto il 23,4% delle somme erano state spese per i beni ecclesiastici; il conto corretto fornisce una percentuale corretta del 32% .

N.1 (giugno 2006), pp.37-42.

Rennes-le-Château nei fumetti

Qualche contributo per una bibliografia ragionata

N.1 (giugno 2006), pp.43-47.

Editoriale

Il Sacro Graal dei Peanuts: come riempire gli spazi vuoti?

N.2 (luglio 2006), p.53.

con Domenico Migliaccio

Introduzione al Serpente Rosso

N.2 (luglio 2006), pp.55-56.

Stima probabilistica degli allineamenti definiti da punti uniformemente distribuiti su un piano euclideo

Molti libri dedicati a Rennes-le-Château propongono complesse analisi geografiche eseguite su mappe della zona, mettendo in evidenza allineamenti tra punti notevoli che vengono definiti “anomali”. I primi ad occuparsi del concetto di anomalia nell’ambito topografico sono stati Putnam & Wood, i quali hanno definito anomalia il discostamento di una serie di parametri del territorio dai valori degli stessi parametri attesi casualmente su un’area coperta da punti uniformemente distribuiti. La loro analisi era stata condotta con una simulazione di Montecarlo iterata 5 volte e aveva portato a stimare il numero di allineamenti attesi determinati da un insieme di punti. Il metodo è stato formalizzato e una nuova simulazione di Montecarlo iterata 5000 volte ha confermato sostanzialmente i risultati ottenuti in precedenza.

N.2 (luglio 2006), pp.77-80.

Introduzione alle poesie surrealiste di Gérard de Sède

N.2 (luglio 2006), p.90.

Editoriale

La poesia nascosta di Rennes-le-Château

N.3 (agosto 2006), p.101.

Sulle tracce di Milo Temesvar

Gli scacchi nella mitologia di Rennes-le-Château

Esistono svariati collegamenti tra il gioco degli scacchi e la mitologia di Rennes-le-Château. Sono stati oggetto di svariate interpretazioni simboliche la pavimentazione della chiesa a piastrelle bianche e nere alternate su cui si scontrerebbero Gesù e un demone - da alcuni ritenuta un simbolo massonico - e la piastrellatura del primo piano della Tour Magdala, che costituisce un casellario di 64 riquadri. La disposizione della stessa Tour e della serra ricordano la posizione delle due torri degli scacchi, disposte agli angoli di una scacchiera immaginaria. Il celebre problema scacchistico del Salto del Cavallo ha altresì ispirato il creatore di una delle due pergamene cifrate, che l’ha utilizzato per celare un messaggio: l’autore sospettato dell’opera è Philippe De Chérisey, che per primo lo rivelò nel suo romanzo Circuit (1971).

N.3 (agosto 2006), pp.103-112.

Editoriale

I segreti di un trattato di linguistica

N.4 (settembre 2006), p.157.

Ipotesi sulla sigla LIXLIXL

Un probabile riferimento al libro di Henri Boudet sulla lapide De Nègre

La più nota riproduzione della lastra tombale di Marie De Nègre riporta, in basso a destra, la sigla LIXLIXL. Gli studiosi sono concordi nel ritenerla un elemento apocrifo, introdotto da Pierre Plantard, ma molte ipotesi sono state avanzate a proposito del suo significato. La più verosimile è quella suggerita da Franck Marie, che vi ritrova un riferimento a p.268 del libro di Henri Boudet La Vraie Langue Celtique. Qui Boudet elenca le temperature di tre sorgenti intorno a Rennes-les-Bains: Bain-Fort (51°C), la Reine (41°C) e Bain-Doux (40°C). I tre numeri, espressi in notazione romana ed accostati, producono la sigla su citata. Secondo lo scenario fantastico di Plantard, Henri Boudet avrebbe utilizzato la lapide e il suo libro per nascondere i valori di tre angoli che farebbero riferimento a direzioni su una mappa geografica.

N.4 (settembre 2006), pp.159-163.

L'introduzione di Plantard a La Vraie Langue Celtique

Nota in margine al più esplicito documento sulle intenzioni dell'esoterista

L’edizione Belfond (1978) di La Vraie Langue Celtique si apre con una prefazione di Pierre Plantard. Il testo dell’esoterista francese è molto prezioso perché presenta in termini espliciti lo scenario da lui ipotizzato prima degli “inquinamenti inglesi” di Baigent, Leigh e Lincoln: il libro di Boudet sarebbe un testo a chiave che consentirebbe di identificare un cerchio di 12 forzieri il cui centro è Rennes-les-Bains; ogni forziere sarebbe simbolicamente collegato ad un segno zodiacale. La prefazione si conclude con una ricca bibliografia che consente di ricostruire con precisione il panorama documentale cui ha attinto l’esoterista nel processo di elaborazione della mitologia del Priorato di Sion: spicca, tra i testi consigliati, il romanzo di Maurice Leblanc La Comtesse de Cagliostro, ritenuto da Plantard un elemento alla base dei suoi studi.

N.4 (settembre 2006), pp.191-195.

con Roberto Gramolini

Introduzione alla traduzione italiana del controverso dattiloscritto

N.4 (settembre 2006), p.196.

L'uso della lingua punica in poesia

Un esempio italiano: don Leandro Cima (1918-1999)

N.4 (settembre 2006), p.211.

Editoriale

I tre bussolotti

N.5 (ottobre 2006), p.213.

Introduzione storica del documento

La Relazione della visita episcopale a Rennes-le-Château del 1889 è un documento di fondamentale importanza perché, insieme alle relazioni del 1856 e del 1876, consente di conoscere le condizioni dell’epoca della chiesa di Santa Maddalena e ricostruire con precisione la cronologia dei lavori di restauro eseguiti da Saunière dopo il suo arrivo a Rennes nel 1885. Il documento fornisce, inoltre, un riferimento temporale interessante quando cita una zia di Saunière insieme alla quale il sacerdote stava vivendo, consentendo così di determinare che il periodo durante il quale fu ospitato presso la famiglia Dénarnaud finì prima del 1889. La relazione conferma, inoltre, la ben nota posizione politica di Saunière quando registra le sue lamentele per la presenza, in paese, di una scuola laica dalla quale la religione è del tutto bandita.

N.5 (ottobre 2006), pp.215-216.

Il museo di Rennes-le-Château in Gabriel Knight 3

L’esposizione a vignette tratta dal popolare videogioco

N.5 (ottobre 2006), pp.255-259.

Editoriale

Gli scavi di Rennes-le-Château

N.6 (novembre 2006), p.269.

La chiesa di Santa Maddalena nell’Inventario monumentale

Dati della registrazione avvenuta il 26 luglio 1994

N.6 (novembre 2006), p.285.

Gli scavi a Rennes-le-Château: album fotografico

N.6 (novembre 2006), pp.290-292.

con Marco Cipriani

La stele tombale di Marie de Nègre d’Ables - Approfondimento storico documentale

La Stele tombale di Marie de Nègre d’Ables è certamente uno dei più controversi elementi della mitologia di Rennes-le-Château. A differenza di altri apocrifi, la sua esistenza è documentata da un resoconto ufficiale del 1906 che però ne fornisce una riproduzione ricca di imprecisioni. Tali errori sono stati ampiamente “utilizzati” da Pierre Plantard, che vi ha ritrovato molteplici elementi legati alla mitologia del Priorato di Sion; un anagramma del suo epitaffio costituisce il messaggio nascosto nella Grande Pergamena. Un’analisi del suo epitaffio rivela una datazione coerente con quella riportata (1781), ma non è in grado di spiegare in modo esauriente tutti i suoi errori. Ancora nel cimitero negli anni Sessanta, è oggi scomparsa e nel museo del paese è sostituita da una copia.

N.6 (novembre 2006), pp.293-303.

Introduzione alla traduzione italiana del resoconto di Elie Tisseyre

N.6 (novembre 2006), pp.304-305.

La pergamena tratta da Bloodline The movie

Riproduzione di un documento sospetto

N.6 (novembre 2006), pp.310-311.

Luci nel cielo sopra Couiza

Cronaca dell'insolito a pochi chilometri da Rennes-le-Château

N.6 (novembre 2006), p.312.

con Alessandro Lorenzoni

La Guglia cava di Arsène Lupin e il Peyro Dreyto

Confronto tra le immagini tratte dalle prime edizioni di Maurice Leblanc

N.6 (novembre 2006), p.313.

Editoriale

Dal primo… al dolce!

N.7 (dicembre 2006), p.317.

Rennes-le-Château su Il Giornale dei Misteri (1992)

Il primo dossier italiano sull'enigma di Bérenger Saunière

N.7 (dicembre 2006), p.319.

Rennes-le-Château: una secolare caccia al tesoro

Il fascino di una complessa ricerca

Lo studio dell’enigma di Rennes-le-Château è paragonabile al tentativo di ricostruire un disegno utilizzando pezzi di puzzle provenienti da molte scatole: elementi di epoche diverse si mescolano tra loro rendendo impossibile qualsiasi disegno complessivo. E’ quindi necessario datare con precisione ogni elemento e valutarne il grado di attendibilità storica. Esistono molti documenti primari che consentono una buona ricostruzione delle vicende di Bérenger Saunière. Più deboli sono le conclusioni basate su improbabili riflessioni geometriche applicate alla topografia dell’area intorno a Rennes-le-Château: chi ha segnalato la presenza di un pentacolo notevole, ad esempio, non ha tenuto in considerazione né il suo grado di imprecisione, venuto a galla con analisi effettuate su foto satellitari, né la sua irrilevanza statistica.

N.7 (dicembre 2006), pp.329-340.

Editoriale

Se un falso fosse davvero buono…

N.8 (gennaio 2007), p.369.

Lazare, Véni Foras!

Il celebre pseudobiblium attribuito ad Henri Boudet

Secondo un testo di Madeleine Blancasall (1965), don Henri Boudet sarebbe stato allontanato dalla sua parrocchia di Rennes-les-Bains in seguito alla pubblicazione di un libro intitolato Lazare, Véni Foras! Del libro, però, non c’è alcuna traccia: si ritiene infatti che tale titolo sia frutto delle fantasie letterarie di Pierre Plantard. Come già accaduto per altri pseudobiblia (il più celebre è il Necronomicon) qualcuno ne realizzò comunque alcune edizioni; attualmente ne sono in circolazione tre: la prima, diffusa da Nacim Djama, è stata ripubblicata da Pierre Jarnac nel 2006 e riprende un testo (ancora ignoto) dedicato alla Maddalena; una seconda, diffusa da Jean-Luc Chaumeil, proviene dal libro di C. Parra, Béthanie; una terza, comparsa anonima su Internet, proviene dal libro di M.M. Sicard, Sainte Marie-Madeleine.

N.8 (gennaio 2007), pp.386-403.

Editoriale

Quando ti imbatti in un tesoro…

N.9 (febbraio 2007), p.417.

I tesori perduti: il mistero di Rennes-le-Château

Introduzione al capitolo di John Wright

N.9 (febbraio 2007), p.419.

Il tableau del papa a Rennes-les-Bains

Il quadro mai venuto alla luce che indicava la Linea del 17 gennaio

Nel 1982 J.-P.Deloux e J.Brétigny propongono la riproduzione di un quadro che sarebbe stato custodito nella chiesa di Rennes-les-Bains, in cui si riconosce un pontefice di fronte a due sacerdoti; sullo sfondo sono visibili una croce tombale, la chiesa di Rennes-les-Bains e una montagna. Secondo i due autori, sarebbe un indizio lasciato da don Henri Boudet lungo un tragitto che conduce al Cap-de-l’Homme, dove venne trovato un menhir che rappresentava - secondo Pierre Plantard - la testa di re Dagoberto. Seppure l’allineamento geografico suggerito sia realmente constatabile sul terreno, nessuno ha mai visto dal vivo il quadro, probabilmente mai esistito se non nella riproduzione affidata ai due scrittori da Plantard in persona, che voleva suggerire ulteriori collegamenti tra la mitologia merovingia e la figura di Henri Boudet.

N.9 (febbraio 2007), pp.424-430.

Il tableau di Rennes-les-Bains e il Cap-de-l'Homme

Ricostruzione dello strano collage di QXLBGRA

N.9 (febbraio 2007), p.455.

Editoriale

N.10 (marzo 2007), p.465.

con Alessandro Lorenzoni

Indagini sul delitto di don Antoine Gélis

Ricostruzione cronologica del macabro omicidio di Coustaussa

Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 1897 viene assassinato don Antoine Gélis, parroco di Coustaussa. Si occupa delle indagini dapprima la gendarmerie, poi il giudice Jean-Pierre Pugens e infine il giudice Jean Raymond. L’autopsia conferma la morte violenta e gli indizi raccolti fanno supporre che il movente non fosse il furto; le indagini sulla cartina di sigaretta con la scritta “viva Angelina” ritrovata accanto al cadavere si rivelano infruttuose. La scoperta di un vasto giro di denaro intorno alla vittima e il sospetto che suo nipote potesse avere il movente per ucciderlo per sottrarne il testamento portano all’incriminazione del cinquantenne Joseph Pagés, scagionato dalle accuse soltanto nell’agosto 1898. Secondo le attuali voci di paese, l’assassino stato sarebbe un giovane sulla cui identità si è deciso di tacere.

N.10 (marzo 2007), pp.470-486.

Come nasce una copertina di Indagini su Rennes-le-Château

Un esempio tratto dal numero 10 della rivista

N.10 (marzo 2007), p.511.

Editoriale

E' matematico: un angelo ritornerà

N.11 (aprile 2007), p.513.

Le feste a villa Bethania di don Antoine Gélis

Appunti sulla singolare svista di Gérard de Sède (1988)

N.11 (aprile 2007), p.532.

Quando Saunière leggeva di don Gélis…

La prova che il parroco di Rennes-le-Château conosceva Arsène Lupin

Alcuni appunti di Saunière degli anni 1905 e 1906, ritrovati sui quaderni della contabilità, si riferiscono all’abbonamento alla rivista Je Sais Tout. Nel 1906 Maurice Leblanc pubblica, sul numero 17 del giornale (15 giugno 1906) il racconto “Sherlock Holmes arrive trop tard” in cui parla di un tesoro, di documenti scomparsi e di un sacerdote che si chiama Gélis. Si può concludere dunque che Bérenger Saunière fosse ben a conoscenza dei romanzi di Arsène Lupin. Anche Pierre Plantard dimosterà di conoscere l’opera di Leblanc: in un testo del 1978 parla di una pietra ritrovata sul Serbaïrou con l’iscrizione Ad Lapidem Currebat Olim Regina. La scritta proviene dal romanzo La comtesse de Cagliostro dove viene usata per ritrovare il tesoro dei re di Francia grazie a una mappa su cui si sovrappone la costellazione dell’Orsa Maggiore.

N.11 (aprile 2007), pp.533-537.

I documenti sull’omicidio Gélis

Brevi appunti bibliografici sulle due opere principali

N.11 (aprile 2007), p.559.

Editoriale

Qualcosa di nuovo

N.12 (maggio 2007), p.561.

La Dalle de Coumesourde e il triangolo d’oro

La mano di Plantard dietro al celebre reperto?

La Dalle de Coumesourde esiste soltanto nella riproduzione che ne dà Gérard de Sède nel 1967. Un’analisi testuale rivela che il triangolo rappresentato sulla superficie fa riferimento allo scenario mitologico del Priorato di Sion: SAE e SIS si riferiscono a Sant’Antonio l’Eremita e Sant’Isidoro di Siviglia; la lettera M rappresenta il Meridiano di Parigi mentre le lettere PS si collegano a Papa Sergio. Nel 1979 Jean-Luc Chaumeil ripropone la figura nel libro Le trésor du triangle d’or, associando i vertici a Gisors, Stenay e Rennes-les-Bains: si tratterebbe, dunque, di un’antica rappresentazione del Triangolo d’oro teorizzato da Plantard. In realtà il reperto non esiste più e forse non è mai esistito: potrebbe essere stato realizzato direttamente dall’esoterista e consegnato a de Sède insieme al materiale per il suo L’Or de Rennes.

N.12 (maggio 2007), pp.584-586.

La decifrazione proposta in L'alibi d'O (1971)

Note esplicative del procedimento di decodifica della Grande Pergamena

La nota frase “BERGERE PAS DE TENTATION…” compare per la prima volta nel 1965 in un testo di Madeleine Blancasall, ma solo nel 1971 - in CIRCUIT - Philippe de Chérisey presenta un metodo quasi completo per ricavarla dalla Grande Pergamena: alle 128 lettere in eccesso sulla pergamena si applica la chiave MORTEPEE - ricavata dagli errori della stele de Nègre - e al risultato si applica la chiave costituita dall’epitaffio inciso sulla stessa stele. Quello che si ottiene si scrive su due scacchiere e, seguendo il percorso del cavallo, è possibile leggere la frase risultante. De Chérisey riporta fedelmente le sequenze ad ogni passo della decifrazione, tralasciando soltanto un particolare fondamentale: dopo aver applicato la chiave MORTEPEE, la sequenza risultante va capovolta. Questo è il procedimento più breve e diretto ad oggi noto.

N.12 (maggio 2007), pp.601-604.

Editoriale

Alle origini della Cité du Chariot

N.13 (giugno 2007), p.609.

Editoriale

Il gioco della “genetica testuale”

N.14 (luglio 2007), p.661.

Rennes-le-Château dalle origini al periodo celtico

Uno studio sulle fonti storico-documentali

Sebbene gli scheletri rinvenuti da Corbu ed Fatin tra il 1956 e il 1966 e attribuiti a uomini preistorici siano reperti molto dubbi, a Rennes-le-Château e nei primi dintorni sono numerose le testimonianze archeologiche di una presenza umana sin dal Neolitico. Gli storici non sono concordi sull'identità delle tribù celtiche che, successivamente, si sarebbero insediate nella regione prima della conquista romana: secondo alcuni sarebbero popoli provenienti dal nord della Gallia (Volci Tectosagi secondo Lasserre e Boudet, Redoni secondo Lizop), secondo altri sarebbero popoli iberici provenienti dal sud (secondo Fédié). E' molto dubbia anche l'attribuzione che Henri Boudet fa ai Celti delle molte formazioni rocciose che circondano Rennes-les-Bains, a costituire un gigantesco cromleck; si tratterebbe piuttosto di rocce naturali dalla forma bizzarra.

N.14 (luglio 2007), pp.674-681.

Editoriale

Il segreto di Lucy

N.15 (agosto 2007), p.709.

Rennes-le-Château e il Codice da Vinci nei fumetti

Qualche contributo per una bibliografia ragionata

N.15 (agosto 2007), pp.734-738.

con Giuseppe Ardito

Il Priorato di Sion e Nostradamus a Torino?

Indagine sulla presenza del profeta francese sotto la Mole

I Dossiers Secrets commettono un errore nell'affermare che Ferrante di Gonzaga resse il Priorato di Sion fino al 1575, essendo egli morto nel 1557. Pierre Plantard corresse l'informazione affermando che nel 1556 a Torino si tenne una riunione del Priorato durante la quale Ferrante venne sospeso e fu eletto Nostradamus. La tradizione locale vuole che il profeta sia effettivamente stato in visita a Torino (Italia) in quell'anno, ospite dei Savoia, e una lapide dimostrerebbe il suo passaggio in città. Purtroppo la lapide è sparita nel corso del XX secolo in seguito alla demolizione della cascina in cui era collocata, e tutte le successive ricerche non forniscono elementi sufficienti a determinare se Nostradamus fece effettivamente visita a casa Savoia. Mancano del tutto, invece, le prove che si sia effettivamente svolta una riunione del Priorato in quell'anno.

N.15 (agosto 2007), pp.739-743.

Introduzione a Facciamo il punto…

Lo strano documento tratto da una rivista che non esiste

N.15 (agosto 2007), p.744.

Editoriale

Progetto .doc

N.16 (settembre 2007), p.761.

The Dreamer of the Vine

Il romanzo di Liz Greene che anticipò di due anni Holy Blood Holy Grail

Due anni prima dell’uscita di Holy Blood Holy Grail la sorella di Richard Leigh, Liz Greene, pubblicò un romanzo il cui protagonista, il profeta Nostradamus, incontrava un menestrello di Carcassonne chiamato Plantard, visitava alcune città legate alla mitologia del Priorato di Sion (Rennes-les-Bains, Stenay, Orval e Gisors) e scopriva che Gesù e la Maddalena avevano generato una stirpe che attraverso i Merovingi sarebbe giunta fino ai suoi giorni, nelle vene di alcune casate nobiliari europee. The Dreamer of the Vine si presenta, dunque, come il precursore non soltanto del best seller dei tre autori inglesi, ma addirittura de Il Codice da Vinci, sottolineando l’importanza del principio del femminino nel corso dei secoli, osteggiato dalla Chiesa e custodito da quella che già nel 1980 la Greene chiamava “dinastia del Sangraal”.

N.16 (settembre 2007), pp.768-771.

Il viaggio iniziatico sul manoscritto Du nom de Narbonne

Una mappa del tesoro nascosta in sette piccoli ideogrammi?

N.16 (settembre 2007), pp.783-785.

La lettera della Ligue Internationale de la Libraire Ancienne

L’ombra di Pierre Plantard dietro il sensazionale documento

Le indagini di Pierre Jarnac (1972) e Franck Marie (1978) hanno rivelato che la lettera spedita nel 1966 al proprietario del castello di Rennes-le-Château, Marius Fatin, dalla Ligue Internationale de la Libraire Ancienne è un falso, realizzato con ogni probabilità da Pierre Plantard; il documento, infatti, conferma i punti da lui introdotti in altri documenti del Priorato di Sion: l’esistenza di pergamene ritrovate da Bérenger Saunière e consegnate ad Emile Hoffet, di una dinastia merovingia nascosta per secoli nel castello di Rennes-le-Château e di un testamento di Pierre François d’Hautpoul. Anche in questa lettera Plantard non inventa dal nulla i fatti storici, ma si limita a “completare” alcune vicende oscure introducendo il suo scenario alternativo che afferma la sua discendenza da Dagoberto II e da suo figlio Sigeberto IV.

N.16 (settembre 2007), pp.807-810.

Ortotenia tra UFO e geometrie sacre

Poster presentato il 23 giugno 2007 durante il Convegno Internazionale 60 anni di UFO

N.16 (settembre 2007), p.811.

Editoriale

La sottile linea grigia

N.17 (ottobre 2007), p.813.

Le fonti di Robert Charroux e il dattiloscritto Cros

Un’analisi incrociata dei documenti rivela influenze significative

Il libro di Robert Charroux Trésors du monde (1962) attribuisce a Noël Corbu molte affermazioni che non si trovano nel suo testo “Il tesoro di Rennes-le-Château” ma piuttosto nel dattiloscritto anonimo “Il potere e la morte”; ciò confermerebbe l’ipotesi secondo cui Corbu sarebbe autore di entrambi i lavori. Nel 1972 viene pubblicata la nuova edizione di Trésors du monde, cui l’autore aggiunge un capitolo che cita il contenuto del dattiloscritto di Ernest Cros, con una sola sostanziale differenza: nel primo viene riprodotta la Dalle de Coumesourde con una figura triangolare sormontata dagli acronimi SIL/RN mentre il dattiloscritto presenta la figura con le lettere SAE/SIS. Tutti gli studi successivi utilizzeranno la versione SAE/SIS mentre soltanto il Rapporto Cholet aveva presentato nel 1967 una figura con le lettere SIL/RN.

N.17 (ottobre 2007), pp.822-826.

Rennes-le-Château in epoca romana

Uno studio sulle fonti storico-documentali

Numerosi reperti d’epoca romana attestano una presenza romana nell’area di Rennes-le-Château. Dopo la conquista del 118 a.C. della Gallia Narbonense i Romani fondarono l’antica Carcassonne (Julia Carcaso) e costruirono una strada che attraversava Limoux (Lemosium) per arrivare ad Alet (Electum) e a Rennes-les-Bains (Aquae Calidae). Alcune iscrizioni latine di quel periodo hanno ispirato ipotesi non ancora confermate da precisi scavi archeologici: tra queste, l’esistenza della tomba di un importante generale romano (le Grand Romain) a Rennes-les-Bains e di un tempio dedicato alla dea Diana ad Alet-les-Bains. Molto discussa è l’origine di una testa di pietra oggi attribuita ad una divinità gallo-romana ma in passato identificata con Gesù Cristo o con re Dagoberto.

N.17 (ottobre 2007), pp.827-839.

Presentazione del Progetto .DOC

La prima raccolta distribuita di articoli sull’enigma di Rennes-le-Château

N.17 (ottobre 2007), p.860.

Editoriale

Quella croce dovrebbe stare in un museo

N.18 (novembre 2007), p.865.

Le ricerche dell'ingegner Léon Fontan a Rennes-le-Château

Introduzione alla serie L'Or du Temple (La Depeche du Midi, 14-16 ottobre 1971)

N.18 (novembre 2007), p.886.

Allineamenti geografici e regressione lineare

Un metodo efficace per individuare strutture lineari su piani cartesiani

E’ possibile definire “allineamento” un insieme di punti distanti dalla retta di regressione non più di un parametro E. Questa nuova definizione consente di identificare con precisione tutti gli allineamenti dei punti su una mappa geografica. Per analizzare l’area di Rennes-le-Château è stato predisposto un software nell’ambiente di analisi statistica R che ha preso in considerazione 61 chiese e cappelle della zona. Con il metodo della regressione lineare sono stati individuati, in particolare, due allineamenti che coinvolgono ognuno cinque chiese. Ciò non ha alcuna significatività statistica: effettuata la stessa analisi su 10 mappe delle stesse dimensioni generate casualmente, la frequenza di allineamenti sulla mappa dell’area di Rennesle- Château e sulle mappe casuali non hanno mostrato differenze significative (p=0.52).

N.18 (novembre 2007), pp.890-892.

Rennes-le-Château sotto la dominazione visigota

Un tentativo di ricostruzione dell'antica cittadella fortificata

Se è certo che nel 436 la regione di Rennes-le-Château venne occupata dai Visigoti, mancano del tutto le tracce archeologiche di un loro insediamento nell’antica cittadella; non esiste alcun reperto né alcun sepolcro che dimostri una presenza dei Visigoti. Ciò fa concludere che la tradizione di una Rhedae visigota, dovuta principalmente ad un testo di Louis Fédié, è da rivedere. Più probabilmente la cittadella subì soltanto il controllo da parte degli occupanti, mantenendo le tradizioni gallo-romane. E’ comunque verosimile l’ipotesi secondo cui all’epoca fossero due i nuclei fortificati: l’uno a nord corrisponde all’attuale villaggio, l’altro a sud si trovava sulla sommità dello sperone le Casteillas. L’occupazione visigota si concluse nel 725 con l’invasione degli Arabi, seguiti nel 759 dai Franchi che fecero dell’antica Redas una città comitale.

N.18 (novembre 2007), pp.899-908.

Introduzione a L'affaire di Rennes-le-Château

La risposta di Serge Roux all'articolo di Lionel Burrus

N.18 (novembre 2007), p.909.

Editoriale

Quella croce dovrebbe stare in un museo

N.19 (dicembre 2007), p.917.

Introduzione al manoscritto del reverendo Antoine Delmas

N.19 (dicembre 2007), p.949.

Editoriale

L’aeroplanino di Kate

N.20 (gennaio 2008), p.969.

con Sabina Marineo

Errata corrige relativa alle pp.296 e 799

N.20 (gennaio 2008), p.981.

Le fonti di Pierre Gravés du Languedoc

Storia e controstoria di un intricato falso

Le 8 tavole tratte dal libro Pierres Gravées du Languedoc vennero probabilmente realizzate tra il 1965 e il 1966 da Pierre Plantard; la tavola XXII venne citata nell’opuscolo di M.Blancasall (1965) e in un libretto di A.l’Ermite (maggio 1966) e le 8 tavole saranno depositate alla Biblioteca Nazionale solo nel giugno 1966. Plantard affermò che le tavole provenivano da un più ampio libro del 1884 (mai ritrovato) di Eugène Stüblein (1832-1899) ed erano state riprodotte nel 1962 da don Joseph Courtauly (1890-1964). Tali attribuzioni vennero fatte solo dopo la morte di entrambi i personaggi, che non poterono mai smentirle. Le tre principali fonti utilizzate per la creazione di questo elaborato falso sono ben note ed analizzate in dettaglio nel corso di questo articolo: si tratta di due articoli dal Bulletin de la S.E.S.A. e di un libro di Julien Sacaze.

N.20 (gennaio 2008), pp.982-994.

Editoriale

Il mito wikipedizzato

N.21 (febbraio 2008), p.1021.

Il nome di Bigou sulla lapide di Marie de Nègre

N.21 (febbraio 2008), p.1028.

Analisi completa della Grande Pergamena di Rennes-le-Château

La realizzazione della Grande Pergamena di Rennes-le-Château ha richiesto l’uso di quattro elementi fondamentali: la tavola XXII di Pierres Gravées du Languedoc (libretto attribuito ad Eugène Stüblein), un’illustrazione tratta da un articolo di Elie Tisseyre pubblicato nel 1906 nel Bulletin de la Société d’Etudes Scientifique de l’Aude, il percorso del cavallo sulla scacchiera proposto da Eulero nel 1759 e la versione della Vulgata proposta per la prima volta nel 1889 da John Wordsworth e Henry Julian White nel Novum Testamentum Latine Secundum Editionem Sancti Hieronymi. Viene qui proposta nei dettagli la procedura di realizzazione della Grande Pergamena a partire da questi quattro testi; l’analisi dettagliata mette in luce svariati errori di realizzazione commessi dal suo autore.

N.21 (febbraio 2008), pp.1039-1052.

Introduzione a Il simbolismo della scacchiera

Il primo riferimento fornito da Plantard al percorso del cavallo

N.21 (febbraio 2008), p.1064.

Bibliografia de La vera lingua celtica e il cromleck di Rennes-les-Bains

N.23 (aprile 2008), pp.1170-1180.

Editoriale

Il ruspante disincanto degli antichi

N.24 (maggio 2008), p.1181.

con Alessandro Lorenzoni

Guida alla lettura di La vera lingua celtica e il cromlech di Rennes-les-Bains

Seppure molto bizzarro, il libro La vera lingua celtica e il cromlech di Rennes-les-Bains presenta una precisa ipotesi: dopo il Diluvio Universale uno dei nipoti di Noè, Gomer, generò la discendenza dei Galli, mantenendo pressoché inalterata la Lingua Primordiale; dopo alcuni secoli una tribù di Celti si è insediata nella vallata di Rennes-les-Bains e un consiglio di saggi, il Neimheid, ha dato il nome alle varie rocce della zona e i Druidi hanno costruito due giganteschi cromlech a gloria dell’unico Dio. I toponimi della zona (ma anche molti nomi tratti dai testi biblici) scomposti e interpretati in inglese - la Lingua Primordiale - consentono di ricostruire la storia del luogo, le tradizioni religiose e di individuare nei Celti il popolo che anticipò la fede nel Dio che Cristo avrebbe annunciato soltanto dopo alcuni secoli.

N.24 (maggio 2008), pp.1183-1202.

L’iscrizione ai piedi dell’altare di Santa Maria Maddalena

Il brano tratto dalla Liturgia delle Ore del 22 luglio, ricorrenza della Santa

N.24 (maggio 2008), p.1215.

Editoriale

C'è un segreto su quella lapide?

N.25 (ottobre 2008), p.1233.

con Lucia Zemiti, Sabina Marineo, Mattia Telloli

Il processo ecclesiastico di Bérenger Saunière

Analisi documentale del lungo scontro con il Vescovo di Carcassonne

Dal 1909 Bérenger Saunière si trova ad affrontare un lungo processo ecclesiastico intentato dal vescovo Beuvin de Beauséjour; è accusato di aver venduto messe senza passare attraverso la dioscesi, di aver raccolto in questo modo grosse somme di denaro senza celebrare tutte le messe vendute e di aver speso gran parte del denaro così raccolto per opere che non hanno nulla a che vedere con il culto religioso. Durante il processo emergono altre due colpe: quella di aver disobbedito al vescovo, che gli aveva ordinato di interrompere la vendita delle messe, e quella di aver intestato tutti i beni ad una persona laica - Marie Dénarnaud. Le giustificazioni del sacerdote non convincono il tribunale, che lo sospende a divinis. Il tentativo di ricorso a Roma si interrompe senza esito positivo per la morte di Saunière.

N.25 (ottobre 2008), pp.1235-1267.

Editoriale

A pranzo con Henry Lincoln

N.26 (novembre 2008), p.1285.

Cenni storici sui Merovingi

Breve introduzione alla storia della dinastia francese

La dinastia dei Merovingi ha origine dalla tribù germanica dei Sicambri, che all’inizio del V secolo si era stabilita nel nord della Francia. Da Chlodion le Chevelu nacque Meroveo e da costui prese il nome la famiglia; a Meroveo vengono attribuite origini mitologiche: la madre, infatti, sarebbe stata ingravidata sia da Chlodion, sia da un mostro marino. Nel 496 Clodoveo, uno dei discendenti della famiglia, abbraccia il cristianesimo e, con l’appoggio della Chiesa di Roma, tenta una conquista del sud della Francia, dove sono stanziati i visigoti di religione ariana. Nonostante numerosi assedi, la Settimania non cadrà mai in mano ai Merovingi, che in tutta la loro storia non si troveranno mai a governare su Rennes-le-Château e sulla regione circostante.

N.26 (novembre 2008), pp.1291-1292.

Vita di Re Dagoberto II

Ricostruzione documentale della vita del controverso sovrano merovingio

La vita di Dagoberto II, personaggio chiave nelle vicende di Rennes-le-Château, si può ricostruire basandosi sui documenti disponibili; figlio di Sigeberto III, alla morte del padre venne esiliato dal pepinide Grimoaldo, che voleva mettere sul trono il figlio. Dagoberto visse quindi per molti anni in Scozia, dove incontrò San Wilfrid, vescovo di York. Al suo ritorno in Francia, Dagoberto riconquistò il trono d’Austrasia e regnò per alcuni anni. Morì in circostanze controverse, probabilmente ucciso in battaglia o durante un agguato. Per molti secoli si perse memoria di lui, confuso dagli storici con suo nonno Dagoberto I. Fu Godefroy Henschenius (1600-1681) il primo a distinguerlo dal suo avo e dal suo pronipote Dagoberto III. E’ dubbio anche che si tratti dello stesso Dagoberto sepolto a Stenay, dove viene venerato come santo.

N.26 (novembre 2008), pp.1293-1298.

con Ferdinando Ferraioli

E’ esistito Sigeberto IV, figlio di Dagoberto II?

Sulle tracce di un re fantasma

Le genealogie presentate da Pierre Plantard nei documenti del Priorato di Sion si fondano su Sigeberto IV, presunto figlio di Dagoberto II, personaggio la cui esistenza non è mai stata confermata in alcun documento storico. Indagando sulla sua figura si scopre che la sua esistenza è frutto di un bizzarro scambio di persone: due testi, la Vita Arbogasti e la Vita Amandi, confondono Dagoberto II con suo padre Dagoberto I, che in effetti ebbe un figlio chiamato Sigeberto (padre di Dagoberto II). Solo da allora si iniziò ad attribuire a Dagoberto II un figlio chiamato Sigeberto. I due testi su cui Plantard costruirà la sua genealogia non citano alcun Sigeberto IV, che invece comparirà in una versione da lui modificata degli alberi genealogici, poi depositati presso la Biblioteca Nazionale di Francia.

N.26 (novembre 2008), pp.1299-1303.

L’albero genealogico truccato del Serpent Rouge (1967)

Tratto da un libro delle edizioni Que Sais-je? (1966)

N.26 (novembre 2008), pp.1303-1305.

Introduzione al dossier di Dimensione X

N.26 (novembre 2008), p.1316.

 

Questa rivista si ispira alle parole di Louis Pauwels e Jacques Bergier: "È per difetto di fantasia che letterati e artisti cercano il fantastico fuori della realtà, delle nuvole. Non ne ricavano che un sottoprodotto. Il fantastico, come le altre materie preziose, deve essere estratto dalle viscere della terra, dal reale. E la fantasia autentica è ben altra cosa che una fuga verso l'irreale".

© 2018 Mariano Tomatis Antoniono