STUDI • MARIANO TOMATIS ANTONIONO

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La poesia nascosta di Rennes-le-Château

EDITORIALE • AGOSTO 2006

Editoriale tratto da Indagini su Rennes-le-Château 3 (2006) - "Il clavicembalo sta suonando note di Mozart in un frastagliato stile pop, interrotto dal fragore di qualche tuono. Inizia a piovere. Chiuso nella stanza 22 all'Hotel delle Terme Romane di Rennes-les-Bains, Charlot è sul letto; sta giocando a scacchi da solo. E' visibilmente infastidito. Annuncia lo scacco matto, ma ha vinto coi bianchi e perso coi neri. Si rende conto di essere in pareggio con sé stesso, e questo lo disgusta ancora di più. Alla finestra, Maria Maddalena. Nuda".

Non è la rielaborazione moderna di uno dei tanti autori che cercano di scimmiottare lo stile di Dan Brown per cavalcarne il successo: è un brano tratto dalla commedia Circuit, scritta da uno dei protagonisti assoluti della mitologia di Rennes-le-Château, Philippe De Chérisey. Il documento, fondamentale per una corretta ricostruzione delle vicende che lo videro protagonista insieme a Pierre Plantard negli anni Sessanta, contiene la prima decodifica della Grande Pergamena; il procedimento di decifrazione, però, non viene descritto in maniera analitica, come se si trattasse di un trattato di matematica teorica: l'artista De Chérisey sceglie la forma della commedia, scritta con uno stile che ricalca quello delle sceneggiature cinematografiche.

I due giovani protagonisti, Charlot e Maria Maddalena, vivono ai giorni nostri, e tra Saint Sulpice e Rennes-les-Bains scoprono la chiave con cui decrittare la Grande Pergamena. Quando lei nomina Eliodoro, lui le risponde: "Il cavallo bianco di Saint Sulpice… Sei un genio, Maria! Il salto del cavallo definisce il più famoso alfabeto segreto. Dobbiamo andare avanti, e la nostra prossima mossa sarà quella di attraversare ogni casella di una scacchiera senza mai tornare sui nostri passi. E' il famoso Problema del Salto del Cavallo...".

L'autore descrive le musiche di sottofondo, gli ambienti in cui si muovono i protagonisti e le scene periferiche senza preoccuparsi dei dettagli, quasi volesse limitarsi ad affidare una serie di appunti ad un regista. Leggiamo, allora, di un incontro galante tra i due nella camera di Maria Maddalena, tra Rue Caulaincour e Rue Joseph de Maitre; i due fanno l'amore, ma l'autore annota soltanto: "Segue un rapporto sessuale che si prolunga così tanto che la scena può essere del tutto tagliata dal film".

E' una lettura fascinosa, che mescola gli elementi ben noti della mitologia di Rennes a suggestioni poetiche e immagini romanzesche degne di un avvincente romanzo d'avventura. La semplice scena di Charlot che gioca a scacchi con sé stesso, lamentandosi di chiudere sempre in pareggio perché vince con i bianchi e perde con i neri, ha in sé quella sottile e geniale ironia filosofica di cui l'autore, insieme a Pierre Plantard, "infarcirà" letteralmente le vicende di Bérenger Saunière, trasformandole in quell'inferno ermeneutico che ancora oggi dà i suoi frutti come e più d'un tempo.

Ma è anche una lettura che, fino ad oggi, nessuno degli autori italiani ha mai considerato all'interno delle proprie analisi storiche, forse anche per l'estrema difficoltà di reperirne una copia. Il risultato è che il pubblico italiano ignora perfino l'esistenza di perle così preziose, costretto quindi a permutare soltanto le poche tessere del puzzle che ha a disposizione. Saremmo ben lieti se queste pagine fossero in grado di svelare qualcuna delle meraviglie rimaste troppo a lungo nascoste agli occhi degli appassionati, a conferma del fatto che un approccio metodologicamente rigoroso e corretto invece di spegnere la sacra fiamma della Ricerca ne ravviva l'intensità, scovando impensati tesori letterari e artistici, simbolici ed enigmistici.

E quando alcuni profeti indicano nelle caverne dell'Aude la soluzione all'enigma di Rennes, ci viene in mente Platone e il suo mondo di Ombre: che restino pure in catene ad ammirare i riflessi sulla parete di roccia; noi preferiamo s…catenarci.

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono