STUDI • MARIANO TOMATIS ANTONIONO

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Gli scavi di Rennes-le-Château

EDITORIALE • NOVEMBRE 2006

Editoriale tratto da Indagini su Rennes-le-Château 6 (2006) - Nel suo libro "Le caselle della scacchiera" Roger Caillois ha studiato lo schema classico della caccia al tesoro ed ha messo in evidenza il cosiddetto "Paradosso dei tesori". Esistono molti romanzi sullo stile dell'Isola del Tesoro, dove - interpretando correttamente un documento cifrato - si ritrovano favolose ricchezze, sepolte vuoi dai pirati, vuoi dai Templari o da un antico faraone. In tutte queste storie, i proprietari del tesoro sembrano aver avuto come unica preoccupazione quella di fornire abbastanza indizi per consentire a qualcuno di impadronirsene; da qui, la necessità di compilare crittogrammi complicati, destinati a guidare il cercatore, chiunque esso sia.

Nel Mondo dei Romanzi, i proprietari dei tesori non soltanto - e stranamente - non intendono spendere quelle ricchezze per sé, ma addirittura preferiscono premiare l'ingegnosità di uno sconosciuto piuttosto che affidarlo ad una persona fidata. E quindi organizzano una sorta di gioco a nascondino, tale per cui il primo arrivato potrebbe impadronirsene, se dotato di abbastanza ingegno. In definitiva, il tesoro non va a chi ne avrebbe titolo per rivendicarlo in eredità, ma piuttosto a chi mostra di "meritarlo" grazie all'ingegno dimostrato durante la ricerca.

"Le vie dell'immaginazione, nei romanzi come nei miti e nei racconti, seguono qualche volta una strana e subdola legislazione" conclude Caillois.

Rennes-le-Château gioca su un sottile crinale. Molti elementi della sua mitologia sono complicati giochi politico-letterari, ma il sottosuolo del villaggio ha già regalato agli archeologi alcune interessanti scoperte. Optare per uno solo di questi due ricchissimi filoni di studio significa perdere gran parte del fascino del luogo, icona di una insidiosa fusione tra mistificazioni letterarie e tangibili reperti del Passato.

Il 1956 non segna soltanto l'inizio delle attività esoteriche del Priorato di Sion, ma anche l'avvio di lavori di scavo che proseguiranno - più o meno legalmente - per oltre cinquant'anni. E' la notte del 31 marzo 1956 quando un rabdomante di Carcassonne indica a Nöel Corbu uno spiazzo nel giardino della Tour e della Serra: "Bisogna scavare qui".

Forse Corbu sospetta che l'intuizione non sia guidata da un improbabile pendolo bensì dall'evidente stato di smottamento dell'area segnalata. Ma è il risultato quello che conta. Un risultato particolarmente macabro: gli scheletri di tre giovani militari.

Nel 1959 un cercatore che arrivava dalla Normandia è convinto che l'accesso ad una cripta si trovi sotto il pilastro della Madonna di Lourdes. Impossibilitato a scavare nella piazzetta, pratica un profondo buco ancora visibile nella piccola stanza oggi adibita a biglietteria. A due metri di profondità si arrende.

Nel maggio dello stesso anno Jacques Cholet chiede l'autorizzazione al Sindaco di effettuare scavi nella chiesa (vedi p.271). Alla fine dei lavori compila un rapporto dettagliato (vedi pp.274-280). Nessun rinvenimento rilevante, ma molti intriganti indizi.

Nel frattempo gli scavi non autorizzati sono diventati illegali (vedi p.272). Inizia l'epoca delle scansioni non invasive.

Nell'aprile 2001 il Consorzio Rennes-le-Château effettua alcune prospezioni del sottosuolo: sotto la Tour Magdala e la Chiesa parrocchiale si evidenziano delle anomalie. I risultati della scansione vengono pubblicati da Harry Jol, Ryan DeChaine e Robert Eisenman sugli atti di un convegno della International Society for Optical Engineering. La stampa si scatena, sospettando un interesse del Vaticano per le vicende. Il 7 settembre 2001 il Consorzio è costretto a presentare un comunicato in cui vengono espressi i veri scopi del futuro scavo (vedi pp.281-284).

La Direction Régionale des Affaires Culturelles (DRAC) non ritiene scientificamente fondati gli interessi degli archeologi, ma il Comune concede comunque l'autorizzazione: gli scavi sotto la Tour Magdala dell'agosto 2003, cui partecipa anche l'italiano Andrea Barattolo, portano alla luce soltanto un sasso. La DRAC denuncia il Sindaco per scavi non autorizzati.

Intanto Barattolo avanza una nuova richiesta di scavo all'interno della chiesa (pp.286-289): la chiesa potrebbe rivelare un interessante sottosuolo. Ad oggi, nessuna autorizzazione di scavi è stata concessa.

Il resto è cronaca.

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono