STUDI • MARIANO TOMATIS ANTONIONO

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Alle origini della Cité du Chariot

EDITORIALE • GIUGNO 2007

Editoriale tratto da Indagini su Rennes-le-Château 13 (2006) - Nel gran numero di studi dedicati a Rennes-le-Château, è raro imbattersi in ricercatori disposti a mettere in dubbio le intere fondamenta dell'edificio mitologico sorto intorno alla sua leggenda; molto spesso, ognuno sale sulle spalle del precedente, senza chiedersi se l'ultimo sia ben stabile o se invece il suo equilibrio sia molto precario.

I tre lunghi studi presentati in questo numero descrivono una parabola di straordinario interesse. Il primo in ordine di tempo è di Louis Fédié (1815-1899): accademico molto stimato, era stato invitato a Parigi a presentare la sua relazione sull'antica Rhedae (l'antico nome di Rennes-le-Château) in occasione del Congrès des Sociétés savantes nell'aprile 1877. Inclusa nel libro Le Comté de Razès et le diocèse d'Alet (1880), la relazione intendeva descrivere le origini del villaggio, che secondo Fédié era stato un vasto insediamento visigoto.

Il testo è di straordinaria importanza perché venne pubblicato ancora prima che Bérenger Saunière diventasse parroco di Rennes (quindi in epoca non sospetta di alcuna contaminazione) e perché verrà considerato nel corso di tutto il XX secolo come un'autorità indiscutibile addirittura da Pierre Plantard e Gérard de Sède, che più volte ne citeranno le pagine (a volte con evidenti forzature: Fédié, ad esempio, non parla mai di tombe merovingie a Rennes-le-Château, bensì di un ritrovamento di alcune tombe le cui pareti e il coperchio formavano "un'imitazione delle tombe merovinge"!). E' istruttivo cercare nel testo del ricercatore francese le radici di alcuni miti germogliati nel secolo successivo.

Il secondo testo è la Notice Delmas di René Descadeillas (1909-1986): scritta in forma di appunti nei primissimi anni Sessanta, si tratta della prima ricostruzione della vicenda di Bérenger Saunière eseguita con serietà e rigore storico dal custode della Biblioteca di Carcassonne. Dopo una tesi di laurea dedicata alle famiglie nobiliari che si erano succedute a Rennes-le-Château lo studioso aveva voluto personalmente effettuare delle ricerche d'archivio per chiarire l'origine delle ricchezze del "sacerdote miliardario" di cui parlava la stampa locale. Il fenomeno Rennes-le-Château era ancora una vicenda di interesse locale (il libro di Gérard de Sède sarebbe uscito solo diversi anni dopo) ma Descadeillas aveva voluto vederci chiaro ed aveva avuto la possibilità di recuperare materiale di straordinario interesse documentario, parte del quale oggi è andato perduto. La tesi espressa dallo studioso è netta: Saunière "usava" la leggenda del tesoro del diavolo custodito sul Blanchefort (raccontata da Labouisse-Rochefort nel 1830) per nascondere gli introiti dovuti alla vendita delle messe per corrispondenza.

Tra il 1978 e il 1984 due studiosi francesi, Brigitte Lescure e Jean Fourié, osano per la prima volta addentrarsi nella selva storica di Rennes-le-Château per gettare un po' di luce sulle sue origini; in due testi ormai introvabili - Recherches archéologiques à Rennes-le-Château du VIII au XVI siècles (1978) e L'Histoire de Rennes-le-Château antérieure à 1789 (1984) - mettono in dubbio la tesi di Louis Fédié, facendo notare che non esiste un solo reperto di provenienza visigota a Rennes-le-Château e negli immediati dintorni: il testo dello studioso riporta molte "voci di paese" che non hanno alcun supporto archeologico, e va quindi studiato con attenzione e spirito critico, alla ricerca di possibili conferme o smentite. I ritrovamenti archeologici attestano, invece, l'influenza dell'arte carolingia - che si evidenzia ad esempio sul pilastro dell'altare e sulla Dalle des Chevaliers. Anche Fédié, dunque, va preso cum grano salis.

E' questo il contesto in cui si inserisce il lavoro di Jean-Alain Sipra, pubblicato nel 1992 e qui riproposto grazie alla sua gentile concessione: conscio dei limiti del testo di Fédié e ben al corrente delle considerazioni della Lescure, Sipra fa tabula rasa degli studi precedenti e cerca conferme "archeologiche" di una possibile origine visigota della chiesa di Santa Maddalena di Rennes-le-Château. E propone, in conclusione del suo interessante e documentato studio architettonico e matematico, una serie di scavi che potrebbero confermare o smentire la sua intuizione.

E' con autentico orgoglio che lo presentiamo in questa edizione italiana, in un numero interamente consacrato alle origini di Rennes-le-Château, la Cité du Chariot.

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono