STUDI • MARIANO TOMATIS ANTONIONO

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La sottile linea grigia

EDITORIALE • SETTEMBRE 2007

Editoriale tratto da Indagini su Rennes-le-Château 16 (2006) - Intorno a Rennes-le-Château sono fiorite le ipotesi più diverse, dalle più meditate alle più strampalate. Chi osserva la vallata ai piedi del domaine dalla Tour Magdala può individuare una formazione di alberi disposti a forma di freccia; opera di Elizabeth Van Buren, vennero collocati in quel modo per consentire agli alieni di individuare il luogo ove atterrare durante il loro sbarco sulla terra; la formazione è così imponente che è possibile scorgerla perfino sulle fotografie satellitari della zona disponibili su Internet.

Seppure gli alieni non si siano presentati all'appuntamento fissato dalla scrittrice, la Van Buren ha avuto il coraggio di presentare una "teoria ben definita"; una teoria, ovvero, che afferma qualcosa, presenta uno scenario e offre la possibilità di verificarlo.

I primi articoli che parlavano di Rennes-le-Château offrivano altrettante "teorie ben definite", sin dal titolo: il primo, ad esempio, annunciava il ritrovamento, da parte del vecchio parroco del paese, del tesoro di Bianca di Castiglia; un'affermazione precisa, netta - che, naturalmente, avrebbe poi potuto rivelarsi vera o falsa. Era il 1956.

Con il passare degli anni lo scenario è cambiato. Parallelamente a molte altre discipline controverse, anche il tema di Rennes-le-Château si è prestato ad un approccio diverso, notevolmente più insidioso. I fautori di questo movimento di opinione hanno smesso di proporre teorie; al contrario, ritengono un preciso "valore" il fatto di evitare di esprimere una posizione ben definita. L'unica attività di costoro consiste nel mettere in luce supposte "anomalie" e far notare quello che non funziona nelle teorie "ufficiali".

Ufficialmente, se prestiamo fede ai documenti processuali, Bérenger Saunière si arricchì ricevendo doni da ogni parte d'Europa e vendendo centinaia di messe mai celebrate; nessun sacerdote, e neppure il vescovo in persona, si sognò mai di leggere nelle decorazioni fatte collocare nella chiesa alcunché di sconveniente per l'ortodossia cattolica.

Accanto a chi propone le care vecchie "teorie ben definite" (la più recente è Patrice Chaplin, che ha ipotizzato una serie di viaggi dei fratelli Saunière a Girona) molti studiosi hanno capito che ciò è rischioso: c'è il pericolo di essere smentiti dai fatti. Costoro, dunque, avanzano "teorie indefinite": il loro approccio consiste esclusivamente nel far notare che la chiesa, le decorazioni, i testi e le fotografie connesse con Rennes-le-Château sono - per qualche ragione - "anomale", e fondano la loro ricerca su una fondamentale negazione: "Non è possibile che Saunière si sia arricchito soltanto vendendo le messe. Dev'esserci Altro". Ma in cosa consisterebbe quest'Altro? Costoro si guardano bene dal dirlo (altrimenti le loro sarebbero "teorie definite", e cadrebbero nell'altra nobile categoria).

Mettendosi in salvo da qualsiasi critica (è impossibile criticare una "teoria indefinita" perché non c'è niente di definito di criticabile), costoro si presentano come i Veri Ricercatori che non escludono nulla a priori - ma che, a ben vedere, non "includono" neppure nulla!

Si potrebbe liquidare la faccenda con una battuta ("Va bene tenere la mente aperta, ma non così tanto che il cervello caschi per terra!"), ma il tutto è più serio di quanto si pensi. Si tratta, infatti, di un atteggiamento che fa molto presa sul lettore incauto, il quale - stufo delle "teorie definite" più balzane - trova nelle "teorie indefinite" qualcosa di assolutamente confortante: non deve, infatti, aderire ad alcuna posizione, ma può limitarsi criticare quelle espresse da altri.

In un recente articolo, Andrea Ferrero ha fatto notare che questo atteggiamento nichilista è più diffuso di quanto sembri. Mentre l'Astrologia e l'Omeopatia sono "teorie definite", che forniscono descrizioni della realtà (magari basate sul pensiero magico o su concetti abbandonati dalla comunità scientifica) verificabili con esperimenti controllati, il mondo del paranormale e dell'occulto abbonda di "teorie indefinite", tutte accomunate dalla fondamentale (e già vista) negazione: "Non è possibile che… Dev'esserci Altro! (ma non ti dico cosa…)".

Scrive Andrea: "Questo tipo di ragionamento viene chiamato 'argomento dell'incredulità' ("Non vorrete farmi credere che le cose sono davvero andate così?") ed è ricorrente nelle pseudoscienze contemporanee: 1) i negazionisti dell'Olocausto non dicono che gli Ebrei morti siano stati zero, mille o centomila, ma che non possono essere stati sei milioni; 2) i fantarcheologi non dicono che le linee di Nazca o le piramidi siano opera di civiltà ignote, ma che non possono essere state costruite dai popoli antichi; 3) i "cerchiologi" non dicono che i crop circle siano creati dagli UFO, ma che sono troppo complessi per essere realizzati da mano umana; 4) i complottisti dell'11 settembre non dicono che gli attentati alle Torri Gemelle siano stati organizzati dal governo americano, ma che non possono essere stati compiuti da al Qaeda. L'efficacia retorica dell'argomento dell'incredulità consiste nel sopprimere il secondo termine di paragone. Se mi concentro sugli aspetti poco chiari o poco intuitivi di una teoria posso riuscire a farla apparire poco credibile, specialmente se mi aiuto con descrizioni incomplete e faziose dei fatti. Ma il punto è che qualsiasi teoria diventa poco credibile se viene presentata in questo modo: quello che dovrei fare per essere obiettivo è confrontare la sua credibilità con quella della teoria concorrente. L'idea che ci siamo evoluti per caso può essere difficile da mandare giù, ma l'idea che il Creatore sia intervenuto qua e là per formare una alla volta tutti i miliardi di specie viventi che abitano la Terra è davvero più plausibile? La tecnica di omettere il termine di paragone è conosciuta e adoperata dai partiti di opposizione in tutto il mondo. Dimostrare che il governo non si sta comportando bene è abbastanza facile: tutto un altro paio di maniche è, messi nelle stesse condizioni, riuscire a fare di meglio".

Il successo di questi scenari indefiniti è certamente da ricercare nel postmodernismo - che non a caso Tony Cliff definiva come "La teoria del rifiutare le teorie". Se le "teorie indefinite" hanno un merito è quello di individuare i punti deboli delle "teorie definite": queste, infatti, hanno bisogno di essere continuamente riviste, rielaborate, corrette secondo le nuove scoperte. Queste pagine non esisterebbero neppure se fossimo ormai convinti che ciò che avvenne a Rennes-le-Château ha una soluzione facile e a portata di mano: la teoria "ufficiale" su citata ha dei punti di forza ma certamente presenta alcune falle; nessuno, ad esempio, ha mai trovato un annuncio di Saunière pubblicato su alcuna rivista religiosa dell'epoca.

Gli autori di queste pagine intendono dunque collocarsi in quella sottile linea grigia tra le teorie ufficiali e le numerose falle che presentano, con il coraggio di affermare assertivamente quanto è stato provato oltre ogni ragionevole dubbio ma con eguale disponibilità a mettere in discussione l'intero edificio quando nuove evidenze suggeriscono ipotesi alternative. Per non cadere nel vuoto nichilismo delle "teorie indefinite", ma anche per non fossilizzarsi su posizioni dogmatiche che impediscono qualsiasi nuova scoperta e qualunque progresso nella conoscenza.

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono