STUDI • MARIANO TOMATIS ANTONIONO

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Progetto .DOC

EDITORIALE • OTTOBRE 2007

Editoriale tratto da Indagini su Rennes-le-Château 17 (2006) - Seppure siano già passati quarant'anni dalla pubblicazione del libro che rese Rennes-le-Château nota come "il villaggio dei misteri", è sorprendente la sua capacità di offrire sempre qualcosa di nuovo agli appassionati; fuori dai percorsi già battuti centinaia di volte esistono tesori ancora inesplorati, e che soltanto chi è innamorato della vicenda narrativa dei luoghi può imparare ad apprezzare. Uno di questi si trova ad una quarantina di chilometri a nord della collina incantata. E' un edificio in pietra marrone al numero 41 di Avenue Claude Bernard, a Carcassonne. La sala principale è sempre illuminata dal sole, che attraversa una parete di vetro accendendo i colori e dipingendo i muri laterali - in pietra grezza di montagna - di sfumature calde. Dietro una porta, invisibili, milioni di pagine antiche, protette una ad una, raccontano il passato della regione, spesso con tracce di inchiostro sbiadito, altre volte su larghi fogli ingialliti da cui i caratteri a stampa sembrano voler fuggire. Ogni involto ha un numero impresso. Sembrano tanti carcerati in attesa di un'ora d'aria che solo un Cercatore innamorato può offrire loro.

Siamo agli Archivi Dipartimentali dell'Aude.

All'ingresso, due inservienti molto cordiali chiedono le generalità e regalano una tessera con nome, cognome e un codice interno. Dietro alcune porte di vetro, il salone principale: basta scegliere una delle enormi scrivanie illuminate dalla luce solare e annotarsi il numero.

In una stanzetta attigua, alcuni cataloghi ordinati consentono di individuare in pochi minuti il documento che si desidera consultare: Folklore de l'Aude è tra i periodici, quindi lo cerco nel catalogo PER. Sono in ordine alfabetico, e Folklore corrisponde al codice 22. L'annata che cerco, quella del 1938, è contrassegnata con il numero 2. La cote è completa, e i computer tutti liberi.

Inserisco il mio cognome, l'anno di nascita (è la password per tutti: difficile da dimenticare), il codice sulla mia tessera, il numero della scrivania che ho scelto e la cote: 22PER2. Tempo stimato per avere il documento: quindici minuti.

Puntuale, l'involto raggiunge la mia scrivania, scortato da un altro inserviente, altrettanto gentile - perfino benevolo con il mio francese stentato. Il volume profuma di antico, e in pochi passi sono sulla scrivania più luminosa della stanza. Se avessi un laptop e uno scanner potrei attaccarmi alle numerosissime prese di corrente a disposizione di ogni scrivania. Ma ho soltanto una macchina fotografica, e le fotografie sono gratuite - le scannerizzazioni lo sarebbero altrettanto: la prossima volta ci farò un pensierino.

Non ho neppure bisogno del flash: il sole illumina la pagina e mi consente scatti precisi e fermi. Ritornato a casa, Corel Paint Shop Pro mi consentirà di estrarre dalle fotografie caratteri precisi e netti, di cui farò un PDF da mettere a disposizione del mondo intero.

Folklore narra di un pastorello di Rennes-le-Château che perde una pecora e corre a cercarla; una pecora "magica", che parla e terrorizza il giovinetto (la pagina è stata riprodotta nel numero 16 di questa rivista a p.793). Una leggenda, che appartiene a quel periodo "oscuro" tra il 1917 e il 1956 - tra la morte di Saunière e l'arrivo in paese di Noël Corbu. Non esiste libro, ad oggi, in grado di far luce su quei quarant'anni misteriosi. Ma dietro a quella porta, decine di migliaia di pagine dei quotidiani locali - La Dépêche du Midi, l'Indépendant, il Midi Libre - vorrebbero gridare la loro verità, raccontare gli aneddoti più curiosi di quel periodo, narrare le gesta dei primi che raggiunsero la collina degli enigmi armati di piccone, prima che gli scavi fossero vietati dalla legge…

Ad oggi, nessuno ha mai fatto un lavoro di recupero e restauro metodico, serio e completo: eppure l'accesso agli Archivi è straordinariamente facile e totalmente gratuito, ed offre ore e ore di piacevoli scoperte, sulle tracce di inediti che non trovano spazio tra le elucubrazioni esoteriche più spinte di cui la letteratura specializzata trabocca.

Un lavoro proibitivo per una persona sola, ma che il Gruppo di Studio e Documentazione si impegna a coordinare lanciando il progetto .DOC

Un'operazione "distribuita", alla quale ognuno può contribuire con un minuscolo mattoncino, per creare il più vasto archivio di documenti dedicati alla storia di Rennes-le-Château così com'è stata raccontata sulla stampa locale, dall'epoca in cui viveva Saunière (gli Archivi contengono giornali ben precedenti il 1900!) fino ai giorni nostri, creando una sinergia senza precedenti tra viaggi nell'Aude, macchine fotografiche, ore di ricerca tra le pagine dei quotidiani francesi, scambi di email, programmi di fotoritocco e di composizione grafica, gestione di database on-line per la condivisione a livello mondiale del materiale raccolto e restaurato.

Il primo risultato del progetto .DOC è già in questo numero della rivista: i tre storici articoli di Albert Salamon che hanno dato inizio al mito di Rennes-le-Château sono stati recuperati, restaurati e riprodotti alle pp.861-863.

Se anche voi vorrete essere parte attiva del progetto, benvenuti a bordo!

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono