STUDI • MARIANO TOMATIS ANTONIONO

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Il mito wikipedizzato

EDITORIALE • FEBBRAIO 2008

Editoriale tratto da Indagini su Rennes-le-Château 21 (2008) - L’articolo di Lipread Partner si intitolava “Kabbalah, Islam and Egyptian connections in Rennes-le-Château enigma - Christina of Sweden: the queen with a key role in keeping the Secret” (“Connessioni tra Cabala, Islam ed Egitto nell’enigma di Rennes-le-Château - Cristina di Svezia: la regina con un ruolo chiave nella custodia del segreto”) ed era stato pubblicato su renneslechateau.it il 27 agosto 2007. Il suo contenuto era di una certa complessità: Partner prendeva l’avvio dal demone Asmodeo collocato nella chiesa di Rennes-le-Château, che secondo la tradizione governava 72 demoni; il numero 72 corrisponde - secondo la Lettera di Aristea - al numero di discepoli inviati nel mondo da Cristo ma anche, per la Cabala, al numero di nomi di Dio e a quello dei guerrieri musulmani della battaglia di Karbala (secondo l’Islam); ciò proverebbe una connessione tra Saunière, la Cabala e l’Islam. Il primo a scoprire che la Lettera di Aristea era un falso fu Isaac Vossius, bibliotecario della regina Cristina di Svezia; la scoperta venne pubblicata in un testo dedicato all’esploratore romano Pomponio Mela - e secondo una tradizione, Pomponnet e Mela furono i nomi che Saunière diede al suo cane e alla sua scimmietta. Cristina di Svezia, inoltre, aveva stretti rapporti col Cardinale Mazarino - uno dei personaggi che ritornano spesso quando si indaga su Nicolas Poussin e le sue opere. L’articolo si chiudeva con una domanda evocativa: “Qual era il misterioso collegamento tra Cristina e Rennes-le-Château? Cristina aveva fatto un accordo con il Cardinale Mazarino, ma a sua volta Mazarino era collegato a Nicolas Poussin. Condividevano il segreto di Rennes-le-Château? Un segreto collegato alla Cabala? L’ipotesi dev’essere valutata con attenzione”.

Annunciai la pubblicazione su diversi forum di discussione italiani, francesi e inglesi. Le reazioni non tardarono. SEGOVIUS lo definì “Molto interessante” e iniziò una lunga discussione sul nucleo dell’articolo: la Cabala, l’Islam e le loro connessioni. ROSCOE affermò addirittura di essere già al corrente della teoria proposta, scrivendo: “Sono anch’io arrivato al collegamento tra Cristina di Svezia e Rennes-le-Château, ma attraverso un percorso completamente diverso”. BERGEREDEARCADIE confermò l’affermazione di ROSCOE, annunciando la futura pubblicazione di un articolo sullo stesso tema: “Sono stata io la prima a proporre un collegamento tra Cristina di Svezia nel 2000 in un articolo pubblicato su The Rennes Observer”. DONJUAN ammise, a proposito della tesi proposta, che “una cosa del genere era possibile”.

Solo il 18 settembre 2007 annunciai che Lipread Partner era in realtà uno pseudonimo, trattandosi dell’anagramma di Pierre Plantard. L’annuncio si trovava in apertura di un articolo da me scritto, intitolato “How to write a Rennes-le-Château paper in 5 minutes - The problem of a (pseudo)science without boundaries” (“Come scrivere un articolo su Rennes-le-Château in 5 minuti - Il problema di una (pseudo)scienza senza confini”). L’articolo denunciava la facilità di scrivere in pochi minuti un articolo senza capo né coda che molti appassionati avrebbero potuto leggere senza distinguerlo dalla maggior parte degli articoli pubblicati su Rennes-le-Château e la vicenda storica di Bérenger Saunière.

L’autore dell’articolo di Lipread Partner, infatti, ero io - e la scrittura del pezzo non mi aveva richiesto più di 5 minuti. La tecnica con cui l’articolo era stato realizzato era descritta nei dettagli nello studio presentato a settembre: il primo passo consisteva nel fare un semplice copia-e-incolla da qualche riga della voce “Rennes-le-Château” pubblicata sull’enciclopedia Wikipedia. Nel brano ricopiato era necessario identificare un qualunque elemento (nel mio caso, il numero 72) e cercare anch’esso su Wikipedia, limitandosi a copiare altre frasi a caso. Il procedimento doveva essere ripetuto più e più volte: ogni volta bisognava trovare un “ponte” tra una voce e l’altra e ricopiare brandelli delle voci trovate via via su Wikipedia. Forniva un prezioso collante tra i vari brandelli l’aggiunta di frasi del tipo: “Quindi c’è un collegamento tra Saunière e la Cabala”. Non era affatto necessario “provare” tali collegamenti: era sufficiente annunciarli, e proseguire nel copia-e-incolla. Dunque dalla chiesa di Rennes-le-Château passai al 72 attraverso il demone Asmodeo, e dal 72 alla Lettera di Aristea, da qui a Cristina di Svezia e dalla regina al Cardinale Mazarino (e quindi a Nicolas Poussin). Ma la Lettera di Aristea forniva anche un collegamento con l’autore del libro su Pomponius Mela, e da lui ai due animali di Saunière.

Nessuno dei commenti riguardava la totale insensatezza delle tesi esposte, il metodo miope e completamente imbecille seguito nel compilare l’articolo, l’inconsistenza delle prove proposte e soprattutto l’incongruità dello scenario complessivo. L’articolo (scritto davvero in meno di 5 minuti) era stato pienamente accettato perché totalmente in linea con moltissimi studi presentati - anche a mezzo stampa - da molti sedicenti “studiosi” e “ricercatori”.

Come ha commentato Diego Cuoghi a proposito del mio articolo, il mito di Rennes-le-Château si è ormai “wikipedizzato” al punto da consentire davvero qualsiasi collegamento, senza che alcun confine venga imposto dal buon senso. L’immagine del vecchio e compatto cubo di Rubik è stata ormai sostituita da quella di un ammasso di pezzi ricomponibili a piacere, secondo il gusto di chi gioca senza la minima constraint. Ma preferisco non dilungarmi, per non cadere nell’errore denunciato da Arthur Bloch.

Non discutere mai con un idiota. La gente potrebbe non notare la differenza.

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono