STUDI • MARIANO TOMATIS ANTONIONO

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Il ruspante disincanto degli antichi

EDITORIALE • MAGGIO 2008

Editoriale tratto da Indagini su Rennes-le-Château 24 (2008) - Sull’album di famiglia la fotografia era seppiata. Lungo una strada di campagna, dietro una processione di anziane donne, alcuni sacerdoti reggevano una croce. “Le chiamavamo ‘Missioni’; oggi non si fanno più”, mi confidava la nonna, facendo scorrere le dita rugose tra quelle istantanee di 60 anni prima. Passeggiando con lei lungo i campi di grano, mi rivelava che quelle strane spighe piegate indicavano il passaggio di un cinghiale: ai suoi tempi, i cacciatori le utilizzavano per intuire la direzione da seguire. Si distinguevano da quelle completamente disordinate, prodotte dal vento, perché più lineari. Ogni tanto passava in cielo un aeroplano; le scie bianche ne annunciavano la presenza, ed io dimenavo le mani per salutare i passeggeri.

Solo di recente ho saputo.

Una email, firmata dall’autore di un recente libro sui misteri di Rennes-le-Château, mi domanda allusiva quale sia la Missione cui fece riferimento Saunière sul pilastro fatto incidere nel 1891. Sarò mica così ingenuo da non individuarvi qualcosa di sospetto?

Su un sito web di appassionati di cerchi nel grano vengo a conoscenza del fatto che quelle tracce nei campi di grano, tracciate completamente alla rinfusa, sono complessi crop circles astratti, realizzati apparentemente senza alcun progetto, in realtà latori di messaggi da cogliere attraverso attente riflessioni cosmologiche e alchemiche.

Su una rivista di larga diffusione scopro altresì che quelle scie nel cielo sono in realtà mefitiche tracce chimiche rilasciate segretamente dai governi mondiali per trasformarci in cavie da sterminare senza pietà.

Là dove c’era l’erba ora c’è una città. E chi è nato sull’asfalto ha perso il contatto con la terra, con i simboli delle origini, con l’ancestrale saggezza degli antenati e il loro ruspante disincanto. Come chi riflette sul precetto alchemico di ripetere quattordici volte Abracadabra prima di togliere la pietra dall’Athanor, avendo dimenticato che quelle formule e quei numeri sostituivano egregiamente i moderni cronometri, all’epoca inesistenti ma sempre fondamentali per qualsiasi reazione chimica.

Provo una certa nostalgia per gli animaletti che mia nonna mi faceva vedere nelle nuvole.

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono