STUDI • FRANCESCO GARUFI

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Storia del Priorato di Sion

TRATTO DAL CAPITOLO VII DEL LIBRO RENNES-LE-CHÂTEAU: UN'INCHIESTA, EDIZIONI HERA • 2004

La mente del complotto

Parigi, Aprile 1989
[...] La fondazione del Priorato di Sion non avviene con le crociate. [...] Relativamente alla questione delle "famose" pergamene, queste sono una fabbricazione di Philippe de Cherisey e non hanno alcun valore. [...] Siamo ora in grado di stabilire ufficialmente che il Priorato di Sion non ha alcuna connessione nè diretta nè indiretta con L'ordine del Tempio e che la fantasiosa successione di Gran Maestri attribuitagli da Philippe Toscan, Mathieu Paoli, Henry Lincoln, Michael Baigent, Richard Leigh, sono frutto d'immaginazione. Le origini del Priorato sono invero modeste.

Parigi, 4 Aprile 1989
A tutti i nostri Fratelli.
[...] La maggioranza dei membri di Sion crede (come me) che la fondazione del Priorato risalga al 17 gennaio 1681, a Rennes-le-Château, tuttavia, malgrado tutte le nostre ricerche, ci siamo trovati nell'impossibilità di ritrovare un atto che comprovi questa data. Comunque, miei cari Fratelli, che nulla vi impedisca di credere alla creazione dell'Ordine nel 1681, anche se non possiamo dimostrare, ai giorni nostri, l'eterna Verità.
Le dichiarazioni sopra esposte sono firmate dal Gran Maestro del Priorato di Sion, Pierre Plantard, e rappresentano l'atto finale di una delle più grandi macchinazioni orchestrate nel secolo scorso. È la conclusione di uno dei filoni più prolifici degli ultimi decenni, capace di creare un intero corpus letterario in grado di riempire, letteralmente, centinaia di migliaia di pagine.
L'inganno del Priorato - come poterlo definire diversamente ? - ha indotto, in tanti autori e lettori, una visione distorta della realtà storica spacciata per nuova rivelazione volutamente soppressa da chi detiene il potere temporale. La fervida mente di Plantard ha contribuito alla costruzione di un nuovo genere letterario, dove realtà e fiction si uniscono senza avere più possibilità di comprendere dove finiscono i fatti e cominciano le fantasie.
Ha creato nella mente di molti un falso scenario storico e politico, in cui dinastie di discendenza divina e società segrete complottano per il raggiungimento di un nuovo ordine mondiale.
Il vero motivo della notorietà di Rennes-le-Château, l'ipotetico tesoro sepolto di Bianca di Castiglia, si è trasformato, con Plantard, nel grande segreto da preservare finché tempi migliori non consentano di attuare un progetto vecchio di duemila anni: la restaurazione di un monarca divino.

Dai Merovingi a Plantard

Per comprendere appieno come sia stata possibile tale trasformazione è necessario percorrere le tappe salienti del mito.

Ciò che lega Pierre Plantard a Rennes-le-Chateau è inserito all'interno di uno dei cosiddetti "Dossier Segreti", il Dossier Lobineau. Questi documenti contengono la genealogia dei re Merovingi e delle famiglie della zona di Rennes, tra cui anche i Blanchard e gli Hautpoul. Lobineau, che altri non era che lo stesso Plantard, racconta la storia di un abate, Hoffet, il quale un giorno riceve la visita di un curato di un paesino del sud della Francia, Rennes-le-Château. Il curato in questione, ossia Saunière, chiede a Hoffet la traduzione d'alcune pergamene, da lui rinvenute nei pilastri dell'altare della chiesa in restauro. Le pergamene portavano i sigilli di Bianca di Castiglia e Hoffet, traducendole avrebbe ricostruito la genealogia completa dei discendenti di Dagoberto II.

Gli antenati del Merovingio discendevano dalla tribù di Beniamino, accreditando con ciò un'origine che risale ad una delle dodici tribù ebraiche.

Hoffet, prima di consegnare le pergamene a Saunière, ha l'accortezza di farne delle copie che consegnerà al Priorato di Sion e che finiranno in seguito nelle mani di Pierre Plantard, Gran Maestro e ultimo discendente della nobile casata.

Il legame con Rennes-le-Château è, in questo modo, stabilito. Sarà poi ancora cura di Plantard mettere insieme le leggende e le voci che circolano attorno al paesino Francese, i Catari, i Templari e quant'altro, fornendo all'ignaro - ma non tanto - Gérard de Sède un canovaccio per il primo libro di una lunga serie, nel quale si pongono le basi "ufficiali" della mitologia legata alla vicenda Saunière.

Leggendo le "opere" legate al fantomatico Priorato e a Plantard, ci si accorge però di quanto siano infine poco "strettamente" connesse con Rennes-le-Château. Tutte le pubblicazioni successive all'opera dell'intramontabile Il Santo Graal, del famoso trio inglese Baigent, Lincoln e Leigh, prendono il via da un pretesto, cioè il legame con il Priorato, per affrontare temi completamente diversi. Ecco quindi che l'ipotesi iniziale, scaturita dalle ricerche pubblicate nel libro di cui sopra, ovverosia della dinastia Merovingia discendente in linea diretta dai figli avuti da Maria Maddalena e Gesù, è servita a Plantard per tessere tutta la serie di false prove e documentazioni atte a stabilire la diretta connessione del Priorato con queste vicende.

I lavori pubblicati finora, mi riferisco principalmente alla corrente inglese, si sono completamente distaccati dal vero enigma, imbastendo teorie che hanno poco in comune con l'iniziale "Mistero di Rennes-le-Château".

Mi sono accorto, leggendo anche tali testi, che gli autori avevano bisogno di un "movente"atto a giustificare, a volte, voli pindarici dalle improbabili conclusioni.

Il protagonismo di Plantard

È importante rilevare l'evolversi della storia connessa al paesino pirenaico per meglio comprendere, successivamente, anche altri aspetti, poco sottolineati, riguardanti il periodo storico in cui il Priorato di Pierre Plantard ebbe modo di crescere.

Le ricerche condotte da Baigent, Lincoln e Leigh hanno portato gli stessi a postulare che Santo Graal significhi Sang Real, sangue reale. Da questa deduzione scaturisce che esiste o sia esistita una dinastia reale discesa da Gesù Cristo. In definitiva, il legame tra Sauniere, Plantard, il Priorato e quant'altro facente parte della storia ormai nota di Rennes-le-Château, è esclusivamente il segreto di un'importante dinastia che ha discendenze reali e che ambisce alla restaurazione di una monarchia di diritto divino. L'apporto di Plantard alla teoria del trio consiste nel "avvalorare", nel giustificare la possibile esistenza di una dinastia discendente da Gesù, fornendo "prove consistenti" e mettendo a disposizione degli autori parte dell'archivio segreto del Priorato.

In questa fase il Priorato di Sion rappresenta unicamente la "copertura" del grande segreto, un segreto capace di sconvolgere la stabilità della Chiesa di Roma, colpevole di averne occultato le prove per i propri fini politici ed economici.

Ma qual'era la dinastia preposta a tale compito? Sono sempre i tre inglesi a suggerire la risposta: i Merovingi. L'intuizione avuta dagli autori inglesi mette in gioco Pierre Plantard e la sua presunta - solo da lui - discendenza merovingia.

Come avrò modo di chiarire in seguito, Plantard si ritroverà inserito in un vortice che, forse, gli sfuggì di mano. Plantard assumerà un ruolo impensabile anche per la sua fervida mente. Ed egli non rifiuterà di prestarsi al gioco, anzi.

Ci troviamo così a leggere di una serie di rivelazioni confidate agli autori inglesi da Plantard, in cui si dipinge il Priorato, custode del grande segreto, come un'antica e potente società iniziatica, di cui hanno fatto parte grandi nomi della politica, della scienza e della cultura.

Non dobbiamo però credere che i tre autori abbiano "bevuto" tutte le storie raccontate loro da Plantard. Sono spesso scettici sulle informazioni fornite dallo stesso, ma il vero fine, la vera ricerca in definitiva non riguarda il Francese: è l'ipotesi della discendenza reale il vero leit motiv dell'intero libro. Gli argomenti cardine del testo, vengono approfonditi in maniera esaustiva, inserendo le questioni dell'origine del Cristianesimo fino ad arrivare alle traduzioni dei rotoli di Nag Hammadi.

In ultima analisi il vero argomento de Il Santo Graal risulta essere la demitizzazione del Cristianesimo.

Plantard, con tutto il suo bagaglio di racconti conferma l'intera ipotesi trattata nel libro, di cui a sua volta si serve per aumentare la propria visibilità e quella della congregazione a lui legata. Il testo del trio inglese ha avuto il merito, come dicevo, di creare un filone letterario che a tutt'oggi non sembra avere soluzione di continuità. Nel Santo Graal ritroviamo tutti gli argomenti che in seguito saranno ripresi da decine di libri in uno schema ben definito, che vede nei temi del complotto e delle società segrete la sua massima espressione.

Come ha giustamente evidenziato Mario Iannaccone nella sua lucida analisi sull'argomento "Il tema inaugurato da Lincoln, Baigent e Leigh, ormai sfuggito di mano a Plantard, è stato ripreso e ampliato in numerosissime direzioni, divenendo infine un mito collettivo che, nonostante le numerose declinazioni cui è stato sottoposto, mostra una componente compatta e consapevolmente neo-gnostica con un peso, di volta in volta, distribuito maggiormente su di un'impostazione new age oppure occultistica."

Avremo modo, più avanti, di parlare dell'argomento con Iannaccone, da me intervistato in merito ai suoi interessanti studi sul periodo storico legato al Priorato di Sion.

Come ho detto, Plantard sfruttò la scia delle ricerche, effettuate dal trio inglese, per un proprio fine, rafforzato dall'inaspettato successo del libro stesso.

Verosimilmente il Francese fu assorbito dal meccanismo derivato dalla pubblicazione del Santo Graal in cui il suo personaggio aveva un ruolo importante. La voglia di protagonismo portò Plantard ad esporsi più del dovuto. La figura di Plantard appare però più complessa di quella che inizialmente potrebbe sembrare.

Il giovane Plantard

Fu solo, come venne definito da alcuni, un burlone o un bugiardo? Oppure fu un abile manipolatore o solo un "portavoce", una testa di legno? Chi era in realtà Plantard e qual'era l'ambiente in cui visse e in cui si formò?

Plantard nacque nel marzo del 1920 e fin da giovanissimo si occupò di politica.

Lo ritroviamo, infatti, a soli diciannove anni, come rappresentante legale degli Alpha Galati, un gruppo che inizialmente ebbe esclusivamente attività di carattere parrocchiale ma che in seguito, sotto il Governo Vichy, si occupò attivamente di politica con aspetti legati all'esoterismo e alla massoneria. È importante evidenziare il momento storico in cui questo gruppo operava, come molti altri di simile orientamento, per comprendere le influenze psicologiche subite da Plantard stesso. Negli anni trenta l'antisemitismo si andava espandendo in tutta l'Europa e in Francia, per mano dell'estrema destra, i massoni e gli Ebrei erano considerati un pericolo. La massoneria in Francia rivestiva un importante ruolo nella politica, sin dal 1877, diventando la forza dominante del Governo Francese. Precedentemente, nella stessa Francia, vi fu un forte interesse per l'ermetismo, tale da creare una miriade d'organizzazioni a carattere esoterico. I crescenti problemi di stabilità all'interno del governo francese crearono due divisioni politiche ben precise, in lotta per il predominio politico. Da una parte i cosiddetti realisti, sostenitori del vecchio sistema monarchico, della Chiesa cattolica e dell'estrema destra, che si contrapponevano ai repubblicani, la massoneria e gli esponenti del governo democraticamente eletti.

Il conflitto politico che ne derivò ebbe una notevole importanza nella vita d'ogni Francese, tanto da creare una sorta d'instabilità d'ideali e valori morali. È in questo clima che, nel 1880, si produsse una nuova idea socio-politica, la Sinarchia, che contraddistinse parecchi movimenti massonici, e che diede serie preoccupazioni nei realisti dell'estrema destra. Si vennero così a produrre gruppi d'estrema destra a carattere esoterico-massonico, con il reale scopo di screditare, con la loro politica ambigua nei contenuti, i veri gruppi massonici.

Durante l'occupazione Tedesca, la Francia visse un periodo di persecuzione ai danni d'Ebrei e massoni. Molti capi d'organizzazioni massoniche furono arrestati e in questa persecuzione fu molto importante il ruolo filonazista assunto dal Governo Vichy.

In questo clima, il giovane Plantard cercava di mettersi in luce e di accattivarsi le attenzioni del suddetto Governo, con la fondazione di periodici a sfondo antimassonico e antisemita, con l'intento di "purificare e rinnovare la Francia". Il suo coinvolgimento fu tale che il 16 dicembre del 1940 scrisse una lettera al capo del Governo Vichy, il maresciallo Petain, per denunciare un enorme complotto giudaico-massone. Non ebbe nessun riscontro e la polizia non diede alcun seguito alla denuncia. Nel 1942 Plantard fondò una rivista chiamata Vaincre (Vincere), dove un gruppo di giovani intellettuali divulgava articoli a sfondo antisemita, ispirati a tradizioni celtiche e cavalleresche. Queste tendenze prendevano corpo da pubblicazioni come quella di Boudet La vaie langue celtique. Al tempo della sua stesura ci fu un moltiplicarsi di studi sui Celti e sull'Egittologia. Inoltre lo spirito cavalleresco da sempre si accompagnava al Cristianesimo e quindi con le opportune "correzioni" alla Chiesa Cattolica. La rivista chiuse i battenti dopo solo sei numeri ma, se non altro, diede modo a Plantard di mettersi in luce.

Dopo altri tentativi, più o meno riusciti, di ritagliarsi una propria fetta di popolarità negli ambienti esoterici sostenitori degli ideali dell'estrema destra dell'epoca, ritroviamo un Plantard promotore di se stesso, nei circoli cattolici, come pretendente merovingio al trono di Francia.

La fondazione del Priorato di Sion

Nel 1956, ad Annemasse, in Alta Savoia, con Andre Bonhomme, Plantard fondò un nuovo gruppo, il Priorato di Sion, con statuti mutuati dagli Alpha Galati e con un periodico chiamato Circuit. Abbiamo così una data precisa del momento in cui il Priorato di Sion venne alla luce e, attraverso tutta la documentazione messa insieme dall'abile ricercatore inglese, Paul Smith, si ha la certezza che il Priorato non sia mai esistito prima degli anni cinquanta.

Attraverso questi documenti è possibile risalire a quelli compilati per il riconoscimento dell'associazione stessa, pubblicati, come vuole la legge Francese, nel Journal Officiel de la Republique Francaise il 20 luglio 1956. Secondo uno dei fondatori, intervistato da Smith, questa eccentrica associazione non prese il nome di Sion da Gerusalemme ma da una montagna vicina al luogo in cui fu fondato: Col du Mont Sion.

Sulla reale storia del Priorato di Sion è il suo stesso presidente, Andre Bonhomme, che in un'intervista rilasciata nel 1996 alla BBC inglese dichiara:

"Il Priorato di Sion non esiste più. Non fummo mai coinvolti in alcuna attività politica. Eravamo quattro amici che volevano divertirsi. Decidemmo di chiamarci Priorato di Sion prendendo il nome da una montagna della zona. È da vent'anni che non vedo Pierre Plantard e non so cosa stia facendo; posso solo dire che ha sempre avuto una grande immaginazione. Non capisco perché ci sia chi costruisca una cosa così grande sul nulla."

Il Priorato di Sion venne sciolto nel 1957, dai suoi stessi fondatori, ma Pierre Plantard continuerà ad utilizzarne il nome negli anni sessanta per montare tutta la vicenda di Rennes-le-Château. Plantard proseguì, con nuovi proseliti, il suo intento politico, tanto che scrisse con insistenza nel periodico Circuit come lo stesso Priorato controllasse i Comitati di Salute Pubblica pro De Gaulle, cercando così di collegare De Gaulle ad una presunta associazione segreta. Inoltre l'impostazione di Circuit andava sempre più verso le tematiche tanto care a Vaincre: l'antisemitismo e il boicottaggio della massoneria. [...]

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono