TURISMO • LUCIA "MAMMAOCA" ZEMITI

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I cinque figli di Carcassonne

UN VIAGGIO DA RENNES-LE-CHATEÂU VERSO "LE CITTADELLE DELLA VERTIGINE" •

All'inizio del 1200, la Linguadoca non faceva ancora parte del regno di Francia. Nei domini del visconte di Carcassonne, Raimond Roger Trencavel, convivevano culture e religioni differenti: arabi, giudei, cattolici e catari si mescolavano senza particolari avversioni e lo scambio di culture e la pace, produssero un'età d'oro che doveva fare molta invidia ai sovrani del nord e procurare un certo fastidio nella chiesa di Roma, la quale nel Catarismo vedeva un forte nemico. Si scatenò così, quella che oggi è ricordata come una delle pagine più cruente nella storia delle guerre dichiarate sotto l'egida della croce e che annetterà la Linguadoca al regno di Francia.

Durante la crociata contro l'eresia catara indetta da Innocenzo III nel 1209, queste terre, per moltissimi anni, furono teatro di numerosi eccidi e dopo la città di Beziers anche Carcassonne cadde sotto gli attacchi di Simon de Montfort IV che nel 1209 ne divenne il nuovo visconte. Il tollerante Trencavel fu spodestato e ucciso.

Nel 1226 re Luigi VIII incorporò Carcassonne nel regno di Francia e la città fu considerevolmente rinforzata a partire dal 1240 sotto il regno di Luigi IX il santo, figlio di Bianca di Castiglia.

Le stesse opere di fortificazione interesseranno altre cinque fortezze vicino al confine aragonese: Termes, Aguilar, Puilaurens, Queribus e Peyrepertuse, mantenute in stato di all'erta fino al 1659 quando persero improvvisamente ogni importanza strategica col matrimonio tra Luigi XIV e l'infanta Maria Teresa. Con il Trattato dei Pirenei, infatti, si annetteva il Roussillon alla Francia e veniva spostato il confine su questa catena montuosa. Le fortezze vennero pian piano abbandonate divenendo così, col tempo, ricovero per pastori e animali fino al loro recente recupero architettonico.

Da Carcassonne si può partire per un interessantissimo "tour" di queste incredibili fortezze, rinominate anche "Cittadelle della vertigine" per la loro posizione a nido d'aquila sugli speroni rocciosi.

Ma per noi che "Amiamo Rennes-le-Château" è un invito che non possiamo declinare perché (sorpresa, sorpresa) sono a poca distanza dalla collina di Rennes-le-Château. In un viaggio di poco più di 120 chilometri troverete le vestigia delle antiche fortezze, estremamente affascinanti sia che le troviate stagliate contro il cielo, che tra i vigneti delle Corbieres.

E' raccomandabile dimenticarsi l'ascensore nelle settimane immediatamente precedenti la partenza. Il motivo vi apparirà chiaro alla prima rampa di accesso alle fortezze.

Rennes-le-Château - Termes (40 km circa)

Da Rennes-le-Château scendiamo quindi verso Couiza e, seguendo la D613, oltrepassiamo Arques e Mouthoumet fino ad incrociare sulla sinistra il bivio con la D40 che ci porterà, dopo circa sei chilometri, alla prima méta: Termes.

La fortezza eretta alla sommità di un'alta montagna è circondata da profondi burroni su tre lati. Di proprietà della famiglia Termes anche questo castello fu assediato dalle truppe di Simon de Montfort nell'agosto del 1210. Dopo quattro mesi di combattimento accanito, gli assediati, inferiori di numero e affetti da dissenteria per le precarie condizioni igieniche imposte dall'assedio, tentano una sortita ma vengono sopraffatti dalla possente armata dei crociati.

Raymond de Termes, signore del luogo, viene catturato e morirà in prigione. I suoi due figli Olivier e Bernard verranno accolti dalla corte Aragonese. Il castello verrà ceduto al re di Francia nel 1228. Nel 1240, Olivier si schiererà nella lotta al fianco di Trencavel, ma si dovrà sottomettere al Re e partirà per le crociate in Terrasanta nel 1248 al fianco di Luigi IX.

L'ingresso costa 3.50 euro ed è visitabile dalle 10 alle 18 in primavera e dalle 10 alle 20 in estate.

Termes - Aguilar (30 km circa)

Torniamo sulla D40 e ritorniamo fino all'incrocio con la D613 per proseguire quindi, svoltando a sinistra verso Villerouge Termenes. Chi non vuol farsi mancare nulla può raggiungere questo centro medievale di enorme interesse e godere le delizie che offre, come il castello datato XIII° secolo perfettamente restaurato e l'esposizione permanente ospitata all'interno su Guilhem Delibaste, ultimo "Perfetto" cataro bruciato vivo proprio qui nel 1321. Noi invece, poco prima di Felines Termenes, dopo circa 3.5 chilometri dal bivio con la D613, giriamo a sinistra sulla D39 e, proseguendo per circa 20 chilometri raggiungiamo il paese di Tuchan da dove una strada di circa due chilometri tra i vigneti delle Corbières ci accompagna ad Aguilar.

Castello posto su una collinetta rocciosa al centro di questi vigneti, non è proteso verso l'alto come i suoi "Fratelli" ed è un classico fortilizio di pianura, sospeso com'è a soli 321 metri d'altitudine. Rimane un mastio centrale circondato dalle mura con sei torri identiche circolari ancora in buono stato.

Menzionato per la prima volta nel 1020 è di proprietà del conte di Fonollède che si lega alla famiglia di Termes nel 1084. Il castello subisce anche lui la sconfitta da parte delle truppe di Simone di Montfort nel 1210. Nel 1250 re Luigi IX regala il castello ad Olivier de Termes per la sua partecipazione alla guerra santa. Nel 1260 il signore di Termes vende il castello al re di Francia insieme ai villaggi di Termes, Davejean e Vignevieille.

L'ingresso è di 2.30 euro e si può visitare dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Aguilar - Queribus (15 km circa)

Possiamo proseguire ora per Queribus. Una volta ritornati a Tuchan, dovete prendere la D611 verso sud per un chilometro circa, incrocerete a destra laD14. Percorretela per circa 11 chilometri in direzione Cucugnan città ricordata per il famoso curato ricordato da Daudet nel suo libro: "Les lettres de mon Moulin" e "raccontato" in occitano da Achille Mir, a cui è dedicato il teatro in paese.

A Cucugnan saliamo per i ripidi tornanti che ci porteranno verso la vetta a 730 metri d'altezza. Quello che dalla stretta gola verso le Corbìeres pareva uno sperone roccioso, è in realtà Queribus, il più piccolo tra le fortezze del nostro tour, ma quello cui la definizione "cittadella della vertigine" sembra appropriarsi meglio.

Costruito nel XI° secolo, il suo mastio poligonale dalla celebre volta gotica, la cui sommità è raggiungibile con una scala a chiocciola, domina da quest'altezza la pianura del Rossiglione, il paesaggio del Fenouillèdes e le Corbìeres a cavallo tra la regione dell'Aude e i Pirenei orientali. Questa fortezza è considerata l'ultimo baluardo della resistenza Catara che qui venne sconfitta nel 1255, undici anni dopo la caduta di Montsegur. Il panorama è impagabile. Ignorata per lungo tempo dalla crociata contro i Catari, proprio perché considerata imprendibile, accoglierà tra le sue mura, ospitati da Chabert de Barbaira, numerosi Faidits, cavalieri occitani che avevano perso le loro terre in seguito all'invasione crociata.

Ingresso dalle 10 alle 17, costo 5.00 euro

Queribus - Peyrepertuse (10 km circa)

Lasciamoci Cucugnan alle spalle e proseguiamo per Peyrepertuse (che significa Pietra forata) seguendo le indicazioni per Duilac-sous-Peyrepertuse sulla D14, che in pochi chilometri, circa cinque, ci condurrà alla cresta rocciosa su cui domina la fortezza più bella delle Corbìeres a 790 metri d'altitudine, la "Caracassonne celeste".

Posto in posizione strategica tra la Linguadoca e il Regno d'Aragona, conta 300 metri di lunghezza e un'area all'interno di circa un ettaro. Peyrepertuse venne annessa al regno di Francia nel 1239. Nonostante ciò, l'anno successivo Peyrepertuse accoglierà il giovane conte di Trencavel che insieme ad alcuni "Faidits" aveva tentato invano di riconquistare Carcassonne.

La cinta muraria congiunge il castello inferiore, citato nell'XI° secolo come fortezza catalana del conte Besalù, con quello superiore, il castello di San Giorgio datato XIII° secolo. Sessanta gradini scavati nella roccia e sospesi nel vuoto, la scalinata San Luigi, scoraggiavano eventuali aggressori. La affrontiamo come si affronta un pellegrinaggio, certi che il panorama sarà incomparabile. Per ovvi motivi, la scalinata è vietata nei giorni di pioggia.

Visite dalle 9 alle 2, prezzo tra i 4 e i 6 euro.

Peyrepertuse - Puilaurens (38 km circa)

Torniamo sulla D14 e prendiamo la D19, in direzione Maury. Immettiamoci a sinistra sulla D117 e dirigiamoci all'ultima fortezza che ci aspetta a 697 metri d'altitudine sul Mont Ardu. L'incrocio porta l'indicazione per Estagel, ci ritornano in mente le pagine del libro di Guedj "Il meridiano": nel 1795, Méchain, stremato dalle misurazioni particolarmente difficoltose del meridiano sul Bougarach, si fermerà qualche giorno ad Estagel, ospitato dal sindaco, il cittadino Arago. Il figlio di quest'ultimo, Francois Arago, legherà per sempre il suo nome al meridiano di Parigi. Ma questa è un'altra storia e noi siamo diretti all'ultimo dei "figli di Carcassonne".

Eretta su uno sperone roccioso che dominava la valle Boulzane o Valle di Santa Croce, al confine tra la Catalogna e la Linguadoca, tra boschi di pini vedrete spuntare l'imponente cinta muraria di Puilaurens. Purtroppo è tutto ciò che resta delle antiche vestigia della fortezza posta più a sud del regno di Francia. Il castello si raggiunge su un pittoresco passaggio a zig-zag che ne complicava l'accesso agli eventuali assalitori.

Presenta un mastio modificato e ingrandito tra l'XI° e il XIII° secolo circondato da mura merlate e quattro torri. Vicino al mastio c'è una torre, denominata "Tour de la Dame Blanche", che subito attira la nostra attenzione per le attinenze con la regina Bianca dei dintorni di Rennes.

Pur accogliendo molte personalità catare perseguitate durante la crociata e numerosi Faudits, non cadrà mai sotto l'esercito di Simon di Montfort. Puilaurens si guadagna immediatamente la definizione di "nido d'aquila".

Ingresso dalle 10 alle 18, costo 3.50 euro.

Finisce il fantastico e spettacolare giro nelle cittadelle della vertigine, ma poco lontano da qui troviamo Puivert e Montsegur… Come resistere a questo forte richiamo sulle tracce del clangore delle armature e del tragico destino dei Catari? Se avete ancora fiato e le gambe non sono ancora ridotte a due pezzi di legno ribelli a qualsiasi ordine, che aspettate? Le meraviglie non sono ancora finite…

© 2018 Mariano Tomatis Antoniono