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 L'omicidio di Antoine Gélis 
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Iscritto il: 13 marzo 2007, 7:38 pm
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Non posso scrivere quello che penso sennò mi buttano fuori Lenny..

Però oggi è una giornata "SPECIALE": mi sono beccata della praticante saffica da madeline; e da te mi sento chiedere di essere meno donna ed etero..

e adesso SONO CONFUSA!! :lol: :lol:

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Parlami di mondi lontanissimi, di civiltà sepolte di continenti alla deriva.... (Battiato)


17 aprile 2007, 8:41 pm
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Mariano Tomatis ha scritto:
Secondo Franck Daffos (vedi l'ultimo Pégase) Gélis è stato ucciso da un prete


Per chi non avesse collegato, è lo stesso Franck Daffos citato qui e tanto amato da Le Pen (vietati giochi di parole con il nome del politico!!!)
http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=gazzetta&tipo=pp&articolo=20070411.txt

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Mariano Tomatis Antoniono


17 aprile 2007, 9:17 pm
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Mariano Tomatis ha scritto:
Mariano Tomatis ha scritto:
Secondo Franck Daffos (vedi l'ultimo Pégase) Gélis è stato ucciso da un prete


Per chi non avesse collegato, è lo stesso Franck Daffos citato qui e tanto amato da Le Pen (vietati giochi di parole con il nome del politico!!!)
http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=gazzetta&tipo=pp&articolo=20070411.txt


La mia opinione su Daffos resta la stessa....

Winston

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18 aprile 2007, 7:45 am
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:lol:

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18 aprile 2007, 8:45 am
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Alfred ha scritto:
:lol:


8) :wink:

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18 aprile 2007, 9:14 am
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Winston ha scritto:
8) :wink:


:D

Comunque, una bella storia "politica" di Rennes, io, la farei.

La Storia s'iniziò nel 1981, con Mitrà. Deambulò sognante per il domaine di Bérenger Saunière. E vinse le elezioni per un pugno di voti.
Cinque anni dopo, si ripeterono le elezioni; Lui non ripeté l’efficacissimo rito propiziatorio per le viuzze oscure di Rennes-le-Château. Mal gliene incolse! Le perse sonoramente contro Scirak.
Ah!, Scirak. E chi se lo dimentica, Scirak? È accusato di “alto tradimento” per non aver fatto saltare per aria non so quale montagna della zona (non sto scherzando!), la quale montagna avrebbe dovuto celare non so che cosa per volontà di non so chi. Nonostante l’anatema rennologico, Scirak rimane Presidente per dieci anni, come Mitrà. (Evidentemente, una visitina, in segreto, deve averla pur fatta…)
Quella dello stimatissimo Le Pè, proprio non la sapevo! Certo, un uomo gallico dotato di una tale fierezza e vigorosità, già celebrate dal suo nobile cognome, una visitina al santuario celtico doveva pur farla.

La Ruayà s’è vista nel grottino della Maddalena?... E Sarko appollaiato sul Cardou?

...

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18 aprile 2007, 10:05 am
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daffos sarà pure da prendere con le pinze (no, ragazzi, giù quelle del camino che già hanno fatto danno, neh...) ma solleva un inquietante quesito sulla fine di Gayda...


Au sujet de l'argent de Gélis,
il serait bon de se remémorer la déposition de l'abbé Jean-Pierre Gayda, curé doyen de Trèbes auprés du juge Raymond Jean le 11 novembre 1897: c'est lui qui était chargé de placer discrètement l'argent dont la provenance est toujours inconnue de Gélis. C'est lui qui annonce des sommes annuelles depuis 3 ans de 1000 à 1200 Frs, mais il semblerait qu'en fait il ait minimisé de beaucoup le montant de ces sommes. Ce qui est sûr c'est qu'il a peur à la suite de sa convocation: il était le seul ami de Gélis et connaissait certainement ceux qui le financaient , qui eux n'étaient pas sans savoir (ou sans se douter) que Gayda pouvaient les dénoncer.
Gayda a donc peur pour sa vie au su de l'atrocité du meurtre de Gélis, aussi il disparait corps et bien du jour au lendemain dès aprés son passage devant le juge Jean aprés avoir retiré tout son argent et certainement auusi celui de Gélis .

Cette "disparition" pose un réél problème:
on est assuré qu'il ne fut pas tué puisque jamais son corps ne fut découvert. Autre chose étonnante lorsqu'on y réfléchit, c'est quel'Evêché ne réagit pas à cette disparition et se contenta d'en prendre acte en nommant son succésseur à la cure de Trèbes. Or, de par ses voeux et son ordonation, Gayda reste un prêtre toute sa vie: on ne peut défaire ce que Dieu à fait... Il est donc fortement envisageable qu'il ait refait sa vie ailleurs toujours en tant que prêtre.


che fine ha fatto Gayda????? :shock: :shock:

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18 aprile 2007, 7:15 pm
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Clio ha scritto:
Mariano Tomatis ha scritto:
Però l'idea che stesse sui maroni un po' a tutti e abbiano taciuto non sembra così improbabile...


Concordo assolutamente con Mariano. Per alcuni motivi:
1. considerando le testimonianze sulla vita ritirata e sull'opinione che i paesani avevano del curato, sembra proprio che quello stesse sui cosiddetti a molta gente.
2. la situazione è tipica per i piccoli paesi abbastanza isolati. Gli abitanti hanno visto qualcosa, ma tacciono. Per omertà oppure anche per timore di una qualche vendetta. O semplicemente perché si fanno gli affari propri e non gl'interessa di testimoniare per trovare l'assassino di un curato odioso.
3. il fatto che l'omicidio sia accaduto in un paesino minuscolo come Coustaussa alla fine dell'Ottocento quando televisione, radio, stereo ecc. a casa non esistevano per nulla, in un edificio che in ogni caso si trovava nel mezzo del centro abitato, e per di più nel mezzo della notte (e quindi quando tutti erano in casa) mi fà pensare che qualcuno deve essersi accorto che qualcosa di strano stava accadendo.
Può anche essere che l'assassino sia riuscito a non fare troppo rumore, che Gélis non abbia avuto il tempo o la capacità di gridare. In ogni caso in un buco come Coustaussa, dove tutti conoscono le abitudini di tutti, in pieno autunno, la notte, è impensabile che nessuno abbia notato qualcosa di strano. Anche il solo fatto che una persona sia arrivata ad un'ora così tarda a far visita al parroco o che se ne sia andata nel mezzo della notte.
Ricordiamo l'omicidio di Alleghe. Anche in quell'occasione c'era chi aveva visto e per vent'anni non voleva parlare. In quel caso per paura.

L'elemento del campanello disattivato mi fà pensare a due possibilità: Gélis l'aveva messo fuori uso per far passare inosservata la sua visita serale. Oppure lo disattivò l'assassino stesso prima di entrare per non farsi sentire dal curato. Ma non ho idea di come funzionasse il meccanismo del campanello e quindi non posso dire di più.
Le cartine delle sigarette: se una persona non fuma - come me - perché mai dovrebbe portare con sé o anche tenere in casa cartine per sigarette? Questo non ha senso.
Può essere che l'assassino abbia fumato prima - per provocare Gélis che odiava il fumo - o anche dopo l'omicidio. Nel secondo caso ciò non mi stupisce affatto, se l'assassino era un fumatore incallito. Ho notato che queste persone fumano nelle occasioni più strane, spesso si tratta quasi di un riflesso automatico.
Una persona che commette un omicidio nel bel mezzo del paese, quando tutti gli abitanti sono a casa e teoricamente potrebbero vederla, non ha troppa fretta ed è sicura di sé.

BB & baci
Clio

P.S. Winston, ancora complimenti per il bel lavoro!



E se Gelis fosse avvezzo ricevere di notte amicizie particolari?
Nessuno si intromette, Pages non insiste quando suona (sa che è in compagnia).
Tutti sanno, ma tacciono. Non perchè coprano l'assassino ma perchè conoscono un "certo" vizzietto del parroco.
Winston, spiegami come gli inquirenti arrivano ad una PROSTITUTA da un nome trovato su una cartina di sigarette. Se non fosse stato risaputo che ne riceveva di nascosto non è proprio immediata come logica.
Non credo che tutto ciò abbia a che fare con il delitto ma con la psicologia del prete sì.
Tutti gli accorgimenti (campanello, finestre sbarrate, diffidenza ecc) possono servire a proteggersi da estranei anche nel senso di curiosi che entrano nel momento sbagliato, in momenti imbarazzanti per un uomo di chiesa. Ad ogni modo affari suoi, non giudico.
Sarab

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17 giugno 2007, 2:44 pm
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Angelina lavora a Narbonne solo da un mesetto. Prima lavorava a Carcassonne.

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17 giugno 2007, 5:32 pm
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mammaoca ha scritto:
Angelina lavora a Narbonne solo da un mesetto. Prima lavorava a Carcassonne.

Cosa ne deduci?
Era talmente famosa che se uno leggeva "Angelina" nella zona subito pensava a lei. Oppure vi era un legame possibile fra lei e Gelis e i testimoni lo sapevano.
Oppure Angelina era un nome come un altro, ma gli inquirenti sapendo della frequentazione di prostitute (il vizietto) cercano nell'ambiente e nel circondario e trovano proprio una "Angelina" a Carcassonne.
A pensarci non vi è molta logica. Perchè mai la povera Angeline o Angelina avrebbe mai dovuto scrivere il suo nome su delle cartine Tzar in possesso degli assassini di Gelis?
Secondo me qualcuno suggerì il collegamento perchè sapeva che Gelis ricercava certe frequentazioni.
Cose che non si mettono a verbale, ovviamente, soprattutto in quegli anni.
Pedofilia? Non so. Ma avete presente la promiscuità nel mondo contadino fino ai primi del '900? Sette, otto persone nella stessa stanza, talvolta anche nello stesso letto. Chi faceva cosa e con chi era abbastanza confuso, i sociologi della famiglia ne sanno qualcosa. La pedofilia poi è un delitto antichissimo ma perseguibile sono da pochi anni. Infanzia e adolescenza da tutelare sono invenzioni moderne. Prima l'adolescente non esisteva e l'infante era titolare solo di doveri non certo di diritti. Foucault insegna, ma anche la Babinter e altri.
Se poi il pedofilo è un prete non ne parliamo. Ancora oggi si fa fatica a superare certe omertà.
Comunque, Gelis aveva i suoi momenti di svago risaputi e la polizia indaga in quella direzione.
Io penso però che il Viva, o Vico o Epico Angelina non abbia nulla a che fare con tutto ciò.
Leggerò i numeri 10 e 11, ma intanto qualcuno ricorda dei due vagabondi italiani fermati durante le indagini?
Quelle cartine ci dicono un sola cosa, chi le possedeva era italiano perchè scrisse Angelina e non Angéline o Angélina come scriverebbe un francese.
Se sbaglio correggettemi per favore. E' uno scambio di idee.
Sarab


17 giugno 2007, 11:22 pm
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Sarabunda ha scritto:
mammaoca ha scritto:
Angelina lavora a Narbonne solo da un mesetto. Prima lavorava a Carcassonne.

Cosa ne deduci?
Sarab

mi è sempre sembrata troppo lontana Narbonne da Coustaussa per andare a trovarci un'Angelina (da parte degli inquirenti).
ma se qualcuno suggerisce un'ambiente di prostituzione è logico finire a Carcassonne e di lì a Narbonne...

ma non è certo Angelina a uccidere Gelis....
e se fosse stato un padre minaccioso ad entrare da solo quella sera mi si ripresentano gli interrogativi di sempre:
- Gelis gli da le spalle mentre questo è dietro di lui con un enorme paio di pinze da camino in mano mentre il camino è spento,
- questo bastardo (agli occhi dell'assassino) possiede un sacco di soldi in bellavista nella camera che lui fruga con tanta attenzione e glieli lascia lì; un torto si ripaga anche con un risarcimento....
- alle 23.30 la luce è accesa i due stanze contemporanemente...

per quanto riguarda i vagabondi (di cui uno Italiano) e il fatto che la scritta fosse in Italiano,non so... ma mi lascia perplessa ancora il fatto che i soldi non vengano toccati, in effetti non è stato rubato nulla tranne qualcosa (forse) contenuto in quella sacca. Vagabondi senza una lira in tasca li avrebbero lasciati ?????
.
Bah...

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18 giugno 2007, 6:40 am
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Messaggio L'OMICIDIO DI A.GELIS
L'unica spiegazione plausibile per me e' che il nome sulla cartina fosse un lasciapassare da infilare sotto la porta dopo che qualcuno aveva bussato.


18 giugno 2007, 6:45 am
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Messaggio 
Sappiamo dai verbali dell'epoca, che la scritta sulla cartina non era molto chiara, infatti in un promo tempo si fa accennoa Vico o Epico seguito da Angelina. Nel verbale del Giudice Jean, invece i dubbi sulla scritta spariscono e si parla solo di Viva Angelina.

Il Giudice Istruttore ordinò di cercare una donna con questo nome in paese e nelle vicinanze, compreso le case di tolleranza. Nessuno dei testimoni fa riferimento ad incontri di questo tipo da parte di Gélis, anzi lo descrivono tutti come un solitario, che non riceveva mai nessuno ed estrememente sospettoso.

Probabilmente il Giudice pensava che nei suoi rari spostamenti Gélis avesse potuto frequentare una di queste donne, probabilmente perchè riteneva o era al corrente di religiosi che frequentavano le case di tolleranza.

Angelina non è solo un nome italiano, ma anche francese e spagnolo.
I vagabondi di cui uno italiano sono assolutamente estranei alla vicenda. Questo è l'unico punto sul quale i giudici si sono mossi velocemente e correttamente. Gli alibi di questi individui sono inoppugnabili.

Escludo la pedofilia come movente. Le analisi fatte sopra da Sarab sono più che corrette.

Continuo a stupirmi che, anziché andare avanti si continui a ritornare sempre sugli stessi punti...

Winston

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18 giugno 2007, 7:47 am
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Winston ha scritto:

Continuo a stupirmi che, anziché andare avanti si continui a ritornare sempre sugli stessi punti...

Winston


perchè non sono mai stati chiariti forse??????????????????????????

Winston ha scritto:
Le analisi fatte sopra da Sarab sono più che corrette.


cioè:
che Angelina è un nome italiano
che Gelis frequenta bordelli
che forse è anche pedofilo
che forse c'entrano gli italiani

sono corrette perchè tiene conto di tutto.
ma tu non sei d'accordo su nessuna, però le dai ragione.

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18 giugno 2007, 10:32 am
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[quote="Daffos"] Ce qui est sûr c'est qu'il a peur à la suite de sa convocation: il était le seul ami de Gélis et connaissait certainement ceux qui le financaient , qui eux n'étaient pas sans savoir (ou sans se douter) que Gayda pouvaient les dénoncer. [quote]

Sono certezze o supposizioni inverificabili?

La pista della pedofilia è sicuramente poco verosimile. Per i motivi che ha detto Mammaoca. E la pista dell'Amico geloso, può tenere?

Comunque, siamo già a tre versioni differenti sostenute, a quanto pare, dai nostri villici: Otello, Amichetto, Padre del Chierichetto.

Quanto ad Angélina, ci sono solo due possibilità: non significa nulla nel quadro del delitto; o significa qualcosa. Aut aut. Dimostrare che non significhi nulla è assurdo, dimostrare che significhi qualcosa è quasi impossibile.

L'origine del nome Angelina è neolatina. Spagnola e italiana. Ciò non toglie, ovviamente, che a un francese, a un inglese, a un tedesco o a un russo potesse garbare come nome per la propria figlia. Per esempio, Stendhal amò la cantatrice Angélina Bereyter dal 1811 al 1814: era nativa di Strasburgo.
Questione: nel biglietto originale, la "e" era accentata o meno? Se sì, chi l'ha scritto parlava francese. Se no, probabilmente non era francese.

...

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18 giugno 2007, 11:09 am
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Alfred ha scritto:
Ce qui est sûr c'est qu'il a peur à la suite de sa convocation: il était le seul ami de Gélis et connaissait certainement ceux qui le financaient , qui eux n'étaient pas sans savoir (ou sans se douter) que Gayda pouvaient les dénoncer.
Cita:

Sono certezze o supposizioni inverificabili?...


la seconda che hai detto... :(
ma anche questo Gayda è stato poco 'torchiato' secondo me. E poi è davvero sparito in seguito?

Alfred ha scritto:
Quanto ad Angélina, ci sono solo due possibilità: non significa nulla nel quadro del delitto; o significa qualcosa.
...

se, e dico 'se' (come sembra essere machicelodice?) cartine e scatola sono dell'assassino, sono l'unico, dico l'unico elemento estraneo alla casa.
E l'unico legame con l'assassino, non importa se si riferisce ad una prostituta o è un indirizzo o quant'altro...
Nel 1897 non è possibile eseguire un test per analizzare il gruppo sanguigno del sangue ritrovato in vari punti, la cartina e la scatola sono l'unica traccia.
Se fossero state di Gelis (per mille motivi) in quella casa non c'è nulla che riconduca all'assassino...
oltre al modus operandi e alle ferite sulla testa di Gelis, naturalmente...

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Ultima modifica di mammaoca su 18 giugno 2007, 11:38 am, modificato 1 volte in totale.

18 giugno 2007, 11:27 am
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mammaoca ha scritto:
Sarabunda ha scritto:
mammaoca ha scritto:
Angelina lavora a Narbonne solo da un mesetto. Prima lavorava a Carcassonne.

Cosa ne deduci?
Sarab

mi è sempre sembrata troppo lontana Narbonne da Coustaussa per andare a trovarci un'Angelina (da parte degli inquirenti).
ma se qualcuno suggerisce un'ambiente di prostituzione è logico finire a Carcassonne e di lì a Narbonne...

ma non è certo Angelina a uccidere Gelis....
e se fosse stato un padre minaccioso ad entrare da solo quella sera mi si ripresentano gli interrogativi di sempre:
- Gelis gli da le spalle mentre questo è dietro di lui con un enorme paio di pinze da camino in mano mentre il camino è spento,
- questo bastardo (agli occhi dell'assassino) possiede un sacco di soldi in bellavista nella camera che lui fruga con tanta attenzione e glieli lascia lì; un torto si ripaga anche con un risarcimento....
- alle 23.30 la luce è accesa i due stanze contemporanemente...
per quanto riguarda i vagabondi (di cui uno Italiano) e il fatto che la scritta fosse in Italiano,non so... ma mi lascia perplessa ancora il fatto che i soldi non vengano toccati, in effetti non è stato rubato nulla tranne qualcosa (forse) contenuto in quella sacca. Vagabondi senza una lira in tasca li avrebbero lasciati ????? Bah...


Cara Mammaoca,
no, non li avrebbero lasciati se fossero stati VERI vagabondi.
Ma lo erano davvero o erano prezzolati? Erano stati mandati per depistare? Chi più di un vagabondo desta sospetti?
Se (ammettiamolo solo per un momento) la pista è italiana, ancora di più funziona il fatto che uno dei due fosse italico.
La frase sulla cartina è italiana, i francesi neanche capiscono bene cosa c'è scritto, lo vediamo nei verbali. Ho chiesto a un francese :wink: e mi ha confermato che solo un italiano poteva esprimersi in quel modo. Anzi, mi guardava perplesso: "Angelina? E quando mai si è usato un nome simile in Francia. Angéline forse." Facciamo un ipotesi, così, tanto per fare. Non costa niente Winston, e poi tu sai come demolirla. Mi piacerebbe molto lo facessi.
Un italiano cerca loschi individui da prezzolare, mi sembra logico che preferisca un connazionale. I vagabondi si fanno notare al'inverosimile, nessuna discrezione. Sono lì per dare fumo negli occhi, ma anche per dare una mano se serve e tenere gli occhi aperti.
Poi i veri omicidi entrano in azione. La pista italiana non è così assurda, sicuramente meno della pedofilia.
Nell'800 la pedofilia (come reato grave deve ancora venire), molto più grave è il tradimento della moglie. Pensiamo ai delitti d'onore, nessuno vendica un figlio oggetto di abusi. Non è nella mente della gente dell'epoca. Magari una figlia ma non un figlio. Purtroppo, la cultura era orribilmente così.
Richiedo a Winston: una sedia ferma un uomo che sta cercando una via di salvezza? I segni sul viso di Gelis sono compatibili con un tentativo di tenere chiusa la bocca al povero prete?
Chi uccide Gelis vuole un documento. Ebbene un documento vuole dire una cosa sola: un accesso legale e documentato ad una informazione od a una proprietà. Si uccide per vendetta ma non si ruba un documento.
La vendetta va a farsi friggere. Non è un omicidio per vendetta, nè per danaro.

Sarab
.

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18 giugno 2007, 11:34 am
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Sarabunda ha scritto:
Un italiano cerca loschi individui da prezzolare, mi sembra logico che preferisca un connazionale.
.


Ma hai un nome in mente?
cosa ti porta su una pista tutta italiana?

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18 giugno 2007, 11:53 am
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Sarabunda ha scritto:
mammaoca ha scritto:
Sarabunda ha scritto:
mammaoca ha scritto:
Angelina lavora a Narbonne solo da un mesetto. Prima lavorava a Carcassonne.

Cosa ne deduci?
Sarab

mi è sempre sembrata troppo lontana Narbonne da Coustaussa per andare a trovarci un'Angelina (da parte degli inquirenti).
ma se qualcuno suggerisce un'ambiente di prostituzione è logico finire a Carcassonne e di lì a Narbonne...

ma non è certo Angelina a uccidere Gelis....
e se fosse stato un padre minaccioso ad entrare da solo quella sera mi si ripresentano gli interrogativi di sempre:
- Gelis gli da le spalle mentre questo è dietro di lui con un enorme paio di pinze da camino in mano mentre il camino è spento,
- questo bastardo (agli occhi dell'assassino) possiede un sacco di soldi in bellavista nella camera che lui fruga con tanta attenzione e glieli lascia lì; un torto si ripaga anche con un risarcimento....
- alle 23.30 la luce è accesa i due stanze contemporanemente...
per quanto riguarda i vagabondi (di cui uno Italiano) e il fatto che la scritta fosse in Italiano,non so... ma mi lascia perplessa ancora il fatto che i soldi non vengano toccati, in effetti non è stato rubato nulla tranne qualcosa (forse) contenuto in quella sacca. Vagabondi senza una lira in tasca li avrebbero lasciati ????? Bah...


Cara Mammaoca,
no, non li avrebbero lasciati se fossero stati VERI vagabondi.
Ma lo erano davvero o erano prezzolati? Erano stati mandati per depistare? Chi più di un vagabondo desta sospetti?
Se (ammettiamolo solo per un momento) la pista è italiana, ancora di più funziona il fatto che uno dei due fosse italico.
La frase sulla cartina è italiana, i francesi neanche capiscono bene cosa c'è scritto, lo vediamo nei verbali. Ho chiesto a un francese :wink: e mi ha confermato che solo un italiano poteva esprimersi in quel modo. Anzi, mi guardava perplesso: "Angelina? E quando mai si è usato un nome simile in Francia. Angéline forse." Facciamo un ipotesi, così, tanto per fare. Non costa niente Winston, e poi tu sai come demolirla. Mi piacerebbe molto lo facessi.
Un italiano cerca loschi individui da prezzolare, mi sembra logico che preferisca un connazionale. I vagabondi si fanno notare al'inverosimile, nessuna discrezione. Sono lì per dare fumo negli occhi, ma anche per dare una mano se serve e tenere gli occhi aperti.
Poi i veri omicidi entrano in azione. La pista italiana non è così assurda, sicuramente meno della pedofilia.
Nell'800 la pedofilia (come reato grave deve ancora venire), molto più grave è il tradimento della moglie. Pensiamo ai delitti d'onore, nessuno vendica un figlio oggetto di abusi. Non è nella mente della gente dell'epoca. Magari una figlia ma non un figlio. Purtroppo, la cultura era orribilmente così.
Richiedo a Winston: una sedia ferma un uomo che sta cercando una via di salvezza? I segni sul viso di Gelis sono compatibili con un tentativo di tenere chiusa la bocca al povero prete?
Chi uccide Gelis vuole un documento. Ebbene un documento vuole dire una cosa sola: un accesso legale e documentato ad una informazione od a una proprietà. Si uccide per vendetta ma non si ruba un documento.
La vendetta va a farsi friggere. Non è un omicidio per vendetta, nè per danaro.

Sarab
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Da tempo sostengo che chi uccise Gélis agì non in modo premeditato, ma in seguito ad un impeto dovuto al rifiuto dell'Abate di consegnare qualcosa di molto importante per l'aggressore.
Aggreesore che conosceva la casa e le abitudini del prete.
I colpi inferti furono tutti estremamente violenti ed intontirosno sicuramente l'uomo. La sedia ostruiva la via di fuga che non poteva essere la finestra. L'abate voleva dirigersi verso la parta quindi doveva girare attorno al tavolo. A delitto compiuto ha girato il cadavere sulla schiena ha frugato nelle tasche per prendere le chiavi dei mobili situati nella camera da letto del religioso. Chiavi ritrovate nelle serrature dei mobili.
Non tutti erano aperti. Perchè? Sicuramente l'assassino se ne è guardato bene dal richiudere i mobili.
Quelli chiusi non necessitavano di essere aperti semplicemente perchè ad un certo punto, il misterioso assassino trovò quello che cercava. Non c'era quindi bisogno di continuare ad aprire gli altri mobili.
Angélina forse oggi è un nome in disuso in Francia così come lo è in Italia, ma non alla fine dell'ottocento. Nessuno degli inquirenti manifesta stupore per questo nome. E una prostituta con questo nome viene trovata.
Nello studio che ho compiuto in seguito alla traduzione dell'autopsia, sono giunto alla conclusione che l'arma del delitto sia stata una sola, ovvero le pinze da camino usate impugnandole in modi diversi.
Ma l'ascia scompare. Perchè mai l'assassino avrebbe dovuto asportare solo una delle due armi utilizzate per compiere il crimine?
Semplicemente l'ascia è stata presa perchè doveva servire in un secondo tempo all'aggressore.

I ragionamenti fatti da Sarab sulla pedofilia sia su questo post che nell'altro non fanno una grinza, come analisi riferita all'epoca ed alla società di allora, ma non credo sia assolutamente da collegarsi a Gélis, non ha fondamento come movente.

Eppure ci sono ben altre incongruenze che nessuno finora ha notato eppure sono sotto gli occhi di tutti. Come dice sempre una mia carissima amica: niente è più nascosto di ciò che sta vicino alla lampada! :wink:

Winston

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18 giugno 2007, 2:14 pm
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Allora, Win, facci sapere presto. Sono tutt'orecchi. :wink:

BB & baci
Clio

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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...


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