Forum di discussione del Gruppo di Studio e Documentazione

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 l'assassinio di Gélis 
Autore Messaggio

Iscritto il: 2 agosto 2004, 12:07 pm
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I due magsitrati hanno smesso di indagare dopo essere venuti a consocenza di questa "voce". E se lo scopo fosse proprio questo? Banalizzare l'evento per evitare che si continuasse ad indagare?
La vicenda si infittisce :shock:

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Impariamo alfabeti e non sappiamo leggere gli alberi.


11 giugno 2007, 11:49 am
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Ehm... no, con "piemme" intendevo due ricercatori dei giorni nostri le cui iniziali sono PM e che di solito non abbandonano una pista prima che sia del tutto esaurita...

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Mariano Tomatis Antoniono


11 giugno 2007, 1:01 pm
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Lenny Nero ha scritto:
Pero' a livello pratico, come dimostrarlo?


Appunto, è impossibile. Io stesso sono un po' in difficoltà a parlarne visto che mi è stato riferito come notizia del tutto confidenziale...

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Mariano Tomatis Antoniono


11 giugno 2007, 1:03 pm
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Interessante info, Mariano. Tutto può essere a questo mondo. Bisogna senz'altro prendere la teoria in considerazione.

Personalmente però mi pare un poco strano un delitto passionale per un settantenne sacerdote che, insomma, non era un Adone e viveva in un paesetto sperduto. Chi avrebbe dovuto ammaliare Gélis con tanta veemenza? Un paesano? Forse. E però questo movente mi sa tanto di voce di paese.
È possibile che Gèlis fosse omosessuale e che avesse avuto qualche storia nel passato. Nulla di sorprendente. Questo fatto potrebbe aver portato alcuni paesani bigotti a credere che il movente del delitto fosse da collocarsi in questo quadro.

E comunque il significato di quel "Viva Angelina" potrebbe essere sicuramente da ricercarsi nell'omosessualità del parroco. Perché l'assassino, qualsiasi fosse il motivo che lo ha spinto ad uccidere, può aver scritto la frase per scherno, conoscendo le attitudini del sacerdote.

Una possibilità che mi parrebbe più probabile, continuando a prendere in esame un assassinio legato all'omosessualità, potrebbe essere per esempio l'odio di un paesano eterosessuale di rigidi costumi che abbia voluto vendicare l'abuso del figlio. Questo spiegherebbe anche la cartina con la frase di scherno abbandonata in segno di disprezzo accanto al cadavere.

Unico neo: se un movente di tale fatta spiega perché non siano stati toccati i soldi custoditi in casa di Gélis, dall'altra parte non spiega invece la perquisizione dell'assassino nel sacco da viaggio del prete. A meno che......a meno che l'omicida non sapesse che nel sacco vi era, per esempio, una lettera compromettente, magari minatoria, indirizzata a Gélis. In questo caso, la teoria farebbe collimare molte tessere del puzzle.


BB & baci
Clio

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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...


11 giugno 2007, 1:12 pm
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Ci tengo a precisare che si tratta appunto di una voce che non abbiamo modo di verificare in alcun modo. Ciò che la rende "ai miei occhi" più credibile di altre è la fonte (doppia) di cui ci si può fidare per molte altre cose. Ma non sarebbe serio riportarla come dato di fatto. Ve la passo esattamente come l'ho ricevuta, senza darle quell'importanza che hanno altre informazioni molto più fondate.

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Mariano Tomatis Antoniono


11 giugno 2007, 2:24 pm
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E' una mia impressione indotta o in paese si sa molto di piu' di quanto si voglia rivelare?

Da quel che raccontate sembra che se ne parli, ma soprattutto che ci sia una specie di clima di omertà...come a coprire qualcuno di cui in fondo si è giustificato il gesto omicida?
Non mi sembra paura di un omicida dalla posizione altolocata, potente e che quindi ci si guarda bene dal portare allo scoperto, semmai il contrario.

In questo senso la teoria di Clio di una vendetta per un abuso potrebbe essere plausibile...fa un po' film "rape and revenge" alla "Non violentate Jennifer" (Clio, ma che film guardi di solito??? :)), ma spiegherebbe il clima di protezione verso l'eventuale colpevole.

Certo, mi pare un luogo comune quello del vecchio prete gay che violenta qualcuno (a 70 anni con un Viagra ante-litteram o magari torbida storia del passato? Se lo sanno la BBC e Santoro... :lol: ).

Inoltre "Viva Angelina" come scherno (perchè non Antoinette?) o come frase che suona del tipo "Angelina, il paparino ti ha vendicato!" ?
E allora da figlio abusato diventa figlia...
Ma cade la teoria dell'omosessualità spostandosi verso quella della pedofilia, anche se spesso la gente fa una confusione agghiacciante, specie in un posto da contadinotti...con tutto il rispetto per i villici!
Quindi forse quella connotazione di omosessuale va chiarita?

Certo che stiamo di nuovo massacrando Gelis :)

Inoltre, in quel posto, in quegli anni, un delitto passionale a sfondo omosessuale e magari percepito come perverso e sporco non avrebbe fatto scalpore?
Qui non è scesa in campo, che ne so, la chiesa locale per proteggere il buon nome del prelato, qui si tratta di un continuo sussurrare e mormorare di un paese che pare non avesse molta intenzione di far davvero luce ed un veloce capro espiatorio andava pur bene, specie se inviso.
Me lo spiego solo con la volontà di proteggere qualcuno dei propri concittadini, di cui si condividevano le motivazioni, che supera l'intenzione di mettere alla gogna un prete per le sue colpe.

Del tipo "in fondo giustizia è fatta e tutto sommato va bene così".

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11 giugno 2007, 2:32 pm
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Iscritto il: 21 giugno 2004, 5:52 pm
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Lenny Nero ha scritto:
E' una mia impressione indotta o in paese si sa molto di piu' di quanto si voglia rivelare?


L'esistenza di più "voci" può indurre a pensare che i villici si compiacciano a celiare un po'. Tu mi ritieni depositario di tanti Segreti? Bene! Me li invento, te li dico e, così, mi scompiscio alle tue spalle... Una fonte di intimo compiacimento oziosa come poche... Gl'abitanti della Rennes "alta" sono dei maestri (la storia del carburante per extraterrestri è una perla).

Ma è tutto così oscuro. Degl'abitanti di Coustaussa, chi sa qualcosa? Possiamo immaginarceli intenti a sghignazzare sguaiatamente nel corso d'una amena sagra rionale (ecco, si animano le parole: "oh!-oh! ih-ih! Dites moi!" - suono di una bottiglia di vino che viene stappata - "...Qu'est ce que vous avez pensé aujourd'hui?" - sonoro ed inequivocabile complimento alla cuoca - "ah! eh-eh! ...l'ambiguë sexualité du curé..." - accenni di risate - "ih-ih! Vous êtes le diable en personne..." - segue un gesto di umile diniego), come alteri custodi della Verità, come persone affatto scocciate di tutti coloro che li fermano ad ogni crocicchio in cerca di Verità su Gèlis, ecc.

E si può sempre ritorcere che la prima voce, quella dell'Otello, fosse una copertura del delitto passionale di Rosencrantz e Guildenstern (o Edoardo II e Gaveston). Cade, così, la contraddizione fra le voci.

Insomma, verificare l'ultima voce è improbabile - saggiarne l'attendibilità possibile, provando con l'esperimento che ho detto. Se l'omosessualità del Nostro era “verità universalmente riconosciuta” in quel di Coustaussa (lasciamo stare l'obiezione "ma gl’inquirenti potevano lasciarsi sfuggire…?"), è ragionevole presumere che non soltanto due (o tre) ricercatori abbiano "catturato" questa versione.

Certo, come ipotesi, non è contrastata da nulla. Ma si può dire che a Guildenstern si presentarono ottime occasioni per celare il proprio movente - passionale -: poteva sottrarre i soldi, ben visibili, nell'intento di spingere gl'inquirenti - ottusi - verso il movente di furto.

...

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«Ehi, di’ un po’: c'è forse un tesoro nella casa accanto?».
«Come!?… Ma se non c’è nessuna casa!».
«Bene; e allora?… Costruiamola!».
Marx (i fratelli).


11 giugno 2007, 4:20 pm
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Iscritto il: 23 giugno 2004, 12:00 pm
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Lenny Nero ha scritto:
.

In questo senso la teoria di Clio di una vendetta per un abuso potrebbe essere plausibile...fa un po' film "rape and revenge" alla "Non violentate Jennifer" (Clio, ma che film guardi di solito??? :)), ma spiegherebbe il clima di protezione verso l'eventuale colpevole.

Certo, mi pare un luogo comune quello del vecchio prete gay che violenta qualcuno (a 70 anni con un Viagra ante-litteram o magari torbida storia del passato? Se lo sanno la BBC e Santoro... :lol: ).



Ciao Lenny!

be', normalmente guardo tutti i gialli che mi capitano sottomano, a condizione che siano pallosi. Hemmm, scusate, volevo dire: che non siano pallosi. Era un lapsus. :lol:

Mah, a dire il vero io ho conosciuto uomini che alla cara età di 70 anni cercavano ancora di sfogare la loro libidine in modi poco ortodossi. Non si sa mai....però, dai, almeno un omicidio del pater familias come scenario sarebbe più plausibile di quello dell'omicidio di un amante magari settantenne anche lui... :shock: Adesso mi viene in mente "Arsenico e vecchi merletti", solo un poco più brutale....."Accetta e vecchie pinzette". :roll:

BB & baci
Clio

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11 giugno 2007, 8:35 pm
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Iscritto il: 23 giugno 2004, 12:00 pm
Messaggi: 897
Località: Monaco, Germany
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Mariano Tomatis ha scritto:
Ci tengo a precisare che si tratta appunto di una voce che non abbiamo modo di verificare in alcun modo. Ciò che la rende "ai miei occhi" più credibile di altre è la fonte (doppia) di cui ci si può fidare per molte altre cose. Ma non sarebbe serio riportarla come dato di fatto. Ve la passo esattamente come l'ho ricevuta, senza darle quell'importanza che hanno altre informazioni molto più fondate.


OK, grazie, Mariano.

BB & baci
Clio

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11 giugno 2007, 8:36 pm
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Ciao. Io amo tantissimo interessarmi di delitti.
Sono convinta che sia sempre possibile rintracciarne la logica.
Questo delitto lo conosco poco, quindi vorrei chiedervi qualche cosa.
1) Viva Angelina, o Vico Angelina sono scritti in italiano, Vico Angelina potrebbe essere un indirizzo o un cognome e nome.
Che sia scritto in modo malfermo secondo me è dovuto anche dal supporto (fragile e scivoloso) e dal tipo di strumento usato (matita o penna?). Avete mai scritto un appunto su un tovagliolo? Non viene certo una calligrafia da amanuense. La cartina poi era vecchia e il fatto che non sia scivolata fuori dalla custodia come le altre fa immaginare che fosse lì da tempo e un po' untuosetta.
Quello che mi colpisce di più è che gli inquirenti vanno a cercare una prostituta di Narbonne di nome Angelina. Con quale logica? Perchè era l'unica a chiamarsi così? Un po' poco. Mi sembra più logico che in paese fosse risaputo che il prete frequentasse prostitute e come ben saprete, di solito, per discrezione i preti le facevano arrivare segretamente nelle sacrestie, non andavano di certo a trovarle nelle case di tolleranza.
Sappiamo, però che questa signora non era implicata.
Domanda: gli inquirenti pensavano possibili tali incontri? Io credo di sì.
L'ipotesi dell'amichetto deluso non mi convince neanche un po'. Più probabile un giovane marito geloso, ma non mi convince molto neanche questo.
Viva o Vico Angelina è scritto in italiano (un corso della segreta soc. Angelique? Ma allora perchè non Viva Angelica!) Che ne fu dei due italiani che vennero fermati durante le indagini, sono forse i vagabondi che chiesero il pane alla moglie del sindaco?
Vico Angelica è perfetto come appunto preso di fretta da un italiano che poi dimentica la cartina usata come un Post-it all'interno della custodia delle Tzar che poi finiscono per terra. Che cadano per terra casualmente mi sembra scontato, meno perchè non vengano raccolte dato che potrebbero essere una prova. Ma forse gli assassini sapevano che non si sarebbe mai arrivati a loro con quel tipo di indizio perchè non erano del paese.

2) Non credo che un uomo tramortito da un colpo e che cerca di sfuggire alla morte possa essere fermato da una sedia che gli ostacola il passaggio. Al massimo ci inciampa e la fa volare, ma una sedia non ferma un uomo disperato.

3) Fu o non fu torturato? I segni sul viso in prossimità della bocca sono compatibili con un laccio o panno che lo imbavaglia. Ciò spiegherebbe il fatto che non si sentirono urla e la scarsa reattività generale del prete che sapeva di essere nelle mani di due (non meno di due) assassini.

3) Perchè Pages non insiste quando suona. Il prete è in cantina, non risponde, la nipote è morente. Pages bussa e poi se ne va. Gelis era in casa con certezza, Pages avrebbe potuto essere un po' più insistente, oppure farsi venire qualche dubbio, a meno che pensasse che il prete fosse occupato con qualche amichetta/amichetto (cosa che confermerebbe la ricerca della prostituta di Narbonne) perchè era solito farlo oppure perchè Gelis era talmente stronzo che non rispondeva se non ne aveva voglia nemmeno in caso di gravissimi motivi. Ma anche questo è strano perchè i preti spesso vengono chiamati nelle ore più impensati per i loro doveri religiosi (sacramenti ai morenti ad es.).

Impressioni: Gelis era un uomo non amato ma soprattutto non stimato, ma nemmeno ammirato o invidiato.
Forse sbaglio, ma il mandante era del luogo, gli assassini no.
Il movente... il movente... questo mi sfugge. L'esoterismo c'entra come i cavoli a merenda. Robetta più terra terra.

Basta, ho scritto troppo. Chiedo scusa.
Baci
Sarab


14 giugno 2007, 2:24 am
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Messaggi: 173
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Ciao a tutti quelli che già mi conoscono ed ai tanti nuovi arrivati.
Purtroppo ho trascorso un periodo piuttosto incasinato, per via soprattutto del lavoro.
Ovviamente rientrando nel forum mi precipito a cercare le novità e vedo con piacere che si è tornati a discutere sul caso Gélis.

Tante citazioni e tanti riferimenti, soprattutto tante cose già dette.
Noto anche che non si fa riferimento alcuno alla mia ricerca ed ai miei articoli, mentre si continuanoa a tirar fuori vecchie storie, ipotesi che non stanno in piedi e le voci di paese.
Voci e sempre voci. Come quelle che un secolo fa accusarono ingiustamente Pagés.

Nel frattempo ho tradotto interamente il libbo di RIVIERE e soci, sono emersi fatti nuovi e nuove contraddizioni.
Per me contano sempre e solo i fatti concreti, ciò che si può dimostrare.

Sono in attesa dell'autorizzazione del Procuratore della Repubblica di Monpellier, per poter visionare personalmente il dossier orginale relativo all'inchiesta. So già per certo che troverò molte omissioni e incongruenze con quanto è stato scritto e pubblicato sinora, ma prima di parlarne voglio avere tra le mani le prove inconfutabili di quanto da tempo ho scoperto.

Qualcuno sa chi fu l'assassino? Lo coprirono e continuano a coprirlo per rispetto dei discendenti?

Può essere. Ormai la cerchia si è stretta ed ho potuto stabilire, così come feci per l'autopsia, che molti errori vennero commessi durante l'indagine.
Solo due persone potevano commettere l'omicidio e avevano un movente per farlo ed è su queste due persone che sto indagando.
Orami non mi manca molto per arrivare alla conclusione di questa vicenda. Sauniére conosceva Gélis e per certo avevano affari in comune, ma l'Abate di Rennes non ha nulla a che vedere con il delitto.

Ho raccolto una momtagna di documenti e di informazioni, più di quanto non sia stato fatto dal quell'ormai lontano 1° novembre 1897.
E sto riordinando tutto questo materiale.

Quello che davvero non capisco è come si possa parlare ancora di argomenti che sono già stati chiariti, e come mai non si faccia riferimento alcuno a quanto è stato pubblicato sui n. 10 e 11 di IRLC.

VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT.....

Winston

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"La ricerca della verità fa parte della natura dell'uomo; è la strada che conduce alla libertà." (WINSTON)


16 giugno 2007, 2:03 pm
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DIMENTICAVO....

Si parla di voci secondo le quali a Coustaussa si sarebbe sempre saputo il nome dell'assassino. Secondo le stesse voci il silenzio sarebbe dobutoi al doveroso rispetto da portare ai discendenti di questa persona.

La spiegazione è molto più semplice e venale.

Rennes-le-Chateau vive sul turismo che il mistero di Sauniere ed el suo tesoro hanno incentivato negli anni. Diversamente ben poche persone arriverebbero da ogni parte del mondo in questo sperduto paese dell'Aude.

Coustaussa è un borgo ancor più piccolo, che ha tutto l'interesse ad alimentare il mistero e la curiosità su un fatto che è anomalo solo in quel contesto. Legarlo ai fatti di Rennes serve a portare una buona fetta di questo turismo anche a Coustaussa.
Meglio alimentare mistero e curiosità che risolvere il caso non credete?

Winston

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"La ricerca della verità fa parte della natura dell'uomo; è la strada che conduce alla libertà." (WINSTON)


16 giugno 2007, 2:11 pm
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Iscritto il: 25 luglio 2005, 10:16 pm
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Messaggio 
Winston ha scritto:
DIMENTICAVO....

Si parla di voci secondo le quali a Coustaussa si sarebbe sempre saputo il nome dell'assassino. Secondo le stesse voci il silenzio sarebbe dobutoi al doveroso rispetto da portare ai discendenti di questa persona.

La spiegazione è molto più semplice e venale.

Rennes-le-Chateau vive sul turismo che il mistero di Sauniere ed el suo tesoro hanno incentivato negli anni. Diversamente ben poche persone arriverebbero da ogni parte del mondo in questo sperduto paese dell'Aude.

Coustaussa è un borgo ancor più piccolo, che ha tutto l'interesse ad alimentare il mistero e la curiosità su un fatto che è anomalo solo in quel contesto. Legarlo ai fatti di Rennes serve a portare una buona fetta di questo turismo anche a Coustaussa.
Meglio alimentare mistero e curiosità che risolvere il caso non credete?

Winston

Caro Winston, piacere di conoscerti. Penso che si possa scrivere su questo forum ed esprimere un parere anche senza avere letto le Indagini N.10 e 11. Mi dispiace molto che tu ritenga assolutamente inattentibile chiunque non sia sufficientemente informato sui fatti quando tu stessto sei il primo ad ammettere di non avere letto tutti i verbali. :roll:
Riguardo il turismo a Coustaussa, mi prendi molto impreparata. Non ho visto un albergo, un ristorante e tanto meno un viso sorridente pronto ad accoglierti. Io ricordo solo un chiaro disappunto se non disprezzo quando ci hanno visto nel cimitero curiosare qua e là. Comunque non ho letto le Inchieste 10 e 11 e sicuramente non sono attendibile.
A questo punto mi chiedo, se è possibile dialogare su questo forum.
E richiedo (giuro comprerò le riviste con i tuoi articoli) quello che ho scritto è talmente assurdo da non essere degno di risposta.
Una sedia è veramente un grande impedimento?
Ci sono segni sul viso di Gelis?
Capisco che le persone che sono molto ferrate in un argomento tendono a essere intolleranti verso gli altri. Ma diamine, un po' di generosità.
Ti daremo il Nobel :lol: . Ma dopo.
Sarab


16 giugno 2007, 8:46 pm
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Iscritto il: 13 luglio 2004, 11:24 am
Messaggi: 1081
Località: milano
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Winston io li ho letti i numeri di IRL ma non mi hanno portato alle tue stesse conclusioni.
Impossibile dire con certezza quando ha mangiato Gelis per stabilire l'ora della morte e affermare o meno quante persone c'erano. Anch'io (ma solo d'istinto) ho pensato la prima volta a due persone ma più leggo i particolari più me ne convinco.
Sono quasi certa che ognuno alla fine saprà far collimare le prove con quanto ritiene più vicino alle sue supposizioni perchè è tutto abbastanza vago nonostante il mallopposo fascicolo a Montpellier....
Ma è estremamente affascinante confrontare le varie opinioni su questo forum soprattutto perchè la controparte di solito afferra particolari che noi tendiamo a sottovalutare perchè presi dalla nostra teoria.
probabilmente nessuna delle nostre è quella giusta ma a furia di compararle qualcosa dovrà pur collimare no?

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"Smetto quando voglio"


17 giugno 2007, 9:27 am
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Iscritto il: 2 settembre 2005, 1:12 pm
Messaggi: 162
Località: Milano- Skype vr_46_
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Buongiorno,
mi scuso se non ho avuto il tempo di leggere tutti i post, ma credo di rammentare che circa un anno fa avevo parlato di questa storia, spiegando che molti in paese conoscono il nome l'assassino e che se non trapelano info precise è perchè gli eredi di questo, vivono ancora in paese.

A distanza di un anno, contrariamente a quello che pensavo un anno fa
( cioè di farmi i fatti miei ) posso riferire che quello di cui il paese è al corrente è che si tratta di una storia di Pedofilia.

L'assassino sarebbe dunque il padre di un chirichetto che aveva subito abusi sessuali da Gelis.

Una cosa del genere è considerata un gravissimo crimine oggi, quindi figuriamoci un secolo fa...
crimine tanto grave tanto da ottenere sia l'omerta' dei concittadini sia giustificare il fatto di farsi giustizia da soli.

R.M. è al corrente quanto me di questa versione, mi stupisco quindi che possa averne detta un altra.

Il fatto che il nome non trapeli, ma che tutti lo conoscano è solo un segno di rispetto per la gli eredi della vittima degli abusi, e per la sua famiglia.

Questo è quanto si sa e si dice in paese.

Mi scuso se questo post dovesse essere una ripetizione di altri, ma non ho il tempo materiale di leggere tutto.
Saluti
Cap

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17 giugno 2007, 2:45 pm
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Iscritto il: 14 gennaio 2007, 4:11 pm
Messaggi: 173
Località: Milano
Messaggio 
Sarabunda ha scritto:
Winston ha scritto:
DIMENTICAVO....

Si parla di voci secondo le quali a Coustaussa si sarebbe sempre saputo il nome dell'assassino. Secondo le stesse voci il silenzio sarebbe dobutoi al doveroso rispetto da portare ai discendenti di questa persona.

La spiegazione è molto più semplice e venale.

Rennes-le-Chateau vive sul turismo che il mistero di Sauniere ed el suo tesoro hanno incentivato negli anni. Diversamente ben poche persone arriverebbero da ogni parte del mondo in questo sperduto paese dell'Aude.

Coustaussa è un borgo ancor più piccolo, che ha tutto l'interesse ad alimentare il mistero e la curiosità su un fatto che è anomalo solo in quel contesto. Legarlo ai fatti di Rennes serve a portare una buona fetta di questo turismo anche a Coustaussa.
Meglio alimentare mistero e curiosità che risolvere il caso non credete?

Winston

Caro Winston, piacere di conoscerti. Penso che si possa scrivere su questo forum ed esprimere un parere anche senza avere letto le Indagini N.10 e 11. Mi dispiace molto che tu ritenga assolutamente inattentibile chiunque non sia sufficientemente informato sui fatti quando tu stessto sei il primo ad ammettere di non avere letto tutti i verbali. :roll:
Riguardo il turismo a Coustaussa, mi prendi molto impreparata. Non ho visto un albergo, un ristorante e tanto meno un viso sorridente pronto ad accoglierti. Io ricordo solo un chiaro disappunto se non disprezzo quando ci hanno visto nel cimitero curiosare qua e là. Comunque non ho letto le Inchieste 10 e 11 e sicuramente non sono attendibile.
A questo punto mi chiedo, se è possibile dialogare su questo forum.
E richiedo (giuro comprerò le riviste con i tuoi articoli) quello che ho scritto è talmente assurdo da non essere degno di risposta.
Una sedia è veramente un grande impedimento?
Ci sono segni sul viso di Gelis?
Capisco che le persone che sono molto ferrate in un argomento tendono a essere intolleranti verso gli altri. Ma diamine, un po' di generosità.
Ti daremo il Nobel :lol: . Ma dopo.
Sarab


Il piacere è tutto mio!
Non sono affatto una persona intollerante, mai e in nessun caso. Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni. Ma le opinioni si devono formare sulla completezza e la totalità dei fatti. Nel caso dell'abate Gélis succede sempre la stessa cosa. Mi spiego meglio. Tutti leggono un breve riassunto della storia, riassunto e conseguentemente incompleto e ricco di errori.
Da qui ognuno parte per esprimere delle opinioni. Nascono domande e presunte risposte senza arrivare a nulla.
Credo di aver fatto qualcosa che prima non era stato fatto.
Ho analizzato l'intera vicenda partendo da zero, come se fosse appena accaduta. Ho letto tutti i documenti possibili e li ho tradotti.
Mi sono così accorto che molti hanno aggiunto e colorito la vicenda con fatti mai esistiti, aggiungendo particolari inesistenti, omettendo particolari importanti; addirittura alcuni fatti sono stati spostati cronologicamente.
Un unico libro è stato scritto su questa vicenda ad opera di Riviere e compagni. Esiste solo in lingua francese. Finora, visto che mi sono preso il disturbo di tradurlo interamente. In questo libro vengono riportate le trascrizioni dei verbali originali. Ebbene, avendo avuto alcune copie di questi documenti, ho stabilito con certezza, che spesso nel libro che ho citato, le trascrizioni non corrispondono. Alcune frasi sono modificate, altre scompaiono, altre mai viste prima compaiono miracolosamente.

Ho fatto richiesta agli Archivi dell'Herault di visionare l'intero dossier perchè sono certo che quanto pubblicato finora sia stato spesso manomesso e non corrisponda sempre ai documenti originali.

Ho analizzato il verbale relativo all'autopsia e ne ho tratto delle conclusioni non personali, ma scientificamente indiscutibili. Conclusioni che hanno avuto la conferma di medici patalogi che certificheranno quanto è emerso dai miei studi. Poi tutte le ipotesi possono essere possibili, ma restano solo ipotesi.
Ogni mia affermazione, sia su questo forum sia negli articoli che sono stati pubblicati su IRLC non sono ipotesi. Si tratta invece di quanto attenendosi ai documenti ufficiali possono considerarsi fatti certi. Spesso ho potuto spiegare aspetti che finora non erano stati considerati o ai quali erano stati attribuiti significati errati e fantasiosi.

Sarebbe bello continuare ad interessarsi di questa vicenda partendo da qui, ragionando su quanto oggi sappiamo in più e non partendo sempre e solo dall'inizio, prendendo in considerazione aspetti e dubbi per i quali esistono le risposte.

Diversamente si resterà fermi sempre allo stesso punto, ovvero all'agosto del 1898 quando l'inchiesta si fermò dopo la scarcerazione seguita al non luogo a procedere nei confronti di Pagès.

Nel 1975 due avvocati francesi (fossi avvocato mi vergognerei dell'appartenenza di questi due alla categoria) cercarono di far riaprire il caso.
Anche questo articolo è stato da me tradotto e pubblicato su IRLC seguito da un mio articolo che evdenzia le leggerezze e le stupidaggini che i due autori ebbero il coraggio di pubblicare. Cose sotto gli occhi di tutti eppure nessuno prima se ne era accorto....

Io ho cercato e percorso altre strade ed altre ancora ne sto percorrendo, alcune non mi hanno portato da nessuna parte, altre si sono dimostrate quelle giuste.

Ma ho come una strana impressione, ovviamente non mi riferisco a te Sarab...

...comincio a credere che come allora anche oggi non ci sia nessun vero interesse a scoprire la verità, e non per quel presunto silenzio che dovrebbe, per rispetto tutelare, dei discendenti...

...anche qui, in questo forum, ho spesso avuto l'impressione, che qualcuno preferisca non arrivare alla verità, ma piuttosto alimentare il mistero....

E' solo una mia impressione, questa sì è un'ipotesi....
...non il resto!

Winston

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17 giugno 2007, 2:53 pm
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the captain ha scritto:
Buongiorno

A distanza di un anno, contrariamente a quello che pensavo un anno fa
( cioè di farmi i fatti miei ) posso riferire che quello di cui il paese è al corrente è che si tratta di una storia di Pedofilia.
R.M. è al corrente quanto me di questa versione, mi stupisco quindi che possa averne detta un altra.

Cap

hai ragione, l'aveva sottolineato con questo post:

mammaoca ha scritto:
je suis divise entre l'usure et l'omosexualitè....
pourrait-il être ?


Ni l'un ni l'autre Mammaoca, c'est bien plus sordide que ça, et ça n'a rien à voir avec l'affaire de Rennes le Chateau.

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"Smetto quando voglio"


Ultima modifica di mammaoca su 17 giugno 2007, 8:38 pm, modificato 1 volte in totale.

17 giugno 2007, 5:59 pm
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Ah, ecco che se la teoria di Captn' risponde al vero, c'è sul serio di mezzo un padre con un figlio minore traviato dal vecchio Gélis come scrivevo più sopra.... :wink: Così si spiegherebbe anche il Viva Angelina.

BB & baci
Clio

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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...


17 giugno 2007, 7:24 pm
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the captain ha scritto:
crimine tanto grave tanto da ottenere sia l'omerta' dei concittadini sia giustificare il fatto di farsi giustizia da soli.

una domanda Capt:
L'assassino a quanto ho capito avrebbe goduto della protezione del paese, ma allora perchè accanirsi su Pagès che aveva parecchi grattacapi già di suo?

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17 giugno 2007, 8:47 pm
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mammaoca ha scritto:
the captain ha scritto:
crimine tanto grave tanto da ottenere sia l'omerta' dei concittadini sia giustificare il fatto di farsi giustizia da soli.

una domanda Capt:
L'assassino a quanto ho capito avrebbe goduto della protezione del paese, ma allora perchè accanirsi su Pagès che aveva parecchi grattacapi già di suo?


Perchè accanirsi su Pagès?
Anche se sembra difficile trovarne il motivo questa è la domanda più semplice a cui dare risposta.

Il primo pensiero degli inquirenti è che il movente sia il furto, ma il ritrovamento del denaro al piano superiore prima, e di quello nascosto in casa e in sacrestia in seguito lo escludono praticamente subito. Il fatto che ricevesse solo alcuni parenti tra cui Pagés porta a pensare ad un coinvolgimento di quest'ultimo. A ciò si aggiungono le voci di paese che lo indicano come l'assassino; seguono le testimonianze infondate che lo vedono recarsi al presbiterio e bussare verso le dieci di sera, mentre Pagés ammette di essersi recato sul posto attorno alle sette, ma di non aver avuto risposta. Si aggiunga a questo che Pagés, tramite la moglie era erede di Gélis e infine la situazione economica che non era delle più floride e di cui tutti erano a conoscenza.
Pagés era il candidato perfetto per il ruolo di colpevole.

Ora pongo io una domanda.
All'epoca si ritenne che le armi del delitto fossero due. Le pinze da camino, ritrovate sul posto e recanti ancora alcune macchie di sangue, e un'accetta-martello, scomparsa dal Presbiterio.

Il più grande accusatore di Pagés è Michel Conquet, che rilascia sia spontaneamente che sotto interrogatorio, dichiarazioni chilometriche ricche di particolari che si dimostreranno privi di valore concreto e spesso falsi. Nonostante ciò nessuno si prenderà il disturbo di accusarlo di falsa testimonianza o di diffamazione, visto che questi si prese pure il disturbo di inviare una lettera anonima al Procuratore della Repubblica di Limoux.

Dulcis in fundo, nel mese di Aprile 1898, quattro mesi dopo l'omicidio, Conquet consegna al Giuduce Jean, recatosi a Coustaussa per un ulteriore sopraluogo, la famosa accetta scomparsa da casa Gélis, affermando che era stata ritrovata poco più di un mese prima dal figlio in un campo poco distante.
Il Giudice chiede perchè avesse atteso tanto prima di consegnarla e di comunicarne il ritrovamento.
Risposta:
"Sapevo che sareste venuto ancora a Coustaussa e non ho ritenuto opportuno venire personalmente fino a Limoux."
La motivazione, se così la si può definire, viene accettata.
Ma la cosa che stupisce è che gli inquirenti non si stupiscono, nè del ritrovamento, nè del modo in cui ne vengono a conoscenza, nè ritengano opportuno indagare su Michel Conquet, definito in seguito dal Procuratore della Repubblica di Limoux, come testimone non attendibile, NEMICO DI PAGES.
Nessuno ritenne utile capire il perchè di tanto accanimento da parte di un concittadino nei confronti del nipote di Gélis.

Winston

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"La ricerca della verità fa parte della natura dell'uomo; è la strada che conduce alla libertà." (WINSTON)


18 giugno 2007, 8:24 am
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