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 Pavillon e i Devoti 
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Iscritto il: 21 giugno 2004, 5:52 pm
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Messaggio Pavillon e i Devoti
Ciao a tutti,

si dice che Nicolas Pavillon facesse parte della Compagnia del Santo Sacramento o, per meglio dire, di quello che Allier definì <un cenacolo invisibile e fraterno>.
Allier era uno storico, e su questo non ci piove; però c'è la solita incongruenza: come mai solo lui dice che Pavillon fece parte della Compagnie? Se si consultano documenti antichi circa la Compagnia, infatti, non compare mai il nome di Pavillon. Insomma, mi chiedo su quali prove si sia mai fondato Allier e se non abbia preso un abbaglio...

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«Ehi, di’ un po’: c'è forse un tesoro nella casa accanto?».
«Come!?… Ma se non c’è nessuna casa!».
«Bene; e allora?… Costruiamola!».
Marx (i fratelli).


25 ottobre 2005, 4:36 pm
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Ciao Alfred,

Raoul Allier è uno storico serio e pignolo, forse quello che si è occupato più dettagliatamente della Compagnie.
E perché poi dovrebbe aver preso un abbaglio? Purtroppo la sua è una delle pochissime opere che tratta a quel livello la storia della Compagnie. Non dobbiamo dimenticare che, come sottolinea lo stesso Allier, la Compagnie aveva tutte le caratteristiche di un'organizzazione segreta e i nomi di alcuni suoi membri più importanti erano sconosciuti.

BB & baci,
Clio

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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...


26 ottobre 2005, 1:26 pm
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Iscritto il: 21 giugno 2004, 5:52 pm
Messaggi: 1304
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Ciao,

penso all'abbaglio perché sia Olier che Depaul vennero citati da d'Argenson, mentre di Pavillon manco l'ombra. Io, più che altro, sarei curioso di sapere da quale documento provenga l'asserzione di Allier.
Del resto, lo stesso d'Argenson si dimentica di molti personaggi, segno evidente che non dovevano essere molto importanti. Comunque, Pavillon fu veramente il braccio destro di Depaul, quindi non mi stupirei di vederlo immischiato nella Cabala, almeno fintantoché non difese pubblicamente Arnauld :wink: .

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Marx (i fratelli).


26 ottobre 2005, 2:18 pm
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Iscritto il: 23 giugno 2004, 12:00 pm
Messaggi: 897
Località: Monaco, Germany
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Si, ma come dicevo questi nomi erano sconosciuti spesso anche agli stessi membri della Compagnie. Quindi può essere che D'Argenson non fosse a conoscenza della presenza di Pavillon nell'organizzazione.

BB & baci,
Clio

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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...


26 ottobre 2005, 5:21 pm
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Iscritto il: 21 giugno 2004, 5:52 pm
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Certo: Pavillon poteva essere totalmente sconosciuto a d'Argenson; ma i membri (s)conosciuti del "Cenacolo invisibile e fraterno" di Allier, se non sbaglio, sono Pavillon, Depaul e Olier. Logicamente, Olier e Depaul erano molto più importanti di Pavillon, anche se quest'ultimo era una sorta di Mazarino, visto che venne ordinato vescovo da Richelieu senza essere stato un sacerdote secolare. Allora perché d'Argenson cita tutti i membri del "Cenacolo invisibile e fraterno" tranne Pavillon?
Come ho detto nel post di prima, non ci troverei nulla di misterioso in un Pavillon facente parte della Compagnia prima del 1650, visto che sino al suddetto anno egli era in rapporti piuttosto buoni con Olier e Depaul; ma la mancanza di un documento della Compagnia che attesti l'appartenenza del vescovo d'Alet ai cosiddetti "alti gradi" m'incuriosisce.

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26 ottobre 2005, 6:51 pm
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Qui un articolo interessante (e puntuale) dello storico Etienne Dejean sul primo, vivace ventennio d'episcopato di Pavillon. Da pagina 377 a pagina 409, per chi volesse scaricarlo:
http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k431821b.notice .

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18 maggio 2008, 7:03 am
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