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 Convegno RLC 
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Iscritto il: 24 maggio 2005, 8:18 am
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Messaggio Re: Convegno RLC
Alberto Schonwald ha scritto:
Credo che poco importi la datazione esatta della lapide e se le riproduzioni effettuate sono varie, rispetto al messaggio in essa contenuto. Guardando la mappa di un tesoro, poco importa se è una copia, in che data è stata realizzata e chi ne sia l’autore, l’importante che le informazioni contenute in essa risultino corrette!


La vita imita l'arte! aveva ragione Oscar Wilde!
Scusate per la ripetizione ma a questo punto è assolutamente necessario citare di nuovo un testo fondamentale...

- "Ora mostro a lor signori quel testo. Mi consentiranno di esibire una fotocopia. Non per diffidenza. Per non sottoporre ad usura l'originale"
- "Ma quello di Ingolf non era l'originale," dissi. "Era la sua copia di un presunto originale."
- "Signor Casaubon, quando gli originali non ci sono più, l'ultima copia è l'originale".
- "Ma Ingolf potrebbe aver trascritto male".
- "Lei non sa se è così. E io so che la trascrizione di Ingolf dice la verità, perchè non vedo come la verità potrebbe essere altrimenti. Quindi la copia di Ingolf è l'originale".

(Da "Il Pendolo di Foucault" di Umberto Eco)
Dunque non importa se quella pergamena è una invenzione di Plantard e De Cherisey, che ovviamente hanno potuto e voluto inserirvi tutti i mesaggi che volevano.
Non importa neppure che la presunta lapide sia stata inventata di sana pianta dagli stessi autori apposta per inserirvi i soliti messaggi da Settimana Enigmistica.
L'importante è che da qualche parte ci sia un "messaggio segreto", un "Che cosa apparira?"... un Piano. Chi e quando e per quale scopo l'abbia inserito non importa, neppure se a farlo sono stati gli "inventori" del mito di Rennes Le Chateau.

Cita:
Comunque quello che si evince è che, chi ha voluto tramandarci delle conoscenze, lo ha fatto ad ogni costo, ricopiando anche in maniera imprecisa, magari variandone il carattere originale, ha usato assonanze e omofonie, ha usato la cabala fonetica, il calembour, i simboli, il gioco dei contrari, le cose dette e non dette e quant’altro.

Jean Luc Chaumeil parla di Philippe de Cherisey, autore insieme a Pierre Plantard delle pergamene e della lapide:
Philippe era un poeta, un surrealista! Aveva un pungente senso della farsa e della satira. Cosa bisogna aspettarsi? In questo documento esprime se stesso come solo lui sa fare, come fece nei suoi precedenti scritti, attraverso allusioni, rovesciamenti di forme significanti, forme implicite. Ha sempre amato giocare con il pubblico, essere una sorta d’illusionista delle parole. Questo era il suo modo di lavorare, e così fece nel testo. (...) ]a lui piaceva girare intorno e giocare con parole ed idee. Philippe era un poeta surrealista, la sua intera vita era basata sui giochi di parole, comprensibili attraverso una chiave di lettura umoristica. Questo era il suo mestiere!
(Intervista a Jean-Luc Chaumeil - L’unico superstite del Priorato di Sion. Johan Netchacovitch. Pubblicata nel n. 14 di Indagini su Rennes le Chateau)

Ah... così per curiosità, per divertirsi a trovare altri allineamenti... ecco una diversa lapide, pubblicata in L'enigma di Rennes-le-Chateau di Giorgio Baietti:


Allegati:
lapidebaietti.jpg
lapidebaietti.jpg [ 38.95 KiB | Osservato 6581 volte ]
17 aprile 2009, 8:39 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
Egr. Sig. Cuoghi, lei mi sottopone una versione della lapide completamente stravolta, perfino ridicola e mi invita pure con questa a divertirmi! No grazie! E' lei a questo punto che si diverte! Mi sorge spontanea una domanda che rispettosamente le porgo: scusi, se lei ha la certezza che tutto quello che gira intorno a RLC sia una colossale bufala, perché perde tanto tempo prezioso? Mi viene qualche legittimo sospetto.........Saluti. M. Alberto Schonwald


18 aprile 2009, 4:59 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
Il Baietti nella suo primo lavoro su Rennes al quale ha contribuito anche il Sig. Pini Pierluigi e Anna Maria Mandelli (“”R.L.C il segreto di Berenger Sauniere””, 2001), a pag. 43 riporta la rappresentazione della lapide della marchesa variante Stublein/Caurtauly mentre in “L’enigma di R.L.C.”, 2003, a pag. 65 riproduce la lapide modificata riportata da Diego Cuoghi. Da dove il Baietti ha preso quest’ultima? E perché il Baietti ha riprodotto nei due libri due differenti lapidi?


18 aprile 2009, 6:59 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
Alberto Schonwald ha scritto:
Egr. Sig. Cuoghi, lei mi sottopone una versione della lapide completamente stravolta, perfino ridicola e mi invita pure con questa a divertirmi! No grazie!

E' ridicola tanto quanto le altre perché nessuna di queste "lapidi" ha niente a che fare con una vera lapide davvero esistita. Sono lapidi di carta, tutte invenzioni, le prime dovute all'estro degli "autori" dei misteri di Rennes-le-Chateau (Plantard e De Cherisey) l'ultima forse è di Baietti.


18 aprile 2009, 9:20 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
Cuoghi, il tuo giudizio mi sembra esagerato.
Anche se della “lapide” in questione sino ad ora pare che sia stato accertato che non se n’è mai parlato prima del 1965, anche se la rappresentazione della lapide sino ad ora pare che sia apparsa solo in fondo all’opuscolo firmato Madeleine Blancasall non significa che la “lapide” non sia esistita.
Capisco che la tua conclusione sulla "lapide" è la tua verità e comprendo anche il perchè senti di poterla affermare con sicurezza, ma la tua verità non corrisponde a quelle di tanti altri ricercatori conosciuti a livello mondiale.
Quindi sino a prova contraria, e il tuo giudizio e ricerche non sono una prova contraria, non sarebbe meglio usare il termine “presumere” anzichè affermare con certezza che si tratta solo di “invenzioni”?

Cari saluti


18 aprile 2009, 10:40 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
forse vista la dimensione lunga e stretta il baietti l'ha ricopiata da questa foto

Immagine

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carex


18 aprile 2009, 11:40 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
Grazie Carex
Anch'io presumo che la raprresentazione riportata da Baietti nel 2003 è stata tracciata riferendosi alla foto da te proposta. Presa da?
Ad ogni modo il Baietti nel 2007 (“Lo specchio inverso..”, pag. 146) torna a nuovamente a ripetere la versione Stublein/Caurtauly.


19 aprile 2009, 8:36 am
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Messaggio Re: Convegno RLC
audere ha scritto:
Cuoghi, il tuo giudizio mi sembra esagerato.
Anche se della “lapide” in questione sino ad ora pare che sia stato accertato che non se n’è mai parlato prima del 1965, anche se la rappresentazione della lapide sino ad ora pare che sia apparsa solo in fondo all’opuscolo firmato Madeleine Blancasall non significa che la “lapide” non sia esistita.


Tu riesci a presumere l'esistenza di qualcosa senza altra prova che opuscoli scritti e pubblicati tra il 1965 e il 1966 e depositati presso la Biblioteca Nazionale di Francia da autori fittizi con nom de plume tipo Antoine l'Eremite?

Cita:
Quindi sino a prova contraria, e il tuo giudizio e ricerche non sono una prova contraria, non sarebbe meglio usare il termine “presumere” anzichè affermare con certezza che si tratta solo di “invenzioni”?


Non se ne può più di richieste di "prove contrarie". Per credere a qualcosa servono "prove positive", "prove a favore", e queste non ci sono. Non ci sono mai state.
Se affermo di avere un drago invisibile nel mio garage e mostro un atto da lui firmato (con inchiostro invisibile ovviamente) in cui racconta la propria vita tu sei disposto a "presumerne l'esistenza" fino a prova contraria? E che prova contraria saresti capace di proporre per negare l'esistenza di un drago invisibile?

Chi deve scrivere "presumo" sono gli autori che "presumono" l'esistenza di qualcosa basandosi su documenti di dubbia autenticità quando non palesemente riconosciuti come falsi. Se cerchi nei cataloghi della Biblioteca Nazionale di Francia l'opera "Pierres Gravées du Languedoc" di Eugène Stüblein che conterrebbe la riproduzione di quella lapide, trovi questa dicitura:
Ouvrage faussement attribué à Eugène Stublein
Opera falsamente attribuita a Eugène Stublein
http://catalogue.bnf.fr/servlet/notices ... =catalogue

E' uno dei tanti documenti prodotti da Plantard/De Cherisey negli anni '60, sui quali si è costruito il mito di Rennes-le-Chateau. Nei libri su RLC si legge spesso che l'esistenza delle scritte sulla lapide (REDDIS REGIS CELLIS ARCIS PRE-CUM) sarebbe provata anche dalla testimonianza di un archeologo dilettante, l'ingegnere Ernest Cros, che descrisse rilievi effettuati tra il 1920 e il 1943. Ma guarda caso anche gli originali di queste relazioni sarebbero "perduti" ed esisterebbero le solite copie dattiloscritte degli anni '60 (mi piacerebbe che prima o poi qualcuno facesse delle analisi confrontando i caratteri di quelle macchine da scrivere usate per i "documenti del Priorato"). Oltretutto si dice che Cros avrebbe "ricostruito" le scritte sulla lapide basandosi sui ricordi di vecchi abitanti di Rennes-le-Chateau. Delle scritte in "grecolatino" ai lati invece Cros non avrebbe mai fatto menzione.

Anche su questo argomento c'è un documentato articolo di Mariano Tomatis sul n. 4 di Indagini su Rennes-le-Chateau, dal quale estraggo:

"Il dattiloscritto attribuito ad Ernest Cros era il gradino cui appoggiare “storicamente” la seconda ricostruzione della lapide della marchesa pubblicata su Pierres gravées. Nonostante quest’ultima sia la più nota e diffusa versione della (probabilmente mai esistita) lapide orizzontale di Marie De Nègre, è ben noto che gran parte del suo aspetto sia il parto della fantasia di Plantard e de Cherisey, ma sarebbe un errore attribuire tutti i suoi elementi alla volontà mistificatoria dei due. I ricercatori sono abbastanza concordi nel ritenere che le quattro parole REDDIS REGIS CELLIS ARCIS potessero trovarsi su qualche reperto archeologico davvero scomparso. A proposito della scritta PS PRAE-CUM, invece, scrive Franck Marie che era tipica delle pietre tombali sin dal XIII secolo e significherebbe “Je prierai pour toi”
"La presenza del polipo è stata spiegata in modo convincente da Paul Smith che ha fatto notare che si tratta di un simbolo copiato dal libro di Paul Le Cour L’Ere du Verseau (1937), uno dei testi che ha ispirato la nascita del movimento New Age moderno. Plantard ha più volte fatto riferimento, nei suoi scritti, al pensiero di Paul Le Cour, e da quest’opera ha tratto il polipo.

Ma... e questa versione in cui leggo REDIS e ARCHIS invece di REDDIS e ARCIS da dove viene?

http://www.rennes-le-chateau-la-revelat ... uejpeg.jpg
http://www.rennes-le-chateau-la-revelat ... ist2-1.htm


19 aprile 2009, 10:39 am
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Messaggio Re: Convegno RLC
ti dico non dire che le cose non sono assolutamente vere, perché tu non puoi sapere se sono vere o false


19 aprile 2009, 10:52 am
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Messaggio Re: Convegno RLC
audere ha scritto:
Grazie Carex
Anch'io presumo che la raprresentazione riportata da Baietti nel 2003 è stata tracciata riferendosi alla foto da te proposta. Presa da?
Ad ogni modo il Baietti nel 2007 (“Lo specchio inverso..”, pag. 146) torna a nuovamente a ripetere la versione Stublein/Caurtauly.


la foto arriva da....il vecchio sito di MARIANO!!!
che a sua volta riporta che la la foto è di paul smith..
ho cercato nel sito di smith, ma non riesco a trovarla...

Fotografia della pietra tombale della De Négre
Immagine
Fotografia agli infrarossi, fornita da Paul Smith.

Si tratta probabilmente di un fotomontaggio, eseguito su una fotografia che ritrae un particolare dell'ossario [8.1d] del cimitero di Rennes. Nel suo articolo "Unravelling Rennes", pubblicato sulla versione inglese della rivista The Unexplained (pp. 2558-2559), Brian Innes scrive:

"It is de Sede who first draws our attention to the fact that drawings of the two stones that Sauniereremoved have been reproduced in publications. The first, the gravestone of Marie de Negri d'Ables, wife of Francois d'Hautpoul de Blanchefort, is said still to exist: Philippe de Cherisey, in a letter to the editors of the French edition of THE UNEXPLAINED, writes: This slab was removed from the cemetery in the sight and knowledge of the inhabitants of Rennes, and is now at Carcassonne in the collection of an amateur antiquary, who is not very disposed to exhibit it.... What is reputed to be the second slab still covers a communal grave in Rennes cemetery, though it has been broken into several pieces by treasure seekers. The alleged inscription appears in Eugene Stublein's 'Pierres gravees du Languedoc', but apparently only in the 1962 reprint of what is said to be the 1884 edition. Infra-red photographs exist that are claimed to have revealed the obliterated inscription, but these appear to be crude forgeries."

Nel 1983, Philippe de Cherisey scrisse a Geoffrey Basil Smith:

"As for the dalle ET IN APXADIA EGO it has been photographed too, and I could send the cliché."

Si ignora l'autore della fotografia.

Informazioni fornite da Paul Smith

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carex


19 aprile 2009, 11:08 am
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Messaggio Re: Convegno RLC
diego, anche io avevo notato questa foto con REDIS e ARCHIS...nel link che hai postato se leggi più sotto è scritto:

L’INSCRIPTION CENTRALE

Elle est composée de quatre mots qui peuvent se lire dans les deux sens.
Horizontalement :
REDDIS REGIS CELLIS ARCIS
Verticalement :
REDDIS CELLIS REGIS ARCIS

se passi alla versione inglese del sito trovi:

THE CENTRAL INSCRIPTION
It is made up of four words that can be read in two directions.

Horizontally:
REDIS REGIS CELLIS ARCHIS

Vertically:
REDIS CELLIS REGIS ARCHIS

comincia a fumarmi il cervello....

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carex


19 aprile 2009, 11:20 am
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Messaggio Re: Convegno RLC
Vedi esempio la rappresentazione della lapide riportata dal Baccarini dove addirittura è assente la linea verticale con le due frecce (http://www.enricobaccarini.com/rlc02.htm )


19 aprile 2009, 11:57 am
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Messaggio Re: Convegno RLC
carex ha scritto:
la foto arriva da....il vecchio sito di MARIANO!!!
che a sua volta riporta che la la foto è di paul smith..
ho cercato nel sito di smith, ma non riesco a trovarla...

Fotografia della pietra tombale della De Négre
Immagine
Fotografia agli infrarossi, fornita da Paul Smith.

Si tratta probabilmente di un fotomontaggio, eseguito su una fotografia che ritrae un particolare dell'ossario [8.1d] del cimitero di Rennes.


Più o meno un fotomontaggio del genere? :)

Allegato:
cimetiere1975_FAKE.jpg
cimetiere1975_FAKE.jpg [ 68.47 KiB | Osservato 6421 volte ]


(la lapide viene da questa discussione: viewtopic.php?f=11&t=1521&st=0&sk=t&sd=a&start=60)

La pagina del vecchio sito su Rennes-le-Chateau dove c'è la prima foto:
http://www.marianotomatis.it/rlc/rennes ... ni&c=8&v=3


19 aprile 2009, 12:24 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
Alberto Schonwald ha scritto:
Egr. Sig. Cuoghi, lei mi sottopone una versione della lapide completamente stravolta, perfino ridicola e mi invita pure con questa a divertirmi! No grazie! E' lei a questo punto che si diverte!


Rispondo di nuovo, questa volta allegando i riferimenti a diverse versioni (non tutte) della famigerata lapide, tratte dal vecchio sito su Rennes-le-Chateau curato da Mariano:

Immagine

E' bizzarro constatare come l'immagine della lastra sia potuta cambiare tanto nel corso degli anni. Le cinque su proposte sono tratte da:

1. Pierre Jarnac, Les Archives de Rennes-le-Château, p.375
2. Pierre Jarnac, Histoire du Trésor de Rennes-le-Château, p.189 (ma non specifica quale sia la sua fonte: non è certamente Cros perché più avanti si lamenterà di non possedere gli appunti originali. Le lettere PS fanno sospettare un intervento di de Cherisey e Plantard).
3. Eugene Stublein, Pierres gravées du Languedoc, ora in Jean Robin, Le royaume du Graal, Guy Trédaniel, 1992, p.759
4. M.Bizzarri, F.Scurria, Sulle tracce del Graal, Mediterranee, 1996, p.161 (in cui però gli autori affermano erroneamente che proviene dall'articolo di Tisseyre), Henry Lincoln, Il codice segreto della croce, Sperling&Kupfer, 2000, p.39 (ma sono stati rimossi il numero LX e la firma di Stublein. Così rimaneggiata compare anche su R.Andrews e P.Schellenberger, Alla ricerca del sepolcro, Sperling&Kupfer, 1997, p.170)
5. Tatiana Kletzky-Pradere, Rennes-le-Château - Guide du visiteur, Carcassonne, 2003, p.8 e Giorgio Baietti, L'enigma di Rennes-le-Château, Roma: Mediterranee, 2003, p.65


19 aprile 2009, 1:21 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
Cuoghi, i tuoi esempi anche se sono “”attraenti”” non dimostrano nulla. Al contrario, provano che Plantard è estraneo a questo disordine.
Vedi esempio le false piste che abbondano e che tu giustamente hai fatto notare nonché la rappresentazione della lapide riportata dal Baccarini dove addirittura è assente la linea verticale con le due frecce che doveva dividere le parole in due gruppi (http://www.enricobaccarini.com/rlc02.htm ). Tutto questo divertimento, confusione e fotomontaggi le ha forse portati Plantard? Credo proprio di no! Tutto questo pasticcio l’hanno creato altri!!
Ancor più triste è la tua menzione all’opera Pierres Gravées du Languedoc. Non mi risulta che la frase “Opera falsamente attribuita ad Eugène Stublein” vuole dire che la lapide non sia mai esistita. Anche alcuni Salmi sono stati attribuiti a dei profeti, mentre erano stati scritti da altri, ma ciò non vuol dire che i Salmi non esistono e qualcuno non li ha compilati. Anche certi dipinti sono stati attribuiti ad un pittore poi si è scoperto che l’artista era un altro, ma ciò non vuol dire che le opere non esistono e qualcuno non le ha rappresentate. ….
Non voglio affermare che quanto detto da Alberto Schonwald sia la chiave giusta ma neanche mi sento di sostenere, alla luce dei tuoi commenti, che Alberto sia un “”visionario””, anzi la sua supposizione la ritengo prudente e degna di attenzione.


19 aprile 2009, 5:07 pm
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Iscritto il: 24 maggio 2005, 8:18 am
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Messaggio Re: Convegno RLC
audere ha scritto:
Cuoghi, i tuoi esempi anche se sono “”attraenti”” non dimostrano nulla. Al contrario, provano che Plantard è estraneo a questo disordine.

Plantard/De Cherisey hanno dato il via a questa storia inventando la lapide con le scritte in un fantasioso greco-latino, forse prendendo lo spunto dalla vaga descrizione di una lapide redatta da Ernest Cros (dico forse, visto che neppure di questa descrizione esistono originali) che conteneva solo REDDIS REGIS CELLIS ARCIS PRAECUM, ma nessuna arcadia.
Da lì i misteriosofi rennologi hanno preso il via e ognuno nelle proprie pubblicazioni ha aggiunto varianti, tasselli più o meno inventati, falsi indizi, false foto, falsi aneddoti...

Cita:
Tutto questo pasticcio l’hanno creato altri!!

Sono d'accordissimo. E oggi altri ancora stanno dandosi da fare per complicare ulteriormente il gioco, aggiungendo diagrammi, rebus, crittografie, "che cosa apparirà?", e tutto il repertorio della Settimana Enigmistica a carte geografiche, quadri, sculture, fotografie, testi... veri o falsi non importa, purché ci sia un bel mistero glamorous in stile Voyager da potervi inserire a forza.


19 aprile 2009, 5:32 pm
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Messaggio Re: Convegno RLC
carex ha scritto:
la foto arriva da....il vecchio sito di MARIANO!!!
che a sua volta riporta che la la foto è di paul smith..

All'epoca me l'aveva fornita Paul Smith. Poi l'ho trovata.
Indovina dove? Nel libro di Thomas Plantard de Saint Clair Le Cercle. Guardacaso...

La cosa più grave è che nessuno si sia mai preoccupato di ricostruire una cronologia delle troppe diverse versioni fornite. Pieno di rammarico, sono stato il primo a farlo. E confermo che è l'unico modo per risalire alla fonte originale. Qui ad esempio (a p.992) ci sono tre versioni diverse pubblicate da Plantard, sempre più ricche di particolari.
http://www.renneslechateau.it/indagini/articoli/20x982-994.pdf
Mi sembra l'unico approccio oggettivo.

Audere, se hai una cronologia migliore/più accurata/più precisa, sono ben lieto di discuterla. Mi sembra, invece, che l'unico punto sollevato sia sempre "non si può negare l'esistenza di niente".

_________________
Mariano Tomatis Antoniono


19 aprile 2009, 7:28 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 443
Messaggio Re: Convegno RLC
audere ha scritto:
Cuoghi, i tuoi esempi anche se sono “”attraenti”” non dimostrano nulla. Al contrario, provano che Plantard è estraneo a questo disordine.
Vedi esempio le false piste che abbondano e che tu giustamente hai fatto notare nonché la rappresentazione della lapide riportata dal Baccarini dove addirittura è assente la linea verticale con le due frecce che doveva dividere le parole in due gruppi (http://www.enricobaccarini.com/rlc02.htm ). Tutto questo divertimento, confusione e fotomontaggi le ha forse portati Plantard? Credo proprio di no! Tutto questo pasticcio l’hanno creato altri!!
Ancor più triste è la tua menzione all’opera Pierres Gravées du Languedoc. Non mi risulta che la frase “Opera falsamente attribuita ad Eugène Stublein” vuole dire che la lapide non sia mai esistita. Anche alcuni Salmi sono stati attribuiti a dei profeti, mentre erano stati scritti da altri, ma ciò non vuol dire che i Salmi non esistono e qualcuno non li ha compilati. Anche certi dipinti sono stati attribuiti ad un pittore poi si è scoperto che l’artista era un altro, ma ciò non vuol dire che le opere non esistono e qualcuno non le ha rappresentate. ….
Non voglio affermare che quanto detto da Alberto Schonwald sia la chiave giusta ma neanche mi sento di sostenere, alla luce dei tuoi commenti, che Alberto sia un “”visionario””, anzi la sua supposizione la ritengo prudente e degna di attenzione.



Penso che per tentare un ulteriore approfondimento , oltre al rapporto Cholet

http://www.renneslechateau.it/rennes-le ... doc_cholet

si dovrebbe partire da Cros

Il dattiloscritto Cros (“Ricerche dell’ingegnere capo Cros”) è disponibile
nella traduzione italiana di Roberto Gramolini in Indagini su
Rennes-le-Château 4 (2006), pp.197-199.

Mariano è possibile vederlo on line ?

zio ot


19 aprile 2009, 8:54 pm
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Iscritto il: 24 maggio 2005, 8:18 am
Messaggi: 698
Messaggio Re: Convegno RLC
barionu ha scritto:
si dovrebbe partire da Cros
Il dattiloscritto Cros (“Ricerche dell’ingegnere capo Cros”) è disponibile nella traduzione italiana di Roberto Gramolini in Indagini su Rennes-le-Château 4 (2006), pp.197-199.
Mariano è possibile vederlo on line ?


Intanto qui puoi trovare le pagine dattiloscritte attribuite a Ernest Cros:

http://jhaldezos.free.fr/ville%20rennes ... tcros.html


19 aprile 2009, 9:52 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 443
Messaggio Re: Convegno RLC
Mersì bocù , diar Diego , penso anche che il transleit sarebbe da tutti gradito :lol: :lol: :lol:

il bolognese zio pzdiet biednie ot

p.s.

( è mai stata fatta una perizia sul tipo di macchina da scrivere usata ? )


19 aprile 2009, 10:02 pm
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