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 UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE 
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Iscritto il: 17 ottobre 2006, 1:48 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Ma ad essere sincero nemmeno DAIMONIA mi soddisfa poi tanto...se parliamo di un nominativo plurale direi la desinenza in -ES, con la epsilon, dunque DAIMONES, se parliamo di dativo plurale, inteso ad esempio come complemento di causa efficiente, considero invece la desinenza in -SI(N), quindi DAIMOSI(N).


L'mp. :P

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Francesco Cimino


20 agosto 2008, 1:59 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
cit da Payne

Appunto, la Chiesa Cattolica Romana. Ma se i documenti relativi alla vita rabbinica di Gesù sono stati distrutti immediatamente dopo la sua vicenda terrena (proprio per evitare che ulteriori copie manoscritte, diffuse in maniera incontrollata, rendessero impossibile la distruzione completa della storia), credo che la Chiesa Cattolica Romana abbia potuto poco, visto che non esisteva...


... il tutto,, ipotizzo, avviene entro il 100 e.v. , la diaspora è già iniziata e Shaul di Tarso ha già inventato il Cristo della Passione e della Croce. A questo punto i''eventuale ' documento rabbinico ( il Graal, per intenderci ) è nascosto e Shaul lo sa . Inizia la persecuzione intimidatoria degli ebrei . E da qui atti di assoluta infamia come Matteo XXVII, 24/26 ) La Chiesa Cattolica è già presente nelle vesti del Lupo Romano. ( cit da F.D. Strauss ), ma per capire cosa sia veramente successo dovremo indagare su più fronti.

zio ot


Ultima modifica di barionu su 20 agosto 2008, 2:41 pm, modificato 1 volte in totale.

20 agosto 2008, 2:28 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Max Payne ha scritto:
Ma ad essere sincero nemmeno DAIMONIA mi soddisfa poi tanto...se parliamo di un nominativo plurale direi la desinenza in -ES, con la epsilon, dunque DAIMONES, se parliamo di dativo plurale, inteso ad esempio come complemento di causa efficiente, considero invece la desinenza in -SI(N), quindi DAIMOSI(N).


L'mp. :P



Roger ! Infatti con il greco koine dei Vangeli bisogna fare i conti.
Non è raffinato e spesso risulta impreciso. e infatti che daimon possa valere come figlio è un ipotesi a 2 facce.

zio ot


20 agosto 2008, 2:37 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Cit da Payne


La questione è qui più profonda: nel forum che hai linkato si discute sugli stessi manoscritti evangelici considerati canonici (e anche sugli apocrifi) quindi perfettamente conosciuti; mi chiedo se l'intento sia di trovare documenti perduti o di reinterpretare, sotto diverse traduzioni e considerando diverse fonti rispetto a quelle a noi già note, i manoscritti oggi ampiamente conosciuti e accettati come portatori della figura di Gesù come Dio.



Sicuramente sto reiterpretando solo i testi Canonici, secondo un metodo sia filologico che da indagine forense, avrai visto che l'eccezione sollevata sulla presenza della coorte romana all ' arresto e quindi sul completo annientamento del gruppo di Gesù non trova termini che possano contraddirla.

zio ot


20 agosto 2008, 2:49 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
barionu ha scritto:
Roger ! Infatti con il greco koine dei Vangeli bisogna fare i conti.
Non è raffinato e spesso risulta impreciso. e infatti che daimon possa valere come figlio è un ipotesi a 2 facce.

zio ot


Sarebbe utile, a mio avviso, conoscere il termine ebraico per "figlio", e quello per "spirito". Sarebbe un aiuto importante per comprendere la presenza del termine "daimon" in significati a rischio di fraintendimento, e magari per capire la scelta del copista che ha voluto intendere il termine originario con "daimon".


barionu ha scritto:
... il tutto,, ipotizzo, avviene entro il 100 e.v. , la diaspora è già iniziata e Shaul di Tarso ha già inventato il Cristo della Passione e della Croce. A questo punto i''eventuale ' documento rabbinico ( il Graal, per intenderci ) è nascosto e Shaul lo sa . Inizia la persecuzione intimidatoria degli ebrei . E da qui atti di assoluta infamia come Matteo XXVII, 24/26 ) La Chiesa Cattolica è già presente nelle vesti del Lupo Romano. ( cit da F.D. Strauss ), ma per capire cosa sia veramente successo dovremo indagare su più fronti.

zio ot


Hai scelto un passo bollente; se lo conosci bene, saprai che nel passo parallelo di Giovanni c'è una delle più preziose indicazioni temporali per datare l'intera vicenda cristologica; il tempio, costruito (dalla data di chi parla) in quarantasei anni, Gesù l'avrebbe riedificato in tre giorni. Quarantasei anni, corrispondenti all'anno XVIII del regno di Erode, corrispondenti ancora al 734esimo anno di Roma, farebbero risalire la data della prima Pasqua di Gesù in pubblico nel 28 d.C.
Ma non è parimenti assodato che il tempio, all'epoca di Gesù, fosse appena stato ultimato dopo 46 anni di lavoro, o se la data si riferisse all'arco temporale in cui fu costruito, indipendentemente da quanto tempo era passato. E questa seconda ipotesi potrebbe, mio malgrado ( :lol: ) , portarmi a darti ragione: sarebbe stato sciocco porre una data che indicava l'impellente ultimazione di un'opera architettonica scrivendo anni dopo gli eventi in questione, mentre era più probabile scriverne il tempo di costruzione, e non la data che separava dall'avvio dell'opera.


barionu ha scritto:
Sicuramente sto reiterpretando solo i testi Canonici, secondo un metodo sia filologico che da indagine forense, avrai visto che l'eccezione sollevata sulla presenza della coorte romana all ' arresto e quindi sul completo annientamento del gruppo di Gesù non trova termini che possano contraddirla.

zio ot


Ma nemmeno avvalorarla. D'altra parte, perché Roma si sarebbe voluta invischiare in una faccenda ebraica?




Rispondi al messaggio privatooooo :P

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Francesco Cimino


20 agosto 2008, 3:09 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Cit da Payne

Ma nemmeno avvalorarla. D'altra parte, perché Roma si sarebbe voluta invischiare in una faccenda ebraica?



Perchè si trattava di un a rivolta contro il Potere Imperiale di Roma.


zio ot


20 agosto 2008, 4:40 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
barionu ha scritto:
La Chiesa Cattolica è già presente nelle vesti del Lupo Romano. ( cit da F.D. Strauss ), ma per capire cosa sia veramente successo dovremo indagare su più fronti.

zio ot



Qui mi era sfuggito qualcosa: nel 100 e.v. la Chiesa Cattolica è già presente nelle vesti del Lupo Romano? In che senso? Non conosco il saggio di Strauss, sparo dunque qualche nozione storica alla cieca.
Nel 300 Diocleziano ancora perseguitava i Cristiani, poiché il suo progetto di autodivinizzazione, in simbiosi con un culto pseudo-mitraico, per rinsaldare la parabola discendente dell'Impero, era compromessa dalla dottrina di Gesù che predicava un unico Dio.
Nel 100 era imperatore Traiano; abbiamo testimonianza a proposito del carteggio intavolato dall'optimus princeps con Plinio il Giovane durante la conquista della provincia d'Arabia, dove troviamo importanti informazioni sul trattamento che il sovrano intendeva riservare ai cristiani: confermando la sua caratteristica di sovrano mite ed equilibrato (rispetto agli altri), dispose che non si procedesse a massacri universali, ma si punissero soltanto coloro riconosciuti come cristiani con prove e non disposti ad abiurare. Prima di Traiano credo sia abbastanza nota la follia persecutoria di imperatori come Nerone o Caligola.
Forse ho frainteso la tua allocuzione di Lupo Romano, getta luce se ho preso un granchio.

Questa citazione di Giuseppe Flavio, che ho preso da Wikipedia, sembra trasmettere l'idea che i cristiani "sopravvivevano" ancora alla sua epoca, non che fossero certo un'entità forte politicamente.

"A quel tempo apparve Gesù, un uomo saggio. Fu autore di molti fatti sorprendenti, maestro che insegnava alle persone che amano la verità, molti tanto giudei come greci lo seguirono. Alcuni dei nostri uomini più importanti lo accusarono davanti a Pilato, e lui lo condannò alla crocifissione. Molti di quelli che lo avevano amato continuarono a farlo; fino ad oggi il gruppo dei cristiani, che a lui devono il loro nome, non è scomparso."

E consideriamo che Giuseppe Flavio scrisse in epoca di piena rivolta giudaica.


Rivolta contro il potere imperiale di Roma?? E' un'ipotesi, ma fortemente traballante. Come ha giustamente fatto notare l'utente Hard-Rain nel forum biblico da te segnalato, c'è una seria differenza tra gli Zeloti dell'epoca del censimento di Gesù e gli Zeloti della guerra giudaica che Flavio riporta nelle sue trattazioni. Il movimento zelota esplose in tutta la sua violenza negli episodi del 66, risolti nel sangue da Vespasiano; i periodi precedenti (pur non mancando spunti violenti e rivoltosi) sono stati più che altro volti alla diffusione del principio separatista zelota tra le masse urbane. Consideriamo inoltre la posizione “ambigua” che Flavio assunse nella Prima Rivolta Giudaica.

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Francesco Cimino


20 agosto 2008, 9:57 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Allora, questo tuo post tocca il " cuore " del problema Storico, e merita una risposta articolata , chiedo al Croupier 2 carte,...

.... intanto, sulla questione degli Zeloti, come avrai notato nella mia indagine ho scelto di chiamarli con nomi italiani, partigiani, guerriglieri etc...

infatti il pasticcio viene dal fatto che Flavio li chiama Zeloti e Galilei, Il Talmud Berionin, i Vangeli Lestai ..... e non ci sono certezze sulle date di nascita di questi nomi da battaglia,,,, sul tema vi propongo quest' ottimo thread :

http://cristianesimoprimitivo.forumfree.net/?t=25441376

Pensa se tre a 2000 anni un abitante di Orione studiasse la Guerra in Vietnam anni 60 e dovesse capire chi era Charlie ....., in ogni caso, un ' inizio certo della rivolta contro Roma è quella dell' ormai celebre Giuda di Gamala , che proprio Flavio descrive, ed è chiaro che il movimento di liberazione contro l'occupante straniero da allora non si è più fermato , avevano forme e nomi diversi, ma l' ideologia e gli scopi che li muovevano erano eguali :
per il Talmud erano valorosi combattenti per la libertà di Israele, Roma li chiamava banditi e terroristi...... :lol: :shock: :? ... vagamente inquietante et attuale.

zio ot


Ultima modifica di barionu su 27 marzo 2010, 2:51 pm, modificato 1 volte in totale.

21 agosto 2008, 10:24 am
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Guardala con un pizzico di concezione polibiana, priva di guizzo machiavellico: la storia è ciclica, e la Virtù che innalza l'uomo dal destino di ciclicità al quale è condannato viene snobbata, oggi come allora.

E' bene che questa storpiata visione deterministica rimanga una mia illazione.

Pardon per l'OT, ma non potevo risparmiarmi.

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Francesco Cimino


21 agosto 2008, 12:17 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Intanto, per farvi capire dove e come mi propongo di analizzare la Storia
vi propongo una cosa che ho scritto nel 2002, per il forum " Natrix ", che trattava la questione dei " cerchi nel grano "
La ripropongo con alcune modifiche e precisazioni,e in data di oggi 22/08/08 alcuni tocchi che vedrete in blu.


IL CONVITATO DI PIETRA


E’ l’ospite occulto di ogni confronto,
di ogni forum, di ogni dibattito.

2 le fazioni che si affrontano,
i Guardiani del Potere Temporale, l’Intelligence
i Creatori dei Cerchi, i Creativi.

Un possibile inizio è nel 325 a Nicea, dove l’Intelligence di Costantino il Grande
elabora ( ma oggi , dopo il mio incontro " maturato ", con Carmignac, scrivo " FISSA " ) il testo dei Vangeli nella forma che conosciamo.

Dei 50 codici manoscritti inviati in tutto l’Impero
solo uno è giunto a noi, il Codex Sinaiticus (1)

La manipolazione della storia , e del pensiero
iniziata 5000 anni prima, ha qui una porta
dal volto di Giano.

Qualcuno ha detto che l’uomo può vivere senza Dio,
ma non senza religione.

Perché la religione è lo scheletro su cui si regge
ogni tipo di organizzazione collettiva.

E proprio ora , quando le 3 Religioni del Libro
si affrontano per il predominio, è apparso un messaggio di possibile
significato Panteista.

Ci hanno raccontato di uno sciamano che liberava l’uomo
dalla paura della morte,
ma nel suo nome Agostino di Canterbury non andò a parlare ai Druidi
ma a l’Intelligence di Re Etelberto.
E mille anni dopo l’Arcivescovo di Coventry celebrava Messe
nel nome del Morto Crocefisso
ed evocava l’antico Dio Pan.

Un’organizzazione antropica è regolata dal Dio Dominante
e da Nicea in poi il simbolo della Croce
ha trovato il suo alleato nel razionalismo scientifico,
perché la massima paura è che qualcuno
possa dimostrare l’esistenza di un sistema fisico
non soggetto ad entropia.

Ed è proprio qui che appare il Convitato
quando i Creativi pongono l’attenzione su un simbolo Panteista,
i democratici si celebrano nel Determinismo Galileiano.

Perché il Convitato di Pietra è il sistema di pensiero
che sta attualmente trasformando il pianeta.

In mezzo al forum, nascosto dalla sua luce accecante,
assiste allo scontro sull’esistenza di un evento.

Dice il Poeta,
Quando gli assassini del mare sono lasciati girare liberi
Allora mille stregoni sorgono sulla terra. (2)

Ai Catpeople che affiancano i ricercatori
comunico che il Convitato ha paura,
lo dimostra la sua strategia, il Cover Up, il Debunking,
e ora la strategia di confusione, il Mixing Up,
con i falsi di Chibolton e Crabwood,
ricordatevi che ‘’ i ragazzi’’
dispongono di 1 miliardo di dollari al giorno
per elaborare le loro teorie. (3)

Da Costantino una traccia gia definita è stata portata avanti.

Si parla della fine del Mondo Antico
Come la chiave di interpretazione di tutta la nostra storia.

Si interpreta la crisi dell’unità Romana
Come il metro per intendere la storia del mondo.


( Le ultime 2 frasi sono del grande Santo Mazzarino, da " La fine del mondo antico ". Concetti che intendo confutare,, beninteso ,, cosparso di cenere e con un digiuno pane acqua di 3 mesi :shock: :( :D
)



Eccellente marzimino.


(1) In realtà il codice superstite parrebbe ( anche ) il Codex Vaticanus, e resta da studiare la sua
Connessione con i Papiri Bodmer ( P 75 ).
Per i Croppies interessati al tema consiglio il notevole studio di Carmignac
sui Vangeli Sinottici.
In rete il materiale è molto vasto, ma pieno di lacune.
Da Dupuis e Turmel, i modernisti hanno lavorato molto,
e siamo giunti a Martinetti, Craveri, Guignebert, fra i tanti,
ma 20 secoli di censure, disinformazione, e Congregazione dell’Indice
hanno creato un muro invisibile: più si riesce ad accedere
a testi del 800 o primo 900, e più appaiono notizie vitali
per l’individuazione del Cristo storico.
A questo proposito autori come Milesbo o Daniel Masse
sono quasi sconosciuti in rete.

( Dopo un po'il libro di Masse su Gesù è clamorosamente comparso in rete !!! )

(2) Jim Morrison, con sea al posto di king.
(3) E’ il budget (sottostimato) globale di spesa giornaliera per i settori militari.
( pensate che il ponte maledetto sullo stretto dovrebbe costare 4-7 miliardi
di dollari. Con cifre simili in un paio d’anni si avvierebbe a risoluzione
il problema eco-energetico del pianeta. Per la fame nel mondo………….
Hip, Hip Hurra ! )




zio ot


Ultima modifica di barionu su 9 dicembre 2008, 12:27 am, modificato 1 volte in totale.

22 agosto 2008, 2:34 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Caro Payne,

.......haemmm , chiedo venia, non mi sono dimenticato, ma il fatto che devo affrontare Schaul di Tarso ( e possibilmente accopparlo ) ,

e " l' inciucio " tra V.T. e N. T., mi fa attardare ......,

Chiedo pazienza.


zio ot


13 settembre 2008, 12:45 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
...poi però ci spiegate cosa c'entri Rennes-le-Chateau con tutto questo :D

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Mariano Tomatis Antoniono


13 settembre 2008, 2:07 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Aehm...si in effetti siamo leggermente OT.... :oops:

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Francesco Cimino


13 settembre 2008, 4:21 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Mariano Tomatis ha scritto:
...poi però ci spiegate cosa c'entri Rennes-le-Chateau con tutto questo :D


..... sicuramente il legame con il Codice da Vinci è più vicino, in quanto si tratta di una rilettura TOTALE DELLA NASCITA DEL CRISTIANESIMO,

tema che a Rennes è stato inserito da Baigent & C. ( ma bisognerà poi trovare il Mandante ).

zio ot


13 settembre 2008, 5:04 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
barionu ha scritto:
tema che a Rennes è stato inserito da Baigent & C. ( ma bisognerà poi trovare il Mandante ).


Il Mandante? La casa editrice.

"Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo" (Stanislav Lec)

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Mariano Tomatis Antoniono


13 settembre 2008, 8:46 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Mariano Tomatis ha scritto:
barionu ha scritto:
tema che a Rennes è stato inserito da Baigent & C. ( ma bisognerà poi trovare il Mandante ).


Il Mandante? La casa editrice.

"Non aspettatevi troppo dalla fine del mondo" (Stanislav Lec)


Dunque, cari Mariano e Max , mi sono riletto varie volte questo mattone di 3d e devo ammettere che mi piace .... il rischio è quello di scivolare in questioni storiche che non possono essere definite ...... riprendendo :

personalmente trovo il Codice da Vinci un testo FORMIDABILE,
ad onta del suo risibile contenuto storico , proprio perchè riesce a smuovere
un ASPETTO RITUALE FONDAMENTALE.( di cui, che io sappia, non se ne è mai parlato, in nessun forum che io conosca )
Come aggiungo che probabilmente quest' aspetto non è ben compreso dallo stesso Brown
... è una mia citazione da

http://cristianesimoprimitivo.forumfree.net/?t=34462070

zio ot


30 novembre 2008, 6:34 pm
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Ma guarda :

viewtopic.php?f=11&t=1870

proprio oggi mi chiedevo se la Massoneria era il mandante della possibile
" lettera di corsa " affidata a Baigent per creare " l' affaire Rennes " ,
... niente da dire, in questo caso i Figli della Vedova mi sono piaciuti molto .... :P :lol: , chissà se Carpeoro ha voglia di dire la sua. :?:

zio ot che volle farsi Re 8)


9 dicembre 2008, 12:21 am
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Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
Max Payne ha scritto:
Rieccomi alla ribalta...stavolta lo salvo su word prima di inviarlo.

Premetto che (almeno spero) questa discussione sia estranea a retaggi d'origine Lincolniana-Baigentiana-Leightiana, o alle teorie complottistiche universali del Codice da Vinci.

Non ho modo di visionare il saggio di Finkelstein, dunque ti chiedo gentilmente di illustrarmi tu i passi dove l'autore prova con sicurezza le modalità dei sotterfugi economici dei Templari. Da dove ha preso queste informazioni? Hai definito la mia descrizione della parabola economica templare come la "documentazione ufficiale", dunque opposta ad una "documentazione non ufficiale, segreta". Qual'è? Tale documentazione è custodita soltanto nel libro di Finkelstein, o trova riscontro in effettivi testi filologici dell'epoca, provati ed analizzati come autentici? E ancora, la mia descrizione del perché i Templari, secondo la "documentazione ufficiale", non avrebbero potuto applicarsi fin da subito ad una attività banciaria fiorente, sono rimasti sospesi nel vuoto: con quali argomentazioni me li sai rendere non validi a supporto della tesi ufficiale? Come fai a dimostrarmi che i Templari, novizi e quasi sconisciuti in Terrasanata, aprivano una rischiosa attività bancaria in un periodo traballante come quello delle Crociate, contando sul fantomatico ritrovamento di un tesoro nascosto, che se non trovato avrebbe messo in seri guai la banca dei Templari? E ancora, un tesoro sacro, nascosto, pergamene sacre riguardanti la divinità o no di Cristo, o comunque un tesoro, anche aurifero, con un valore spirituale oltre che economico, in un periodo in cui, per quanto la crociata fosse stata un'operazione (per molti) economico-speculativa, esistevano anche crociati, laici e non, davvero convinti del significato spirituale dell'operazione (non siamo alle cime di brigantaggio della quarta crociata; un personaggio come Goffredo di Buglione, unico tra gli altri principi, credeva sul serio a quel che andava a fare), potevano essere utilizzate come "merce di scambio" o come "patrimonio iniziale" per dar vita ad una banca?


Ho dato un'occhiata al link che hai proposto, e, perdonami, ma non posso non ripeterti una domanda già letta in siffatto collegamento: ammettiamo che Gesù fosse stato un rabbino, non Dio, un uomo dalla mentalità straordinariamente aperta, eccezionale predicatore per le masse (sermone sulla montagna) ma violento sferzatore della corruzione dei costumi, in accordo con le proposte di Roma (Gesù nel tempio contro i commercianti); perché tanta segretezza? Qual'è il bisogno di nascondere, di tener segreto, di mantenere quest'aria da KGB da complotti Codicedavinciani?
Supponi che tutti i documenti riguardanti l'infanzia e la crescita di Gesù, che illustravano la sua crescita ed educazione da Rabbino, fossero stati distrutti e occultati; ritengo che, da un punto di vista filologico, ciò sia leggermente azzardato. Se fossero state stese delle documentazioni relative alla giovinezza del Gesù Rabbino in epoche precedenti (ovviamente) a qualsiasi atto censorio volto a zittire le testimonianze, tali documentazioni saranno state considerate come un qualsiasi testo, da non trattare con particolari attenzioni, ergo è indubbio che siano circolate copie manoscritte fuori dal controllo dell'autore, non ufficiali, non dichiarate, o semplicemente nemmeno considerate. Ora, al momento in cui un testo originale viene copiato, si schematizza per comodità la "storia" delle varie copie in un diagramma ad albero, che chiameremo stemma codicum; prende vita l'archetipo di un testo, che chiameremo alfa, la prima copia manoscritta.
I vari copisti che creeranno ulteriori tradizioni del testo avranno più facilità a reperire l'archetipo del testo, piuttosto che il testo originale; tali amanuensi baseranno la loro tradizione su un testo già copia, e non su un originale. Questi ulteriori testi saranno padri di altre copie, li chiameremo x e y; da questi discendono innumerevoli manoscritti, il cui controllo è letteralmente impossibile. Accade che i testi, copie di copie, contengano errori: il copista seguente ne trade l'errore, non riconoscendolo, o peggio lo riconosce come errore e nel tentativo di correggerlo lo peggiora. In questa bufera di copie manoscritte, credi davvero che TUTTI i testi riguardanti questa storia siano stati fatti sparire, per giunta in una data abbastanza lontana dall'emanazione dei primi testimoni?



Passiamo dunque alla Maddalena in Francia.

Il Medioevo europeo ha osservato il fiorire del suo culto in epoca abbastanza centrale, tra il IX e l'XI secolo, in concomitanza con particolari eventi che ne hanno sugellato la fama.
Il primo monastero a vantare le reliquie, e dunque la presenza, della Maddalena fu il monastero di Vézelay, in Borgogna.
Consideriamo un importante antecedente del culto maddaleniano, riscontrabile in un sermone attribuito a Oddone, abate di Cluny, nel X secolo, ma in effetti anonimo e più verosimilmente riconducibile al secolo seguente. In questo sermone la Maddalena non veniva descritta con la solita connotazione della peccatrice, ma come una dama d'alto borgo, una gran signora, benestante, ricca, come le donne che avevano circondato l'infanzia e la crescita dell'autore del testo; avendo conosciuto la vita, come quelle donne che incorrevano in continui matrimoni combinati (spesso incestuosi), ed essendo divenuta vecchia, priva quindi delle grazie conturbanti femminili che la rendevano pericolosamente tentatrice per l'uomo, come quelle potenti laiche che, avvizzite e vedove, non potevano far altro che rivolgere tutte le loro cure ai monasteri che beneficiavano di ingenti elemosine, si dedicava alla preghiera verso Cristo per espiare i propri peccati. Maria era dunque una donna ricca; con la sua ricchezza provvedeva a mantenere il manipolo di apostoli e Gesù; con la sua ricchezza ricopriva di pompa magna la Chiesa. Come la Maddalena, la Chiesa era autorizzata ed incentivata ad affondare nell'opulenza, a ricoprire d'un velo smaltato la parola di Cristo. La Maddalena diventa, così, il simbolo della riforma della Chiesa che proprio a cavallo del X-XI secolo si stava effettuando per spinta del papato. Nell'XI secolo furono fondati due importanti congregazioni monacali, come esempio di rigore religioso, a Verdun e a Besançon, posti entrambi sotto il patrocinato della Maddalena. Si diffuse la voce che nei pressi del secondo monastero, per la precisione a Vézelay, fossero custodite le spoglie della santa.

Vézelay fu fondato da Girardo di Rossiglione nell'860, ma inizialmente consacrato a Cristo, alla Vergine e a San Pietro. Soltanto nel 1037 Maria fa il suo ingresso ufficiale nel monastero: viene nominato abate del monastero Goffredo, energico riformatore, che resosi conto dello stato di corruzione di Vézelay decise di riformarlo dalle fondamenta. Per ovviare la mancanza di fondi, puntò sulle elemosine, ma serviva un ospite illustre che potesse rendere il monastero "venerabile" e "arricchibile". Fu scelta proprio la Maddalena, perché ormai la sua figura si stava consolidando come simbolo della riforma ecclesiastica, che lui stesso si stava apprestando ad effettuare nel suo chiostro. Nel 1057 viene consacrata la chiesa proprio a Maddalena, e dunque urgevano delle leggende che supportassero degnamente e giustificassero la presenza della Maddalena dalla Palestina alla Francia.

La prima di queste leggende racconta che Maria, sconvolta dalla morte del suo Cristo, al pari di Maria l'Egiziaca si da ad una vita di asceta: in un deserto, rifugiatasi in una grotta, in perenne digiuno e nuda passa il tempo pregando; ad ognuna delle ore canoniche, gli angeli la prelevano e la portano in cielo a pregare con loro. Dopo trent'anni di tale vita un prete la trova per caso, e vedendo il miracolo la Maddalena si fa riconoscere; prelevata e vestita, Maria prende l'ultima comunione nella chiesa del prete e spira.

La seconda leggenda, detta apostolica, suggerisce un viaggio di Maria in Francia con un discepolo, Massimino; sbarca ad Aix, in Provenza, ed evangelizza la città dove poi muore, e dove le spoglie riposavano. Le due leggende potevano essere fatte combaciare, intendendo il deserto della prima con i monti della Provenza della seconda, ma per i monaci borgognoni era impensabile accettare il primato delle vere reliquie in Provenza e non nella loro Vézelay.

Nacque così la terza leggenda secondo cui, al tempo di Girardo di Rossiglione, un abate e un monaco trafugarono le spoglie della santa ad Aix per traslarle a Vézelay, nel tentativo di salvarle dalle razzie dei saraceni.
Goffredo, supportato da queste storie, "crea" le reliquie della santa per pubblicizzare il suo monastero; la Maddalena fa il suo ingresso nella mitologia religiosa francese.

All'inizio del XII secolo consideriamo il sermone di un altro importante protagonista del clero francese, Goffredo di Vendome, abate dell'omonimo monastero. Nel suo sermone troviamo un'inedita Maddalena, segnata da venature diverse rispetto a quella presentata dal testo borgognone dell'XI secolo. Riassumiamo i 4 punti principali del sermone:

1) La scena è incentrata sul pranzo a casa del fariseo, dove una donna, nel Medioevo identificata con la Maddalena, rompe una boccia d'unguento prezioso per versarlo in testa a Gesù;

2) Consideriamo la feroce critica verso il fariseo, che considera la donna come lontana dalla salvezza divina.

3) La Maddalena è presentata non come nobildonna, ma come peccatrice prima, e predicatrice poi, pentita e continuamente in preghiera verso Cristo.

4) e più importante punto, la Maddalena è colei che è stata posseduta da sette demoni, dai sette vizi capitali: nella sua integrale femminilità di tentatrice, l'unico modo che la donna ha per riscattarsi dalla sua naturale inclinazione al peccato è la mortificazione di ciò che in lei è gradito al demonio per utilizzarla come strumento di seduzione, ovvero il corpo: digiuni, punizioni corporali, vita da eremita le faranno guadagnare il posto ai cancelli del paradiso, come "custode del cielo". I medesimi tratti sono ripresi da Goffredo in una lettera al vescovo di le Mans, Ildeberto di Lavardin, così come l'allegoria della custode femminile.


Con questo lungo, e temo un pò OT intervento spero di aver leggermente dato uno scorcio solido sul perché si continua a ficcare la Maddalena nella Francia del Medioevo, tanto per parlare con cognizione di causa. Non riscontro figlie, nipoti, cugine di terzo grado in queste testimonianze di prima mano e redatte nel denso "Donne nello speccho del Medioevo", di Duby.

Poi è arrivato Dan, e del tutto fece trombetta.


Tutto questo casino tanto per puntualizzare la figura della Maddalena, inseparabile compagna di Rennes. Tu hai proposto però che non soltanto la Maddalena poteva essere la compagna di un Gesù Rabbino; aspetto le tue ottime provocazioni.



Max, ci sei ?
Con i miei soliti tempi, ma il discorso della Maddalena possibile moglie di Gesù l' ho iniziato qui :

http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=39931853

e poi qui

viewtopic.php?f=12&t=2005

Facciamo 2 chiaccchiere ?

zio ot


22 febbraio 2010, 11:33 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 437
Messaggio Re: UNA " POSSIBILE " RILETTURA DEL CODICE
IL TESORO DEI TEMPLARI .

una nuova pista

http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=65921558



zio ot 8)


14 maggio 2013, 9:24 pm
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