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 Da Faenza a Rennes-le-Chateau 
Autore Messaggio

Iscritto il: 15 aprile 2009, 4:49 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
In riferimento alla frase da me precedentemente esaminata "par ce signe tu le vaincras", ritengo interessante aggiungere alcune cose. Rileggendo il libro: " L'or d'Arcadie" ediz. Dangles, a pag.487, gli autori Jean-Claude Viremouneix e Cristophe Tomas-Castelnau, riferiscono che la scritta potrebbe essere connessa ai tarocchi, la 13° lama degli arcani maggiori, corrisponde alla morte , e in uno dei messaggi decodificati dalle pergamene si può dedurre "Ed è la morte" oppure "E lui è là morto".
Mentre la 14° lama corrisponde alla "temperanza".
Anche secondo me nella simbologia della chiesa di Rennes L.C. come in quella del Bugarach e quella di Rennes les Bains vi sono occulti riferimenti al mazzo dei tarocchi.
Ad esempio il diavolo, portatore dell'acqua benedetta: il "benitier", potrebbe alludere a qualcosa di specifico. In francese "benet" significa : "matto", (altra carta dei tarocchi) come tutti i discepoli di Fulcanelli, sanno, "il matto" è la via del viaggiatore solitario verso l'iniziazione.
Faccio un'ulteriore precisazione, su sollecitazione di Alberto Shonwald, sempre in merito all'iscrizione "par ce signe tu le vaincras" posta sopra l'acquasantiera nella chiesa di Rennes le Ch., dove "Tu le", oggetto di tanti interrogativi, potrebbe essere letta in "Tule", come da me postato nel lungo scritto datato 8 maggio.In effetti, tale interpretazione, fa parte di una sua ricerca, utile, come sostiene, alla decriptazione della "pergamena piccola", che mi ha assicurato, proporrà prossimamente su questo sito.
La prossima settimana completerò le mie risposte.
Per quanto riguarda la costellazione di Ercole, preciso che in una antichissima vignetta di Bayer il personaggio è disegnato mentre impugna una clava nella mano sinistra, mentre il braccio destro è allineato al ginocchio scoperto e la mano stringe un rametto di fiori (forse gigli). Ciao Pier Luigi.


12 maggio 2011, 7:45 pm
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Iscritto il: 15 aprile 2009, 4:49 pm
Messaggi: 17
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Carissima Cristina,
sei connessa! Buondì a te e a tutti gli amici del forum. Finalmente son tornato, riprendo il mio discorso dalla frase “Parce signe tu le vaincras”, ricollegandomi al tuo invito a leggere la pag. 248 del testo di Mario Arturo Iannaccone: “Rennes le Chateau, una decifrazione”, ediz. Sugarco.
Riferisco che la suddetta frase significa “Con questo segno tu lo vincerai” e non come riferito dall’autore: “Con questo segno della croce tu vincerai il demonio o il male”, questa dicitura da lui riportata, non corrisponde alla realtà dei fatti.
Inoltre, come ho già detto, non è indicato colui che è vinto nè tantomeno il segno.
Visto che Iannaccone si diverte tanto ad indicare col gergo di “mitografi”, certi studiosi di Rennes L.C., non vedo perché quest’ultimi non possano etichettare lui come “mitografo clericale”.
Così, come al solito, certi mitografi clericali fanno passare le proprie interpretazioni personali per certezze acclarate, al solo scopo di dare una “disinformazione tendenziosa” a colui che non conosce affatto o a fondo l’enigma di Rennes le Chateau.
In fondo a Iannaccone basatava coniugareun po’ il condizionale, oppure anteporre davanti a certe dichiarazioni un semplice “a parer mio”. Mi dispiace, non lo ha fatto!
Comunque, a parer mio, non trovo nessuna allusione politica, nella statua di Asmodeo, anche se, (come è ricordato da Jaques Rivière), l’abate Saunière il 18 ottobre (ricorrenza di San Luca), fece dal pulpitodels dusa chiesa una strana omelia anti repubblicana:
“Les Republicans, voilà le Diabble à vaincre et qui doit plier le genou sous le poid de la Religion et de ses baptises.
Le signe de la croix est victorieux et avec nous…..!”.
Secondo me il curato rilasciò un discorso a doppio senso, rivolto sì verso la folla, ma predisposto verso un particolare potere occulto, del quale parlerò in seguito.
Tale esortazione non contrasta e non spiega, come qualcuno vorrebbe far credere,
le caratteristiche srettamente religioso-esoteriche che si rispecchiano nel complesso statuario dell’acquasantiera.
Ad esempio il basilisco e la salamandra sono emblemi araldici, ma sono essenzialmente simboli alchemici, (anche se escludo che il parroco fosse un alchimista), però Iannaccone, non sembra soffermarsi tanto su tale aspetto.
Mentre certe relatrici, durante una conferenza a Bologna, hanno descritto Saunière con toni non molto lusinghieri e, talvolta, con racconti che non corrispondono alla sua vita reale, lo studioso qui citato lo ricorda come un devoto alla Madonna di Lourdes: un quadretto pio, tutto ciò è senz’altro vero, ma Iannaccone evita abilmente di riferire che, la statua turrita della Vergine Madre, richiama certe statue presenti a Orval e soprattutto rievoca certI monumenti eretti in onore della Dea Madre Iside, evita pure di dire, ma io lo ricordo, che il curato era devoto alla Vergine di Puivert:
N.D. de Bon-Secours, e lui come Gelis e buona parte dei prelati del comprensorio, erano particolarmente attratti dalle apparizioni mariane di Notre Dame de La Salette: una questione non molto edificante per la Chiesa Cattolica.
Iannaccone parla sì di un cattolicesimo rosacrociano, e poi nella sua analisi riferisce:
“Tali costruzioni (in riferimento alle decorazioni della chiesa, della Tour Magdala e della Villa Bethania), usarono in ragione stessa dello stile adottato, simbologie bibliche e sacre di varia natura, in parte le stesse usate da rosacroce, martinisti o massoni, perché patrimonio di un comune passato storico”.
E’ furbo lo scrittore a dire e non dire, ma qui credo che non si tratti solo di una questione di stile, bensì di una tradizione, di una cultura, tramandata dalla fede gnostica.
Qual è l’origine di quel comune passato storico? Ahimè! L’esperto non lo dice.
Discutendo di Maurice Leblanc, Iannaccone, nei suoi scritti, con malizia o trascuratezza, ha voluto trascurare (ho rifatto l’eco alle sue parole), questioni che invece sono state riferite e approfondite con acume nel volume di Patrick Ferté “Arsène Lupin supérieur inconnu”, Guy Tredaniel editore, ossia: lo stesso testo preso dal Iannaccone come modello di riferimento.
Definirei quest’operazione non molto trasparente.
Su quet’affare ci sarà modo di approfondire.
In uno dei miei precedenti interventi dissi che una parte di rilievo nel mistero dell’abate Saunière riguardò la sua formazione spirituale nel seminario di Narbonne.
Quasi a confermare la mia tesi, rileggendo il libro “L’eglise de Rennes le Chateau” di Christian Doumergue e Daniel Duges, ediz. Pegase, rispettivamente alle pag. 18-137 e 140 è citata l’epigrafe “In hoc signo vinces” presente sul frontespizio della pieve di Santa Maria Maddalena, gli autori hanno scoperto che la stessa frase, fu il motto utilizzato da una società: “Le Cercle Catholique de Narbonne”.
Tale associazione creata nel 1875, l’anno successivo entrò in clandestinità. Come mai?
Ne fecero parte diversi personaggi tra cui il marchese Chefdebien e una poetessa: Madame Marie Cvailhè: autrice di un volume dal titolo evocativo: “Fleurs de Lys”.
La scrittrice e i membri del circolo ebbero un ruolo di rilievo nei primi finanziamenti occulti offerti a Saunière.
Annoto che la stessa frase si ritrova nei diari della marchesa di Chambord e negl’archivi della soc. cattolica con elementi della gnosi cristiana “Alpha Glates”.
Anche se non sono pienamente d’accordo su tutto, ritengo il libro dei 2 francesi, ben fatto sin nei minimi particolari, in alcuni punti smentisce le tesi sviluppate da Jean Jaques Bedù, non son i soli.
Alla tua domanda: “L’acquasantiera, la Via Crucix, il “Terribilis locus iste”, sono discordanti dalle altre chiese cattoliche?”
La mia risposta è la seguente: ci sono chiese cattoliche differenti da quella di RennesL.C., mentre ci sono luoghi di culto che ricalcano o hanno similitudini con quest’ultima, per il semplice fatto, (semplice, ma non di poca importanza), che rispecchiano perlappunto un certo esoterismo cattolico.
Come riferii in un’intervista rilasciata a Francesco Pellicano, susseguentemente trascritta nell’articolo “Il paesaggio sacro di Rennes le Chateau”, incluso nel monografico di Hera: “Gli enigmi di Rennes le Chateau”, del 05-02-2004; e lo ripeto tuttora il parroco fece parte di una confraternita occulta denominata “I preti del cromleck”, i cui affiliati erano sacerdoti a conoscenza dei segreti di Rennes L.C..
All’attività di quei preti s’interessarono varie società segrete di stampo rosacrociano e massonico, presumo in stretto contatto fra loro.
Ne cito alcune.”L’Angelique, la Sunch, il “Priorato di Sion”, I “Martinisti”, lo”Hieron val d’Or”…….
Proprio tale confraternita adottò il culto del Sacro Cuore, di cui si riscontrano tracce fra il 1550 e il 1575 presso l’antica certosa di Saint Denis d’Orques.
Quel culto fu inneggiato da prestigiose congreghe religiose, ma ebbe negl’anni uno sviluppo molto osteggiato, fino al punto di essere censurato dalle autorità vaticane.
Verso il 1870 tale adorazione subì un notevole impulso, proprio per opera dei signori di Rennes L.C., ne fu promotore in modo particolare il nobile Rohault de Fleury assieme ai suoi amici Beluse e Legentie.
Nel 1873, a Paray le Monial, fu fondato, per volere del barone di Sarachaga e del rev. Padre Dernon, lo “Hieron Val d’Or”.
Agli inizi del 1900 la Francia intera venne consacrata al Sacro Cuore, mentre l’abate Saunière, oltre a definire il suo presbitereo “La Casa del Buon Pastore”, abbellì il suo demanio e non solo, con emblemi inneggianti a tale venerazione, emblemi che in gran parte sono spariti misteriosamente.
Intanto l’azione del nobile Fleury, trovò un degno epilogo con l’edificazione della basilica del Sacro Cuore nel cuore di Montmatre a Parigi.
La sua costruzione fu possibile tramite sottoscrizioni caritatevoli, tra cui spiccò il sovvenzionamento di ben 500000 franchi ad opera del conte di Chambord.
Per il momento concludo con quet’ultimo colpo di scena.
Varie testimonianze affermano che la confraternita dello “Hieron Val d’Or”, fosse la custodia di importanti segreti, due dei suoi più emminenti affiliati: il marchese Nosillat e J. Lepin, morirono misteriosamente il 5 febbraio del 1926, tutt’e due asfissiati dall’emissione di gas carbonio. Come mai?
La loro tragica fine rievoca altri fantasmi del passato.
Ciao a presto per le ultime risposte, Pier Luigi.


27 maggio 2011, 5:52 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Il 1 maggio scorso, Pier Luigi, a proposito delle N invertite, scriveva:
“””Giocando con la penna e la lattina, si sente un tintinnio insolito: “cicap, cicap,cicap”.
Durante questo mio trastullarmi, mi son accorto che, sulla scritta bianca del Chinò, è sovrapposto uno sfondo grigio dove appare una stella a 5 punte nera.
Nella stessa scritta è evidenziata in rosso una N invertita, al di soppra del glifo campeggia un’altra stella a 5 punte, rossa in campo bianco.
Il rosso e il bianco erano colori emblematici per gli antichi Rosa-Croce.
Chissà cosa ne penserebbero di tutto ciò due miei amici calabresi?
“”
L’unica cosa per sapere il perché la San Pellegrino riportava la N invertita e la stella a 5 punteera quella di scrivere alla ditta.
Oggi mi è arrivata la risposta
“””
Gentile Signor ……, Le scrivo a seguito del suo contatto al nostro Servizio Consumatori con cui chiedeva informazioni relative al significato del logo Chinò Sanpellegrino e dei simboli presenti sulla sua confezione. Da sempre Chinò Sanpellegrino si posiziona, all’interno dei prodotti del Gruppo Sanpellegrino, come la bibita “Fuori dal Coro” pensata per un target che vive al passo con i tempi, non incline alle convenzioni e assetato di originalità. Per questo motivo l’azienda ha pensato di attribuirgli una nota distintiva anche per il logo: la N rovesciata, infatti, è in linea con lo spirito anticonvenzionale e fuori dagli schemi tipico della bibita e, graficamente, la lettera risulta rossa come la parola “fuori” nel claim ”Bevi fuori dal coro”. Quanto alle stelle a cinque punte presenti sul packaging, si tratta del simbolo ed emblema del Gruppo Sanpellegrino, di cui Chinò fa parte. Spero di aver risposto in modo chiaro ed esaustivo alla sua richiesta: in ogni caso resto a disposizione qualora desiderasse ricevere ulteriori informazioni.
“””””


5 luglio 2011, 11:05 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
@ cristina: il pavimento è bianco nelle vecchie foto molto probabilmente per effetto del riflesso che etra nella porta.
@ audere: ma davvero tu pensavi che SE avessero avuto una valenza esoterica quei due simboli, il servizio clienti te l'avrebbe scritto 'in confidenza', magari con lo smile che strizza l'occhio alla fine? :wink:

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5 luglio 2011, 12:25 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Mammaoca
a parte il fatto che è stata una curiosità contattatare la San Pellegrino.
Ad ogni modo la stessa cosa posso pensare di te quando su tua richiesta Jean Luc Robin ti ha risposto a proposti dell'ex libris. :D


5 luglio 2011, 12:36 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Anch'io credo che in origine il pavimento fosse a scacchi, perché il pavimento mi sembra parecchio datato, ma non avrei le prove per dimostrarlo, perché non ho la ricevuta della posa che riporti la dicitura "à échecs".

_________________
Mariano Tomatis Antoniono


6 luglio 2011, 7:46 am
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Iscritto il: 17 giugno 2004, 12:18 am
Messaggi: 3002
Località: Torino
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Non so... Io trovo forte l'indizio che non c'è traccia di una sostituzione del pavimento dopo la morte di Saunière.

_________________
Mariano Tomatis Antoniono


6 luglio 2011, 6:20 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 437
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Altro mistero a Pentacolo , già dagli anni 60 ...

http://www.youtube.com/watch?v=oWvtBZ_A844

http://www.youtube.com/watch?v=R45YSVwTKyg&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=K1H7EawqQsg


zio ot 8)


8 luglio 2011, 1:07 pm
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Iscritto il: 1 aprile 2009, 4:21 pm
Messaggi: 19
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Salve a tutti,

sperando di fare cosa gradita posto un immagine dell'interno della chiesa, inizio '900.

Il pavimento è indubbiamente a scacchiera.


Allegati:
interno chiesa.jpg
interno chiesa.jpg [ 42.99 KiB | Osservato 2104 volte ]
15 luglio 2011, 5:49 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 437
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Altro magnifico topic !

zio ot


30 aprile 2017, 10:15 am
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