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 Quando è un dogma a combatterne un altro 
Autore Messaggio

Iscritto il: 17 giugno 2004, 12:18 am
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Messaggio Quando è un dogma a combatterne un altro
Nell’articolo di Marco Politi “Se la chiesa ha paura”, pubblicato su Repubblica del 22 ottobre 2008, viene preso in considerazione un tema interessante: la distanza tra il Cristo storico e quello della fede. L’autore fa notare che l’Avvenire, quotidiano della CEI, ha criticato pesantemente il recente libro di Corrado Augias e Remo Cacitti Inchiesta sul cristianesimo; colpa degli autori - secondo Politi - sarebbe stata quella di portare all’attenzione del pubblico questioni che, fino a ieri, erano relegate tra le pagine di libri specialistici. Scrive il vaticanista: “La Chiesa ha paura. E’ allarmata che sotto l’influsso dei mass media entrino in circolazione acquisizioni che per decenni sono rimaste limitate ai circoli accademici. Tutti gli addetti ai lavori sanno che la famosa frase, che campeggia sotto la cupola della basilica vaticana «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa», è una frase tardiva e comunque non preannuncia né il papato onnipotente e teocratico come si è strutturato da Gregorio VII e Innocenzo III in poi né tantomeno prefigura la Chiesa-istituzione formatasi secoli dopo la crocifissione. Chi setaccia le opere degli specialisti tutto questo tra le pieghe lo trova, ma un conto è dirlo al riparo di volumi ponderosi, un conto è portarlo in pubblico”(1).
Il problema riguarda l’esistenza di una serie di dogmi e tradizioni che un approccio storico-critico potrebbe incrinare: non è un caso se durante il Sinodo papa Benedetto XVI “ha evocato i rischi di un’interpretazione positivista o secolari sta, che non offre spazio all’apparizione del divino nella storia”(2).
Nell’ambito di una certa ricerca storica su Rennes-le-Château, l’opposizione alla Chiesa di Roma si manifesta nel tentativo, continuo e spietato, di cercare quei riferimenti - fuori e dentro ai Vangeli - che incrinano il sistema di dogmi su cui il cattolicesimo si basa; l’esempio più immediato è quello di Holy Blood Holy Grail, i cui capitoli finali sono tutti dedicati alla ricerca dei versetti che contraddicono la posizione ufficiale della Chiesa: quelli in cui verrebbe in luce che Gesù e la Maddalena potevano essere sposati, che esistevano dei fratelli di Cristo, ecc. Anche i capitoli iniziali di The Messianic Legacy, scritto dagli stessi autori e vero e proprio sequel del primo, sono dedicati ad un sistematico screditamento della Chiesa Cattolica attraverso una presunta rilettura “razionalista” dei Vangeli.
Un’operazione che, se condotta con il giusto metodo storico, potrebbe rivelarsi preziosa, viene vanificata dalla contemporanea creazione di un corpus dogmatico dalla tipica, cieca rigidità: quello che definisce le gesta di Bérenger Saunière.
E’ diverso sostenere la verginità della Madonna o l’amore tra il parroco di Rennes-le-Château e la cantante Emma Calvé, in assenza di qualsiasi prova? Pur trattandosi di due affermazioni caratterizzate dalla medesima sostanza storica, è singolare che molti autori si sentano fieramente “eretici” poiché negano il primo dogma, utilizzando - a sostegno della loro avversione - un altro dogma: quello della relazione tra Saunière e la Calvé; nello scenario proposto, infatti, il sacerdote avrebbe espresso - attraverso i suoi amori “terreni” - un’affiliazione al culto dell’erotismo sacro che si opponeva al dogma sessuofobico della verginità mariana.
Ancora oggi molti forum di discussione sono popolati da spietati oppositori della Chiesa di Roma, che contestano la versione “dogmatica” dei Vangeli attraverso la versione “dogmatica” della vita di Bérenger Saunière. E’ un vero peccato che gli sforzi fatti per fare le pulci ai quattro evangelisti non si concentrino anche sui Vangeli di Rennes-le-Château, anch’essi pieni di contraddizioni e di affermazioni del tutto prive di fondamento storico.
Va di moda lo stile dei due pesi e delle due misure. E molti autori sembrano mimare quel tizio che diceva: “Guardati da chi ti dà dei consigli e poi ti insulta… imbecille!”.

Mariano Tomatis
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1 Marco Politi, “Se la chiesa ha paura”, Repubblica, 22.10.2008, p.43.
2 Ibidem.

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Mariano Tomatis Antoniono


7 luglio 2009, 7:14 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 443
Messaggio Re: Quando è un dogma a combatterne un altro
L' articolo in pdf

http://www.partitodemocratico.it/allega ... p62046.pdf

Mariano , non capisco cosa vuoi dire.

E' sufficiente leggere i libri di Robert Eisler, di Charles Guignebert , di Piero Martinetti , e di Angelo Filipponi
e il Dogma Cattolico viene disintegrato .

Il libro di Augias è perfino cosparso di incenso , in questo senso ...

Il collegamento a Rennes quale sarebbe ?


zio ot


7 luglio 2009, 11:04 pm
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Iscritto il: 21 giugno 2004, 5:52 pm
Messaggi: 1304
Messaggio Re: Quando è un dogma a combatterne un altro
Non vedo cosa ci sia di poco dialettico, visto che non ci sono alternative che escludano «l’alternativa» dogmatica: il dogmatismo è stato sempre combattuto sul «terreno del dogmatismo», per usare una bella terminologia marxistica; in breve, un dogmatismo tende ad annullare il precedente dogmatismo.
Oggi si è decisamente piú intelligenti e lucidi (assolutamente), e il dogmatismo dell’assenza di dogmi (“Non ci devono essere dogmi!”, dice il nuovo omuncolo dogmatico) pretende di instaurarsi unicamente a discapito di quello dei dogmi rivelati e, per dir così, accreditati. Non c’è da stupirsi, dunque, se il «libero esame» (…) dei Testi sacri, partendo dalla ripulsa dei dogmi, giunga ad affermare altrettanti dogmi - nuovi dogmi che soltanto 'un dogmatico fattosi ciste nella propria arroganza osa ancora di rifiutare'. Nei fatti, nella prassi, è il soggetto che propugna il dogma, oppure il contenuto del dogma, ad essere disprezzato - non il dogma in sé.

Se combatti il dogmatismo sul «terreno del non dogmatismo», ovvero su quello del relativismo, difficilmente potrai riuscire a cavare qualche ragno dal buco: se non dogmatizzi le tue conclusioni, fai un assoluto della metodologia gnoseologica, la quale, di riflesso, dogmatizza le tue conclusioni come “migliori” («per ora, finché non si sarà trovato altro», certo) delle altre. Senza l’assoluto, il limite analitico, tutto è permesso. In succinto, c’è solo indifferenza fra il dogmatismo delle verità indimostrabili di Gödel e quello della metodologia scientifica di Popper.

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«Ehi, di’ un po’: c'è forse un tesoro nella casa accanto?».
«Come!?… Ma se non c’è nessuna casa!».
«Bene; e allora?… Costruiamola!».
Marx (i fratelli).


8 luglio 2009, 7:29 am
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Iscritto il: 17 giugno 2004, 12:18 am
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Messaggio Re: Quando è un dogma a combatterne un altro
barionu ha scritto:
Il collegamento a Rennes quale sarebbe ?zio ot


E’ diverso sostenere la verginità della Madonna o l’amore tra il parroco di Rennes-le-Château e la cantante Emma Calvé, in assenza di qualsiasi prova? Pur trattandosi di due affermazioni caratterizzate dalla medesima sostanza storica, è singolare che molti autori si sentano fieramente “eretici” poiché negano il primo dogma, utilizzando - a sostegno della loro avversione - un altro dogma: quello della relazione tra Saunière e la Calvé

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Mariano Tomatis Antoniono


8 luglio 2009, 4:30 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 443
Messaggio Re: Quando è un dogma a combatterne un altro
Grande Visnù ! 8)

Ma chi sostiene un ' :shock: idiozia simile ?


zio ot


8 luglio 2009, 11:59 pm
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Iscritto il: 17 giugno 2004, 12:18 am
Messaggi: 3002
Località: Torino
Messaggio Re: Quando è un dogma a combatterne un altro
barionu ha scritto:
Ma chi sostiene un ' :shock: idiozia simile ?

Quale delle due?
La prima, i cattolici osservanti. La seconda, un sacco di gente.

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Mariano Tomatis Antoniono


9 luglio 2009, 7:25 am
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Iscritto il: 30 marzo 2005, 12:29 pm
Messaggi: 729
Località: Bari
Messaggio Re: Quando è un dogma a combatterne un altro
Ero alla ricerca di una certa cosa e, casualmente, mi sono imbattuta in questo vecchio thread sfuggito all'attenzione. Chi parla di Dogma (ipotetico) su Sauniere e Calve (inclusa la sottoscritta di qualche anno fa), è solo un'invasato con qualche problema di approfondimento storico.
Ma è una roba di cui, con Mariano, abbiamo già discusso a lungo.

Ormai a sostenere quanto il nostro zelante webmaster (Mastro Tomatis) chiama (ironicamente) Dogma, son sempre meno (per fortuna). Quel che resta in mano è un pugno di mosche, tanta fantasia, ed un po' di leggenda (e le leggende, da che mondo e mondo, non possono costituire un dogma).

Lasciateci sognare, per il resto ci sono i documenti e, fino a prova contraria, sulla relazione non ne abbiamo.

_________________
Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler esser niente.
A parte questo ho in me tutti i sogni del mondo.


3 gennaio 2010, 4:24 pm
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