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 Da Faenza a Rennes-le-Chateau 
Autore Messaggio

Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
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Messaggio Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Il Corriere di Romagna, Cronaca di Faenza, pag. 11 (tuttapagina), giovedì 27 gennaio 2011 "Scoperta enigamatica tra realtà e leggenda, Passa anche da Faenza il percorso di inquietanti misteri che portano a Rennes-le-Chateau in Francia..."
In sintesi (trattasi di ricerche effettuate da Alberto Schonward) in una lapide rsalente al 1600 presente nella Banca della Romagna a Faenza, applicando un antico dodice (usato da Leonardo e anche da Dante) tracciando linee rette a formare delle "M" o delle "W" rovesciate, in altri casi delle "X" o doppie "X" oppure delle "N" si delinea la frase "Su Besuo Rennes Cis Cristi Celi Arco Ne Monti" (che starebbe per "Sul monte Bezu a Rennes la chiesa di Cristo cela l'arco nei monti").


4 febbraio 2011, 8:27 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
Messaggi: 186
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Per chi non ricorda, le ricerche di Alberto Schonward
sono state presentate e discusse in questo forum

viewtopic.php?f=17&t=1889&st=0&sk=t&sd=a


5 febbraio 2011, 12:15 pm
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Iscritto il: 17 giugno 2004, 12:18 am
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Località: Torino
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Ecco l'articolo:
http://www.renneslechateau.it/blog.php?post=blog/20110127

_________________
Mariano Tomatis Antoniono


11 febbraio 2011, 6:17 pm
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Iscritto il: 13 aprile 2009, 7:39 pm
Messaggi: 17
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Intervengo in merito all' articolo che mi riguarda, comparso sul Corriere di Romagna il 27 genn. 2011, già anticipato qui in sintesi da “Audere”, seguito da quello sul medesimo argomento ma senza foto, del Resto del Carlino datato 6 feb. 2011, sulla decodificazione della lapide seicentesca di Faenza. Date anche le numerose sollecitazioni pervenutami, per avere copia dell'iscrizione marmorea, ho ritenuto proporlo in questo forum. Premetto subito che l'editoriale del Corriere presenta, per i cultori della materia, non poche inesattezze dovute alla sommaria conoscenza del giornalista sui fatti di Rennes. La lapide, che compare in immagine al centro dell'articolo, a cui è stato applicato il codice, produce una seconda lettura, i cui testi ricorrono similmente nelle innumerevoli iscrizioni da me analizzate. Le parole più frequenti, che si possono leggere, sono sempre: Rennes o Redae, Arco, Besu ( oggi Bezu), Arca, Jesus, Isis e Maddalena. La parola o l'indicazione riferita all'arco è quella che compare più spesso, sia nelle epigrafi, che in molte opere artistiche, in particolare nei dipinti, come ad esempio in quello di Delacroix “Giacobbe che lotta con l'Angelo” che si trova nella Cappella degli Angeli a S. Sulpice a Parigi, dove, ai piedi di Giacobbe, si possono osservare le frecce, la faretra ma non l'arco, similmente alla fontana con la statua di Diana al centro di Aleth le Bains, sempre con la faretra e le frecce, ma ancora senza l'arco. Per rendere palesi le parole criptate nelle iscrizioni, che compaiono con una ripetibilità persino noiosa, è fondamentale conoscere l'antico codice segreto alfanumerico più che bimillenario o quantomeno fare uso, con qualche difficoltà operativa, di alcuni schemari geometrici conosciuti molto bene dalle antiche fratellanze iniziatiche. Le configurazioni più usate, per eseguire la lettura celata, sono spesso la lettera M o quella inversa della W, la doppia X, etc. A far sì che l'attenzione dell'osservatore fosse maggiormente attirata e, per indicargli la presenza delle frasi nascoste, compaiono, messi ad arte, dei “segnacoli”, costituiti da evidenti anomalie testuali, come ci dimostra molto bene la lapide barocca di Faenza, dove sono stati utilizzati, per le due date presenti nel testo, due differenti caratteri, oltre a un simbolo ( bastone di Mercurio) che bipartisce l'iscrizione nella parte bassa. Le parole che si ottengono, applicando l'antico algoritmo, sono le medesime segnalate dal Da Vinci, e sempre le stesse che compaiono nella lapide tombale del 1781 della marchesa D'Hautpoul, nobildonna di Rennes, ma anche in una delle pergamene, quella più antica, la piccola, rinvenute sul finire dell'800, dall'abate Sauniere, nella chiesa della Maddalena di Rennes.


Allegati:
Articolo Corriere di Romagna.jpg
Articolo Corriere di Romagna.jpg [ 192.68 KiB | Osservato 7702 volte ]
11 febbraio 2011, 7:33 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
Messaggi: 186
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Alberto, scusami, posseggo la pagine originale dell'articolo pubblicato sul Corriere di Romagna. La Pala Bertoni che compare sulla pagina da te postata, sull' articolo autentico non c'è. Al suo posto c'è un'altra immagine (una mano che scrive su una pergamena, in didascalia "Pala Bertoni"). Sbaglio di pubblicazione?


11 febbraio 2011, 9:24 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
Messaggi: 186
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Che strano, tutti parlano di testi criptati (veri o falsi che siano) , ma nessuno commenta questa scoperta. :!:


13 febbraio 2011, 11:20 am
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Iscritto il: 17 giugno 2004, 12:18 am
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Località: Torino
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Grazie Alberto di essere intervenuto direttamente.
Non ho capito la tua ipotesi: qualcuno avrebbe usato la lapide di Faenza per nascondere il segreto del Bezu?

_________________
Mariano Tomatis Antoniono


13 febbraio 2011, 11:36 am
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Iscritto il: 13 aprile 2009, 7:39 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Rispondo a Mariano Tomatis.
Sarebbe semplicemente fuorviante attribuire alla “Lapide di Faenza”, pur importante con la sua testimonianza, un carattere di unicità o di rarità pari ad una sorta di “stele di Rosetta”, quando non lo è. Il messaggio che contiene, al pari di molti altri documenti antecedenti secoli prima, propone le stesse risultanze, accertabili da chiunque, semplicemente applicando gli schemari da me suggeriti. Aggiungo, per onestà intellettuale, che tutto ciò non è purtroppo supportato da alcun documento storico ufficiale, ne tantomeno accettato ovviamente dalla Tradizione cristiana. Per l’interrogativo che pone e per l’intrigante messaggio intrinseco che viene trasmesso, ritengo sia comunque meritevole d’indagine, almeno pari alle “ricerche” volte ad accertare se Emma Calvet sia mai entrata sotto le lenzuola di Sauniere!! Ad “Audere” ho già risposto telefonicamente circa le foto dell’articolo. Concludo allegando l’immagine dell’arco di roccia naturale del Bezù che il Corriere di Romagna non mi ha pubblicato.


Allegati:
Monte Bezu.JPG
Monte Bezu.JPG [ 51.85 KiB | Osservato 7532 volte ]
15 febbraio 2011, 6:03 pm
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Iscritto il: 17 giugno 2004, 12:18 am
Messaggi: 3002
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Caro Alberto,
se ho capito bene, la tua risposta è sì. Qualcuno avrebbe usato la lapide di Faenza (e molti altri segnacoli) per nascondere questo messaggio.
Corretto?

_________________
Mariano Tomatis Antoniono


15 febbraio 2011, 11:02 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
Messaggi: 186
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Ciao Alberto
Dalla lapide di Faenza applicando il tuo codice ne esce la frase “Si Besu Rennes Cis Cristi Celi Arco Ne Monti” (ossia -secondo la tua interpretazione -: “sul Monte Bezu a Rennes la chiesa di Cristo cela l’arco nei monti”). “La chiesa di Cristo” come si deve interpretare: “un luogo religioso dedicato al Salvatore, ossia l’edificio architettonico?” oppure “ la Chiesa di Roma, ossia il Vaticano?”

Puoi spiegarmi la foto che hai postato del Bezu: dove tu vedi l'arco? ti riferisci alla cresta della catena di rocce la cui curvatura formerebbe un arco?


17 febbraio 2011, 1:13 pm
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Iscritto il: 13 aprile 2009, 7:39 pm
Messaggi: 17
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
È corretto, Mariano. L’ubicazione indicata è parimenti relativa alle date di esecuzione delle epigrafi. Rammento ancora che quanto risulta dalle letture nascoste, non è frutto di casualità, bensì derivante dall’applicazione di precisi schemi, corroborati da innumerevoli e severe verifiche svolte per anni. Circa la presenza delle parole criptate nelle iscrizioni (ho già avuto modo di dirlo), ne sono venuto a conoscenza nel corso di un interessante quanto determinante incontro con un dotto personaggio religioso avete incarichi in Vaticano, sicuramente aderente ad una fratellanza iniziatica, il quale asseriva che tanti segreti, (alcuni riguardanti cose tecnicamente molto avanzate, ma inspiegabilmente conosciute in antico) e fatti relativi alle radici del Cristianesimo, erano stati segretamente conservati e codificati in vecchie epigrafi. Assicurò che quanto riferiva proveniva da una fonte di massima attendibilità che, nel confidargli questo, manifestò anche la preoccupazione che la cosa venisse scoperta e divulgata, in quanto avrebbe generato non pochi problemi. Nel tempo ne ho compreso il significato!!
Per “Audere”, rispondo che quanto risulta scritto sul Corriere di Romagna è stata una libera interpretazione del giornalista.
Ripropongo un altro epitaffio enigmatico, molto conosciuto, relativo al cenotafio di Poussin sito in S. Lorenzo in Lucina a Roma. Si può leggere, applicando il solito schema ad M, “ARA DEIS IN MONTE”


Allegati:
Epitaffio Poussin.jpg
Epitaffio Poussin.jpg [ 93.16 KiB | Osservato 7462 volte ]
Cenotafio di Poussin.JPG
Cenotafio di Poussin.JPG [ 83.81 KiB | Osservato 7450 volte ]
17 febbraio 2011, 6:31 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
Messaggi: 186
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Per me la prima può essere una coincidenza, la seconda idem, quindi aspettiamo la terza per esssere persuasi che veramente esiste un antico codice segreto anche se nel forum viewtopic.php?f=17&t=1889&st=0&sk=t&sd=a Alberto di “coincidenze” ne ha fornite ben altre?
Tu Mariano che ne pensi?


19 febbraio 2011, 7:06 pm
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Messaggi: 1081
Località: milano
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Ho come un Dejà vu:
"La lettera dell'ecclesiastico, un anglicano in pensione,appariva strana,provocatora, assurda. Dichiarava che il 'tesoro' consisteva nella prova inconvertibile che la crocifissione era un inganno e che Gesù era ancora vivo nel 45 d.c. (...) La prova gli era stata rivelata da un altro ecclesiastico anglicano, il canonico Alfred Leslie Lilley."
Il santo Graal - Lincoln, Baigent, Leigh
8)

_________________
"Smetto quando voglio"


19 febbraio 2011, 7:40 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
Messaggi: 186
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Mammaoca
Avrai pure questa sensazione, però che ne pensi della rivelazione di Alberto?


19 febbraio 2011, 8:57 pm
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Iscritto il: 13 aprile 2009, 7:39 pm
Messaggi: 17
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Sperando di non annoiare, presento un altro “caso”, (di una serie di 55, da me finora esaminati positivamente), costituito da una notevole opera di Melozzo da Forlì, detto “Il pittore dei Papi”, eseguita tra il 1477 e il 1479, nella cupola della sacrestia di S. Marco, Basilica di Loreto, dove la presenza esoterica è molto evidente. Melozzo rappresenta nelle volte, otto profeti con a fianco dei cartigli contenenti molti messaggi criptati. Quello presentato è di Ezechiele. La scritta che ne deriva è bipartita in due direzioni, partendo dall’ indicazione della mano. Si legge “ARE IESUS IS”e nell’altro senso “VA NE MONT”. Notare il doppio uso che è stato fatto della lettera M mancante intenzionalmente di un tratto per poter essere utilizzata sia da M che N. Avrete certamente notato, come nelle opere attenzionate la parola IS o ISIS è sempre leggibile lungo le tracciature, segnatamente al vocabolo “MONTI”, quasi sempre anomala rispetto all’allineamento delle altre parole. Forse un marchio identificativo di una delle fratellanze che conoscevano il segreto?


Allegati:
Particolare del dipinto Melozzo.jpg
Particolare del dipinto Melozzo.jpg [ 177.35 KiB | Osservato 7343 volte ]
Dipinto Melozzo da Forlì.jpg
Dipinto Melozzo da Forlì.jpg [ 133.83 KiB | Osservato 7349 volte ]


Ultima modifica di Alberto Schonwald su 20 febbraio 2011, 2:01 pm, modificato 2 volte in totale.
20 febbraio 2011, 11:30 am
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Messaggi: 17
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Segnalo, per i cultori di pittura rinascimentale, la bellissima mostra in corso a Forlì, comprendente un centinaio di opere favolose, molte delle quali, piene di simbolismo criptico.


Allegati:
Mostra-Melozzo-da-Forlì.jpg
Mostra-Melozzo-da-Forlì.jpg [ 28.93 KiB | Osservato 7344 volte ]
20 febbraio 2011, 11:37 am
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Caro Albero
Non sono un conoscitore della materia ma la tua supposizione su Loreto non mi persuade, credo che sia un tantinello forzata!!!! Consentimi di storcere il naso. Non capisco come mai inizialmente la lettera V (partendo dalla mano) non viene utilizzata nella costruzione della parola ARA, mentre invece della stessa lettera ci si serve per comporre VA. I tracciati a volte coinvolgono simultaneamente più di una lettera, quindi mi chiedo come mai a volte vengono utilizzate entrambe mentre in altre solo una ne viene scartata (es. IR di spIRitus viene considerata solo la R) o addirittura tutte e due (es. indignatiOE non sono considerate OE pur se il segmento passa sopra di loro). Se poi consideriamo le lettere mancanti nel testo (per il fatto delle usuali abbreviazioni) che non dovrebbero essere trascurate, i tracciati cadendo su queste non farebbero partorire una frase logica (su indignatioe il tratto cadrebbe su la N = difatti la parola corretta sarebbe indignatioNe; su assumsit invece cadrebbe su la P = parola esatta assumPsit), etc etc
Ripeto, sono un profano e quindi mi farebbe piacere capire meglio.


20 febbraio 2011, 3:12 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
Messaggi: 186
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
mi correggo, volevo dire ARE e non ARA


20 febbraio 2011, 3:21 pm
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Iscritto il: 13 aprile 2009, 7:39 pm
Messaggi: 17
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Caro Audere,
ho letto i rilievi che poni, ma ne posso condividere solo una minima parte. Mi spiego. La tracciatura in rosso, sull’asse ARE eseguita digitalmente, presenta un leggero scostamento, dovuto ad una mia imprecisione rispetto al reale allineamento delle lettere che invece risulta migliore. La lettera V, quella immediatamente sopra ARE, viene evidentemente utilizzata una sola volta e nel senso di lettura verso il basso. Nella lettura NE MONT, balza all’occhio subito, come la lettera F sia volutamente e senza dubbio anche una T, dato il trattino verso sinistra, come la M, risultante senza un segmento, diventi nel contempo graficamente una N. Sono le tipiche anomalie utilizzate proprio per portare sulla giusta pista. Cose già dette. Sottolineo poi che il mio metodo di lettura, non è basato sull’utilizzo dello schema ad M, bensì ne costituisce soltanto una risultante, dandomi così una conferma ulteriore di avere letto giusto. Resto interdetto però, pur condividendone le motivazioni, sul tuo perfezionismo puntiglioso che contrasta con quello che insegni, per esempio, sul calembour , che gioca sulle assonanze e le omofonie, per essere compreso solo da chi è in grado di capire; servendosi di scritti e raffigurazioni rappresentate, completamente diverse da ciò che si vuole effettivamente fare comprendere. Lo stesso vale per l’utilizzo dei rebus, anagrammi, letture palindrome e bustrofediche, ecc, sistemi conosciuti ed applicati da oltre duemila anni e tutti, nell’immediato, poco chiari. Una lettura perfetta poi, sarebbe stata notevolmente deleteria data la presenza dell’Inquisizione, per cui il troppo esplicito, su cose eretiche avrebbe comportato inevitabili e conseguenti “scottature ai piedi”. Sia come sia, credo di essere stato fin troppo chiaro, nelle mie rivelazioni, dicendo cose che comunque, con poco impegno, sono facilmente verificabili. Che poi a qualcuno possa disturbare, non ho difficoltà a comprenderlo, dato che sono cattolico, però animato da sempre dal desiderio di conoscere la verità.


21 febbraio 2011, 5:25 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
Messaggi: 186
Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Carissimo Alberto lungi da muovere una critica ai tuoi studi. Il tuo lavoro, credimi, mi acchiappa. Ma consentimi di avere ancora dei dubbi. Sono certo che non sono il solo ad averli, ricorderai che altri lettori di questo forum e altri che hanno seguito le tue esposizioni in certi incontri, non è che hanno espresso un giudizio tanto positivo sulle tue “rivelazioni”. Quindi non considerarmi una pecora nera. Rispetto il tuo lavoro come pongo attenzione alle opinioni degli altri. Anch’io ho eseguito le tracciature digitalmente e ciò che a me risulta non è affatto come tu dici, ho la sensazione che le tue tracciature siano dovute più ad un tuo “ vantaggio” che ad una tua “imprecisione” (mi riferisco ovviamente al dipinto del Melozzo a Loreto, per ciò che hai presentato in precedenza credo che io sia stato chiaro). Vedi la parola IESU: partendo dal punto della quarta alinea e chiudendo al centro della V (della parola spiritVs, tracciatura perfetta) non mi par che la retta colpisca esattamente le lettere che formano la parola IESU, ogni passo bensì colpisce due lettere, tu scegli giustamente quella di tuo gradimento. Dici che sono puntiglioso. Grazie a Dio sul caso Rennes di scrupolosi ce ne sono altrimenti sai quante cose che non stanno ne in cielo ne in terra passerebbero per vere?!?! Un’altra cosa: scegliendo la lettera che a me fa più comodo, con una piccola forzatura potrei, dalla pittura del Melozzo, comporre la parola SION (parto con la retta della lettera finale di spititus, la S, e alla quarta alinea mi fermo sulla lettera di DNI, la N). Quindi come vedi tutto si può fare e a tutto si può dare un’interpretazione personale (sempre verosimile).
Un’altra cosa vorrei chiederti: Esiste una “”Regola”” che mi indica in un manoscritto, una lapide, un dipinto, etc “ecco! la porta d’ingresso è questa! ora puoi con la tua chiave aprire”, oppure certi tracciati bisogna cercarseli?
Dici di essere stato fin troppo chiaro. Almeno per me ancora no. Dire e non dire è meglio non dire niente! Per gli altri? Non lo so, attendiamo commenti. Forse non rispondono perché stanno verificando. Auguriamoci che qualcuno si faccia vivo con commenti costruttivi ed utili a tutti, specialmente per me.
Un’altra cosa. Non insegno giochi di parole (mi piace però un pochino masticarli) e non credo che il tuo studio disturbi alcuno. A me personalmente no di certo! Sono sicuro che anche al Vaticano (o cattolici) ciò non tocchi più di tanto, come saprai è un proliferare di saggi più piccanti, scottanti e imbarazzanti delle tue rivelazioni.
Continua con i tuoi studi e se possibile parla più chiaramente. Attendo con attenzione ulteriori tue rivelazioni che, credimi, almeno a me, destano interesse checchè possa sembrare. Anch’io sono desideroso di conoscere la verità.


21 febbraio 2011, 9:18 pm
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