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 Da Faenza a Rennes-le-Chateau 
Autore Messaggio

Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Mariano Tomatis ha scritto:



Veramente notevole.

Esegesi che condivido in pieno , ... e rilancio :

allo stesso modo circa 2000 anni fa la stessa cosa su un piccolo paesino
della Palestina , Nazareth/ Natzrat ( tra l' altro, mai esistito ) dove un Rabbi mise in moto una serie di avvenimenti che , con il passare del tempo , divennero mito, poi leggenda, poi realtà .

Cambia il nome degli attori , ma il meccanismo è lo stesso.



zio ot


27 marzo 2011, 11:26 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Ciao Pier Luigi, felice di ritrovarti qui per continuare le discussioni su rennes.
Sui giardini, nella conferenza di Bologna, io mi sono premurata di spiegare che, secondo me, Berengèr non ha seguito nessuno schema esoterico, ma si sia attenuto al buon senso e alle consuetudini dei giardini monastici nonchè a quelle rigorose dei giardini monarchici di Le Notre. Spero si sia capito bene.
l'unico dubbio ce l'ho sul giardino del Calvario, il perchè l'ho ampiamente spiegato e anche se tu non sei d'accordo, per me è l'unico che può effettivamente aver coperto gli scavi atipici del nostro curato.
Non mi ricordo di aver accennato a un grafico a forma di pesce, ma se lo avessi fatto, ti pregherei di ricordami a cosa ti riferisci perchè davvero non lo ricordo.

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"Smetto quando voglio"


28 marzo 2011, 1:30 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Mammaoca

Pier Luigi si riferisce a questo
viewtopic.php?f=17&t=1889&st=0&sk=t&sd=a&start=20


28 marzo 2011, 6:51 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
ah, quella dici? la balena sulla mappa della Metro di Londra? :shock:
comunque non era farina del mio sacco (troppo ingegnosi per i miei neuroni zoppicanti..).
:D

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"Smetto quando voglio"


28 marzo 2011, 7:19 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Mammaoca, penso che Pier Luigi si riferisca a questo di grafico. Ricordo che al convegno non hai parlato grafici a forma di pesce, salvo che ero distratto e hai mostrato una stampa che indicava cosa conteneva la vasca nel giardino di Villa Béthanie al tempo di Saunière. :D


28 marzo 2011, 8:30 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
mammaoca ha scritto:
ah, quella dici? la balena sulla mappa della Metro di Londra? :shock:
comunque non era farina del mio sacco (troppo ingegnosi per i miei neuroni zoppicanti..).
:D

La balena è courtesy Gilberto Sozzani. Egittologo di Milano da tenere d'occhio!

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Mariano Tomatis Antoniono


28 marzo 2011, 8:48 pm
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Messaggio 
Ciao ciao a voi
arditi cavalieri dei siti di internet,
sfogliando alcune pagine del blog, ho come l’impressione che, da parte di alcuni non c’è l’intenzione di approfondire l’argomento sui misteri di Rennes le Chateau, bensì di insabbiare il tutto.
Ciao a te caro Audere, il tuo intervento mi ha ferito in maniera profonda, francamente avrei preferito un chiarimento a voce, specialmente perché molte mie prese di posizione le avevo già espresse durante la nosra ultima telefonata.
A proposito, quando parlo con te al telefono o di persona, ho la sensazione di discutere con un amico molto diverso, rispetto a colui che appare in internet, in un altro momento spiegherò meglio questo concetto.
Per prima cosa voglio dirti che io non sono un burattino, chi sarebbe colui che mi tira le fila?
Di chi sarebbero le altre 2 o 4 mani che, a tuo dire, avrebbero partecipato alla stesura del mio precedente intervento?
E poi non sei stato tu, (quando ancora parlavate della storia di Redhae), ad invitare qualcuno a uscire dal suo silenzio. Come susseguentemente mi dicesti, quel qualcuno ero io.
Allora spiegati, è il sottoscritto che si lascia influenzare dagl’altri, oppure sono gli altri a farsi influenzare dal sottoscritto?
Ebbene ci tengo a precisare che il mio precedente messaggio non era rivolto a te, perlomeno in maniera specifica.
Ribadisco per l’ultima volta che i vostri schemi sono veritieri, lo è pure l’analisi che tu rivolgi ai codici altrui, naturalmente se si segue la questione dal tuo punto di vista.
Ciò che non mi convince affatto sono i paragoni che tu ed altri proponete.
Sono da lapidare per questo?
Sono da portare dinnanzi al tribunale dell’inquisizione dei benpensanti?
Ripeto, non credo d’esser un esperto di enigmistica, ma certe particolarità che emergono dai codici di un mio amico, ( gli stessi da te esaminati) si ritrovano anche nelle mie ricerche, non credo sia un caso.
Forse qualcuno ci vuole zittire.
Le uniche critiche da me mosse a questo mio amico riguardano il fatto che secondo me costui dovrebbe approfondire di più la conoscenza dei personaggi che gravitano e gravitarono attorno a Rennes l. C. .
Anch’io, come fate voi, potrei estrapolare da una pagina di giornale alcune lettere alcune parole ed estrarne un messaggio o formulare una volgarità, ma ti chiedo, ha senso attapirarsi se l’interlocutore a cui è mostrata tale volgarità, poi reagisce?
Proseguo, io non sono uno che, come dici tu, cambia idea tanto facilmente, sai benissimo, la mia natura mi spinge ad accettare tutte le ipotesi, tuttavia a riguardo di Sauniére, ho mantenuto coerentemente la stessa linea: più o meno quella di Baygent o degli esoteristi, tale linea l’ho difesa andando sempre contro corrente.
Non sono come certi scettici i quali criticano aspramente ricercatori come Baietti, Schondwal o altri, oppure fanno la morale a Plantard o a Dan Brown, quando loro stessi continuano a vendersi per 4 danari.
Anzi spacciano le proprie opinioni per verità assolute, agl’ignari che leggono.
Per il momento è tutto, per coloro che vogliono chiarimenti io sono qua, avrei diversi sassolini da togliermi dalle scarpe, presto risponderò a Mammaoca, ma quello che mi attira di più sono gli argomenti culturali, non le polemiche.
Trovo giusto quello che dice il Maestro Gino Sandri, intorno a Rennes c’è troppa intossicazione.
Ah! Com’erano belli i miei primi viaggi nell’ Aude: quando io e la mia gentil consorte venivamo ospitati a prendere un thè a Villa Bethania, si conversava insieme a Henry Buthion, sua moglie, e nell’aria c’era tanta quiete, un’atmosfera veramente angelica.
Saluti a tutti, caro Audere io sarò sempre l’amico che ti stringe la mano. Pini.


1 aprile 2011, 8:28 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Mi spiace che il mio intervento ti abbia ferito. Non era mia intenzione. Anch’io avrei preferito una tua spiegazione a voce prima che uscissi con l’ultimo commento. Mai ho detto che sei un burattino. Nessuno ti vuol lapidare e tantomeno inquisire. Mai ho avuto voglia di fare polemica su chicchessia. Mai pensato di rompere un'amicizia.
Buon lavoro e tante belle cose


2 aprile 2011, 1:54 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Carissimo Pier Luigi, anche a me, come tu dici, attirano gli "argomenti culturali". Potresti quindi rispondere, come daltronde hai confermato di voler fare, alle mie domande sui rapporti Laderchi, Antolini, Giani con il caso Rennes-le-Chateau?


3 aprile 2011, 10:57 am
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Messaggio Re:
Pini Pier Luigi ha scritto:
sfogliando alcune pagine del blog, ho come l’impressione che, da parte di alcuni non c’è l’intenzione di approfondire l’argomento sui misteri di Rennes le Chateau, bensì di insabbiare il tutto.

Ciao Pier Luigi,
mi dici quale articolo del blog ti dà questa impressione? Sono curioso.
"Insabbiare" è un verbo che riguarda gente terrorizzata dalla verità, timorosa delle conseguenze di quello che può saltare fuori. Da parte mia, non vedo cosa avrei da temere da qualunque verità che venisse fuori. Mi inca**erei se aumentasse il costo della benzina o il tasso del mutuo, ma non credo che i messaggi trovati da Alberto siano in grado di provocare disastri del genere. O mi sfugge qualcosa?

_________________
Mariano Tomatis Antoniono


4 aprile 2011, 11:05 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Pier Luigi
dici "Forse qualcuno ci vuole zittire". :shock: CI VUOLE?? :shock: perché parli al plurale? Chi è l’altro? :?:

Nessuno del blog, mi risulta, vuol farti stare zitto. Tu hai compreso male! E poi zittire su cosa? non l'ho ancora capito! :( Anzi, direi che è il contrario di quanto tu pensi! Ad esempio io ti ho rivolto tante domande per approfondire ciò che ci hai proposto e ancora devi rispondere! questo lo chiami "zittire" o invito a discutere! o sei tu che vuoi tacere? Non mi dire che anche tu sei convinto che parlando troppo puoi rischiare la vita!!! :lol:
Quindi, lasciamo cadere qualsiasi polemica, andiamo a un dibattito costruttivo! Penso che tu (ed anche io) sia in questo blog per uno scambio di vedute. Giusto? Quindi comincia a portare prove su ciò che hai detto per aprire un dibattito!

Ciao, ti aspetto


4 aprile 2011, 1:53 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Pier Luigi
Dici: “” Trovo giusto quello che dice il Maestro Gino Sandri, intorno a Rennes c’è troppa intossicazione””.

Intossicazione da parte di chi? In quale occasione l’ha detto Sandri? Ti riferisci all’intervista rilasciata nel 2003 dal Sandri a J.P Portual?
Se è qui che l’ha detta, le cose stanno al contrario. Infatti alla domanda: Di seguito, Plantard è stato coinvolto nelle indagini dei tre autori inglesi che hanno pubblicato Holy Blood Holy Grail. La sua collaborazione ha portato questi autori a orientare le indagini intorno alla storia del Priorato di Sion. L’obiettivo era di svelare il Priorato di Sion al grande pubblico? Se sì, a quale scopo?

Il “”Segretario” del Priorato ha risposto:
""
Da un certo punto di vista, il Priorato di Sion non mira ad arrivare al grande pubblico,ma è comunque necessario muoversi in modo accorto. Vi è quindi una alternanza di periodi durante i quali si parla di più o di meno del Priorato di Sion. Ma per rispondere in modo più preciso alla sua domanda, nel 1955 Pierre Plantard de Saint-Clair, per far fronte ad una situazione difficile e a tensioni di vario tipo, ha deciso di sviare l’attenzione mettendo in scena quella che noi chiamiamo “intossicazione”, un’impresa che ha seguito un piano minuziosamente elaborato. Posso citarvi un aneddoto. Nel 1977, nel momento in cui stavamo revisionando il libro pubblicato con il titolo Le Tresor du triangle d’Or, stavamo sfogliando alcuni libretti diffusi sotto diversi pseudo mini (Lobineau, Blancassal...) ed attribuiti all’Alpina
(4). Confidandogli le mie impressioni, si parò con una risposta: “Voi capite che è andata proprio così: nel 1956 hanno cercato di attaccarmi, e allora ho risposto lanciando l’enigma di Rennes-le-Château!”. Bisogna dire che, in effetti, ne ebbero tutti un beneficio, incluso il signor Corbu che creò un hotel-ristorante. Il tranello in cui tutti sarebbero dovuti cadere era
stato architettato. Dobbiamo ammettere che ci è riuscito!
""""


5 aprile 2011, 8:29 pm
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Iscritto il: 15 aprile 2009, 4:49 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Ciao, ciao a tutti,
miei carissimi “ personaggi” in cerca d’autore.
Scusatemi questo riferimento pirandelliano, ma è ciò che mi vien in mente quando partecipo a questa tavola rotonda.
Chissà oggi che satira tira in questo cenacolo?
In verità, in verità vi dico, o ti dico, caro Audere, il pittore Wiliam Kolbe, non esiste neppure, ho usato un bluff per capire…Capire fin a qual punto qualcuno a cui non sfugge nulla ,è disposto a evidenziare in pubblico il fantomatico errore di un altro, allo scopo di umiliarlo. Non è un bel gesto.
Mi chiedo e ti chiedo perché tu: caro Audere, a volte ti ostini ad essere troppo pignolo, con i tuoi amici romagnoli, e poi, sempre tu (che sei ben documentato) ti mostri palesemente distratto o un po troppo accomodante, nei riguardi di ciò che affermano certe studiose?
A proposito di studiose, riferisco alla Lucia Zemiti che sei stato proprio tu a ricordarmi di quelle sue balene durante una telefonata.
Con lei spero di poter discutere prossimamente, in toni più moderati rispetto a certi incontri .
Va beh, passiamo ad altro!
Prima di rispondere a certe domande, devo fare una premessa, non rivelerò fino in fondo le mie fonti, perché in passato fui l’artefice di diverse scoperte, alcune delle quali sono tuttora oggetto di discussioni in vari libri, in vari forum su Rennes l.C., ma il mio nome non è mai citato, gli esperti sono sempre altri, io sono ignorato, sono solo un nome dimenticato, che non è quasi mai invitato a certi meeting…. Eppure mi ritengo uno dei maggiori esperti del tema, tutto ciò mi dà amarezza. per cui ora le mie intuizioni le riservo solo ai miei scritti e fidati amici.
Per voi faccio una piccola trasgressione, ma le cose che riferisco qui, avverto sono coperte da copyright.
Mi interessai di Felice Giani, di Antonio Antolini, e di Achille Laderchi, in un articolo “La VII sentenza”, pubblicato nel monografico I Misteri di Hera, del 2009.
Con il titolo: Rennes le Chateau verità nascoste o bugie evidenti.
Quel pezzo subì , delle (diciamo così) incomprensibili metamorfosi, o manomissioni da parte dei soliti ignoti. Ecco un esempio di coloro che mi hanno voluto zittire, di questo avrei piacere di parlarne in futuro.
In queste mie ricerche romagnole ho interpellato seri storici, ed esperti d’arte, che hanno scritto fior di libri lontani da Rennes le Chateau: letture che trattano anche di esoterismo, al solo scopo di far comprendere meglio i 3 individui, i quali erano dei grandi iniziati, affascinati dal pittore Nicholas Poussin, a tal punto da riprendere alcune opere, e non solo nel campo della pittura.
Il Giani, ti posso garantire che s’interessò anche a David Teniers (il giovane) e al Guercino, molti però dimenticano che quest’ultimo a sua volta, in alcune sue tele, si ispirò ad un altro oscuro artista Bartolomeo Schedoni, anche costui era particolarmente interessato al mito dell’Arcadia.
Molta simbologia adottata dal Giani, dall’Antolini e dal Laderchi, è presente anche nelle raffigurazioni esposte da Berenger Saunière.
Tanto per fare un piccolo esempio all’ingresso dell’ospedale di Castelbolognese capeggia una N invertita, (una curiosità: la cittadina fù il luogo di nascita della moglie del celebre pittore simbolista: il Tiziano), il palazzo fu edificato dall’Antolini. Or bene, anche a Rennes , sulla vecchia tomba di Saunière, era posta una croce con tale N, ma fin d’ora non c’è stato nessun’esperto, al di fuori di me, che si è accorto di altre N invertite ben più importanti che sono nascoste all’interno della chiesa.
Aldilà di queste spicciole considerazioni, mi limiterei a dire che i 3 erano al corrente di uno o più segreti che riguardavano Poussin, la Massoneria e la Chiesa, a prescindere, come dici tu Audere, dalle pergamene di Bigou, dai quadri, presumibilmente studiati da Saunière e altro.
Questioni che, secondo me riguardano anche il Razès.
Quali segreti? Io un idea ben precisa ce l’ho, ma non la voglio rivelare prima dell’uscita di un mio articolo su un quotidiano romagnolo, vi farò sapere.
Sono convinto che vi è un comune denominatore tra tutti i personaggi, tra le organizzazioni che ho citato e quelle che non ho citato.
Da chi questi faentini ( anche se uno era piemontese) appresero tali segreti?
Da una tradizione secolare forse sviluppatasi dai Templari, o dai cavalieri di S.Giovanni, oppure dai cavalieri Teutonici, o da tutti e tre, una tradizione che in seguito si sviluppò attraverso i circoli iniziatici.
Io ritengo senz’altro importanti sia i quadri che le pergamene e tutto ciò che riguarda Rennes l.C., ma ora mi accorgo che non sono determinanti almeno per un certo discorso, determinante è la filosofia religiosa di Saunière e di tutti i personaggi che prima e dopo di lui gravitarono e gravitano attorno a questa storia.
Purtroppo gli scettici hanno indagato solo su aspetti superficiali (come il traffico di messe), quando sarebbe stato ben più importante indagare sul pensiero del misterioso abate e dei suoi compagni di merende.
Tornando al Giani il suo vero amico era il pittore austriaco di scuola germanica Michael Kock, mentre l’artista tedesco Carl Wilhelm Kolbe…….
Segue.

P.S.( Che in tal caso non significa Priorato di Sion).
Ora si è fatto tardi, vi devo lasciare, domani riprenderò, credetemi, la storia è ben più intrigante.


8 aprile 2011, 8:26 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Pier Luigi dice “”In verità, in verità vi dico, o ti dico, caro Audere, il pittore Wiliam Kolbe, non esiste neppure, ho usato un bluff per capire…Capire fin a qual punto qualcuno a cui non sfugge nulla ,è disposto a evidenziare in pubblico il fantomatico errore di un altro, allo scopo di umiliarlo.Per Luigi dice: “”non rivelerò fino in fondo le mie fonti””
Basterebbe queste tue frasi per non rispondere.
Comunque.

Pier Luigi
Forse hai problemi di vista? Forse non leggi i commenti precedenti? Succede essere sbadati, deconcentrati, distratti!
Prima cosa: su Kolbe. Nessuno ha intenzione di umiliarti e nessuno mai l’ha fatto. Tutto ciò che scrivi è frutto di una tua deformata immaginazione. Il 18 marzo ti ho detto che il Kolbe non ha relazione con il caso Arcadia (quindi avevo intuito che qualcosa non andava) e ti chiesi se forse invece di Wiliam Kolbe in realtà volevi scrivere Car Wilhelm Kolbe (1759-1835) poiché ha dipinto “anch’io ero in arcadia”, Germania 1801, che rappresenta una tomba dove sono rivolti gli sguardi di una coppia. Dicendo questo, ti ho umiliato? Il mio commento è stato super-corretto. Contrariamente al tuo, intenzionalmente ingannevole! Ciò fa capire con quale animo scorretto ti proponi in questo dibattito! Solo in questo caso hai dimostrato di seminare trappole e falsità?
Seconda cosa: non mi ostino a essere pignolo con gli amici romagnoli (perché poi parli sempre al plurale??!! Mah!!), è una coincidenza che tu lo sia. Comunque la risposta l’ho data nel commento del 21 febbraio scorso quando mi pose un’analoga domanda Alberto, gli dissi: “”Grazie a Dio sul caso Rennes di scrupolosi ce ne sono altrimenti sai quante cose che non stanno né in cielo né in terra passerebbero per vere!?!?!”. Dovrei forse abbandonarmi e pendere dalle vostre labbra? oppure dovrei accertare la verità di ciò che dite facendo obiezione lecita su qualcosa oppure chiedendo giustamente le fonti per aprire un dibattito costruttivo? Questo mio modo di essere prudente e riflessivo tu la chiami pignoleria ostinata? Bho!!!
Non vedo cosa ci sia di strano che io abbia informato sulle “balene” della Zemiti. L’intervento di “mammaoca” è pubblico e accessibile a tutti. Era un pour parler sul Codice Alberto.
Se a tuo parere mi mostro “accomodante” verso qualcuno molto probabilmente succede perché quel qualcuno è più affidabile e corretto di altri. Stessa cosa potrei dire di te ma non lo dico, non mi passa neanche per la testa, perché ognuno è libero di gradire e far passare ciò che vuole.
Termini dicendo: “Segue”. A me sinceramente ciò che andrai a dire in futuro non interessa più. Leggendo quest’ultimo tuo ho capito che sei “uno dei maggiori esperti del tema” e quindi “non sono all’altezza di gareggiare con la tua preparazione”. Mi spiace che pur essendo (tu) un grande esperto sei ignorato, un nome dimenticato, che non sei invitato a certi meeting. Mi domando perché nessuno ti considera dato il tuo patrimonio di conoscenze???!!!!

Ti auguro che il tuo argomento stuzzichi gli utenti del blog e trovari altri che si confrontino su questo tema.


9 aprile 2011, 12:54 pm
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Iscritto il: 15 aprile 2009, 4:49 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Audere non ho detto che il tuo commento è stato scorretto, ho detto che non è bello evidenziare i fantomatici errori degli altri.
Sulle balene della Zemiti fu una tua telefonata fatta al sottoscritto, e nessuno ti accusa di niente.
Naturalmente lei è libera di esprimere il suo pensiero, ho apprezzato che nel suo ultimo intervento, si è riferita usando un "secondo me", e poi credo che su certe cose non siamo poi così lontani.
Ti chiedo perchè dovrei avere una "deformata" immaginazione? Forse alludevi a una mia mente deformata?
Non voglio che tu ti abbandoni a pendere dalle mie labbra, ma desidererei che tu visto che sei così critico con il sottoscritto vorrei che lo fossi anche con gli altri.
Vorrei sapere chi sono secondo te i cosidetti scrupolosi? Sei convinto che questi scrupolosi dicono sempre la verità?
E sei convinto che questi scrupolosi, dicono sempre tutto?
Secondo me non vi sono persone oneste a metà, vi sono onesti e disonesti.
Se non si conosce una cosa si tace in quanto ignari, ma qualora se certe cose si conoscono, ma non si dicono, o che si fa parte di qualche segreta congrega a cui si è vincolati da un segreto, oppure si è in malafede.Specifico che questo discorso non riguarda te. Problemi di tempo mi hanno impedito di inviare il seguito del messaggio di prima.


10 aprile 2011, 8:42 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Caro Pier Luigi
Se a mio parere tu non dici una cosa precisa (vedi il tuo intervento dell’8 aprile dove di cose imprecise ne hai sparate tante, che non sto qui ad elencare, non vorrei che ti sentissi ancora una volta umiliato o criticato), è un mio diritto obiettarti. Viceversa gli altri sono liberi di non convenire su ciò che dico. Però tu hai raccontato una consapevole bugia e quindi hai ingannato. Lo hai ammesso! Quindi per me non sei sincero e attendibile. Quello che hai fatto, non so se te ne rendi conto, è molto grave!!! Io controbatto a chi voglio ma sempre con lealtà e schiettezza. Non sei certo tu ad adottare i criteri di trattamento, non siamo in par condicio. A parte il fatto che io non critico, ma metto in evidenza ciò che non ritengo, a mio giudizio, preciso. Comunque, usando la tua parola “critico”, sappi che io “critico” chi per me va “criticato”.
Chi sono gli scrupolosi? Sono quelli di cui ci si può affidare. Commetteranno sbagli anche loro, certamente, i cervelloni vivono solo su Marte, ma ci si accorge subito che sono seri, affidabili, attenti e al lettore fornisce una precisa ricostruzione della storia senza infarcirla di fantasie pindariche. Vedi esempio i lavori di J.J.Bedu oppure M.A.Iannaccone, studi seri, documentali e “scientifici” del caso Rennes.


10 aprile 2011, 10:09 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Cita:
Chi sono gli scrupolosi? Sono quelli di cui ci si può affidare. Commetteranno sbagli anche loro, certamente, i cervelloni vivono solo su Marte, ma ci si accorge subito che sono seri, affidabili, attenti e al lettore fornisce una precisa ricostruzione della storia senza infarcirla di fantasie pindariche. Vedi esempio i lavori di J.J.Bedu oppure M.A.Iannaccone, studi seri, documentali e “scientifici” del caso Rennes.




Caro Audere

per fortuna hai scritto " scientifici " , perchè se andiamo a vedere Iannaccone :

Cita:
cit da l' Articolo di Iannaccone

Per quanto possa apparire bizzarro, i documenti storici più affidabili su Gesù, Maria e gli altri personaggi evangelici sono proprio i Vangeli. Questo lo afferma una rigorosa e secolare scienza biblica che si fonda sul metodo storico in ogni sua specializzazione.


zio ot

Da sola, questa frase, è di una tale e ridicola assurdità da invalidare tutto il libro di Iannaccone nelle sue conclusioni.

La scienza è una lurida prostituta al servizio del potere temporale , da usarsi con le pinze per le scorie nucleari .


zio ot


11 aprile 2011, 1:46 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Barionu
questa è la tua opinione. La mia ovviamente è diversa. Ciò che hai citato come esempio conferma ancor di più la mia convinzione che Iannaccone è uno degli autori seri.
“”La scienza è una lurida prostituta al servizio del potere temporale , da usarsi con le pinze per le scorie nucleari “”? Carina :D come ti vengono queste battute?? :D


11 aprile 2011, 5:47 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
audere ha scritto:
Barionu
questa è la tua opinione. La mia ovviamente è diversa. Ciò che hai citato come esempio conferma ancor di più la mia convinzione che Iannaccone è uno degli autori seri.
“”La scienza è una lurida prostituta al servizio del potere temporale , da usarsi con le pinze per le scorie nucleari “”? Carina :D come ti vengono queste battute?? :D



Talento naturale.

Naturalmente , se affrontiamo il proponentesi postulato di Iannaccone ,
rischiamo un off topic disastroso.

Fatto sta , che il pur splendido libro di Iannaccone è passibile di critica severa .

Per cui , annotavo , la tua linea di pensiero , che mi vede concorde in molti punti , necessita, a mio avviso , di un esempio più preciso.

La linea di Mariano , ad esempio , la trovo esemplare , anche se poi , divergiamo sulle diramazioni .

Il mio intervento secondo il :

http://www.renneslechateau.it/blog.php? ... g/20110324


Il topic è moooolto stimolante .


zio ot 8)


11 aprile 2011, 8:14 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Ciao a tutti, proseguo il discorso dal 8/4/2011.
Io sono un ricercatore che al contrario di altri scrivo poco per il pubblico (questo sito è un’eccezione), ma leggo molto.
Ah! Come sarebbe bello conoscere bene le lingue estere come le conosceva bene Walter Celse-Nazaire!
Il pittore filosofo tedesco Carl Wilhelm Kolbe il vecchio ( 1739-1835) fu l’autore di un quadro intitolato:
“Auch ich war in Arkadien” “Anch’io ero nell’Arcadia” i biografi lo descrivono come un personaggio eccentrico, il quale visse per lo più in Germania, dove si dice, finì i suoi anni in una specie di rittiro.
Costui fece pochi viaggi, uno in Inghilterra, uno in Italia (per altro non è da escludere che possa aver incontrato il Giani) e uno a Zurigo, dove, per 3 anni, fu ospite del poeta Salomon Gessner, il quale scrisse molti testi sul mito dell’Arcadia, dipinse pure bei quadri, uno noto come “Cascata in Arcadia”.
Anche il Giani (come già riferito) fu autore di 3 opere ispirate alla misteriosa frase elegiaca “Et in Arcadia ego”, egli, dal 1780 si stabilì a Roma, in via Vicolo Sant’Isidoro, dove condivise l’abitazione con un suo grandissimo amico Michael Kock, un pittore austriaco.
Oltre al Kock, a Roma il Giani conobbe diversi artisti tedeschi la cosidetta scuola Desh Romer strinse amicizia con la nobile contessa Cavina di Faenza, e con prelati importanti come il cardinale Fresh (zio di Napoleone), costui essendo collezionista d’arte (come la contessa), conosceva molto bene le opere di Poussin (e forse la simbologia segreta che si dice, siano in esse celate), inoltre l’alto prelato s’interessò in modo particolare a un convento situato a Brisighella, dove tra l’altro abitò il Giani, in epocha successiva.
In quel periodo romano il pittore ebbe come maestro l’architetto Antonio Antolini, strinse stretti rapporti con esponenti della famiglia faentina dei Laderchi, con lo scultore Antonio Canova, e con altri intellettuali che, una signora ben informata dei fatti, definisce gli irregolari della cultura.
Gran parte di tali irregolari erano legati alla massoneria, e a una fede giacobina, molti di loro frequentarono alcuni salotti sia a Venezia che a Roma, fra questi lo studio romano della pittrice Angelica Kauffman ritenuta stella di prima grandezza dell’entourage londinese del pittore Joshua Reynolds anch’egli affascinato dall’epigrafe “Et in Arcadia Ego….”.
La Kaufmann si trasferì a Roma e, come lo stesso Giani, ebbe una gran venerazione per il disegnatore e progettatore l’esoterista Giovan Battista Piranesi.
Il Piranesi fu l’ideatore della chiesa di S.Maria del Priorato, la quale sorge nelle vicinanze di un ex convento benedettino, dove predicò Oddone di Cluny: monaco compositore di bellissimi idilli, in seguito nel convento si stanziarono i Templari e i Gerosolimitani.
Un altro assiduo ospite della Kauffman fu, guarda caso, il poeta Solomon Gessner.
In seguito, verso il 1809 avvenne qualcosa, che , secondo me, fu molto intrigante: grazie al direttore dell’Accademia di Francia ottennero ospitalità a Roma, proprio nel monastero di S.Isidoro un gruppo di giovani pittori germanici denominati Nazareni.
Il motivo di tale denominazione pare sia dovuto al loro aspetto fisico e ai temi biblici della loro arte, che riguardavano la vita del Nazareno, ma mi sia concesso ricordare che, con tale termine: Nazareni, vennero definiti i membri di una setta segreta ebraica, di cui, secondo alcuni studiosi, ne avrebbero fatto parte Giacomo l’Apostolo, Giovanni l’Evangelista, Gesù e la Maddalena.
Questo sodalizio di artisti tedeschi è descritto dagli storici come permeato da uno strano misticismo cattolico, si parla di questi pittori come individui i quali perseguirono una vita ascetica, quasi monacale, alcuni di loro ebbero in patrria, come maestro d’arte e di filosofia, proprio Carl Wilhelm Kolbe.
Il gruppo s’ispirò in modo particolare a un loro connazionale: il celebre genio della pittura Albrecht Durer.
Tutto ciò per me non è un caso, in quanto il melanconico ed enigmatico pittore, grande esperto di esoterismo e di quadrati magici, amava ritrarre se stesso con connotati simili a Cristo.
Singolare è una sua opera da lui denominata Veronican, in cui egli impresse le sembianze del suo viso nel volto sindonico; gli esperti d’arte, trovano inusuale che il ritratto rispecchi un rapporto, una proporzione naturale.
Una proporzione che di solito veniva evitata.
Anche se i Nazareni condussero una vita ritirata, tutto ciò non gl’impedì di famigliarizzare con gli altri artisti della capitale, naturalmente pure con il Kock e il Giani e di frequentare certi ambienti.
Parlo di un’antica villa eretta da un’aristocratica famiglia di sang-ue real-mente nobile, posta nei paraggi di Trinità dei Monti.
Una curiosità: all’interno di un altro palazzo che si trova nel circondario, è tuttora custodito un quadro (d’autore ignoto) si tratta di un’imitazione de I Pastori del’Arcdia II versione di N.Poussin.
Tornando alla misteriosa villa, essa fu la culla del Circolo Artistico Tedesco, tra gli abituè, vi furono il poeta Rosacrociano Goethe, la pittrice Angelica Kauffman e molti allievi dei cosidetti natur philosophen della fine del 1700, ma quella casa fu anche il luogo dove un famoso Gran Maestro della Massoneria celebrò le sue segrete adunanze.
E qui mi fermo con la cronaca, ho riferito solo una piccola parte di ciò che so, ribadisco che tutto quello che sto scrivendo è protetto da copyright.
Io ricordo che molte personalità che s’interessarono di esoterismo e altre che più in particolare ebbero a che fare con la storia ai dell’Aude e del Bezù provenirono dall’area germanica, il tedesco fu pure la lingua con la quale fu redatto un vecchio libro sul Razès, testo molto caro al signor Plantard.
Sarebbe interessante conoscere a fondo che cosa avvenne durante certi suoi viaggi subito dopo la fine della Guerra Mondiale.
Secondo la mia umilissima opinione, parte di questa cultura giunse fino alle pendici dei Pirenei anche attraverso una società di teosofi che furono attivi in Europa e in Oriente fin dall’epoca anteriore al 1600, di tali teosofi se ne parla raramente, nelle questioni dell’abate Saunière, ma per me sono il vero comune denominatore di tutta la vicenda.
Certi critici affermano che non esisterebbero prove a testificare che il sacerdote fosse il custode di certi segreti, ma questi didattici ogni tanto hanno qualche svista, forse dimenticano di raccontare al semplice lettore certi fatti: ad esempio….
Alla morte del parroco di Rennes l.C. una parte dei suoi volumi sarebbe stata dispersa dal libraio lionese Gacon, altre carte finirono nello studio del suo medico personale il dottor Courrent (esperto di archeologia) e sparirono dopo un misterioso furto.
Altre biblioteche private subirono insoliti incidenti, mi riferisco a quelle dell’archeologo Ernest Cross e del prelato Emile Hoffet oppure all’abitazione parigina del marchese Philippe de Cherisey.
L’elenco è ancora più lungo.
Allora com’è possibile cercare di capire la filosofia di Saunière e dei suoi amici?
Attraverso quel libro aperto che si può leggere sopra e sotto le righe, un libro che esprime un pensiero, un’antica fede, una tradizione, quel libro è la chiesa di Santa Maria Maddalena e al suo interno è nascosta la spiegazione dell’enigma di Rennes.
Come dice un simpatico giornalista televisivo:”Fatevi una domanda e datevi una risposta”.
A questa massima, io aggiungerei, come nelle leggende di Re Artù e del Sacro Graal, l’importante è che la domanda sia quella giusta. Ossequi. Pini.


11 aprile 2011, 8:56 pm
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