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 Da Faenza a Rennes-le-Chateau 
Autore Messaggio

Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Barionu
Per me l’ affaire Rennes ha ben poco a che vedere con la storia misteriosa di Gesù. Nessun «documento» e nessuna «prova», dunque. Solo fantasie. A parte il fatto che la truffa è stata già da qualche tempo smascherata. Ognuno è libero di credere o non credere a quello che vuole. In ogni caso la storia, la sua interpretazione va fatta sulle fonti vere e non infondate e per giunta ingannatrici. Purtroppo c’è chi continua, senza fondatezza di riferimenti, a fare connessioni con la leggenda di Rennes creando storie indimostrabili.


11 aprile 2011, 9:00 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
barionu ha scritto:
Mariano Tomatis ha scritto:



Veramente notevole.

Esegesi che condivido in pieno , ... e rilancio :

allo stesso modo circa 2000 anni fa la stessa cosa su un piccolo paesino
della Palestina , Nazareth/ Natzrat ( tra l' altro, mai esistito ) dove un Rabbi mise in moto una serie di avvenimenti che , con il passare del tempo , divennero mito, poi leggenda, poi realtà .

Cambia il nome degli attori , ma il meccanismo è lo stesso.



zio ot


per Audere risp al suo post

E su questo hai molto probabilmente ragione , ma ti indico il mio prec. intervento che ho riportato.

Baigent ha creato il grande gioco di Rennes , portandolo da un poker locale, a un poker planetario.

Ma Baigent è un corsaro , e la lettera di corsa gli è stata affidata
da un' entità che ha in mano il Graal , ovvero la carta di identità del vero Yeshùa.

Ti ricordi che ne ho già parlato ?

mio post del 15 giugno 2010, 10:42 am


viewtopic.php?f=12&t=2005&p=22924#p22924


zio ot


12 aprile 2011, 1:57 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Barionu
Si ricordo lo scambio di vedute tra te e Cuochi.
Vedi Barionu, i lavori del Baietti, della Cinquemani, di Isauro, del Schonwald, del Farneti,… sono stimolanti, intriganti, avvincenti. Ma perché, mi chiedo, collegarli al caso Rennes? Che c’azzecca Altare, Saliceto, la Maremma, Santa Lucia di Piave, Faenza, Gubbio,… con Rennes-le-Chateau? Tante cose presenti a Rennes-le-Chateau sono attuali in Italia. Tanto per fare degli esempi, anche qui da noi: 1) avviene l’evento delle Mele Blu, 2) l’elenco dei Terribilis est locus iste e delle Poltrone del Diavolo è assai lungo, 3) esiste in certe zone la cosiddetta Geometria Sacra del territorio, 4) molte chiese riportano l’”anomalia” della Via Crucis, 5) riferimenti a Et in Arcadia Ego sono assai vivi e non mancano strutture affini alla Tour Magdala, 6) cronache analoghe al comportamento dell’abate Saunière ce ne sono a sufficienza, 7) troviamo la rappresentazione di Asmode0 e le N invertite. Anche la celebre frase, una volta presente sotto l’altare della chiesa a Rennes, è esistente in Italia come lo è il quadrato magico. Detto ciò, mi chiedo, perché mettere in relazione con la Francia un “mistero” che nella realtà è solo e solamente italiano”, perché mettere in relazione con l’Italia un “mistero” che nella realtà è solo e solamente francese?
In parole povere Rennes è Rennes. Gubbio, la Maremma,… è Gubbio, la Maremma.
Esempio la N invertita di Castel Bolognese che riferisce Pini. E’ risaputo che le "N" invertite non sono affatto una caratteristica di RlC ma sono state segnalate un po’ ovunque (in Italia esempio è stato dimostrata una cospicua presenza: le N inverse sono presenti su nomi di vie, su epigrafi, su targhe dedicatorie, chiese, tombe di gente 'comune', edifici pubblici, perfino su campanili, etc). Perché dunque correlare la N di Castel Bolognese specificatamente a Rennes-le-Chateau, alla tomba di Saunière, e non ad esempio a Antugnac, a Parigi, in Spagna, o a Roma che ne è “strapiena”, S.Egidio a Fontanella, Verona, o meglio ancora a Spirano (BG) dove nientemeno in una lapide epigrafica ce ne sono tre di N invertite? Tutto deve per forza avere una relazione con Rennes? Mah!!!
E’ un gioco infinito come dice Tomatis? Questo gioco non ha limiti e spazio? Può essere in qualsiasi momento modificato? Ok, ognuno è libero di continuare a giocare trovando tante piccole Rennes-le-Château italiane. Ok, gioco anch’io però che sia una partita non solo di sogni ma anche di ragionevolezza!


12 aprile 2011, 5:54 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Pier Luigi dice: ""all’ingresso dell’ospedale di Castelbolognese capeggia una N invertita""
Questa N dove si trova? sopra il colonnato, nel timpano? o sotto il colonnato sul portale in marmo?


12 aprile 2011, 7:04 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Cita:
E’ un gioco infinito come dice Tomatis? Questo gioco non ha limiti e spazio? Può essere in qualsiasi momento modificato? Ok, ognuno è libero di continuare a giocare trovando tante piccole Rennes-le-Château italiane. Ok, gioco anch’io però che sia una partita non solo di sogni ma anche di ragionevolezza!


Appunto.

Guarda che la cosa che ti ho indicato sopra non ha niente a che fare con le " suggestioni " che hai citato .

E L' ho documentata sia storicamente che filologicamente .

Naturalmente, mi manca la pistola fumante ...


zio ot


13 aprile 2011, 12:34 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Barionu
naturalmente anche il mio non aveva nulla a che vedere con il rimando al tuo commento del 2010. Volevo precisare ancor di più il mio punto di vista


13 aprile 2011, 10:13 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Rettifico la pittrice tedesca Angelica Kaufmann. Segnalo per chi è interessato che, fra gli amici tedeschi del Giani oltre al Kock vi erano: Giuseppe Bergler, Franz Caugig e altri, il pittore ebbe come maestri Pompeo Batoni, Cristoforo Unterpergher e Giovanni Antonio Antolini, nella formazione culturale di quest'ultimo erano presenti artisti francesi e innanzi tutto la figura di Giovanni Battista Piranesi.
Condivido in parte quello che dice il signor Barionu, però vorrei dire che se una cosa (tipo le N invertite o le poltrone del diavolo, di cui ne esiste anche una a Brisighella) la si trova contemporaneamente sia a Rennes le Chateau che in Italia o viceversa, non giustifica che non vi sia nessun mistero, anzi potrebbe indicare tradizioni comuni, figlie di medesime culture storiche o religiose. Sulla questione di Castelbolognese la N si trova all'ingresso, presto riferirò. Come interverrò anche su altre questioni.
Ciao a tutti Pini.


13 aprile 2011, 4:22 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Rettifico la pittrice tedesca si chiama Angelica Kaufmann.
Segnalo per chi è interessato, fra gli amici tedeschi del Giani, vi erano Giuseppe Bergler, Franz Caugig, e altri.
Il pittore ebbe come maestri Pompeo Batoni, Cristoforo Unterpergher e Giovanni Antonio Antolini, nella formazione culturale di quest'ultimo furono importanti certi artisti francesi e innanzitutto la figura di Giovanni Battista Piranesi.
Condivido in parte ciò che afferma il signor Barionu, però se una certa caratteristica, tipo le N invertite o le sedie del diavolo (tra l'altro se ne trova una anche a Brisighella) è contemporaneamente presente sia a Rennes l.C. che in Italia, non significa che non esiste nessun mistero, significa che sussistono una o più tradizioni culturali.
Questo vale come ho cercato di riferire anche per la chiesa di Rennes e per certe scuole che si propagarono in varie epoche a Roma in Europa e in Oriente.


13 aprile 2011, 4:52 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
La N di Castelbolognese è posta all'ingresso dell'ospedale sul timpano, riferirò in seguito più dettagliati ragguagli. Ciao Pini.
P.S. Scusate per l'altro messaggio che non ho potuto corregere perchè non sono molto pratico di Internet. Presto interverrò per le altre questioni. Ciao da Pini.


13 aprile 2011, 5:03 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
La scritta che campeggia sul frontale sopra il colonnato (timpano) dell’ospedale a Castel Bolognese è stata dettata dall’illustre Bragaldi (podestà di quel tempo, 1813) e non dall’Antolini, mi risulta che la scritta riposta “CIVES CIVIBVS XVIII KAL. SEPT. A. MDCCCIII”. Con tutto il rispetto, anche se nell’iscrizione vogliamo vederci una N invertita ciò è difficilissimo, la frase di lettere N non ne contiene!!!!!
Mi auguro di sbagliare. A sostegno di quanto affermi pui postare in questo blog una foto dove risalti la N invertita che tu assicuri essere presente all’ingresso sopra il colonnato nel timpano dell’ospedale di Castel Bolognese? Grazie!


13 aprile 2011, 6:56 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
L'informazione riguardante la presenza di una N retrograda, nell'iscrizione posta sul timpano dell'ospedale di Castel Bolognese, è assolutamente corretta. Quanto riporta Pini, relativamente alla N, è ciò che ha appreso, a suo tempo, dal sottoscritto, in possesso anche della relativa foto, che ne attesta facilmente la veridicità. Constato ancora, in qualcuno, l'assiduo e perdurante desiderio "Borderline" di replicare sempre e comunque, indipendentemente dall'avere effettuato prima una dovuta verifica, che non sempre l'uso di internet consente.


Allegati:
Timpano ospedale di Castel Bolognese.JPG
Timpano ospedale di Castel Bolognese.JPG [ 124.92 KiB | Osservato 3295 volte ]
14 aprile 2011, 6:34 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Allego l'immagine del dipinto di Carl Wilhelm Kolbe dal titolo "Auch ich war in Arkadien" (Anch'io ero in Arcadia) del 1801.


Allegati:
Auch ich war in Arkadien.jpg
Auch ich war in Arkadien.jpg [ 229.89 KiB | Osservato 3289 volte ]
14 aprile 2011, 6:50 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Tho! è ritornato Alberto. Ma uno è l’avvocato dell’altro??? :D :D

La notizia da me riportata nel commento è stata tratta da Pestilenze nei secoli a Faenza e nelle valli del Lamone e del Senio / Antonio Ferlini; presentazione Francesco Chiodo; saggi di F. Aulizio ... – (1990).
Viene riportato:
“”
La prima pietra fu posta il 5 ottobre 1802. La solenne inaugurazione ebbe luogo il 15 agosto 1813 alla presenza delle autorità e di numeroso popolo plaudente il discorso del podestà Bragaldi. "Quella giornata memoranda di festa popolare -leggiamo in una cronaca- rallegrata da luminarie, fuochi pirotecnici e lieti suoni di bande, come ci risulta da poche testimonianze sparse e più dalle tradizioni degli avi, segnava la conquista paziente di quei nostri antenati per un’opera filantropica e patriottica come l’attesta ancora la bella iscrizione dettata dall’illustre Bragaldi, posta sul frontale dell’atrio romanico: Cives civibus XVIII KAL. SEPT. A. MDCCCIII.
“””

Tanto è vero che ho chiesto a Pier Luigi se poteva postare una foto per confrontare la sua info con quella riportata nel libro.


14 aprile 2011, 7:08 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
la stessa notizia, che poi è tratta dallo stesso testo, è riportata qui

http://www.castelbolognese.org/ospedale.htm


14 aprile 2011, 7:29 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Ciao Pier LUigi
Nei Nazareni non ci trovo ne un mistero ne un pur flebile collegamento con l’affaire Rennes. Difatti i Nazareni proponevano un’arte animata da un forte sentimento religioso cattolico, al contrario di chi dice che i dipinti interessati al caso Rennes siano impregnati di un misticismo esoterico da leggersi in chiave anticattolica. Anche nel loro appellativo non ci vedo un collegamento con la setta pre-cristiana dei Nazareni alla quale, secondo alcuni, avrebbe appartenuto Gesù. Difatti il soprannome Nazareni non se lo attribuirono gli stessi artisti ma venne loro dato in modo derisorio dalla collettività per i lunghi capelli biondi nel 1810 quando si trasferirono a Roma. Oltre a ciò i Nazareni non si ribellavano alla Chiesa di Roma ma al classicismo accademico. Non giurarono di stravolgere la fede cattolica ma giurando di combattere la maniera accademica e di resuscitare con ogni mezzo l’arte. Anche il fatto che Durer si dipinse come Cristo non ci vedo nulla di blasfemo, anzi. Anche l’incisione dal titolo “ Veronica” dove l’artista ha impresso i tratti del proprio volto nel sudario, l’ assimilarsi al Cristo la dottrina non lo considerava blasfemo. Quindi nulla di oscuro e inspiegabile. etc etc
Detto questo io indicherei un’altra strada (anche se forzata e senza documentazione a supporto della mia ipotesi). Tu che hai studiato a fondo la questione che ci hai presentato, dimmi se questa strada potrebbe essere perseguibile.
E’ risaputo che l’Antolini e il Giani si recavano spesso a Parigi. Se non erro l’Antolini era uno degli architetti ufficiali di Napoleone ed anche il Giani era molto legato alla corte dell’Imperatore francese. Entrambi quindi lavorarono per incarico di Napoleone (non sto qui ad elencare le commissioni) e probabilmente durante i loro soggiorni a Parigi avranno frequentato gli stessi artisti di fiducia dell'Imperatore.
Ecco la mia ipotesi che la presento come domanda (dimmi se può reggere):
Antolini e il Giani a Parigi erano presenti alle famose riunioni “”segrete”” nello studio di J-L.David, il pittore di Napoleone? Studio come sappiamo frequentato da Nodier e da un studente che sembra essere stato proprietario del castello di Rennes-le-Chateau. E’ qui che l’Antolini e il Giani potrebbero essere venuti a conoscenza del “”Grande Segreto”” di Poussin??


14 aprile 2011, 8:12 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Pier Luigi, riguardo alla mia ipotesi mi sono appoggiato allo studioso Michael Baigent. Secondo questi Napoleone aveva promosso una società segreta dedicata alla dimostrazione della illeggittimità regale dei Borbone. Questa società segreta aveva sede presso lo studio del pittore ritrattista di Napoleone Jacques Louis David. Membro di questa società sarebbe stato Charles Nodier, gran Maestro del Priorato di Sion. Lo stesso proprietario del castello di Rennes le Chateau sarebbe stato un allievo di Louis David.


14 aprile 2011, 8:19 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Guercino, Poussin, Giani, Kolbe.
Secondo te il Giani nel suo “Anch’io fui in Arcadia” ha fatto riferimento a Poussin. Ok!
Guardando le opere dei quattro artisti sopra mi viene da dire:
semmai il Giani fa riferimento al Guercino e non all’opera del Poussin. Difatti la scritta del Giani è su uno spezzone di parete come lo è in uno spezzone di muro nell’opera del Guercino. Fu Poussin eventualmente a trasformare il muro (che è nel Guercino) in un monumentale sarcofago. Sarcofago che compare anche nell’opera di Car Wilhelm Kolbe e quindi anche questa svincolata da quella del Giani.

Domanda: secondo te riportare la famosa frase su un sarcofago o su un muro ha lo stesso significato oppure diverso?


14 aprile 2011, 8:39 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Ciao Pier Luigi
Ti ringrazio di aver postato la foto del timpano dell’ospedale di Castel Bolognese dove si presenta la N invertita. Così facendo hai chiarito un passo che permette di proseguire in modo migliore eventuali scambi di vedute. :wink:
Tale “N inversé” andrà a far parte dell’elenco delle centinaia che esistono in Italia ed è un’ulteriore conferma che tale lettera “particolare” non è una prerogativa di Rennes. Ciò non toglie che anche le cosiddette "Rennes-italiane" non possano nascondere un'intrigante storia. :wink: quindi buon proseguimento per la tua inchiesta! :)
Una cortesia: se tu un giorno dovessi essere chiamato per andare a dissotterrare i resti mortali di Gesù celati in una cripta segreta sotto il Bézu, conta anche su di me, ho già pronti pala e piccone. :lol: :lol:
Pensa quanti soldini e fama ci porterebbe una simile scoperta archeologica! :D :D
Ciao Ciao


15 aprile 2011, 10:15 am
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
...e io che mi inquietavo perchè volevano disseppellire Gelis.... :?

_________________
"Smetto quando voglio"


15 aprile 2011, 12:32 pm
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Iscritto il: 6 aprile 2009, 5:42 pm
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Messaggio Re: Da Faenza a Rennes-le-Chateau
Mammaoca, disseppelle Gelis non sarebbe sbagliato. :) Non si sa mai che riaprendo il caso di omicidio e facendo intervenire la squadra Cold Case :lol: con l’impiego di nuove tecnologie non ci permetta di scoprire il vero colpevole!!! :wink:


16 aprile 2011, 10:11 pm
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