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 Tre curati straricchi 
Autore Messaggio

Iscritto il: 17 giugno 2004, 12:18 am
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Messaggio 
Infinitamente più difficile da ricostruire è l'origine di REDIS REGGIS.
Compare per la prima volta (in un testo datato) nel rapporto di Ernest Cros, certamente databile tra il 1960 e il 1967. Ma esattamente quando? Certamente non ci sono più gli appunti originali di Cros, e a me l'attribuzione a lui pare tanto sospetta (una lapide del genere MAI rilevata da alcuna spedizione archeologica?!?). Nella sua versione "definitiva" comparirà soltanto negli apocrifi del Priorato (la scritta ET IN ARCADIA EGO è di quel periodo). Nessuno però l'ha mai vista. Nessuno l'hai mai riprodotta prima degli apocrifi. Che si fa?
Nel testo "Le cercle" (firmato dal figlio di Plantard) c'è una foto della lapide nell'ossario (quella di cui Captain ha pubblicato le foto) in cui si vede l'incisione, ma è stato riconosciuto che la versione di Plantard era stata ritoccata aggiungendo la scritta (foto tra l'altro riprodotta da Deloux e Bretigny). L'enigma permane...

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Mariano Tomatis Antoniono


15 giugno 2007, 5:10 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
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Messaggio Re:
Mariano Tomatis ha scritto:
Eh, no! Come scrivevo la cronologia è questa:

1895 Lamentele dei compaesani di Saunière per i suoi lavori nel cimitero

"Rennes-le-Château, lì 14 marzo 1895
Spett. Signor Prefetto.
Non siamo affatto contenti che si facciano lavori nel cimitero soprattutto nei modi in cui sono stati fatti finora; se ci sono croci, vengono tolte, pietre sulle tombe anche e al tempo stesso questo cosiddetto lavoro non consiste né in riparazioni né in nulla. Aggiungiamo la nostra firma, Faure Joseph, consigliere municipale, Clottes Isidore guardia privata come testimone per i signori Garouste, Tysseire, e Mis che non sanno firmare."

1905 Elie Tisseyre visita Rennes-le-Chateau e racconta...

"Una visita al cimitero ci fa scoprire in un angolo una larga lastra di pietra, spezzata nel mezzo, sulla quale si può leggere un'iscrizione incisa molto grossolanamente. Questa lastra misura 1,30 m. per 0,65 m."
Immagine
(Elie Tisseyre, "Une excursion à Rennes-le-Château", Bulletin de la Société d'Etudes Scientifique de l'Aude, Vol.17 (1906) in versione integrale qui: http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=documenti&id=doc_sesa_1906)

1974 Renè Descadeillas scrive a proposito della lapide

“Giace abbandonata in un angolo del cimitero. La si è occultata mettendola al riparo dai danni che avrebbe ancora potuto subire. Ciò che è certo è che esiste tuttora. Ma non la si mostra, perchè si preferisce, e per questo si hanno numerose ragioni, di non lasciarla appunto senza protezioni alla curiosità dei fedeli di Rennes-le-Château”
(René Descadeillas, Mythologie du Trésor de Rennes, Carcassonne: Editions Collot, 1991, p.72.)

Il mito della lapide cancellata è recente. Risale agli anni Sessanta, ma non trova nessun riscontro nei documenti storici.

Un articolo completo su questo reperto è disponibile qui:
http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=indagini&id=abstract&l=it&article=6x293-303.txt


Abbiano notizie che collegano/collegherebbero Sauniere a ricettatori di ori e gioielli ?

zio ot


18 aprile 2009, 10:38 pm
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 443
Messaggio Re:
Atchoum ha scritto:
Ipotesi:

Francia, fine ottocento, la Chiesa è messa male, i rapporti con lo stato sono pessimi, c'è il rischio che la Repubblica possa arrivare a nazionalizzare tutti i beni ecclesiastici. O almeno questo è il terrore dei vescovi. In più ci sono i monarchici e i discendenti dei Borboni, degli Asburgo, degli Orléans che sono alleati con la chiesa e la destra assolutista e sono diposti a usare parte del loro patrimonio immenso per finanziare i loro sostenitori.
Il vescovo Billard, forse per sua iniziativa, forse per ordini superiori, decide di iniziare a mettere al sicuro almeno la liquidità o i beni mobili di facile smobilizzo parcellizandola al massimo, la affida ai suoi preti affinché la vadano a investire o versare in varie banche a titolo personale. I royalistes a loro volta investono sui preti per addomesticare le loro prediche e acquistare voti tra i fedeli. Le grandi famiglie nobili potevano anch'esse temere di essere espropriate. Sicché si inizia un bel traffico di fondi, un fiume che si dipana in mille rivoli che sarebbe stato impossibile rintracciare. E in tempi migliori i fedeli preti avrebbero fatto fare a quel denaro il percorso inverso. Ovviamente bisognava creare una copertura e si mette in piedi, o almeno si ingigantisce, una contabilità di messe a suffragio, richieste da persone così lontane che sarebbe stato impossibile interpellare a titolo di verifica. Forse Billard aveva un debole per Saunière, forse gli aveva affidato molti più soldi di quanto avrebbe dovuto e quando vede che quei soldi finiscono nelle costruzioni di RLC chiude un occhio. Ma al suo successore Saunière non sta simpatico, forse è più ligio al dovere, e decide di reclamare quel denaro, vuole capire perché Saunière aveva ricevuto tutti quei soldi. Imbastisce un processo su false accuse perché non poteva ovviamente uscire allo scoperto. Saunière a questo punto non sa cosa fare, la falsa contabilità non la può presentare perché anche il nuovo vescovo sa che è falsa, e al tempo stesso non ha o non vuole fargli sapere quanto Billard o altri gli hanno dato. Così si spiegherebbe l'assoluzione ricevuta da Roma, le strane lettere tra Saunière e qualche suo amico prete dove si allude a qualcosa di poco chiaro ma condiviso da mittente e destinatario, e si spiegherebbe anche la ricchezza di altri preti.

Questa ipotesi mi sembra molto più realistica piuttosto che pensare che Saunière abbia creato il suo "impero" con piccole gocce di denaro piovute da tutta Europa per vari anni da gente sconosciuta, neanche fosse stato Padre Pio. E non si è trovato un solo annuncio di Saunière nei giornali dell'epoca.

Boh...


Questo post è un Saint Honore ! Da questo forum potremmo ricavare sceneggiature sopraffine ! :D :D :D

zio ot


18 aprile 2009, 11:02 pm
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Iscritto il: 24 maggio 2005, 8:18 am
Messaggi: 698
Messaggio Re:
the captain ha scritto:
Buongiorno.
Pubblico queste foto della Stele della Marchesa scattate negli anni 70 da due membri dell'International Team al quale io stesso appartengo.
Queste facenti parte di una collezione di fotografie riguardanti RLC, chiesa, chemin de croix ( prima di essere ridipinte ), dintorni, luoghi di particolare interesse, tombe , ecc .
Come si puo' notare, alcuna scritta è leggibile.
Saluti
Cap


La risposta di barionu in questa discussione mi ha fatto "riscoprire" dopo due anni queste foto alle quali non avevo prestato molta attenzione. E ho notato una cosa curiosa.
La foto datata 1975 presenta la pietra tombale (di qualunque pietra tombale si tratti e di qualunque ossario si tratti) quasi intatta, mentre quella del 1970 la mostra spezzata. Strano anche lo sfondo. Come fece notare anche Mammaoca, nella foto del 1975 il terreno è molto più basso di quella del 1970 (ho segnato in rosso una quota di livello basandomi sulle macchie nel muro, che presentano gli stessi particolari come buchi o segni riconoscibili).

Che la pietra sia la stessa si vede dalle macchie negli stessi punti, più evidenti nella parte sinistra.

Cosa può essere successo? Prima di tutto le date delle foto devono essere invertite. Non credo infatti che una pietra come quella possa miracolosamente ricomporsi dopo essere stata spezzata. Ma se è così questo vuol dire che nella seconda foto il livello del terreno è stato alzato, con l'aggiunta di nuovo terriccio, anzi... sembra quasi cemento, mentre nella prima (la più gialla) vediamo foglie e erba.

Aggiungo che i due pezzi spezzati visibili nella prima foto sembrano rotti da moltissimo tempo visto che lo spessore è sporco e consumato. Nella seconda invece la rottura è recentissima perché vediamo i tagli netti e lo spessore chiaro e pulito.

Insomma... che senso hanno queste foto?

Allegato:
cimetiere1975.jpg
cimetiere1975.jpg [ 97.92 KiB | Osservato 2834 volte ]

Allegato:
SteledelaMarquise1970.jpg
SteledelaMarquise1970.jpg [ 82.8 KiB | Osservato 2838 volte ]


P.S. la seconda foto è stata schiarita per evidenziare le macchie sui muri e trovare le corrispondenze con la prima. L'originale è visibile nella pagina precedente della discussione.


19 aprile 2009, 1:45 am
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
Messaggi: 443
Messaggio Re:
Mariano Tomatis ha scritto:
Infinitamente più difficile da ricostruire è l'origine di REDIS REGGIS.
Compare per la prima volta (in un testo datato) nel rapporto di Ernest Cros, certamente databile tra il 1960 e il 1967. Ma esattamente quando? Certamente non ci sono più gli appunti originali di Cros, e a me l'attribuzione a lui pare tanto sospetta (una lapide del genere MAI rilevata da alcuna spedizione archeologica?!?). Nella sua versione "definitiva" comparirà soltanto negli apocrifi del Priorato (la scritta ET IN ARCADIA EGO è di quel periodo). Nessuno però l'ha mai vista. Nessuno l'hai mai riprodotta prima degli apocrifi. Che si fa?
Nel testo "Le cercle" (firmato dal figlio di Plantard) c'è una foto della lapide nell'ossario (quella di cui Captain ha pubblicato le foto) in cui si vede l'incisione, ma è stato riconosciuto che la versione di Plantard era stata ritoccata aggiungendo la scritta (foto tra l'altro riprodotta da Deloux e Bretigny). L'enigma permane...



http://www.renneslechateau.it/rennes-le ... doc_cholet

Mariano, sul Rapporto Cros ;
da qualche parte nel sito ne parli dettagliatamente, ma non lotrovo .... :?

zio ot


19 aprile 2009, 8:18 pm
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Iscritto il: 24 maggio 2005, 8:18 am
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Messaggio Re: Re:
Tornando alla lastra del'ossario...
In questa pagina web ci sono altre foto:

http://www.rennes-le-chateau-archive.co ... hefort.htm

Ma secondo una didascalia la lastra nel 1986 era ancora semi-intatta. La si vede rivoltata e appoggiata al muro, senza i due frammenti triangolari.
Immagine
Sempre che quella data sia corretta.

Immagine
Immagine

Oggi la si vede nel Museo, ma rivoltata come nella foto in cui la si vede appoggiata al muro, con la parte più ruvida in alto al contrario di come era posizionata nelle due foto precedenti:

Immagine

In ogni modo, quello che appare chiaro è che questa lastra (qualunque lastra sia) in origine era rettangolare e che le uniche fratture erano quelle degli spigoli triangolari (sempre che quell'altro frammento, come in un tangram, non facesse parte della stessa lastra originale... forse in alto, tra i due triangoli rotti?).


19 aprile 2009, 10:58 pm
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Messaggio Re: Tre curati straricchi
Su quest'ultima pietra, Antoine Captier ha affermato (nel corso dei lavori per il museo) che non verrà più esposta perché proviene dalla cucina del presbiterio, dove era usata per cucinare carne alla pietra. Non si tratterebbe, dunque, della lapide della marchesa.

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Mariano Tomatis Antoniono


20 aprile 2009, 6:16 am
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Messaggio Re: Tre curati straricchi
Mariano Tomatis ha scritto:
Su quest'ultima pietra, Antoine Captier ha affermato (nel corso dei lavori per il museo) che non verrà più esposta perché proviene dalla cucina del presbiterio, dove era usata per cucinare carne alla pietra. Non si tratterebbe, dunque, della lapide della marchesa.


Però dalla sagoma e dai tagli si vede bene che è la stessa che compare in diverse foto dell'ossario. Anche nelle due inviate da The Captain.
Ma è rivoltata, la parte più liscia dovrebbe essere sotto.


20 aprile 2009, 6:55 am
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Iscritto il: 20 giugno 2008, 7:50 am
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Messaggio Re:
Mariano Tomatis ha scritto:
Secondo me bisogna partire dal fatto che quei registri non li ha mai mostrati a nessuno. Sappiamo che ha truccato le entrate nei rapporti presentati pubblicamente.
Eccoli:
Immagine
http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=guida&cap=95

Che senso avrebbe truccarli una seconda volta nei suoi rapporti privati, che nessuno avrebbe visto? E per nascondere che cosa? Non ha mai degli sprazzi di spese. Tutto è programmato, quando ha un po' di soldi da parte li investe, quando ne ha bisogno li recupera, quando ne ha un tot inizia i lavori, durante i lavori è costantemente in rosso...

Immagine

Immagine

Nel 1905 è talmente in rosso che è costretto a chiedere uno sconto!
Gli rispondono: "Il prezzo che vi ho fatto è stato frutto di riflessione, credo che mi conosciate e se trovate altri operai che siano in grado di fare un prezzo migliore, approfittatene. Manterrò dunque il prezzo che vi ho detto salvo che vi farò il lavoro di ferratura e posa di lastre di legno nella Tour a 3,50 invece che 4 franchi al giorno".

Non mi è chiaro perché dovremmo pensare ad un registro privato, ancora più falso di quello pubblico. Per giustificare quale stranezza di Saunière?
Aveva un sacco di soldi che arrivavano più o meno regolarmente. Quando il vescovo blocca gli invii di denaro, le entrate diminuiscono. Dobbiamo quindi ipotizzare un complotto rivolto esclusivamente ai pesci piccoli e non ai vescovi? Quindi qualcosa di interno alla chiesa?



Tutto si potrebbe spiegare con il fatto che Sauniere si rivolgesse a dei ricettatori : se , come ho ipotizzato qui

viewtopic.php?f=7&t=1868


Sauniere avesse , una volta entrato nella cripta e profanato i sepolcri , acquisito il corredo funebre degli Hauptoul,
avrebbe poi dovuto per forza monetizzare i gioielli .

E di questo non credo che si sia mai sognato di lasciare una traccia.


zio ot


28 marzo 2010, 12:47 am
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