Gruppo di Studio e Documentazione

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Primavera nell'Aude

I racconti di Indiana Mauro, 19 novembre 2006

Profumo di fiori. Il vento spazza le Corbiéres, insinuando il suo alito nei pertugi e tra le ispide rocce...

Profumo di fiori.

Il vento spazza le Corbiéres, insinuando il suo alito nei pertugi e tra le ispide rocce, trasportando con se i mille profumi della primavera.

1 giugno 2005, la Valdieu, dipartimento dell'Aude, ore 10 del mattino.

La Valdieu

Ancora qui, ancora una volta, ancora a Rennes-le-Château…

Rennes-le-Château

Ormai è una tappa fissa, una fuga dal tempo mortale, la mia ricerca disperata dell'oblio, dell'ignoto che spezza il susseguirsi logico degli eventi.

Sono passati tre anni dal mio primo viaggio, dalle domande che non avevano una risposta, dal nodo in gola e dall'emozione di posare lo sguardo per la prima volta su ciò che avevo solo immaginato leggendolo sui libri.

La primavera matura festeggia pomposa, in un susseguirsi di colori e di profumi. L'Aude prepara la festa per l'arrivo dell'estate: non c'è niente di meglio, credetemi, di una bella passeggiata mattutina per cogliere davvero tutto questo.

Via dai libri, via dalle parole già scritte, via dalle cospirazioni, dai bestseller, dai misteri inventati e da quelli male interpretati: intrighi, misfatti e congetture non c'entrano nulla con il paesaggio che si mostra ai miei occhi questa mattina, lungo il sentiero.

Ancora una volta sotto a questo magnifico cielo ci sono solo io, con i miei sogni e le mie risposte…

Ci vuole coraggio, ci vuole passione e un pizzico di follia per correre fin qui dall'Italia, a caccia di quel brivido che non ti aspetti, del fascino della scoperta che è data da un'intuizione o da un'idea, e che spesso è la natura stessa a farti comprendere.

Il teatro di tutto questo è qui, tra queste rigogliose valli: "Rennes-le-Château, son sites e ses mysteres" recita taciturno il suo cartello…

Il cartello che annuncia la salita per Rennes

Prima del suo mistero, il suo sito: certo, perché no, perché non indugiare sulla bellezza di quest'opera millenaria, assai poco modellata dall'uomo? Perché non domandarsi davvero cosa la natura abbia voluto dire attraverso i boschi, i ruscelli e le vette innevate che le fanno da sfondo?

L'ambientazione ha certamente fatto la differenza, in tutti questi anni: i fiumi di inchiostro che scorrono sull'argomento trovano terreno fertile nell'ambientazione di queste vicende.

Ora più che mai posso affermare che a Rennes-le-Château si va per il mistero, per la storia dell'Abate Sauniére, ma non è lui che ci saluta, quando andiamo via, con un arrivederci.

L'arrivederci è scritto tra queste montagne, nei sorrisi della gente, nei profumi dell'aria, nei sapori della vita quotidiana.

E' vero, la storia palpita tra queste rocce: la vita passata è ben testimoniata, ad esempio, dagli splendidi castelli, vestigia dell'antico sfarzo e prosperità di questo popolo. Le cosiddette "Cittadelle della vertigine", castelli arroccati sulle cime, arditamente affacciate su strapiombi, che testimoniano come il coraggioso passato è in netto contrasto con la tranquillità dell'aspetto rurale che si presenta ai nostri giorni.

Peyrepertuse

Queribus

Niente a che vedere con il set di un thriller, come vogliono farci credere i nostri Dan Brown e compagnia cantante…

No, signori… A Rennes-le-Château non troverete niente di concreto degli intrighi scritti e raccontati dai sensazionalisti che pur di vendere i loro libercoli, ne infarciscono le pagine di interpretazioni personali date come fatti certi.

Chi è a caccia di fatti certi, stia lontano da Rennes-le-Château!

Il sottile filo del mistero che esiste in queste valli non è così visibile… A nulla valgono tutti i simboli che ci paiono oscuri, se questi non vengono inseriti in un preciso disegno!

Quella che possiamo incontrare facilmente qui è la storia di un prete di campagna, che decise di far diventare il suo domain un paradiso terreste!

Come, vi chiederete voi… Come avrebbe potuto fare se non aveva nemmeno i soldi per comperarsi da mangiare?

Il come risiede nel mito che è stato costruito… Un mito che ha in alcune delle sue basi la semplicità dei passaggi logici, spesso malandrini, che hanno caratterizzato la sua vita in alcuni momenti.

Un mito, con alcune basi concrete e ben poco sensazionali, e con altre più oscure e affascinanti…

Se la vita, quindi, è fatta di scelte, a voi la scelta.

Se preferite essere realisti e concreti, fidatevi dei conti e dei numeri e spiegatevi tutto questo con il traffico di messe e le burle di un prete scanzonato e truffaldino, che viveva alle spalle di un popolo ignorante e disgraziato da una guerra che incombeva. Tutto questo celebrato poi negli anni sessanta da chi, per rimpinzarsi lo stomaco, inventò una storia con cui vendere la propria "merce" e il proprio credo balenando ipotesi e seminando il legittimo sospetto.

Se invece preferite assaporare il gusto del mistero, non accettate le risposte che danno gli altri, ma continuate a farvi delle domande… Magari davanti ad un buon bicchiere di Armagnac, oppure di Rhum, tanto caro al nostro Abate, e cercate di spiegarvi razionalmente tutto quello che ha costruito.

E ricordatevi: riuscirete magari a capire come ha fatto, senza troppe difficoltà… E ammetto che in alcuni casi il come e il dove sono più che sufficienti…

Ma se siete come me, capirete che a Rennes-le-Château non vi basterà sapere solo questo…

Inevitabilmente, comincerete a chiedervi anche il perché.

Mauro Vitali

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