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Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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POUSSIN --- et in arcadia ego
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Benedetto



Joined: 03 Dec 2004
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Location: San Biase (Campobasso-Molise)

PostPosted: 5 December 2004, 2:55 pm    Post subject: POUSSIN --- et in arcadia ego

allora...che cosa significa questo et in arcadia ego??? beh a dir la verità questa frase è piena zeppa di diversi significati che dopo vari studi e notti insonni a leggere recensioni son riuscito a mettere insieme.
tanto per iniziare la frase significa letteralmente ED IO IN ARCADIA. ed anche se manca il verbo, in latino, si presume che sia l'ausiliare essere ad essere sottinteso. quindi la frase si tradurrebbe ED IO SONO IN ARCADIA. chi??? a questo è difficle dare risposta.
poi siamo sicuri di dover intendere Arcadia come quel movimento culturale o non più semplicemente come la regione del peloponneso?
"io sono anche in arcadia " mi è stato suggerito di identificare il soggetto con LA MORTE...ma è troppo semplice è troppo evidente, quindi non mi ha mai convinto questa ipotesi.
arcadia se viene translitterata in greco risulta :apxa (delta)ia ovvero arca dia...che significherebbe TOMBA PER DIO...ma allora perchè è stata scritta in latino? solo per permetterne l'esatta decodificazione a pochi acculturati? mi sembra troppo restrittivo.
un altro fatto curioso riguardante Et in arcadia egO è un gioco di parole...un anagramma. Se facciamo l'anagramma l'unica frase di senso compiuto che viene fuori è I TEGO ARCANA DEI...=io celo i segreti di Dio
ma io chi? io la tomba? io il sarcofago? vorrebbe dire che il sarcofago cela i misteri e gli enigmi che hanno accompagnato la cristianità ma che non possono essere rivelati per non comprometterla?
non sò...più vado avanti e più mi accorgo che piuttosto che risposte trovo solo altre domande a cui non sò dar risposta...e quindi a cosa serve domandare se si sà di non avere risposta?
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 5 December 2004, 4:50 pm    Post subject:

Ciao Benedetto,

Secondo me la risposta al mistero si trova in un esemplare del Magasin Pittoresque (periodico illustrato francese di inizio '800) anno 1862, in cui è esposto un largo commento (da parte di un critico) al quadro I pastori d'Arcadia. Riporto di seguito ciò he è scritto, traducendolo:

Una tomba si eleva in mezzo a questa dolce solitudine (dell'Arcadia, N.d.T.), all'ombra di qualche albero elegante i cui piedi sono bagnati da un'acqua viva, un gruppo che attraversava la campagna si avvicina al monumento; sono dei pastori, e sulla pietra essi leggono queste parole: Et in Arcadia ego* (E anch'io ero pastore in Arcadia); essi leggono il loro destino in quello del loro simile; ma, non pensando alla sua fine, lasciano risplendere la vita da cui sono animati.

Il pastore che, ginocchio a terra, segue l'iscrizione sulla tomba con un dito, è maturo, e si tratta del saggio della compagnia. Egli parlava, senza alcun dubbio, di qualcuno di questi insegnamenti di filosofia pratica, così comune fra i Greci... Il giovane uomo piazzato dietro di lui ascolta sempre le sue lezioni con orecchio distratto; natura decisa e dubbiosa, egli attraversa la vita senza conoscerla, la sua anima è piena di vaghi presentimenti che la sua volontà mai realizzerà... <A cosa serve vivere?> sembra dirsi. Io, che sono sulla terra, non possiedo più emozioni di te che sei da essa nascosto (rivolto verso il pastore nella Tomba, N.d.T.) <Tu vivevi prima di morire?> <Io troverò mai al di là della tomba ciò che ho sempre cercato prima di arrivare sui suoi bordi?>

Gli altri due personaggi sono, al contrario, in tutta l'attività delle loro passioni, nella piena giovinezza della loro vita. Il giovane uomo è piegato in una postura ... che esprime l'energia stessa della sua volontà...
La giovane donna è di una bellezza piena di nobiltà ... l'altra mano che si appoggia sulla spalla del giovane pastore spiega facilmente da dove proviene la sua forza e il suo vigore. E' a questi due amanti a cui il saggio rivolge le sue lezioni, essi le ascoltano con molta attenzione ... confidando nell'eternità del loro amore ... il giovane uomo mostra con un dito l'iscrizione alla sua donna e i suoi occhi, animati da una incrollabile speranza sembrano dirgli: <Questo pastore è morto ma il nostro amore è immortale>.

* Ci sembra che nessuno abbia mai sottolineato che questa iscrizione su una tomba greca dovrebbe essere scritta in greco; ma il latino, universalmente conosciuto, conveniva meglio all'artista, che voleva essere compreso da tutto il mondo.



Interpretazione molto interessante, no?
Se pensiamo poi al monumento inglese dei pastori... Wink
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Valéry.


Last edited by Alfred on 6 December 2004, 5:10 pm; edited 1 time in total
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Benedetto



Joined: 03 Dec 2004
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PostPosted: 6 December 2004, 9:53 am    Post subject:

senza dubbio interessante...ma allora perchè tutti quei segreti intrinsechi del quadro??? nell'età in cui Pussin dipingeva era in uso una proporzionalità diversa da quella della sezione aurea di cui il dipinto è pieno...è possibile persino costruire un pentacolo perfetto fra i pastori e la tomba...
boo....
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 6 December 2004, 12:19 pm    Post subject:

I segreti intrinsechi del quadro esistono solo per chi li vuol vedere: in poche parole è un quadro come tutti gli altri (tutti i quadri contengono simbologie).
Schemi pentacolari (o presunti tali) non si trovano solo in quel quadro: Signorelli, ecc...

L'unico legame Arcadia-RLB è l'opera di Labouisse "Mon Voyage à Rennes-les-Bains" in cui la regione di RLB è comparata ad un'Arcadia in miniatura, niente di più...

PS se si vuole leggere il documento originale basta andare a questo link: http://visualiseur.bnf.fr/Visualiseur?Destination=Gallica&O=NUMM-31423 . Poi nella Table de matière (a lato del foglio) si va al terzo articolo: Musée du Louvre. - Les Bergers d'Arcadie, par Poussin, 9. Basta cliccare sul numero 9 per vedere la pagina.

Per gli amanti della simbologia: nella litografia del dipinto di pag 9 la N (di et iN arcadia ego) è rovesciata...
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Valéry.
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Benedetto



Joined: 03 Dec 2004
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PostPosted: 7 December 2004, 4:29 pm    Post subject:

beh, non voglio criticarti..sia ben chiaro, ma non sono d'accordo con te quando dici che i significati intrinsechi esistano solo per chi li voglia vedere...
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 7 December 2004, 5:13 pm    Post subject:

Stai tranquillo, accetto sempre e di buon grado le critiche (purchè costruttive)... Wink

Dipende cosa si intende per significati intrinsechi (forse mi sono espresso male)... per esempio sono significati intrinsechi: la falce formata dal braccio del pastore anziano (vedi Monografico Hera e Appendice ne "Rennes le Chateau: una decifrazione" - pag. 155), il ruscello secco sotto la tomba, l'iscrizione, e i personaggi.

A mio avviso la geometria del quadro non contiene elementi strani o provanti (sinceramente non so proprio come definirli...).
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Valéry.
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Mark



Joined: 30 Mar 2005
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PostPosted: 31 March 2005, 4:38 pm    Post subject:

scusatemi ma perche su alcuni quadri Poussin si firmava con la N al contrario...come su alcune inscrizioni sulla croce di Gesù...INRI è scritto con la N al contrario! ehehe non pretendo risposte ma solo ipotesi Very Happy
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
Posts: 2475
Location: Torino

PostPosted: 31 March 2005, 5:06 pm    Post subject:

Mi sembra che fosse SIGNOL a firmarsi con la N al contrario, specie a Saint-Sulpice. E ammetto che, sull'argomento, non ho mai trovato spiegazioni esaustive...
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Mariano Tomatis Antoniono
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domig



Joined: 30 Jun 2004
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Location: roma

PostPosted: 31 March 2005, 6:51 pm    Post subject:

Ho letto in giro... non ricordo dove, ma con un pò di buona volontà riesco a rintracciare le fonti, alcune interpretazioni sull'ombra "anomala" del braccio del pastore indicante l'et in arcadia ego.

un punto indicatore, la coda di un cavallo, la falce di saturno, l'ansa di un fiume, la P di poussin, la bacchetta del rabdomante, la Verga d'Aronne...

che siano tutti ermeneuti sospettosi?
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Bud Spencer



Joined: 29 Sep 2004
Posts: 841

PostPosted: 31 March 2005, 7:08 pm    Post subject:

Domig, e le CORNA di Poussin? Quella non l'hai trovata?

La "N" non ha avuto la grafia fissata che in tempi recenti, in alcune zone d'Europa. Non ha alcun particolare significato. Troverò la fonte scientifica di questa spiegazione se mi date tempo, (con centinaia di esempi)
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domig



Joined: 30 Jun 2004
Posts: 1234
Location: roma

PostPosted: 1 April 2005, 11:46 am    Post subject:

Veramente quella delle Corna non l'avevo mai letta da nessuna parte anche se, fra la Falce di Saturno ( Very Happy ) e la Coda di Cavallo non ci starebbero male.

Però debbo farti i complimenti: sei il primo che avanza un'ipotesi così suggestiva.
Davvero interessante... chissà cosa ne direbbe Freud in proposito...

Comunque dubito di questa tua interpretazione: pare che sua moglie fosse una cozza.

Per le N speculari attendo fiducioso... si dice che San Cirillo te le tirasse appresso... ma lì già si tratta di SoliS SanctiS, e non SacerdotibuS.

Però me lo segno e non me lo scordo: non vedo l'ora di leggere la tua... f(R)onte scientifica?!?
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Lenny Nero



Joined: 13 Oct 2005
Posts: 748
Location: Annexia

PostPosted: 25 October 2005, 6:50 pm    Post subject:

Intanto rimando alle premesse scritta qua:

http://www.renneslechateau.it/forum/viewtopic.php?t=57

Sempre da Panofsky, Il significato nelle arti visive, Einaudi

[...](riferendosi alla versione del Louvre che tanto ci interessa)In questo, che non è piu' un memento mori in veste classica, accoppiato con un cave avaritiam pure in veste classica, ma un quadro a sè, è possibile constatare una rottura radicale con la tradizione moralizzante del Medioevo.L'elemento di dramma e sorpresa è scomparso.[...]Il teschio è scomparso del tutto.[...]I pastori di Arcadia non tanto ascoltano un terribile monito per il futuro, quanto invece meditano soavemente su un dolce passato. Sembrano pensare meno a sè che a colui che è sepolto entro la tomba: un essere umano che ha goduto un tempo i piaceri che loro stessi stanno godendo e la cui tomba "li spinge a ricordarsi della loro fine" solo in quanto evoca il ricordo di chi è stato cio' che essi sono ora.In breve [...] non rappresenta piu' un drammatico incontro con la Morte, ma l'assorta meditazione dell'idea della condizione mortale dell'uomo.E' avvenuta cioè una trasformazione da un moralismo sottilmente mascherato a uno scoperto sentimento elegiaco.[...]

Seguono disquisizione sul clima cultura dell'epoca, sulla teoria classicista che rifiuta les objets bizarres come il teschio, la familiarità con la letteratura arcadica e la poesia del Sannazzaro sulla tomba in Arcadia.

[...]l'iscrizione, se fosse tradotta correttamente, non quadrerebbe piu' con cio' che nel dipinto si vede[...]si deve presumere riferito alla tomba stessa[...]sposta il messaggio della frase dal presente al passato[...]Così è Poussin stesso che, senza nulla cambiare della lettera della frase, invita e quasi costringe l'osservatore a fraintendere il significato, riferendo l'ego a una persona morta anzichè alla tomba, legando l'et a ego invece che ad Arcadia e inserendo come verbo sottinteso un vixi o fui o anche sum.Lo sviluppo della sua visione pittorica ha finito per prevalere sul reale significato della formula letteraria[...].
Si puo' in effetti dimostrare che questa felix culpa fu commessa dalla stessa cerchia di Poussin.L'amico e primo biografo del pittore, Giovanni Pietro Bellori aveva dato, nel 1672, un'interpretazione perfettamente corretta ed esatta della frase scrivendo:<"Et in Arcadia ego", cioè, che il sepolcro si trova ancora in Arcadia, e la Morte a luogo in mezzo le felicità>.Ma solo pochi anni dopo (1685) il secondo biografo di Poussin, Andrè Felibien, anch'egli suo intrinseco, compiva il primo e decisivo passo sulla strada del cattivo latino e della buona interpretazione artistica:<Par cette inscription on a voulu marquer que celui qui est dans cette sépolture a vécu en Arcadie et que la mort se rencontre parmi les plus grandes félicitez>.

Seguono altri aneddoti su come questa interpretazione si protrasse nel tempo.
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Bilù



Joined: 02 Apr 2005
Posts: 430
Location: Umbria

PostPosted: 27 October 2005, 4:01 pm    Post subject:

Ma quante interpretazioni..... Shocked

Bhua... Sad

A me sembrano tre pastori e una donna che bighellonando tra la ridente Arcadia si imabattono in quel "sarcofago"... e allora il più vecchio e forse anche saggio si inginocchia e dice "Famme un po vede che ce sta scritto? "Anche se non sa tanto bene leggere o perlomeno sembra non essere la sua lingua visto come tiene il dito sul rigo come fanno i bimbi di prima elementare... Nel frattempo il tizio sulla sinistra osserva e dice
"Aho 'nsomma che ce sta scritto???".... Nel mentre il "giovinotto" dice alla matrona "Aho viè quà a vede quello che avemo trovato"....e le indica con il dito la scritta....(che tanto mi ricorda quei bei pollici e indici di Leonardo) La donna invece non mi sembra sorpresa di nulla... anzi... ha la faccia di una che la sa lunga e sa di cosa si stia parlando! Wink

Almeno che non escano fuori nuove teorie...io mi associo ad Alfred!!! Wink
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Lenny Nero



Joined: 13 Oct 2005
Posts: 748
Location: Annexia

PostPosted: 27 October 2005, 5:11 pm    Post subject: Re: POUSSIN --- et in arcadia ego

Benedetto wrote:
arcadia se viene translitterata in greco risulta :apxa (delta)ia ovvero arca dia...che significherebbe TOMBA PER DIO...ma allora perchè è stata scritta in latino? solo per permetterne l'esatta decodificazione a pochi acculturati? mi sembra troppo restrittivo.


Panofsky, Il significato nelle arti visive, Einaudi:

"L'Arcadia, come figura in tutta la letteratura moderna e come la si intende nel linguaggio quotidiano, rientra nel primitivismo mite, quello dell'età dell'oro, Ma l'Arcadia quale fu veramente, e come è descritta negli autori greci, fu quasi esattamente l'opposto.[...]E' nella poesia latina, non in quella greca, che avviene la grande trasformazione e l'Arcadia si affaccia alla scena della letteratura universale."
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Benedetto



Joined: 03 Dec 2004
Posts: 51
Location: San Biase (Campobasso-Molise)

PostPosted: 27 October 2005, 8:17 pm    Post subject:

Caro lenny...non ho ben compreso dove vorresti arrivare...
credo sia mkeglio che tu mi faccia un esempio...sai...sono quasi a digiuno di letteratura greca...al contrario della latina...
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Lenny Nero



Joined: 13 Oct 2005
Posts: 748
Location: Annexia

PostPosted: 27 October 2005, 9:14 pm    Post subject:

Benedetto wrote:
Caro lenny...non ho ben compreso dove vorresti arrivare...
credo sia mkeglio che tu mi faccia un esempio...sai...sono quasi a digiuno di letteratura greca...al contrario della latina...


Proponevo un'ipotesi di risposta (per altro neanche mia) alla tua domanda sul perchè la scritta fosse in latino.
Visto che solo con Virgilio, e con differenze da Ovidio, l'Arcadia ha assunto i connotati che tutti conosciamo, non mi sembra così illogico che chi ha ideato la frase (Papa Clemente IX come detto altrove?) l'abbia pensata in latino.
Nulla di piu', nulla di meno.

Per quanto riguarda i giochi di parole che propone e che si trovano su tutti i libri dedicati a RCL...ne avete già discusso e concluso altrove in qualche altro post? Confused Embarassed
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 28 October 2005, 7:25 am    Post subject:

Benedetto wrote:
Proponevo un'ipotesi di risposta (per altro neanche mia) alla tua domanda sul perchè la scritta fosse in latino.
Visto che solo con Virgilio, e con differenze da Ovidio, l'Arcadia ha assunto i connotati che tutti conosciamo, non mi sembra così illogico che chi ha ideato la frase (Papa Clemente IX come detto altrove?) l'abbia pensata in latino.


Forse il latino, universalmente conosciuto, rendeva meglio la <verità filosofica> del quadro.
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Valéry.
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DonJuan



Joined: 16 Nov 2005
Posts: 76

PostPosted: 16 November 2005, 11:57 pm    Post subject: Re: POUSSIN --- et in arcadia ego

Benedetto wrote:
allora...che cosa significa questo et in arcadia ego??? beh a dir la verità questa frase è piena zeppa di diversi significati che dopo vari studi e notti insonni a leggere recensioni son riuscito a mettere insieme.
tanto per iniziare la frase significa letteralmente ED IO IN ARCADIA. ed anche se manca il verbo, in latino, si presume che sia l'ausiliare essere ad essere sottinteso. quindi la frase si tradurrebbe ED IO SONO IN ARCADIA.


interessante in Italiano non l'avevo mai tradotta col verbo... ad ogni modo chi è per antonomasia l' "IO SONO" in termini religiosi ?? Smile


Quote:
chi??? a questo è difficle dare risposta.
poi siamo sicuri di dover intendere Arcadia come quel movimento culturale o non più semplicemente come la regione del peloponneso?

penso siano tematiche correlate. l'Arcadia rappresenta anche l'Orsa Maggiore dalla ninfa Callisto che vi fu trasformata da Era per punire l'infedeltà di Giove dal quale nacque Arcas da cui il nome Arcadia; esso è il mito antico dell'Arcadia dove la leggenda vuole che a ricordo della ninfa fosse posta lì una tomba... vuota ! Smile

Quote:
"io sono anche in arcadia " mi è stato suggerito di identificare il soggetto con LA MORTE...ma è troppo semplice è troppo evidente, quindi non mi ha mai convinto questa ipotesi.

vedi sopra sull'IO SONO
Quote:

arcadia se viene translitterata in greco risulta :apxa (delta)ia ovvero arca dia...che significherebbe TOMBA PER DIO...ma allora perchè è stata scritta in latino? solo per permetterne l'esatta decodificazione a pochi acculturati? mi sembra troppo restrittivo.

qualcosa di simile anche aggiungendo la parola SUM alla fine. In effetti sebbene Lincoln accetti poco volentieri queste questioni e non solo lui del resto seppure può essere comprensibile, gli anagrammi erano tipici della tradizione esoterico medievale.



Quote:
un altro fatto curioso riguardante Et in arcadia egO è un gioco di parole...un anagramma. Se facciamo l'anagramma l'unica frase di senso compiuto che viene fuori è I TEGO ARCANA DEI...=io celo i segreti di Dio
ma io chi? io la tomba? io il sarcofago? vorrebbe dire che il sarcofago cela i misteri e gli enigmi che hanno accompagnato la cristianità ma che non possono essere rivelati per non comprometterla?


non necessariamente devi pensare a misteri che possano comprometterla. Al contrario potrebbe riferirsi ai veri e propri misteri di Dio di cui parlano le Scritture più volte e di cui i Sacerdoti del Tempio sono partecipi. E una tematica molto interessante che affronterò specificamente in un lavoro che sto preparando ipotizzando una possibile connessione con Rennes.
mi basti solamente dire che gli ambienti Massonici si sono interessati alla questione in lungo e largo e non escluderei a priori che il depistaggio sia intenzionale.
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Alberto



Joined: 03 Jan 2006
Posts: 49

PostPosted: 4 January 2006, 3:22 pm    Post subject:

Non ho mai capito perchè si debba anagrammare I TEGO ARCANA DEI, in particolare quella "I" mi sembra molo forzata.
Volendo giustificare il discorso del sangue reale e dei merovingi sarebbe molto più esplicito un AGO TE IN ARCA DEI, "ti conduco nel sepolcro di Dio".

Aldilà di questo non vedo nell'argomento un grosso aiuto per la risoluzione del mistero, mancano i legami cronologici e logici tra tomba, quadro, Poussin e territorio di Rennes.
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
Posts: 476

PostPosted: 4 January 2006, 3:40 pm    Post subject:

Alberto wrote:
Non ho mai capito perchè si debba anagrammare I TEGO ARCANA DEI, in particolare quella "I" mi sembra molo forzata.


Infatti I significa "io" in inglese, non in latino.
In latino mi pare che "I" sia voce del verbo "ire" ovvero andare.
Qualcosa come "và" o "vai" ma io non conosco il latino quindi potrei sbagliarmi.
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