 Gruppo di studio e documentazione Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007. Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château, conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 27 September 2004, 3:44 pm Post subject: |
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Come promesso, rispondo al quiz più in dettaglio (rimandando a http://www.renneslechateau.it/rennes.php?id=2&url=studi_iann01.php):
La struttura del mitema è la seguente: passando per la stella polare, l'astro più luminoso del duplice complesso del Carro (Rhedae/Ursa Maior e Rhedae/Ursa Minor), l'axis mundi incideva nella terra in località Peyro Dreto, un monolito già sacro ai celti ed entrato nel circuito leggendario francese probabilmente nel Medioevo. Proprio il Peyro Detro è il cromleck cui allude Boudet, il centro dell'antico popolo celta, laddove il consiglio dei saggi druidi aveva, in modo forse confuso, previsto la dottrina della salvezza vicaria del genere umano attraverso il sacrificio di un solo uomo.
Ed è questo il segreto della geo-sacralizzazione del territorio di Rennes: l'unico luogo nel territorio di Francia in cui sin dall'antichità si trovassero due località vicine con il nome di Rhedae era appunto l'Aude. E Rhedae erano i nomi antichi dei paesi gemelli di Rennes-les-Bains e di Rennes-le-Chateau (o dei loro territori). Queste due località, o zone, riflettevano dunque, in terra, la struttura delle costellazioni del Carro, custodi della stella polare, l'astro su cui si regolava il Nord geografico e grazie al quale s'identificava il centro del mondo (geografico, politico e dunque spirituale). Giochi dotti, indubbiamente, favole affascinanti che ad un certo punto di caricarono però di valenze politico-messianiche persino sovversive a causa della lotta fra massoneria e cattolicesimo, Stato e Chiesa.
Il territorio d'Arcadia rappresentava simbolicamente questo centro felice, baricentro delle decisioni del Re e di Dio. Perché fosse proprio l'Arcadia a rappresentarlo è presto detto: il figlio di Ursa Major (o Rheda Maior), la stella polare, si chiamava Arcas. Il territorio di Rhedae era dunque, simbolicamente, un'Arcadia, cioè la terra di Arcas, un territorio felice, governato da un Re felice, e nobilitato da un passato che risaliva ai greci e ai celti. I celti proprio in quel luogo avevano scelto uno dei loro santuari, secondo gli eruditi della zona stava proprio nei pressi del Peyro Dreto.
Come è noto, fra i celebratori di questa ideologia augustea vi fu proprio il grande pittore Poussin che con il quadro Le bergeres d'Arcadie rappresentò la felix Francia, luogo benedetto, nel quale tuttavia non si sfugge al destino di tutti i mortali: la morte. Il mito arcadico fu un tema letterario e simbolico apprezzatissimo e praticato prima in epoca alessandrina (da Virgilio, altro grande autore augusteo), poi nel Cinquecento italiano, infine nella Francia e nell'Inghilterra barocche. Ovunque vi fosse un principe che intendesse celebrarsi in vesti classiche. Ma soltanto in Francia entrò nell'ideologia politica del principe come un vivace tema geo-sacrale.
Secoli dopo, proprio sulla linea del meridiano e proprio in prossimità del Peyro Dreto, il monolito segnacolo dell'Arcadia del Midi, il massone Bourrel, a conoscenza, come molti altri, di queste erudite fabulae si farà seppellire in una zona che ricorda vagamente la scena rappresentata nel quadro di Poussin. Una volta riconosciuto il collegamento fra tomba - ora distrutta - e quadro occorre però rovesciare il rapporto di causa effetto, almeno come ipotesi: non fu l'arte ad imitare la vita (Poussin a rappresentare la zona di Arques), ma il contrario: la vita ad imitare l'Arte; Bourrel e i Lawrence si fecero seppellire in un paesaggio somigliante a quello rappresentato nel quadro più famoso del più amato celebratore del Re Sole, dell'Arcas re d'Arcadia di tanti epilli barocchi. Probabilmente era conscio dell'identità fra l'Arcadia del Midi e l'Arcadia di fantasia di Poussin. D'altronde, senza queste felicissime combinazioni, in parte volute, in parte casuali, la macchina combinatoria di Rennes, non si sarebbe mai messa in moto. Non è del tutto impossibile ipotizzare un viaggio di Poussin nell'Arcadia del Midi, al fine di rendere al suo re un'immagine più fedele del luogo in cui la terra custodiva gli schemi astrali delle due Rhedae e l'immagine in terra della "stella polare", il cromleck di Boudet il "megalitologo". Al momento, però la ricerca storica non ha trovato nessuna traccia di questo viaggio. Anche se si trovasse, però non si tratterebbe però di un mistero, ma piuttosto di un interessante tema della storia delle idee. (M.A.Iannaccone) _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 27 September 2004, 4:23 pm Post subject: |
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Iannaccone scrive:
| Quote: | | Ed è questo il segreto della geo-sacralizzazione del territorio di Rennes: l'unico luogo nel territorio di Francia in cui sin dall'antichità si trovassero due località vicine con il nome di Rhedae era appunto l'Aude. E Rhedae erano i nomi antichi dei paesi gemelli di Rennes-les-Bains e di Rennes-le-Chateau (o dei loro territori). |
Ma RLB non si chiamava Rhedae o Rennes, almeno fino al 1800
Riguardo all'importanza del menhir d'Arques sono d'accordo! _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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fabio
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 302 Location: Genova
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Posted: 28 September 2004, 6:37 am Post subject: |
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Finalmente, qualcosa che mi ha permesso di capire un po di piu',
oltretutto non leggendo il francese quel poco che mi era stato
letto di "le vrai.." non mi era molto chiaro.
grazie Mariano e complimenti a Jannacone
ciao _________________ Fabio L. |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 28 September 2004, 5:42 pm Post subject: |
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@ fabio
tu scrivi:"...oltretutto non leggendo il francese quel poco che mi era stato
letto di "le vrai.." non mi era molto chiaro. "
Io scrivo: "...e penso che tale ti sia rimasto."
@ Mariano
E dopo 'sta gran bella storia che ci racconta Iannacone e tu, tutto contento, riporti fedelmente, hai ancora il coraggio di dire che sul Pulcino è impossibile che ci sia scritto Arcadia e Sion? Certo che sei proprio un tipo strano!!! |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 28 September 2004, 5:48 pm Post subject: |
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Non ho detto che non è possibile, ma che non c'è
Scherzi a parte, se dovessi lasciare un messaggio, sinceramente non lo lascerei sulla mia lapide tombale. Ma chissà che tipo era Poussin
P.S. Ammetti che non ti aspettavi la risposta sopra!  _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 28 September 2004, 5:50 pm Post subject: |
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PS:
"La struttura del mitema è la seguente... ecc. ecc."
Che cos'è un Mitema? |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 28 September 2004, 7:42 pm Post subject: |
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Dal De Mauro: mitema (mi|tè|ma) s.m.
semiol., elemento o unità minima fondamentale e distintiva della narrazione mitica _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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fabio
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 302 Location: Genova
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Posted: 29 September 2004, 5:58 am Post subject: |
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| domig wrote: |
Io scrivo: "...e penso che tale ti sia rimasto."
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beh pero' quest'articolo mi ha dato qualcosa su cui
meditare, e soprattutto una traccia da approfondire
riuscirci poi e' un'altra cosa.
Ciao
Fabio _________________ Fabio L. |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 29 September 2004, 8:46 am Post subject: |
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| Mariano Tomatis wrote: | Dal De Mauro: mitema (mi|tè|ma) s.m.
semiol., elemento o unità minima fondamentale e distintiva della narrazione mitica |
Ma pensa te...
Zingarelli, Garzanti e Dovoto non lo riportano... mò pure il De Mauro mi tocca comprare!
Cmq thanks por le definitio.
@ fabio
bene, meditaci sopra...
Comunque studia il Francese, sennò che razza di approccio puoi mai avere con RlC? Guarda me, che dalla risposta di cui sopra si capisce che non conosco neanche l'italiano!  |
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fabio
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 302 Location: Genova
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Posted: 29 September 2004, 9:45 am Post subject: |
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| domig wrote: |
Comunque studia il Francese, sennò che razza di approccio puoi mai avere con RlC? Guarda me, che dalla risposta di cui sopra si capisce che non conosco neanche l'italiano! |
ciao _________________ Fabio L. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 29 September 2004, 9:52 am Post subject: |
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| domig wrote: | @ fabio
[...]
Io scrivo: "...e penso che tale ti sia rimasto."
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Sempre cordiale il Domenico!
Comunque, sul francese ha ragione: io l'ho imparato proprio per l'occasione!!! _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 29 September 2004, 2:44 pm Post subject: |
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| Mariano Tomatis wrote: | | domig wrote: | @ fabio
[...]
Io scrivo: "...e penso che tale ti sia rimasto."
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Sempre cordiale il Domenico!
Comunque, sul francese ha ragione: io l'ho imparato proprio per l'occasione!!! |
... cosa dire... bisogna avere una parola buona per tutti... è bello sentirsi fra amici...
A parte gli scherzi, quello che intendevo dire è solo che, ad esempio, Iannacone mi (ci) viene a "spiegare" NON quello che Boudet ha scritto, ma quello che LUI ha capito di ciò che ha scritto Boudet.
(Detto per inciso, alcuni punti sono interessanti, altri divertenti, ma ce ne sono un paio davvero istruttivi, in cui Iannacone ci insegna come sia facile trasformare PAZZO prima in MAZZO, poi in RAZZO... basta cambiare la consonante iniziale...)
@ Conte di S.Germano
Sono lieto di poter fare la sua conoscenza.
Anch'io sono, da vecchia data, un'appassionato di Araldica.
Da un breve passo di uno dei suoi due interventi, mi è sembrato di riconoscere lo stile espositivo, per altro inconfondibile, di un erudito con il quale ebbi la fortuna di avere un lungo e proficuo scambio epistolare qualche tempo fa.
Anche lui esperto, per diretta conoscenza geografica, dell'area pedemontana occidentale.
Chissà.. forse durante una delle di Lei eterne peregrinazioni, il Caso può avervi messo in contatto.
Mi fa davvero piacere sentirLa, o risentirLa.
Provero ad informarmi dulla casata del geniale e sorridente de Charisey.
ossequi ed esequie |
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Bud Spencer
Joined: 29 Sep 2004 Posts: 841
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Posted: 30 September 2004, 9:01 am Post subject: |
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| Quote: |
Iannaccone mi (ci) viene a "spiegare NON quello che Boudet ha scritto, ma quello che LUI ha capito di ciò che ha scritto Boudet
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Boudet è un argomento difficile. Aspettiamo allora di sapere cosa TU hai capito di quello che LUI ha scritto. Se però uno, anche se si chiama Jannaccone, viene a spiegarci argomenti che nel testo esistono (a me sembra che sia così, ma non sono un genio nel francese), non si tratta di quello che lui ha capito ma di quello che Boudet ha scritto. O no? |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 30 September 2004, 12:47 pm Post subject: |
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Hi Bud,
Certamente la difficoltà maggiore sta nell'interpretare gli scritti di Boudet e nel cercarvi un messaggio segreto... sempre se questo "esista" realmente  _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 30 September 2004, 2:55 pm Post subject: |
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| Bud Spencer wrote: | | Quote: |
Iannaccone mi (ci) viene a "spiegare NON quello che Boudet ha scritto, ma quello che LUI ha capito di ciò che ha scritto Boudet
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Boudet è un argomento difficile. Aspettiamo allora di sapere cosa TU hai capito di quello che LUI ha scritto. Se però uno, anche se si chiama Jannaccone, viene a spiegarci argomenti che nel testo esistono (a me sembra che sia così, ma non sono un genio nel francese), non si tratta di quello che lui ha capito ma di quello che Boudet ha scritto. O no? |
Caro Buddy, tu sei grosso ed io non mi metto a litigare con te.
Innanzitutto, okkio al PC da dove digiti, perchè qui ti contano anche i peli sotto le ascelle.
Poi, se aspetti che io ti dica cosa ho capito di Boudet, allora puoi rimanere eretto per molto tempo, che prima o poi passerà la Sposa.
In un passo dei vangeli, Gesù moltiplica i pani e i pesci.
Io a mia figlia piccola, dico che Gesù è buono, fa i miracoli e dà da mangiare a tanta gente.
A mia moglie dico che quel sermone fu un esempio di "socialismo", perchè ognuno metteva in mezzo quel pò che aveva, e alla fine si sfamarono tutti.
All' iniziato dico che lì ci sono dei conti da fare per stabilire pesi e misure, per poi integrarle con il calcolo dei Tempi.
A te posso solo dire che Boudet delirava.
Dimmi tu se la risposta ti soddisfa.
Il massimo che si può fare è immettere, capitolo dopo capitolo, le traduzioni per i pigri... fermo restando che una traduzione, per quanto precisa, non è certo la stessa cosa dell'originale.
Salutami Terence. |
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Bud Spencer
Joined: 29 Sep 2004 Posts: 841
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Posted: 30 September 2004, 3:16 pm Post subject: |
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In riferimento al post precedente di Domig.
Credo che vada inserito come uno dei personaggi di Rennes-le-Chateau, accanto a Boudet. Credo che lo si debba far scrivere un pò. Poi bisogna chiedere a qualcuno (per esempio a Jannaccone) di interpretarlo.
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 30 September 2004, 7:27 pm Post subject: |
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Ciao a tutti,
comunque rileggendo più attentamente la spiegazione d'Arcadia di Jannaccone, vedo qualcosa che non mi torna. Per esempio, Poussin non amava per nulla particolarmente la Francia e tantomeno i re di Francia della sua epoca. Anzi pare fosse per lo meno idealmente stato un sostenitore della Fronda. In ogni caso amici della Fronda erano anche suoi amici. Quindi non lo vedo implicato in questa ideologia di sacralità monarchica.
Poi anche l'osservazione di Alfred sulle denominazioni delle due Rennes prima dell'800 mi dá da pensare. Insomma la spiegazione sulla sacralità menhir può sicuramente quadrare, per quanto..... un menhir non è un cromleck. Ma quella sul pensiero di Poussin invece no, secondo me.
BB & baci a tutti
Clio _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 30 September 2004, 7:35 pm Post subject: |
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Scusate, vorrei aggiungere una cosa:
inoltre proprio Boudet non ha nemmeno menzionato il peyro dreito, mentre se ne trova menzione nel libro di Fedié.
BB & baci
Clio _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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Bud Spencer
Joined: 29 Sep 2004 Posts: 841
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Posted: 1 October 2004, 8:00 am Post subject: Riflessioni in risposta a Clio (parlandone con Terence) |
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A Rennes-le-Bains non si trovano "obelischi naturali", l'unico è quello del Peyro Dreto. Dunque si tratta di un simbolo che si appoggia ad un oggetto che esiste, vicino ad Arques.
Quanto a Poussin, non c'è bisogno che fosse lui a condividere quella ideologia. Lui era un pittore, lo pagavano, ma non decideva i soggetti, come tutti i pittori dell'epoca (i quadri erano commissionati).  |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 1 October 2004, 12:56 pm Post subject: |
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Cio a tutti,
Bud ha scritto:
A Rennes-le-Bains non si trovano "obelischi naturali", l'unico è quello del Peyro Dreto.
In realtà di monumenti megalitici nei dintorni di RLC e RLB ce ne sono più di quanto ci si possa immaginare:
- il menhir "peyro dreito"
- il menhir di St. Salvayre
- il dolmen di Serbairou
- il complesso dei due "Rulers" oggi chiamato la roches tremblantes.
- il menhir del Cardou (anche se ci sono dubbi sull'autenticità)
- la Poltrona del Diavolo (?)
A questi vanno aggiunti una miriade di menhir naturali (cioè non innalzati dall'uomo e frutto della deformazione professionale di Boudet) di cui fanno parte anche Les Toustounes (a Sud del peyro e non citati da Boudet) e dei menhir inclassificabili (cioè non è possibile stabilire se siano artificiali o meno): Serrat Plazent, Blazel e Cap de l'Homme.
Ma poi siamo così sicuri che Boudet non raffiguri il peyro? Guardate la Fig. 4 a pag. 244: "MENIR SUR PIED".
Rennes Les Bains prima dell'800 non si chiamava affatto Rennes les Bains ma Les Bains de Monferrand (almeno dal 1600/1700) e Les Bains (inizio 1800).
Direi che la cosa più curiosa de LVLC non siano tanto le "dimenticanze" di Boudet ma il significato che questi attribuisce ai monumenti megalitici. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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