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BOTTICELLI - MADONNA BARDI
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domig



Joined: 30 Jun 2004
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PostPosted: 23 October 2005, 7:44 pm    Post subject: BOTTICELLI - MADONNA BARDI

Desidererei chiedere a Diego, il nostro esperto d'arte, un parere e un'informazione su una pala del Botticelli, la splendida "Madonna fra i due Giovanni", detta Bardi, che il Maestro dipinse nel 1485 (due anni dopo la sua elezione a Gran Priore Very Happy ) e che oggi è esposta allo Staatliche Museen di Berlino. Premetto che non l'ho mai goduta dal vero e non vorrei che la trattazione che ne vado a fare fosse dettata solo da una banale aggiunta postuma, estranea al sommo artista.





Alla base del dipinto, ai piedi della Vergine, c'è un quadretto (un quadro nel quadro) dove appare Cristo in croce, e questo quadretto si "poggia" su un grosso vaso, un'urna.

Conosco diversi quadri nei quali appaiono contemporaneamente il Bambinello e la Croce...gli esperti spiegano l'anacronismo con la "prefigurazione" del martirio dell'innocente.

Eppure non so di nessun altro nel quale appaiono due Gesù, uno appena nato e uno appena morto, sebbene detta discrepantia temporis venga resa digeribile (unico modo possibile) attraverso "l'artifizio" della pittura nella pittura.

Tu, Diego, ne conosci altri? E, in ogni caso, cosa ne pensi di tale anomalia?

L'info che ti chiedo è se tu sappia cosa c'è scritto con precisione sui cartigli alle spalle della Vergine, che avvolgono i due vasi contenenti foglie d'ulivo e che si srotolano fin sopra i cesti di rose, sui quali i vasi si poggiano.

Le riproduzioni in mio possesso non mi permettono un'analisi tanto accurata, anche se sembrano intuirsi parole come "vasi, plantas, rose, in.., achan..., is..., on..., lisa.." ecc.ecc.

Attendo fiducioso e ti ringrazio per l'attenzione
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
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PostPosted: 23 October 2005, 9:55 pm    Post subject: Re: BOTTICELLI - MADONNA BARDI

domig wrote:
Alla base del dipinto, ai piedi della Vergine, c'è un quadretto (un quadro nel quadro) dove appare Cristo in croce, e questo quadretto si "poggia" su un grosso vaso, un'urna. Conosco diversi quadri nei quali appaiono contemporaneamente il Bambinello e la Croce...gli esperti spiegano l'anacronismo con la "prefigurazione" del martirio dell'innocente. Eppure non so di nessun altro nel quale appaiono due Gesù, uno appena nato e uno appena morto (...)
Tu, Diego, ne conosci altri? E, in ogni caso, cosa ne pensi di tale anomalia?


Il primo che mi viene in mente è un affresco di Benozzo Gozzoli nella chiesa di Montefalco. E' proprio una Madonna col Bambino in trono con quattro santi. In questo caso la Crocifissione, grandissima, si trova sopra, mentre un Cristo morto è proprio sotto, nella finta predella:

http://www.wga.hu/art/g/gozzoli/1early/06monte1.jpg

Anche in quest'altra Madonna di Gozzoli vediamo due Gesù, uno bambino e uno adulto, in un quadretto appoggiato in basso.:



Quote:
L'info che ti chiedo è se tu sappia cosa c'è scritto con precisione sui cartigli alle spalle della Vergine, che avvolgono i due vasi contenenti foglie d'ulivo e che si srotolano fin sopra i cesti di rose, sui quali i vasi si poggiano.


No, non lo so. bisognerebbe trovare un libro su Botticelli che tratti in modo esaustivo di quel dipinto. Io in casa non ne ho.

Quote:
Le riproduzioni in mio possesso non mi permettono un'analisi tanto accurata, anche se sembrano intuirsi parole come "vasi, plantas, rose, in.., achan..., is..., on..., lisa.." ecc.ecc.


Il vaso, che vediamo in basso al centro del dipinto di Botticelli è uno dei più comuni attributi della Madonna, perché avendo concepito e portato in sè Gesù è definita "vaso spirituale", "vaso onorabile"...
Ecco alcune litanie:

Virgo potens,
Virgo clemens,
Virgo fidelis,
Speculum justitiae,
Vas spirituale,
Vas honorabile,
Vas insigne devotionis
Rosa Mystica
Turris Davidica...
...ora pro nobis.


Ecco diversi esempi di vasi davanti a madonne in trono, ma ce ne sono moltissimi anche nelle annunciazioni:

http://www.incastro.marche.it/incastro/senigallia/perugino.gif
http://www.scrimatorino.it/images/icon/xv/xv-27.jpg
http://www.centrostudiantoniani.it/images/carpa.jpg
http://www.museionline.it/percorsi/marche/crivelli/images/CARLO%20CRIVELLI/54/00608001GR.JPG
http://www.gol.grosseto.it/priv/curia/beniculturali/cattedralecd/cattedrale/pittura/mad_rosario.jpg
http://www.etciu.com/MUSEO/MV/PITTURA/ANTICHI/CASELLI/LA%20MADONNA%20IN%20TRONO%20COL%20BAMBINO.jpg


Last edited by Diego Cuoghi on 24 October 2005, 1:13 pm; edited 1 time in total
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
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PostPosted: 23 October 2005, 10:34 pm    Post subject: Re: BOTTICELLI - MADONNA BARDI

domig wrote:
la splendida "Madonna fra i due Giovanni", detta Bardi, che il Maestro dipinse nel 1485 (due anni dopo la sua elezione a Gran Priore Very Happy )


...dimenticavo...
Mi piacerebbe sapere come i sostenitori della veridicità della lista dei Gran Maestri riescano a spiegare il fatto che Botticelli proprio negli ultimi anni della sua vita, tra il 1490 e il 1510, abbia rinnegato le sue precedenti opere paganeggianti per convertirsi ad un cristianesimo che oggi diremmo "fondamentalista". Le ultime opere di Botticelli sembrano rifarsi alle icone bizantine e all'arte sacra del secolo XIV. L'artista aveva infatti abbracciato le tesi di Savonarola, il frate predicatore che invocava un ritorno ad una fede "pura" e organizzava i "falò delle vanità" in cui venivano distrutti dipinti, abiti, libri considerati paganeggianti e contrari al cristianesimo.

Ah... già... come la favola di Cappuccetto Rosso. Il lupo si traveste da nonna "per mangiarti meglio" Smile
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domig



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PostPosted: 24 October 2005, 1:59 pm    Post subject:

Grazie, Diego

davvero superbi i due Gozzoli, anche se le rappresentazioni del Cristo adulto sembrano ben più "fuori immagine" che non nella pala del Botticelli.

Anche il quadretto della crocifissione nella Madonna Bardi apparirebbe come una cosa "esterna", se non fosse così solidamente appoggiato al vaso, tanto da creare un'ombra "comune".

A propo di vasi, pensavo che quello del Botticelli rappresentasse più una Pisside che non un rimando simbolico alla Vergine. Ho notato che tutti quelli cui tu fai riferimento (eccetto il primo) contengono fiori, a differenza del nostro in questione.

Dalle litanie lauretane hai omesso la più evocativa... Foederis Arca, Arca dell'alleanza... i maligni (anglofoni o meno) sempre un "contenitore" ci vedono...

Per quanto riguarda la tua domanda "Mi piacerebbe sapere come i sostenitori della veridicità della lista dei Gran Maestri riescano a spiegare ecc...." purtroppo non posso aiutarti, nen legandomi io a quell'eletta e diletta schiera.

Però una cosa la mia esperienza me l'ha insegnata... Se chiedo a qualcuno da che è composta la malachite, posso considerare sbagliata ogni risposta che non sia approssimativamente "carbonato di rame".

Se pongo domande filosofiche, debbo aspettarmi un'infinità di risposte, molte delle quali, seppur improbabili, rimangono possibili.... la tua Nonna di Cappuccetto Rosso ne fornisce un esempio lampante.
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Diego Cuoghi



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PostPosted: 24 October 2005, 7:36 pm    Post subject:

domig wrote:
A propo di vasi, pensavo che quello del Botticelli rappresentasse più una Pisside che non un rimando simbolico alla Vergine. Ho notato che tutti quelli cui tu fai riferimento (eccetto il primo) contengono fiori, a differenza del nostro in questione.


In questo caso l'accostamento con il crocifisso sarebbe ancora più giustificato visto che la pisside contiene le ostie consacrate.

Quote:
Dalle litanie lauretane hai omesso la più evocativa... Foederis Arca, Arca dell'alleanza... i maligni (anglofoni o meno) sempre un "contenitore" ci vedono...


Maligni o no la Madonna è intesa spesso, e palesemente, proprio come un "contenitore" del dio incarnato. Riporto un brano da "La Madonna" di Ida Magli (scritto nel 1987, quindi prima che le cadesse la catena):

"Un veicolo santissimo.
La funzione di "comunicazione col trascendente" appare in tutte le forme possibili: "Sei stata il carro che ha introdotto il Re nella vita", dice Gregorio di Nissa, vescovo e teologo del IV secolo. Gli fa eco Efrem Siro: "tu sei stata un carro per portare il Dio di fuoco", e aggiunge "Beata tu o Maria, divenuta casa del re". La Madonna diventerà casa per eccellenza, tempio, mantello-casa sotto il quale prenderanno posto i suoi devoti, fino alla leggende della casa di Loreto che simbolizza l'identità fra la casa dove la Madonna ha vissuto e la Madonna come casa per gli uomini. (...). "Sei venuto al mondo attraverso la Vergine non violando la porta della sua verginità né entrando in lei, né uscendo da lei" Cantano gli inni dell'antica chiesa di Tarragona (...). La Madonna è finalmente una donna chiusa, prima durante e dopo il parto, e un "muro inespugnabile", una "rocca sicura", una "trincea da ogni lato fortificata" una "torre potente"...

Quelle di Ida Magli sono tesi molto provocatorie, trattando il culto della Madonna come una specie di allucinazione maschile, ma sia questo che il precedente "Gesù di Nazareth, tabu e trasgressione" sono libri molto interessanti, che consiglio a chi è interessato ai temi religiosi visti in un'ottica assolutamente non confessionale.

Mi fermo perché credo che ormai si stia andando fuori tema...
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
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PostPosted: 4 November 2005, 8:27 am    Post subject:

domig wrote:
Anche il quadretto della crocifissione nella Madonna Bardi apparirebbe come una cosa "esterna", se non fosse così solidamente appoggiato al vaso, tanto da creare un'ombra "comune".


Ecco un altro esempio di crocifissione ai piedi di una Madonna col Bambino, si tratta della Pala di San Marco, del Beato Angelico:


Qui una riprodizione molto più grande:
http://keptar.demasz.hu/arthp/art/a/angelico/altar/sanmarco/altar_sm.jpg
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domig



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PostPosted: 4 November 2005, 2:59 pm    Post subject:

hmmmm... davvero bello
è un peccato non poterlo godere da vicino...

ascolta, Diego, già che ci siamo...

la Palazza di S. Barnaba, sempre del Botticelli, è un gran bel quadretto...



geometricamente è costruita su un esalpha:



è simpatica anche perchè molti dei modelli ritratti sono gli stessi della Madonna Bardi, invecchiati di un paio d'anni... Madonna, bambino e santazzi si, il Battista no:




ai piedi della Vergine, sul trono, c'è una placca dove capeggia la scritta:

VERGINE - MADRE - FIGLIA - DELTVO - FIGLIO



Il probl è questo:
Botticelli dipingeva con maniacale accuratezza fili d'erba, ciglia di palpebra, nervature di marmi... lettera per lettera nei libri aperto (rifatti al Magnificat o alla regola di S.Agostino)... sappiamo che non era analfabeta (come gli scalpellini delle N inverse) eppure, nonostante lo spazio non mancasse, scrive quel "DEL TUO" in un un "DELTVO".

La V per U ci può anche stare, ma perchè non spaziare le due parole?

E come mai il Battista non indica Gesù, com'è da sempre uso fare quando non lo battezza?

La mano del Battista "giace" più o meno perfettamente sulla "base" del triangolo dell'esalpha... seguendo la sua mano, uno si aspetta di trovare Gesù, e invece guarda dove va a finire Very Happy




Uàddaiafinkebaut?
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Diego Cuoghi



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PostPosted: 6 November 2005, 8:48 pm    Post subject:

domig wrote:
eppure, nonostante lo spazio non mancasse, scrive quel "DEL TUO" in un un "DELTVO". La V per U ci può anche stare, ma perchè non spaziare le due parole?

Non ti so rispondere. Bisognerebbe chiedere a qualche esperto di epigrafia.
A proposito di quella frase, che viene da un canto del Paradiso dantesco, guarda come è stata riprodotta in questo reliquiario in metallo sbalzato:

http://www.trocadero.com/ArtworksandAntiques/items/95566/en5store.html

Quote:
La mano del Battista "giace" più o meno perfettamente sulla "base" del triangolo dell'esalpha... seguendo la sua mano, uno si aspetta di trovare Gesù, e invece guarda dove va a finire Very Happy

Gossip!
Vuoi dire che Santa Caterina D'Alessandria era incinta? Pure lei? Smile
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domig



Joined: 30 Jun 2004
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PostPosted: 7 November 2005, 4:58 pm    Post subject:

Quote:
...guarda come è stata riprodotta in questo reliquiario in metallo sbalzato...


Paà-zesco!
il FIGLIA è scomparso!!

c'è solo uno GNA, a cui manca evidentemente una sillaba iniziale...

qui a Roma se ne potrebbero aggiungere almeno un paio (di sillabe) per completare perfettamente la parola Very Happy


Quote:
Vuoi dire che Santa Caterina D'Alessandria era incinta? Pure lei?


Scherzi??
Vuoi farmi ridere dietro anche dal Vaticano?

Io, per la mia posizione, certe cose non posso mica dirle... al massimo "imbocco" altri affinchè le dicano loro...

Ho mostrato semplicemente un'immagine tratta da un quadro del Botticelli, tutto qui.

tra l'altro bisognerebbe sapere se il Maestro ha voluto davvero ritrarre S.Caterina... ho provato un acrostico con le iniziali dei Santi, ma non ne esce fuori niente... forse qualche nome non è proprio quello... Cool

No, scherzi a parte... mi ha incuriosito il Battista, con quel cartiglio che gli sguscia dalle dita come quando uno si trova in un vespasiano... Very Happy

Eppoi, in tutti i quadri che conosco (tu sai di qualcuno che possa smentirmi?) il Battista "O" battezza Gesù, "OPPURE" indica il Cristo con la mano e il cartiglio, mentre in questo sembra proprio di no... eh no no... la direzione è tutt'altra... e anche senza andare troppo lontano, al massimo indica la parola MADRE... neanche la parola FIGLIO.

E, allorchè me ne accorsi, la tal cosa mi lasciò perplesso, almen fin quando del crepuscolo non si alzò il pulviscolo.
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lino lista



Joined: 16 Jul 2006
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PostPosted: 19 July 2006, 7:56 pm    Post subject: I nastrini della Pala Bardi

Rispondo alla domanda relativa ai "cartigli", particolarità della pala Bardi, le cui scritte ribadiscono che Botticelli predilisse la tecnica dell'illustrazione di passi biblici, poetici e letterari. La pala Bardi ha rappresentato un importante punto di riferimento per i miei contributi alla tesi "Lindskoog-Lista" la quale riconosce, nella Primavera, l'allegoria dell'Eden di Dante. Alcune monografie sul tema sono disponibili in rete digitando in Google "Lino Lista" + Botticelli.
In relazione ai cartigli, ad essere "etichettate", nella pala in esame, sono le piante tradizionalmente associate alla Vergine Maria. Fiori ed alberi, infatti, sono nominati ed esplicitamente relazionati con la Vergine mediante nastrini sui quali furono trascritti, in latino, versi tratti prevalentemente dal capitolo XXIV dell’Ecclesiastico. La versione biblica alla quale il Botticelli fece riferimento è la Vulgata di San Girolamo, diffusissima nel XIV e XV secolo.
Sulle fioriere di rose il nastrino reca l’iscrizione: “e quale rosaio in Gerico”.
Nei boccioni, contenenti rami di olivo, il nastrino ha la scritta: “Come bell’ulivo ne’ campi”.
Nel retro della testa del Battista, in un vano realizzato con rami di cipresso, un’altra fettuccia spiega: “come un cipresso sul monte Sion”.
Prossimi ai bordi della cornice, sopra due cedri, due nastrini citano: “Qual cedro del Libano m’innalzai”.
Sull’aureola della Vergine, realizzata con rami di palma, spiccano due gigli. La citazione appartiene, questa volta, al Cantico dei Cantici: “Come un giglio tra gli spini”.
Sempre dall’Ecclesiastico, infine, è tratta la scritta sul fiocco che si avvolge, al centro dei rami di palma, intorno ad una piccola croce: “Quasi palma in Cades m’innalzai”.
In un diverso messaggio, non appena il tempo mi sarà meno tiranno, avrò piacere di esporre alcune mie perplessità su quanto, in un precedente commento, è stato scritto relativamente alla supposta "conversione" di Sandro Botticelli negli anni successivi a quelli delle "opere pagane".
Lino Lista
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
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PostPosted: 19 July 2006, 10:30 pm    Post subject: Re: I nastrini della Pala Bardi

Quote:
="lino lista"
Ai nostri giorni pochi saggi d'arte palesano indecisione sull'identità delle figure della Primavera. La sequenza, tanto inseguita appresso alle orme impresse dal Vasari, è generalmente considerata accertata: Mercurio - le tre Grazie - Cupido - Venere - Flora - Clori - Zefiro.


Non direi "pochi saggi d'arte". Anche ai nostri giorni molte interpretazioni della cosiddetta Primavera continuano ad essere proposte all'attenzione degli studiosi. Una delle più recenti è quella di Claudia Villa, ripresa da Giovanni Reale, che vede il dipinto come una raffigurazione delle "Nozze di Mercurio e Filologia" tratta da Marziano Cappella. Ma vedo che la conosci bene perché la citi in questa pagina:
http://www.astroarte.it/astroarte/artivisive/storia/omaggio_a_k.lindskoog.htm

La scena è ambientata nel Pomerium rethorice, dai cui alberi pendono i pomi dorati delle Esperidi, simbolo di eternità. Iniziando da sinistra, Mercurio, allegoria dell’Ermeneutica e dell’Eloquenza, si volge verso Apollo-Sole (la Poesia) per chiedere consiglio per sposare Filologia (di solito ritenuta Venere) posta al centro; questa è accompagnata da un lato dalle tre Grazie favorevoli alle nozze, in alto dal Genio volante dio dell’Amore, e dall’altra parte da Filologia (alias Flora); la ninfa in fuga dalla cui bocca fuoriescono fiori, avvinta dal Genio alato, è protettrice delle unioni coniugali. Il dipinto rappresenterebbe dunque la celebrazione della nuova filologia, promossa dai letterati fiorentini.
( http://www.palazzo-medici.it/mediateca/schede.php?id_scheda=78 )

Alcune pagine che descrivono questa tesi:
http://www.scudit.net/mdretoricaprvera.htm
http://www.galluzzo.it/news.asp?id=1626
http://freeweb.supereva.com/latinovivo/QuartaB/primavera_interpretazioni.htm?p

Un'altra interpretazione recente è quella di Cristina Acidini, citata in questa pagina:
( http://www.palazzo-medici.it/mediateca/schede.php?id_scheda=78 )

Sul significato della Primavera però non mi addentro perché non l'ho mai studiata in modo approfondito, non potrei che citare i lavori di altri. L'interpretazione della Lindskoog riportata nella tua pagina e da te integrata con l'identificazione di Mercurio con Dante però, devo essere sincero, mi sembra piuttosto complicata, anche se sicuramente l'ambiente artistico-letterario dell'epoca poteva dare origine a elaborate allegorie di questo tipo. Ecco ad esempio la lettera con la quale Isabella d'Este spiegava nei dettagli il soggetto che il Perugino doveva dipingere per il suo Camerino o Studiolo.
http://www.sprezzatura.it/Arte/Isabella.htm
Peccato che nel caso della Primavera di Botticelli non si sia trovato il contratto col quale il committente dava istruzioni sul soggetto da dipingere.

Quote:
Questa la nostra lettura: ut pictura poesis.


Curioso, ho usato proprio questa famosa frase come titolo di un mio lavoro sull'identificazione del soggetto di certi affreschi di Nicolò dell'Abate:
http://xoomer.alice.it/dicuoghi/scandiano/UtPicturaPoesis.htm
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lino lista



Joined: 16 Jul 2006
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PostPosted: 20 July 2006, 7:41 pm    Post subject: Re: BOTTICELLI - MADONNA BARDI

Gentilissimo Diego Cuoghi,
con questo mio commento espongo, come avevo anticipato, le perplessità concernenti la supposta “conversione” di Botticelli dalle opere cosiddette pagane a quelle cristiane e, nello stesso tempo, rispondo alle tue osservazioni. Lo faccio con una semplice domanda: è lecito considerare “pagana e basta” (così fan tutti o quasi) un’opera creata alla corte di Lorenzo de’ Medici, nel periodo di egemonia del neoplatonismo di Marsilio Ficino, addirittura conciliato con il Dolce Stil Novo di Lorenzo? Se è universalmente accettato che lo studio di un’opera non può prescindere dalla contestualizzazione storica, allora non si comprende perché, nel tempo, nel clima culturale e nel luogo nei quali Pico della Mirandola avrebbe tentato la riconciliazione dei misteri pagani e cristiani (e le immagini pagane diventavano, perciò, “nuove ancelle della teologia cristiana”), un’opera debba essere “pagana e basta”. Niente di nuovo, in fondo, sotto il cielo di Firenze: già nella Divina Commedia sono la ierofania poetica ed il sincretismo religioso a donare molti magnifici versi a Dante.
In relazione alla difficoltà dell’allegoria intuita da K. Lindskoog (la quale, non avendo mai studiato la Primavera, definì “illuminazione” la sua scoperta: http://www.lindentree.org/discovery.html) e che emerge dalla mia analisi simbolica (sviluppata, indipendentemente dal Kathryn, sin dal 2000 con una ricerca in rete: www.philia.it) occorre osservare che essa, depurata dalle dimostrazioni, è ben più semplice delle altre. Tutto sommato l’interpretazione colloca nove personaggi in un giardino avendo per riferimento una sola unità testuale (il Purgatorio di Dante). Un’operazione non dissimile fanno le tesi più diffuse, compresa quella concernente le “Nozze...” di Marziano Cappella (Carneade, chi era costui, in confronto a Dante, a Firenze e per Sandro Botticelli?).
Un’ultima considerazione ritengo che sia utile esporre a proposito di “immagini pagane” recuperate all’arte cristiana mercé Botticelli: quella delle tre Grazie. Più dell’analisi di Mercurio, credo che questo sia stato il vero mio contributo per una miglior comprensione della tavola: la focalizzazione in un’illustrazione di Botticelli dell’Eden (presentata per la prima volta nella rivista Episteme: http://itis.volta.alessandria.it/episteme/ep6/ep6-lista.htm) delle tre Virtù teologali dantesche (tre donne in giro dalla destra rota...) raffigurate perfettamente uguali alle tre Grazie della Primavera. “Ut pictura poesis”, bravo Diego, dopo esser stato concetto dell’Ars poetica di Orazio, divenne una lezione di Leon Battista Alberti per gli artisti dell’Umanesimo e del Rinascimento.
Con stima. Lino Lista
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domig



Joined: 30 Jun 2004
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PostPosted: 20 July 2006, 8:23 pm    Post subject:

Quote:
Rispondo alla domanda relativa ai "cartigli"...


qui, per ringraziare di cuore Lino che mi ha finalmente svelato cosa c'è scritto su quei cartigli.

In relazione alla Pala di S. Barnaba, sull'errore ortografico nella lastra e il S. Giovanni che NON indica Gesù, hai qualche idea?


---
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
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PostPosted: 20 July 2006, 10:35 pm    Post subject: Re: BOTTICELLI - MADONNA BARDI

Quote:
="lino lista"
con questo mio commento espongo, come avevo anticipato, le perplessità concernenti la supposta “conversione” di Botticelli dalle opere cosiddette pagane a quelle cristiane e, nello stesso tempo, rispondo alle tue osservazioni. Lo faccio con una semplice domanda: è lecito considerare “pagana e basta” (così fan tutti o quasi) un’opera creata alla corte di Lorenzo de’ Medici, nel periodo di egemonia del neoplatonismo di Marsilio Ficino, addirittura conciliato con il Dolce Stil Novo di Lorenzo?


In effetti non ho scritto "pagane" ma "paganeggianti", ben sapendo dei concetti dell'Accademia Neoplatonica, che tentava di "fondere la teologia cristiana, ormai pienamente sviluppata, con la grande filosofia pagana, senza compromettere la singolarità e la completezza dell'una e dell'altra" (E. Panofsky, Il movimento neoplatonico a Firenze, in Studi di iconologia)

Ma certamente "pagane" quelle opere dovevano sembrare al fondamentalista Savonarola che in uno degli ultimi infuocati sermoni "contro i poeti e i grammatici i quali affermano che la loro scienza è la teologia" escluse qualsiasi possibilità di "fare cristiano Aristotele o Platone" e affermò che "i filosofi sieno filosofi e i cristiani cristiani".
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
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PostPosted: 22 July 2006, 11:54 pm    Post subject: Re: BOTTICELLI - MADONNA BARDI

Anche se mi pare di essere fuori tema (o basta il fatto che Botticelli è considerato dai misteriosofi un Gran Maestro del Priorato di Sion?) voglio lo stesso fare qualche considerazione sulle interpretazioni della Primavera, anche perché questi argomenti iconografici mi appassionano sempre .

Certe letture mi sembrano molto parziali, perché si concentrano esclusivamente su una sola opera senza prenderne in considerazione altre dello stesso artista, oppure senza valutare tanti altri "indizi" che potrebbero essere rivelatori sulla destinazione e sulla committenza. E di conseguenza anche sul soggetto.

Butto lì a caso alcuni di questi indizi, e mi piacerebbe sapere se si riesce a farli rientrare nell'interpretazione dantesca*:



- Cupido bendato (vedi il saggio di Panofsky su questo soggetto) sta mirando ad un personaggio preciso, la "Grazia" al centro del gruppo di tre. E questa Grazia (forse Castità colpita dal dardo infuocato?) si volta a fissare Mercurio.

- Mercurio sembra non essersi ancora accorto dello sguardo della Grazia, intento come è a scuotere una nube col suo caduceo al quale sono avvinghiati due piccoli draghi, non due serpenti come nell'iconografia classica. Ma non solo Botticelli ha raffigurato dei draghi, questi compaiono anche nel caduceo del Mercurio raffigurato nei "Tarocchi di Mantegna" ( http://trionfi.com/0/j/d/Mantegna/ ).
Negli stessi Tarocchi, che contengono simbologie alchemiche, la carta successiva è Venere, ma vi compaiono pure le Grazie e il Cupido bendato:

Una delle Grazie ha in mano una fiammella molto simile a quelle che si vedono sul mantello rosso del Mercurio botticelliano.

- Il cappello di Mercurio dipinto dal Botticelli è identico al cappello tenuto in mano da Minerva in due disegni dello stesso artista. E pure a quello tenuto in mano dalla stessa dea in un arazzo.



- dalla bocca di Zefiro (Satana secondo l'interpretazione "dantesca") esce un soffio visibilissimo che arriva esattamente alla bocca di Cloris. Questo soffio sembra essere la causa della generazione dei fiori dalla parte opposta della bocca della ninfa. Quasi una fecondazione.
http://img82.imageshack.us/img82/4740/zefiroclorishs6.jpg
Lo stesso soffio esce sia dalla bocca di Zefiro che della ninfa a lui abbracciata nella "Nascita di Venere" dello stesso Botticelli.

- Nella sua pagina ( http://www.cartesio-episteme.net/ep8/ep8-bottic.htm ) leggo: "di mele cotogne ce ne sono sette. Appare logico il numero, trattandosi di peccato. Le mele cotogne furono scoperte dal professor Giovanni Reale, celate tutte alle spalle di Zefiro/Satana, com'era da attendersi."
Potrei sbagliarmi ma dietro le spalle di Zefiro vedo sette pigne, non mele cotogne.



Immagine ad alta definizione:
http://img236.imageshack.us/img236/8206/botticellipigneix5.jpg

Potrebbero essere pigne di cipresso:


Se invece le mele cotogne sono gli altri frutti che si vedono dappertutto tra le frasche, allora non sono sette ma molte di più.

Finisco con il primo enigma proposto nelle sue pagine:
http://www.philia.it/soluzione_primo_enigma/start.htm
Con tutta la più buona volontà non riesco a vedere alcun volto satanico tra quelle frasche. Né nelle immagini a bassa definizione né in questa ad alta:
http://img82.imageshack.us/img82/3347/botticellialloroaliow5.jpg

* a proposito di interpretazioni dantesche, in "Botticelli, Allegorie Mitologiche" di Cristina Acidini (Electa, 2001) leggo che "Una erudita interpretazione della Primavera come allegoria cristiana vi scorge invece, alla luce degli scritti di Dante e di Marsilio Ficino, Le 'tre fasi del viaggio nel Paradiso terreno': l'ingresso nelle vie del mondo, il cammino nel Giardino e l'esodo nel Cielo". L'autore che ha proposto questa interpretazione è Eugenio Marino: http://snipurl.com/tn76
http://www.geocities.com/Athens/Academy/8537/trattato.htm
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lino lista



Joined: 16 Jul 2006
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PostPosted: 23 July 2006, 8:10 pm    Post subject: Allegorie

[quote="Diego Cuoghi"] Anche se mi pare di essere fuori tema (o basta il fatto che Botticelli è considerato dai misteriosofi un Gran Maestro del Priorato di Sion?) voglio lo stesso fare qualche considerazione sulle interpretazioni della Primavera, anche perché questi argomenti iconografici mi appassionano sempre. Certe letture mi sembrano molto parziali, perché si concentrano esclusivamente su una sola opera senza prenderne in considerazione altre dello stesso artista, oppure senza valutare tanti altri "indizi" che potrebbero essere rivelatori sulla destinazione e sulla committenza. E di conseguenza anche sul soggetto [quote]


Nell'informarla doverosamente che io alle carte del Priorato di Sion assegno lo stesso valore che si dà al due di coppe nel gioco della briscola –preferisco le napoletane ai tarocchi– cercherò di risponderle puntualmente, per quanto si possa in un messaggio.

1) Letture parziali — A proposito di bacche di cipressi, tra le letture parziali certamente è da annoverare quella del prof. Enrico Guidoni, il più fazioso “concittadino” delle allegorie non contestualizzabili. Ad un testo di questi si deve la confutazione –da lui espressa in forma assai inelegante– delle mele cotogne identificate dal prof. G. Reale nell’ottimo delle “Nozze di Filologia e Mercurio” (pomi, occorre ricordare, che erano già stati colti come bacche di cipresso da U. Baldini). Io ho molta stima del prof. Reale e comunque, dal punto di vista della mia interpretazione, poco cambierebbe se lui, o chi per lui, si fosse sbagliato: le mele cotogne simboleggiano il peccato originale, i cipressi sono, nel mito, memoria di Cyparisso, quindi segno di morte e rinascita, tema morale del viaggio dantesco. Certamente non parziale è la tesi “Lindskoog-Lista” perché, così s’insegna da Giorgio Vasari fino a Baccio Baldini, Alessandro Filipepi impegnò molto tempo appresso a Dante Alighieri.
2) Drago — Il drago alato (in quanto essere sotterraneo, terrestre e celeste) è simbolo del viaggio tra i tre mondi. Esso è associato, non a caso, a Hermes Psicopompo.
3) Elmo di Minerva — Correttamente Hermes, anziché il cappello di Plutone, essendo egli un Mercurio intellettuale munito del dialettico caduceo, veste l’elmo della dea della sapienza, cappello frigio simbolo anche di Mitra e, quindi, d’Apollo-Sole. E’ da evidenziare, al proposito, che le divinità di Botticelli, come quelle di Ficino, si trasmutano agevolmente l’una nell’altra essendo esse, in fondo, metafore d’influssi astrologici: Giove è sovente mercuriale, Giunone diventa Venere (v. “Sopra lo Amore”) etc. etc. Dal punto di vista iconografico si possono riconoscere, nelle forme della Primavera, frammenti di tutti i miti pagani citati nel Purgatorio di Dante, dalle divinità/pianeti fino ai ratti di Dafne e Proserpina.
4) Il demone — Quella figura esiste. E’ molto difficile separarla dal fogliame ma, una volta che si sia focalizzata, si rivede al primo colpo d’occhio. Provi a seguire (a partire dal singolare gomito dell’ala) i chiaroscuri. Sono certo del fatto perchè con me la hanno focalizzata alcuni tra i più bravi grafici napoletani.
5) La generazione di Clori— Più che una generazione, coerentemente con la povertà floreale del lato destro della tavola, quello di Clori è un rinsecchire. Un ramo di fiori spezzato in più punti non è un buon simbolo per indicare generazione, non le pare?
6) La freccia d’Amore e le tre Grazie — Ho sempre guardato con sospetto le interpretazioni che si fissano sul prolungamento delle linee. In un dipinto un segmento prolungato pur dovrà raggiungere un bersaglio, o no? Su questo piano, però, non mi dilungo: nell'articolo di Episteme 6 credo di aver motivato a sufficienza il senso delle tre Grazie mediate tra Ficino e Dante; il dantista Roberto Gagliardi, in http://www.philia.it/suggerimenti_quarto_enigma/start.htm
ha fornito approfondite spiegazioni; in conseguenza della figura delle tre Grazie da me scoperta nei disegni di Botticelli dell’Eden è stata trovata, poi, quella mostrata sul giornale “il Foglio” dai giornalisti Antonio Socci e Tommaso Lorenzini i quali, non potendo per ovvi motivi usare la mia, hanno pubblicato il disegno in cui il carro dantesco ha mutato direzione, creando così il verso: "...tre donne in giro dalla sinistra rota”, che non è un endecasillabo:
http://www.cristianosias.it/index_Ilfoglio2.pdf

La ringrazio per la segnalazione dei due testi che non conoscevo e cercherò di procurarmi; anzi, considerate le sue indubbie conoscenze e l'incredibile capacità di ritrovare dipinti, icone e disegni, mi spingo a chiederle un favore. La brava Kathryn Lindskoog, quando si trovò davanti la Primavera (miracolo di un’interpretazione secondo Schleiermacher) stava ricercando un angelo di Botticelli. Io so per certo che esiste un disegno dell’Eden di Botticelli nel quale c’è una schiera d’angeli, uno dei quali fu firmato dal pittore (evento accaduto due sole volte, almeno così mi risulta). Non è possibile che lei riesca a scovarne una copia “leggibile”? Chissà...
Cordiali saluti. Lino Lista.
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
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PostPosted: 23 July 2006, 10:51 pm    Post subject: Re: Allegorie

Quote:
="lino lista"]

4) Il demone — Quella figura esiste. E’ molto difficile separarla dal fogliame ma, una volta che si sia focalizzata, si rivede al primo colpo d’occhio. Provi a seguire (a partire dal singolare gomito dell’ala) i chiaroscuri. Sono certo del fatto perchè con me la hanno focalizzata alcuni tra i più bravi grafici napoletani.

Il mio lavoro principale è quello di grafico, sono davanti a PhotoShop e a programmi di modellazione 3D dalla mattina alla notte. Ma non riesco a vedere nessun demone. E' solo un volto o una figura intera?
Ripropongo qui quel particolare:

Quote:
5) La generazione di Clori— Più che una generazione, coerentemente con la povertà floreale del lato destro della tavola, quello di Clori è un rinsecchire. Un ramo di fiori spezzato in più punti non è un buon simbolo per indicare generazione, non le pare?


Io vedo tanti fiori diversi uscire dalla bocca. Non mi pare una immagine negativa.



Quote:
6)La freccia d’Amore e le tre Grazie — Ho sempre guardato con sospetto le interpretazioni che si fissano sul prolungamento delle linee. In un dipinto un segmento prolungato pur dovrà raggiungere un bersaglio, o no?

Eppure la freccia infuocata di Cupido punta proprio verso la "Grazia" che guarda verso il giovane Mercurio/Marte. Io trovo questo particolare uno dei più evidenti del dipinto. Se gli altri elementi hanno un senso preciso anche questo lo dovrebbe avere.



Nel saggio sul "Cupido cieco" di Erwin Panofsky (In "Studi di icolologia") ci sono diverse illustrazioni che lo ritraggono assieme a Venere e alle Tre Grazie. E pure molte osservazioni interessanti sul fatto che spesso venne rappresentato come un essere demoniaco, con artigli, zampe, e una serie di cuori infilzati come scalpi indiani, come nell'Allegoria della Castità di Giotto.


Quote:
Io so per certo che esiste un disegno dell’Eden di Botticelli nel quale c’è una schiera d’angeli, uno dei quali fu firmato dal pittore (evento accaduto due sole volte, almeno così mi risulta). Non è possibile che lei riesca a scovarne una copia “leggibile”?


Come avevo già anticipato in un precedente messaggio, io non sono un esperto di questo argomento. Su Botticelli ho in casa solo alcuni libri non molto specialistici. Le illustrazioni che ho inserito nei messaggi le ho scansionate dal bellissimo libro della Acidini (con grandi immagini e ingrandimenti che credo in scala 1:1), che ho preso in prestito alla Biblioteca Poletti a Modena, specializzata in storia dell'arte. La prossima volta potrei guardare se ci sono libri sulla Commedia dantesca illustrata da Botticelli, ma immagino che lei abbia già cercato nei testi che trattano questo argomento:

Cheney, Liana De Girolami. 1988. "I disegni di Botticelli per la Divina Commedia di Dante[:] «Dante in carta pecora che fu tenuto cosa meravigliosa»", Letteratura italiana e arti figurative, 261-268.

Botticelli e Dante, a cura di Corrado Gizzi, Milano, Electa, 1990, 361 pp.
Contiene:
Bellini, Paolo. "Le due serie di disegni del Botticelli per la Commedia"

http://www.pixelcreation.fr/news/news.asp?code=-1621467754
http://www.oldprintshop.com/cgi-bin/gallery.pl?action=browse&creator_id=5710

E soprattutto il catalogo della mostra:
Sandro Botticelli. Pittore della Divina Commedia, a cura di Sebastiano Gentile (catalogo mostra Roma, Scuderie papali al Quirinale, 20 settembre – 3 dicembre 2000), Skira, Milano 2000

http://www.scuderiequirinale.it/canale.asp?id=652
http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=arte&scheda=botticelli


Last edited by Diego Cuoghi on 24 July 2006, 11:47 am; edited 1 time in total
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lino lista



Joined: 16 Jul 2006
Posts: 5

PostPosted: 24 July 2006, 11:39 am    Post subject: Le tre Grazie e il dardo di Amore

La curiosità di Diego Cuoghi è impressionante e meriterebbe risposte ben più articolate di quelle possibili in un messaggio. Mi limiterò allora, anche per concludere al meglio i miei interventi in questo forum, a tentare di essere esauriente in relazione alle questioni delle tre Grazie e della direzione del dardo di Cupidine/Amore, argomenti che possono essere di qualche interesse per i futuri lettori del post.
Marsilio Ficino, nel terzo libro Sulla Vita (Marsilio Ficino, Sulla Vita, Rusconi Libri srl, Milano 1995, p. 202) scrisse:
"Troverai invero le composizioni e le cure gioviali e solari nel nostro libro Sulla vita lunga e nel libro Sulla cura dei letterati, dove ne abbiamo aggiunte anche parecchie veneree ; infatti anche noi temiamo per gli studiosi l’aridità, cui si oppone Venere. Questa stessa Venere, poi, è amicissima di Giove, come anche Giove del Sole, come le Grazie concordi e unite fra loro. Da queste tre Grazie del cielo e dalle stelle del medesimo genere gli astrologi sperano e cercano di ottenere con diligenza favori, e ritengono e hanno cura che questi vengano trasmessi per mezzo di Mercurio e della Luna, quasi messaggeri, ma facilmente e comunemente per mezzo della Luna..." .
Senza entrare nel merito didascalico delle metafore, occorre considerare che la donna centrale della Primavera (quella identificata come Beatrice nella tesi Lindskoog-Lista) è caratterizzata da un medaglione di forma lunare. Giancarlo Gianazza e Gian Franco Freguglia (I Custodi del Messaggio, Sperling & Kupfer, Cles (TN), 2006), a partire dalle mie ricerche che fissano l'attenzione anche sui medaglioni, hanno ben argomentato che la Grazia centrale della Primavera è il Sole, quella a sinistra Venere, quella a destra Giove. Ritornando sul piano dantesco, si conferma la natura stellare delle tre (+ quattro) ancelle/Virtù/Grazie di Beatrice:
"... quelle tre facelle / di cui il polo di qua tutto quanto arde"
"noi siam qui ninfe e nel ciel siamo stelle; /pria che Beatrice discendesse al mondo / fummo ordinate a lei per sue ancelle ..."
"... le quattro chiare stelle / che vedevi staman, son di là basse / e queste son salite ov'eran quelle"
il che corrisponde, nei disegni dell'Eden di Botticelli, alle tre e quattro donne (sulla destra e sinistra rota) che danzano (le prime tre nel caratteristico intreccio delle mani che è proprio delle Grazie della Primavera).
Rimane, nell'analisi incrociata neoplatonica-dantesca, da giustificare l'atto di Cupido/Amore nella tavola di Botticelli. E' evidente che l'influenza di Amore sul mondo avviene mediante l'azione dei suoi dardi infuocati. E' giusto, quindi, che "L'amor che muove il sole e le altre stelle" punti la saetta sulle tre Grazie/stelle/Virtù, mirando primariamente al Sole-Grazia centrale, come esplicita il verso.
Semplici casualità, quelle che ho esposto? Può darsi. A voler considerare, però, come accidentali tutte le corrispondenze che ho segnato in cinque anni di studi sulla tavola (prima tra tutte quella del rapporto nove a nove tra i personaggi della Commedia e della Primavera, percepito già da Kathryn) anche c'è da ritenere che il Caso abbia voluto infierire su Botticelli.
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
Posts: 476

PostPosted: 11 September 2006, 11:26 am    Post subject: Re: Le tre Grazie e il dardo di Amore

Quote:
="lino lista"
Senza entrare nel merito didascalico delle metafore, occorre considerare che la donna centrale della Primavera (quella identificata come Beatrice nella tesi Lindskoog-Lista) è caratterizzata da un medaglione di forma lunare...


Mi riallaccio a questa discussione perché sabato mattina in biblioteca ho preso in prestito il bellissimo e voluminoso catalogo della mostra tenuta nel 2002 alle Scuderie del Vaticano su "Sandro Botticelli pittore della Divina Commedia" e un piccolo libretto di Horst Bedekamp intitolato semplicemente "Botticelli - La Primavera" pubblicato da Franco Cosimo Panini.

Nel primo ci sono ottime riproduzioni a piena pagina e molti ingrandimenti delle tavole del Purgatorio con le figure femminili danzanti (a gruppi di tre, quattro, cinque...), nel secondo è esposta quella che fino ad ora mi sembra l'interpretazione più coerente e lucida del significato della Primavera. Ed è un significato che (come è ovvio per le opere d'arte di quel periodo) si basa in gran parte sulla figura del committente, Lorenzo di Pierfrancesco Medici. In questo testo del 1986 ho trovato diversi riferimenti a temi tratti dalla Divina Commedia che si ritrovano nella Primavera, e in particolare nel capitolo ititolato "Primavera degli inferi" si trovano molte citazioni di precisi brani danteschi. Nelle note è citato uno studio del 1981, "Botticelli's Primavera and the Tradition of Dante" di Paul Barolsky.

Un altro testo dello stesso autore, intitolato "Botticelli’s Primavera and the Poetic Imagination of Italian Renaissance Art", si trova qui:
http://www.bu.edu/arion/Volume8/8.2/arion82.htm
Il link diretto al file in PDF: http://www.bu.edu/arion/Volume8/8.2/Barolsky82.pdf
Anche in questo studio si trovano moltissimi riferimenti ai temi danteschi nella Primavera.

Gli studi di Barolsky sono citati in questa pagina web dove l'autore Max Marmor riprende i temi della propria tesi di laurea pubblicata nel 1982. Tratta dei rapporti tra Botticelli e Dante nella Primavera e mostra anche il particolare con le tre fanciulle danzanti: http://mywebpages.comcast.net/mmarmor/Primavera.htm
Da un link si può scaricare l'articolo originale in PDF intitolato "From Purgatory to the Primavera: Some Observations on Botticelli and Dante": http://mywebpages.comcast.net/mmarmor/Primavera.pdf
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lino lista



Joined: 16 Jul 2006
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PostPosted: 11 September 2006, 10:13 pm    Post subject: Landino

Egregio architetto Diego Cuoghi,
la ringrazio infinitamente: l’articolo di Max Marmor è stato musica per le mie orecchie. Qualcuno (non secondario nella critica estetica) mi aveva preso per folle a causa della mia interpretazione delle Grazie quali Virtù dantesche. Landino mi pare un buon testimone a favore della mia sanità mentale.
Il lavoro di Marmor, che mostra la figura delle tre Grazie, è del 2002, contemporaneo, quindi, al mio articolo (pubblicato in Episteme, Porzi Editore, Perugia): http://itis.volta.alessandria.it/episteme/ep6/ep6-lista.htm
L’aspetto interessante è che le Tre Grazie sono tratte da un disegno differente da quello da me individuato. La posizione appare simile (ma non uguale) allo schizzo pubblicato dal giornalista Antonio Socci sul “Giornale” di Ferrara, nell’articolo col quale polemizzai. Esso non raffigura, mi pare, similmente allo schizzo di Socci, la strofa dantesca “tre donne in giro dalla destra rota....”. Il carro dell’Eden, nel disegno di Max Marmor, già dovrebbe aver mutato senso, verso la selva dove “la puttana sciolta” sarà trascinata dal Gigante.
Dovrò studiare il tutto con attenzione, parola per parola, inseguendo i link. Per il momento mi accontento della gran corrispondenza tra la mia esegesi (che è fondamentalmente simbolica, non lo si dimentichi: qui si discute di contestualizzazione, conferme storico-letterarie-filosofiche e similitudini grafiche) con Cristoforo Landino, corrispondenza che mi mancava:
“Moreover, Landino, as we shall see, expressly associates Dante’s Earthly Paradise episode with Venus, pronouncing that “celestial Venus” has guided Dante throughout his pilgrimage, finally leading him to the Earthly Paradise” (si legga l’articolo in: http://www.galluzzo.it/news.asp?cat=38)
“The three maidens are, as Landino observes, an allegory of the Theological Virtues of faith, hope, and charity (Landino)”.
In relazione alle relazioni con Marsilio Ficino (soltanto relativamente alle Tre Grazie/Stelle/Virtù) credo, in tutta sincerità, di aver individuato nei miei saggi i passaggi più importanti tratti dai testi del Ficino stesso. Sono riuscito ad ordinare, in ogni caso, il libro di Cristina Acidini, il quale pare disponibile.
------------------

Sono entusiasta di questo suo messaggio, egr. architetto Diego Cughi.
Quando giunsi in questo forum, casualmente perché incappai nel quesito di Domig sui cartigli nel corso di una ricerca in Internet, mi dolsi. “Peccato che questi signori non li ho incontrati ai tempi del gioco/esperimento di www.philia.it”, mi dissi. E quando scrissi “La curiosità di Diego Cuoghi è impressionante” non avevo torto. Faccia un ulteriore sforzo, allora. Se ancora lo ha visionabile, nel catalogo della mostra del 2002 alle Scuderie del Vaticano su "Sandro Botticelli pittore della Divina Commedia" ci deve essere un disegno d’angeli (è l’unica opera, oltre alla Natività Mistica, firmata; la firma dovrebbe essere in un angelo centrale). Il suo “sensibile proprio”, ovverosia l’occhio dantesco, è buono. Verifichi se un angelo, analogamente alle tre Grazie (a questo punto è da capire chi è stato il primo ad individuarle), alla Matelda che io ho scoperto (fino a prova contraria, prova sempre ben accetta e riconosciuta) e alla Beatrice della prof. La Malfa, è simile al Cupido della Primavera. La scoperta dell’angelo, chiaramente, apparterrà ad entrambi Smile e, chissà, che a questo punto non mi decida (dopo aver trovato uno stimato esperto di grafica che se ne intenda d’arte e sia interessato e disponibile ad essere coautore) a pubblicare un libricino.
Con grande stima
Lino Lista
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