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Gruppo di studio e documentazione
Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007.
Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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Melanie Calvet
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
Posts: 867
Location: milano

PostPosted: 2 November 2006, 1:14 pm    Post subject:

al nome del ragazzo vengono attribuiti legami con i Chambord (?).
> ne parlano su Perillos.<

Après la mort de son père, Maximin est adopté par les de Jourdain, une famille de commerçants retraités. Il eut d'autres bienfaiteurs, y compris le Comte espagnol de Penlaver et la Marquise de Pignerolles. Cette dernière lui offre une très grosse somme d'argent s'il accepte de se rendre à Frohsdorf, en Autriche, pour rencontrer le Comte de Chambord. La tutelle de Maximin déclare que « Maximin était un défenseur fidèle de Comte de Chambord. Nous avons deux preuves de ceci. Après l'exemple des Chartreux qui apposent leur ‘blason’ sur leurs propriétés, actes et productions… Maximin aura ses propres armoiries. Elles ont été suggérées à lui par la Comtesse de Chambord, puis peintes par M. de Grammont, qui en donne la signification le 2 février 1869: trois lys marquant le symbole de l'attachement à notre Madame de La Salette, au papeé et au roi. »

LA curiosità del giorno è :
...."L'ordre des Chartreux (evidenziato sopra) fut fondé en 1084 dans le massif montagneux de Chartreuse, au-dessus de Grenoble en Dauphiné..."
vicino alle apparizioni, dunque.

allora, nelle donazioni di Sauniere sembra che provengano offerte anche da questo ordine...

si, si, normale, lo so...
mapperò.........
più che con la Calvé, il legame sembra sempre più stretto con gli Asburgo.
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"Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola)
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Xena



Joined: 30 Mar 2005
Posts: 965
Location: Bari

PostPosted: 8 November 2006, 2:40 pm    Post subject:

In riferimento alle batture del primissimo post in questo topic, vi rimando alle risposte di Marco Cipriani che, giustamente, ha replicato ad alcuni miei dubbi su fonti, teorie et similia.

http://www.spazioforum.it/forums/viewtopic.php?p=11&mforum=#11

nello specifico, riporto solo (del lungo postdi Marco) un' interessante questione:

Quote:
Calvé sta a Bérenger come Bozas sta ad Alfred. Ma se la “marchesa” era stata amica od amante di ‎Alfred è impossibile che Bérenger non abbia conosciuto Emma. L’occultismo era di casa tra le due ‎donne, frequentatrici di comuni circoli esoterici.‎
Mentre per Emma è abbastanza documentato il suo interesse nel mondo esoterico, insieme ad altri ‎importanti personaggi dell’epoca – non ultimo con l’amante sicuro, lo scrittore Jules Bois – per la ‎Bozas, presunta amante di Alfred, è più difficile, al momento dare una dimostrazione sicura che sia ‎proprio lei la discendente della famiglia du Bourg della quale alcuni membri furono amici di Saint ‎Martin da lui stesso iniziati all’Ordine martinista.‎

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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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Location: Torino

PostPosted: 8 November 2006, 3:57 pm    Post subject:

Beh, se l'equazione con Alfred funzionasse, ci sarebbe da chiedersi perché il vescovo non ha utilizzato questo pettegolezzo durante il processo: figuriamoci, sarebbe stato devastante per l'immagine del sacerdote. Invece niente. Come in tutti gli altri ambiti, non un biglietto, non una lettera, niente di niente.

La cosa che secondo me è particolarmente preoccupante è che neppure nei suoi documenti segreti Saunière ha mai lasciato traccia di alcunché. Eppure vi si ritrovano i rapporti con le altre donne (tipico quello con la poetessa).

Il rapporto con la Bozas è altrettanto ipotetico. Se vogliamo provare l'ipoteticissima relazione di Saunière spostando l'attenzione su un'altra ipoteticissima relazione di Alfred, secondo me stiamo raschiando il fondo del barile...
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Mariano Tomatis Antoniono
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
Posts: 2475
Location: Torino

PostPosted: 8 November 2006, 4:29 pm    Post subject:

Voglio essere ancora più esplicito.
Se Saunière e Emma hanno avuto una relazione che non ha lasciato alcuna traccia documentaria, con buona pace di tutti avremo un fatto vero che la Storia sarà costretta ad ignorare, proprio perché i metodi della Storia sono spietati. In altre parole, sarò costretto ad analizzare la storia del sacerdote "come se quella relazione non fosse mai avvenuta". Ed ho scritto "costretto" perché è frustrante, faticoso, noioso.
Chi fa Storia è perfettamente consapevole di questo limite: è un limite autoimposto, utile ad evitare di moltiplicare all'infinito gli Universi.
Quando si parla di Universi Possibili, si parla (appunto) di letteratura. "Fatherland" e "La Svastica sul Sole" sono solo due degli esempi più classici.

Più spietatamente si potrebbe dire "E' la Storia, bellezza. E tu non puoi farci niente".

Non è un caso se tanti storici frustrati sono poi diventati romanzieri. E' un passaggio onesto. Chi non ha fatto il salto, oggi riempie gli scaffali delle librerie - sezione esoterica.
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 8 November 2006, 5:08 pm    Post subject:

Anche i matematici non scherzano. Vedi Aczel.

Le relazioni pericolose e compromettenti mi ricordano Il taccuino segreto di Cartesio, in cui si tocca il seguente paradosso: provare come qualmente Descartes fosse un Rosacroce senza aver trovato nessuna testimonianza che lo provi.

Descartes era Rosacroce?
, perché:
- un suo conoscente, forse, lo era. (Infatti, non lo era).
- perché cercò di mettersi in contatto con loro.
- perché i manifesti sono autentici, si sono conservati sinoad oggi, ergo i Rosacroce sono esistiti, poiché qualcuno, quei manifesti, deve averli pure affissi!

Sulla scorta di queste (ed altre) cartesiane premesse, Descartes diviene un Rosacroce. Laughing

Ebbene, un conto è dire: "ecco, cerco le testimonianze, le tracce, che possano essere utilizzate al fine di chiarire un dubbio storico: Descartes era un Rosacroce?"... Approccio legittimo, che dopo un istante o un esame anche corrivo delle ricerche sull'argomento porta alla formulazione della seguente conclusione: "non si pone il problema: i Rosacroce non sono esistiti...".

Un altro conto è dire: "ecco, mi confeziono abilmente gli argomenti in virtù dei quali posso asseverare che Descartes era, , un Rosacroce [tesi precostituita], per rispondere alla mia urgenza esistenziale che m'impone di autoconvincermi di questa appartenenza"...
Così fa Aczel.

Ora, mettiamo che io aneli a pubblicare una biografia di Cartesio. Che ne faccio dei funambolismi di Aczel Question Personalmente, li ignorerei del tutto (non scrivo una critica ad Aczel: scrivo la biografia di Cartesio). Ma non avrei nemmeno motivi sufficienti per biasimare un altro biografo che asserisce: "sì, esiste questa ipotesi; ma, purtroppo, non è documentata, ed è fondata su un abuso (o un uso disinvolto) delle fonti!".

.
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Diego Cuoghi



Joined: 24 May 2005
Posts: 476

PostPosted: 8 November 2006, 5:57 pm    Post subject:

Alfred wrote:
Ma non avrei nemmeno motivi sufficienti per biasimare un altro biografo che asserisce: "sì, esiste questa ipotesi; ma, purtroppo, non è documentata, ed è fondata su un abuso (o un uso disinvolto) delle fonti!".


Proprio quello che fa Paul Arnold nell'appendice a "Storia dei Rosacroce". Prende in esame l'ipotesi di Charles Adams su Cartesio adepto dei Rosacroce e la confuta.
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
Posts: 2475
Location: Torino

PostPosted: 8 November 2006, 6:51 pm    Post subject:

...al punto che io mi aspetto che, prima o poi, Xena possa utilizzare la vastissima biblioteca che sta raccogliendo proprio per raccontare le decine e decine di forzature che si sono viste in questi anni.
Dal mio punto di vista sono molto più interessanti di qualsiasi amore di Saunière.
_________________
Mariano Tomatis Antoniono
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Xena



Joined: 30 Mar 2005
Posts: 965
Location: Bari

PostPosted: 20 November 2006, 1:05 am    Post subject:

Mariano Tomatis wrote:
...al punto che io mi aspetto che, prima o poi, Xena possa utilizzare la vastissima biblioteca che sta raccogliendo proprio per raccontare le decine e decine di forzature che si sono viste in questi anni.

Le lacrime
sporche di rimmel
son l'inchiostro
del poeta
e le labbra
sbavate di rossetto
la tempera del pittore
Chiederesti al folle
dove attinge la sua pazzia?
Non credo...
Non potrebbe
rispondere


Te lo dico in poesia, ma in prosa suona più o meno così:

SEI FORSE IMPAZZITO?

Ovviamente scherzo.Il tuo è un buon suggerimento, e lo terrò in considerazione (sto ultimando i contenuti del sito, ed il risultato mi soddisfa non poco)... però mi conosci bene, e sai anche qual'è lo zolfanello che ha acceso in me il Fuoco Sacro.
Io per prima, produrrò inaudite forzature, in pura via ipotetica, su quelle pagine... non disdegnando però il rigore storico ed evitando di imporre balzane teorie come Verità assolute.
Cassando la Genesi, per assurdo, l'intera umanità non esisterebbe.
Ma tu sei gnostico, ora che mi ci fai pensare e, dunque, da freddo ed imperturbabile iniziato, obnubilato da Sophia e dai suoi Eoni, continueresti ad esistere con il resto della Cosmogonia.

E che te lo dico a fare?

"Che te lo dico a fare" significa... tu, stai parlando con qualcuno e gli fai "certo che Rachel Walsh è proprio un gran bel pezzo di f**a, che te lo dico a fare", oppure se non sei d'accordo che "una Lincon è meglio di una Cadillac, che te lo dico a fare", oppure se una cosa secondo te è buona ma tanto buona, "minchia sti peperoni... che te lo dico a fare", ma a volte vuol anche voler dire "vai al Diavolo": tipo uno fa all'altro "ehi Bubbie dice che hai il ca**o piccolo" e Bubbie che te lo dico a fare e a volte non significa niente, solo... che te lo dico a fare.
(Donnie Brasco, 1997)

Wink
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