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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 November 2006, 9:17 am Post subject: E' nato prima BERGERE PAS... o CI GIT...? |
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L’opuscolo di Madeleine Blancassal si apre con una dichiarazione di autenticità: tutto quanto vi è riportata corrisponde a verità, e si tratta di una verità “verificabile” a Rennes-le-Château. Una lettura del testo, però, ridimensiona notevolmente la portata dell’aggettivo: non tutto quanto vi è citato è oggi verificabile, ed è biasimevole il fatto che l’autore non abbia fornito alcuna informazione sulle fonti storiche da cui avrebbe attinto il materiale.
Il testo si focalizza immediatamente su un “segreto” che la marchesa Marie de Nègre d’Ables avrebbe confidato in fin di vita al parroco di Rennes-le-Château, don Antoine Bigou. La nobildonna avrebbe inoltre consegnato una pergamena al sacerdote su cui era indicato un nascondiglio all’interno della vecchia chiesa di Saint Pierre, ormai diroccata. Qui, una lastra di pietra rotante “vicino a un muro della parte meridionale della sacrestia” avrebbe celato un passaggio che conduceva ad un nascondiglio contenente due cilindri di legno. I cilindri contenevano quattro pergamene: due sono le ben note Grande e Piccola Pergamena, riportanti testi evangelici ed alcune anomalie (che secondo l’autore, rivelerebbero “un messaggio in codice”); altre due riportavano “litanie dedicate alla Madonna”.
La maggior parte degli studiosi ritiene che il testo della Blancassal sia da attribuirsi a Pierre Plantard: in effetti le informazioni storiche riportate a proposito del “segreto” confidato, integrano perfettamente la creazione – da parte di costui e del suo sodale Philippe de Chèrisey – di due pergamene riportanti i testi citati nell’opuscolo; è lecito pensare che il testo sia stato scritto con la deliberata intenzione di fornire un fondamento storico alla pretesa autenticità ed antichità delle due pergamene che Gérard de Sède pubblicherà due anni più tardi su L’Or de Rennes.
Il testo non dice da quanto tempo il “segreto” fosse custodito dalla famiglia Haupoul di Rennes, ma afferma che fu Antoine Bigou ad interrompere la trasmissione orale dello stesso, per affidarlo invece ad una simbolica bottiglia gettata nel mare. Il sacerdote, infatti, avrebbe (1) decifrato i messaggi contenuti nelle due pergamene (in particolare quello della Grande Pergamena: BERGERE PAS DE TENTATION…); (2) anagrammato nel corso di nove lunghi anni il messaggio identificato, ottenendo così un testo che fece incidere sulla lapide della marchesa De Nègre (il celebre CT GIT NOBLe…); (3) nascosto una seconda volta le pergamene all’interno di un pilastro appositamente svuotato (si tratterebbe del pilastro destro che regge l’altare nella chiesa di Santa Maddalena).
Tutto questo presuppone che il testo “BERGERE PAS DE TENTATION…” preceda cronologicamente l’iscrizione “CT GIT NOBLe…”, e che l’iscrizione sia “figlia” del messaggio originale. Non sappiamo a quando possa risalire il messaggio “BERGERE PAS DE TENTATION…” ma poiché cita i pittori Poussin e Teniers come detentori di una “chiave”, il messaggio dev’essere successivo al 1600 – e ciò fa già sorgere alcuni interrogativi sul fatto che il testo sia composto in carattere onciale, in uso corrente tra il III e l’VIII secolo d.C.
Accettiamo per un momento il fatto che sia stato composto nel 1600, e per l’iscrizione sulla lapide teniamo buona l’ipotesi del 1790. Se si analizza il testo della Grande Pergamena – all’interno della quale il testo del 1600 sarebbe stato inserito in codice – si scopre che il meccanismo con cui il messaggio è stato criptato utilizza – ad un certo punto – il testo “CT GIT NOBLe…”, scritto al contrario. Ma ciò è incoerente con il fatto che quest’ultimo risalga al 1790, essendo già stato utilizzato nel 1600 per codificare il messaggio nella Grande Pergamena. E non possiamo neppure retrodatare l’epitaffio al 1600, dal momento che parla di una nobildonna che sarebbe vissuta soltanto un secolo più tardi.
In altre parole, poiché la Grande Pergamena “contiene”– nel procedimento attraverso cui è criptato il messaggio del 1600 – un testo che fa riferimento ad una nobildonna morta nel 1781, allora dev’essere successiva alla morte di costei. Questo rende totalmente incoerente lo scenario proposto da Madeleine Blancassal nel suo testo: il punto (1) su citato presuppone che il sacerdote abbia usato, per decifrare la Grande Pergamena, il testo da lui stesso creato dieci anni dopo, citato al punto (2). _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 22 November 2006, 11:16 am Post subject: |
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Ho un'amnesia o il fatto che CIT GIT sia contenuto a rovescio in BERGERE è una novità? Il dettaglio è già spiegato da qualche parte nel sito? _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 November 2006, 11:35 am Post subject: |
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Non è una novità: è uno dei passi della procedura con cui è stato cifrato il testo BERGERE e con cui dev'essere decifrato.
L'ho riportato sulla Guida ed era sulla pagina sul metodo di decifrazione che presto tornerà disponibile online. _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 22 November 2006, 11:47 am Post subject: |
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Fantastico! Ho perso anche il mio ultimo neurone!!  _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 22 November 2006, 7:19 pm Post subject: |
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Ah sì! Ora ricordo. Quindi: se la mistificazione parte da Plantard e soci, e loro sono gli autori delle pergamene e dei testi apocrifi, il testo di Blancasall non avrebbe senso, perché sarebbe in contraddizione col resto. Allora è lecito supporre che le fonti fossero diverse e non comunicanti. E'quello che stai cercando di suggerire? _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 November 2006, 7:45 pm Post subject: |
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No, intendo che il fatto che il testo CI GIT (certamente non precedente il 1781) si trova nella pergamena, quindi la pergamena dev'essere successiva a quella data (e quindi Blancassal afferma il falso nel raccontare la versione dei fatti di Bigou). _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 November 2006, 8:10 pm Post subject: |
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| Quote: | | Allora è lecito supporre che le fonti fossero diverse e non comunicanti. |
Che il testo della Blancassal sia di matrice Plantardiana credo sia fuori di discussione: in una delle sue pagine compare un albero genealogico che finisce sui genitori di Plantard!!! _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 22 November 2006, 8:43 pm Post subject: |
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Ma allora che senso ha tutto questo? Si sono incartati da soli? _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 22 November 2006, 9:17 pm Post subject: |
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fermo restando che penso proprio che Cerasino si sia incappucciato da solo in un anacronismo, vorrei che Mariano mi spiegazzasse una cosa:
il punto 3 del sistema di decodifica, prevede come chiave il "qui giace" all'incontrario (cioè nella bara a pancia in sotto)... e questo rappresenta l'anacronismo
è indubbio comunque che le lettere del "qui giace" + pspraecum siano le stesse della "pastorella"...
| Quote: | | si scopre che il meccanismo con cui il messaggio è stato criptato |
Il vigenere con quella chiave lo usiamo proprio grazie a quel che tu chiami un generico "si scopre", ma in fondo tutto si risolve in 128 lettere, mischiate e anagrammate...
Non ne sono certo, ma mi viene da pensare che potrei tirar fuori il "pastorella" con altro metodo, dalle stesse lettere, senza usare il "qui giace"...
e poi dal "pastorella" tirar fuori il "qui giace" per scriverlo su una tomba...
proprio come avrebbe fatto Bigou...
Ed è subito sera....
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 November 2006, 10:11 pm Post subject: |
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Ipotesi lecita, con qualche vincolo:
- "BERGERE PAS..." nomina Poussin ERGO è successivo al 1650 ca. (di Teniers ne "teniamo" troppi)
- "BERGERE PAS..." viene esplicitato una prima volta in Blancassal nel 1965 ERGO è precedente al 1966
L'anno chiave è il 1781, data di morte della marchesa.
Supponiamo che il messaggio sia stato inventato in una data tra il 1650 e il 1781... questo significherebbe che per un'incredibile coincidenza da quel messaggio l'incisore di "CI GIT NOBLe MARIE..." sarebbe riuscito ad estrarre un epitaffio in tutto e per tutto corretto storicamente, che contiene il nome della dama, la famiglia di appartenenza, data precisa di morte (a meno di una O nel numero) e la più classica REQUIESCAT IN PACE (seppur poi divisa erroneamente)!
Probabilità che da un messaggio qualsiasi si riesca ad estrarre un epitaffio coerente? Per me è praticamente nulla.
Oppure chi inventò il messaggio era un profeta che sapeva che il 17 gennaio 1781 la dama d'Haupoul sarebbe morta?
Dobbiamo dunque posticipare il tutto: il messaggio è stato inventato DOPO il 1781, tra il 1781 e il 1965, appunto anagrammando l'epitaffio.
Indizi di questo scenario: mentre l'epitaffio è (come lecito aspettarsi) un tipico epitaffio (a meno degli errori), il messaggio "BERGERE PAS..." mostra il tipico andamento dell'anagramma costruito a tavolino tenendo "CI GIT NOBLe..." come vincolo. Tutte quelle dannate X nell'anno di morte della marchesa vengono riciclate nel PAX DCLXXXI... e il senso della frase è insieme (1) molto allusivo ma anche (2) privo di coerenza interna (tant'è che fino ad oggi nessuno, neppure i suoi autori, ne hanno mai svelato - se c'è - la potenzialità esplosiva).
In altre parole, mentre l'epitaffio ha una altissima coerenza espositiva (se confrontato con il messaggio), il messaggio è un agglomerato di concetti tutti interessanti, ma decisamente più sgangherati (e quindi ben più affascinanti della lapide).
Altro indizio: non esiste traccia di "BERGERE PAS..." in alcun documento indipendente dal Priorato. Non un solo elemento che ci porti ad ipotizzare una sua esistenza a sé stante dalla mitologia plantardiana. _________________ Mariano Tomatis Antoniono
Last edited by Mariano Tomatis on 22 November 2006, 10:12 pm; edited 1 time in total |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 November 2006, 10:11 pm Post subject: |
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| Quote: | | Ma allora che senso ha tutto questo? Si sono incartati da soli? |
E ti stupirebbe?  _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 23 November 2006, 1:14 pm Post subject: |
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No, non mi stupirebbe, ma dopo tutta la fatica che hanno fatto per creare tutto il questo meccanismo infernale, cadere in una cosa così mi sembra fin troppo ingenuo.
La cosa che mi perplime è il fatto che la parte di decodifica affidata al passo del cavallo è del tutto casuale. Con un'altra combinazione (tra i miliardi disponibili), e magari dico una scemenza perché non ho sotto mano tutto il procedimento ne' voglia di procurarmi un accesso di epilessia, non sarebbe possibile, che Bigou avesse decodificato il tutto con un'altra serie di lettere il cui anagramma ha poi portato alla lapide sgrammaticata? Questo tra l'altro spiegherebbe la sgrammaticatura. Blancasall dice che Bigou usò per la decodifica delle pergamene il documento lasciatogli dalla nobildonna e che poi lasciò un messaggio "pubblico" inciso nella pietra e nascose il "complemento per la decifrazione" come era successo già in passato. Sarebbe strano se questa chiave pubblica fosse stata incisa "in chiaro" perché sarebbe stata l'equivalente del documento lasciatogli da Marie de Nègre. La logica vorrebbe invece che a partire dal documento di Marie, Bigou avesse ricavato un anagramma che "fortunosamente" poteva adattarsi al testo della lapide. Sì molto fortunosamente. _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 23 November 2006, 2:25 pm Post subject: |
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"molto fortunosamente"? E' ancora un eufemismo
No, io non ho dubbi che la lapide viene prima del messaggio.
Se non ti chiami Nostradamus, è impossibile che anni, decenni o secoli prima della lapide qualcuno avesse preparato un messaggio dal quale si sarebbe riusciti a produrre nel 1781 una lapide coerente, esatta storicamente e con *soltanto* otto errorini (se sono tali: nell'articolo in uscita sul numero 6 della rivista ho mostrato come Louis Fédié negli anni subito prima dell'uscita della relazione di Tysseire usasse - nel riportare il testo di una lapide incompleta per lettere invisibili - le lettere minuscole...). _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 23 November 2006, 2:26 pm Post subject: |
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| atchoum wrote: | | dopo tutta la fatica che hanno fatto per creare tutto il questo meccanismo infernale, cadere in una cosa così mi sembra fin troppo ingenuo. |
Beh, lo trovi ingenuo adesso che l'abbiamo capita e sviscerata in ogni dettaglio... ma sono passati 50 anni! Quindi il meccanismo così ingenuo non era! _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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