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Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007.
Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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l'assassinio di Gélis
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
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PostPosted: 13 July 2004, 8:39 pm    Post subject: l'assassinio di Gélis

Ciao a tutti,

la storia la conosciamo già. Il curato Gélis, amico di Sauniere e residente a Coustaussa, fu assassinato in modo brutale a colpi di attizzatoio nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 1897. Le circostanze del crimine sono alquanto misteriose. Si sa soltanto che il curato ha ricevuto una persona a lui conosciuta in quella notte e si è intrattenuto per ore con il suo ospite. L'ospite era un fumatore, è stato consumato dell'alcool.
L'assassino non ha rubato nulla del denaro che si trovava nella casa del parroco, ma ha frugato nel suo sacco da viaggio. Inoltre il criminale ha accomodato la salma con le braccia incrociate sul petto come per un delitto rituale o per dimostrazione di rispetto dei rituali funebri.
Inoltre, come faceva osservare Mammaoca nell'altro thread, nessuno ha sentito nulla dell'accaduto, malgrado le case del paesino siano praticamente incollate l'una all'altra.

Di primo acchito fu accusato il nipote di Gélis, che aveva avuto scontri con lo zio per faccende di soldi e pare non avesse mai una lira in tasca. Però anche Sauniere fu interrogato senza conseguenze.
Sauniere fumava molto, e anche beveva molto. Inoltre vi sono diverse testimonianze sull'improvviso cambiamento di Sauniere da quel giorno. Anche il suo diario personale si conclude improvvisamente in quel periodo.
È possibile che il nostro abbé si sia macchiato di un delitto così grave?

A questo proposito mi ha fatto pensare quanto ha scritto Jean Robin sulla personalità di Sauniere. Egli dice che nel corso del tempo gli autori tendono a fare di lui un eroe, mentre in realtà il curato era abbastanza primitivo, materialista, frequentatore assiduo di bordelli, semialcolizzato, tabaccone, collerico e intrigante.
Voi che ne pensate?


BB & baci
Clio
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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...
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Mauro Vitali



Joined: 26 Jun 2004
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PostPosted: 14 July 2004, 10:48 am    Post subject: Re: l'assassinio di Gélis

Clio wrote:
Ciao a tutti,

la storia la conosciamo già. Il curato Gélis, amico di Sauniere e residente a Coustaussa, fu assassinato in modo brutale a colpi di attizzatoio nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 1897. Le circostanze del crimine sono alquanto misteriose. Si sa soltanto che il curato ha ricevuto una persona a lui conosciuta in quella notte e si è intrattenuto per ore con il suo ospite. L'ospite era un fumatore, è stato consumato dell'alcool.
L'assassino non ha rubato nulla del denaro che si trovava nella casa del parroco, ma ha frugato nel suo sacco da viaggio. Inoltre il criminale ha accomodato la salma con le braccia incrociate sul petto come per un delitto rituale o per dimostrazione di rispetto dei rituali funebri.
Inoltre, come faceva osservare Mammaoca nell'altro thread, nessuno ha sentito nulla dell'accaduto, malgrado le case del paesino siano praticamente incollate l'una all'altra.

Di primo acchito fu accusato il nipote di Gélis, che aveva avuto scontri con lo zio per faccende di soldi e pare non avesse mai una lira in tasca. Però anche Sauniere fu interrogato senza conseguenze.
Sauniere fumava molto, e anche beveva molto. Inoltre vi sono diverse testimonianze sull'improvviso cambiamento di Sauniere da quel giorno. Anche il suo diario personale si conclude improvvisamente in quel periodo.
È possibile che il nostro abbé si sia macchiato di un delitto così grave?

A questo proposito mi ha fatto pensare quanto ha scritto Jean Robin sulla personalità di Sauniere. Egli dice che nel corso del tempo gli autori tendono a fare di lui un eroe, mentre in realtà il curato era abbastanza primitivo, materialista, frequentatore assiduo di bordelli, semialcolizzato, tabaccone, collerico e intrigante.
Voi che ne pensate?


BB & baci
Clio


Cara Clio,
in effetti, anche in loco abbiamo avuto diverse testimonianze che ci descrivevano il buon Sauniére come uno a cui piacessere molto certi vizi... e, come avevo appuntato in un precedente post a cui non ho avuto risposte, bisognerebbe considerare anche il litigio tra Sauniére e Boudet che se coincide come date... con l'assassinio di Gelìs... mah, beata fantasia!!

Saluti
M
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
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PostPosted: 14 July 2004, 2:19 pm    Post subject:

Ciao Mauro,

si è vero, ma finora non ho trovato informazioni su questa lite. Tu non ti ricordi per caso da dove ti è giunta la tua? Non si tratta di una info di de Sede?

BB
ciao ciao
Clio
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 14 July 2004, 5:36 pm    Post subject:

pare sia condivisa da tutti l'opinione che Gelis avesse le mani incrociate sul petto... ma della gamba piegata come l'impiccato dei tarocchi o se preferite come alcuni templari sui loro sarcofaghi c'è riscontro????
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
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PostPosted: 14 July 2004, 8:16 pm    Post subject:

No, Mammaoca. Questa della gamba mi puzza di invenzione desediana... Wink

BB & saluti
Clio
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 15 July 2004, 11:41 am    Post subject:

...Che peccato....!!! questa storia sembra sempre meno un mistero e sempre più una diatriba tra preti avvinazzati e/o strozzini....
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361



Joined: 20 Jun 2004
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PostPosted: 15 July 2004, 1:10 pm    Post subject: ...

Perchè, preti avvinazzati e strozzini non possono essere protagonisti di un mistero? Wink
L'omicidio Gélis è senza dubbio un mistero se non altro per i pochi, incerti e bizzarri elementi che lo caratterizzano.
E di quel presunto foglietto con scritto "Viva Angelina" che mi dite, non ho ancora capito se c'era davvero o no...
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
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PostPosted: 15 July 2004, 5:33 pm    Post subject:

Ciao 361,

si, il biglietto (la cartina da sigarette) c'era veramente. E anche la misteriosa scritta. Le carta portava una marca ungherese.

BB & ciao
Wink Clio
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361



Joined: 20 Jun 2004
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PostPosted: 15 July 2004, 8:45 pm    Post subject: ...

L'idea che Sauniere sia l'omicida ha sfiorato più di qualcuno... oramai quall'omino è un ossessione Wink
Tuttavia, Sauniere è stato poi interrogato sul fatto? Aveva forse un alibi?
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 25 July 2004, 6:45 pm    Post subject:

Ciao a tutti,

Una cosa che non è mai stata detta in nessun forum riguardante Gelis: egli doveva ritirarsi in pensione il primo novembre (l’omicidio è avvenuto la notte fra il 31 ottobre ed il primo novembre) ma non aveva alcuna intenzione di lasciare Coustaussa. Inoltre sembra che, dopo l’omicidio, mancassero due cibori dal presbiterio.

E’ utile, fra l’altro, fare un piccolo riassunto di ciò che accade a Gelis prima del suo assassinio:
Il 12 ottobre riceve un visitatore che non vuole fare vedere in alcun modo alla nipote, Felicie, venuta a portagli abiti puliti;
Il 30 novembre il curato va a Couiza di fretta, dimenticandosi di visitare la nipote Marie molto malata;
Domenica 31 novembre doveva essere un giorno particolare per Gelis: attende la visita di qualcuno preparando una caraffa del suo vino da messa, durante la mattinata due vagabondi passano da Coustaussa e chiedono pane alla moglie del sindaco…

Quello che è successo dopo è noto a tutti: Gelis disattiva il campanello d’allarme che teneva sempre attivato e fa entrare l’assassino i due si siedono in cucina, probabilmente Gelis siede sulla poltrona vicino al camino poiché viene ucciso con ripetuti colpi alla testa provocati da un oggetto contundente, forse un attizzatoio, l’omicida adagia il corpo di Gelis sul pavimento in una pozza di sangue con le mani congiunte sul petto dopodiché, senza toccare il denaro, apre la valigia dei documenti del curato e fugge lasciando sul pavimento, vicino al corpo, un biglietto di sigarette Tzar con la scritta Viva Angelina.
Alle ore 20:00 arriva Pages per dare notizie su sua moglie malata, bussa ma non risponde nessuno e la porta è chiusa a chiave così se ne va; forse Gelis era già morto o non voleva essere disturbato.

A questo punto bisogna porre alcuni punti fermi:
- Gelis conosceva l’assassino o, comunque, lo aspettava
- L’assassino non doveva essere molto forte oppure provava un forte odio verso Gelis o, ancora, doveva aver torturato il parroco
- Rimane inspiegato perché il corpo fosse stato ordinatamente adagiato a mani giunte
- L’assassino non era interessato al denaro e doveva essere molto meticoloso (lasciando infatti poche tracce del suo passaggio) l’assassinio era, quindi, premeditato
- La marca Tzar era venduta solo nell’Est europeo e, comunque, non esisteva più nel 1897 quindi l’assassino doveva aver visitato la zona oppure essersi fatto inviare quelle sigarette
- La scritta viva Angelina (scritta da un uomo poco abituato a scrivere) può essere un riferimento alla società Angelique anche se non è da escludersi un diverso significato…
- Anche se l’assassinio è avvenuto di sera come mai nessuno si è accorto di niente?

Le indagini oltre a soffermarsi sul nipote di Gelis con problemi finanziari (se fosse stato lui l’assassino avrebbe sicuramente rubato il denaro) si soffermano anche su una prostituta di nome Angelina tuttavia senza portare a risultati concreti.
Per quanto riguarda Sauniere come colpevole dell’omicidio penso che sia un’ipotesi ardita anche se non la scarterei del tutto. Per esempio la Denarnaud poteva fornirgli l’alibi, poteva aver messo in scena anche la disattivazione del campanello in quanto che bisogno aveva di incontrare Gelis passando dalla porta quando poteva utilizzare il tunnel che collega RLC alla sacrestia di Coustaussa, ciò spiegherebbe il fatto che nessuno abbia visto l’assassino; inoltre, allarmato dall’arrivo di Pages, potrebbe aver scritto in fretta il messaggio viva Angelina in modo tale che sembrasse la scrittura di un analfabeta.
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E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 25 July 2004, 6:47 pm    Post subject:

Ciao a tutti,

Una cosa che non è mai stata detta in nessun forum riguardante Gelis: egli doveva ritirarsi in pensione il primo novembre (l’omicidio è avvenuto la notte fra il 31 ottobre ed il primo novembre) ma non aveva alcuna intenzione di lasciare Coustaussa. Inoltre sembra che, dopo l’omicidio, mancassero due cibori dal presbiterio.

E’ utile, fra l’altro, fare un piccolo riassunto di ciò che accade a Gelis prima del suo assassinio:
Il 12 ottobre riceve un visitatore che non vuole fare vedere in alcun modo alla nipote, Felicie, venuta a portagli abiti puliti;
Il 30 novembre il curato va a Couiza di fretta, dimenticandosi di visitare la nipote Marie molto malata;
Domenica 31 novembre doveva essere un giorno particolare per Gelis: attende la visita di qualcuno preparando una caraffa del suo vino da messa, durante la mattinata due vagabondi passano da Coustaussa e chiedono pane alla moglie del sindaco…

Quello che è successo dopo è noto a tutti: Gelis disattiva il campanello d’allarme che teneva sempre attivato e fa entrare l’assassino i due si siedono in cucina, probabilmente Gelis siede sulla poltrona vicino al camino poiché viene ucciso con ripetuti colpi alla testa provocati da un oggetto contundente, forse un attizzatoio, l’omicida adagia il corpo di Gelis sul pavimento in una pozza di sangue con le mani congiunte sul petto dopodiché, senza toccare il denaro, apre la valigia dei documenti del curato e fugge lasciando sul pavimento, vicino al corpo, un biglietto di sigarette Tzar con la scritta Viva Angelina.
Alle ore 20:00 arriva Pages per dare notizie su sua moglie malata, bussa ma non risponde nessuno e la porta è chiusa a chiave così se ne va; forse Gelis era già morto o non voleva essere disturbato.

A questo punto bisogna porre alcuni punti fermi:
- Gelis conosceva l’assassino o, comunque, lo aspettava
- L’assassino non doveva essere molto forte oppure provava un forte odio verso Gelis o, ancora, doveva aver torturato il parroco
- Rimane inspiegato perché il corpo fosse stato ordinatamente adagiato a mani giunte
- L’assassino non era interessato al denaro e doveva essere molto meticoloso (lasciando infatti poche tracce del suo passaggio) l’assassinio era, quindi, premeditato
- La marca Tzar era venduta solo nell’Est europeo e, comunque, non esisteva più nel 1897 quindi l’assassino doveva aver visitato la zona oppure essersi fatto inviare quelle sigarette
- La scritta viva Angelina (scritta da un uomo poco abituato a scrivere) può essere un riferimento alla società Angelique anche se non è da escludersi un diverso significato…
- Anche se l’assassinio è avvenuto di sera come mai nessuno si è accorto di niente?

Le indagini oltre a soffermarsi sul nipote di Gelis con problemi finanziari (se fosse stato lui l’assassino avrebbe sicuramente rubato il denaro) si soffermano anche su una prostituta di nome Angelina tuttavia senza portare a risultati concreti.
Per quanto riguarda Sauniere come colpevole dell’omicidio penso che sia un’ipotesi ardita anche se non la scarterei del tutto. Per esempio la Denarnaud poteva fornirgli l’alibi, poteva aver messo in scena anche la disattivazione del campanello in quanto che bisogno aveva di incontrare Gelis passando dalla porta quando poteva utilizzare il tunnel che collega RLC alla sacrestia di Coustaussa, ciò spiegherebbe il fatto che nessuno abbia visto l’assassino; inoltre, allarmato dall’arrivo di Pages, potrebbe aver scritto in fretta il messaggio viva Angelina in modo tale che sembrasse la scrittura di un analfabeta.
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Adsartha



Joined: 22 Jun 2004
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PostPosted: 26 July 2004, 8:18 am    Post subject:

alfred wrote:
...poteva aver messo in scena anche la disattivazione del campanello in quanto che bisogno aveva di incontrare Gelis passando dalla porta quando poteva utilizzare il tunnel che collega RLC alla sacrestia di Coustaussa, ciò spiegherebbe il fatto che nessuno abbia visto l’assassino...

Non avevo mai sentito parlare di questo tunnel... come ha saputo della sua esistenza?
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Solo il tempo ci dirà qual'è il male minore
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 26 July 2004, 8:39 am    Post subject:

Ciao,

Del tunnel in questione se ne parlerà nel Libro di Garufi, un'anticipazione del libro è apparsa nelle pagine 80/81 del numero 53 della rivista Hera.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 26 July 2004, 10:05 am    Post subject:

Ciao a tutti,

Vorrei comunicare un errore da me commesso in questo topic: ad essere accusato dell'omicidio di Gelis non è suo nipote (Gelis aveva due nipoti, uno scappato in America vent'anni prima e un'altro parroco di Gezes) ma lo stesso Joseph Pages marito di Marie, una delle altre due nipoti di Gelis.
Mi scuso per l'errore.
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Adsartha



Joined: 22 Jun 2004
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PostPosted: 26 July 2004, 11:24 am    Post subject:

Per questa volta non la fustigheremo, ma faccia attenzione^^
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 17 October 2004, 3:32 pm    Post subject:

Gelis con la gamba rivolta all'interno? De Sede cita un giornale il "Courier de l'Aude" in cui si parla di una gamba rivolta verso l'interno... mah!
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 17 October 2004, 4:53 pm    Post subject:

Caro Mariano leggevo sul tuo sito il delitto di Vernazza, questo straordinario copia incolla del delitto di Gèlis mi ha interessato molto (...anche le date, sig, sono quasi le stesse...) ma è tutto vero o ci hai regalato un'ennesima "illusione"??
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 17 October 2004, 7:04 pm    Post subject:

Ciao!
Me ne sono occupato proprio per le similitudini con le vicende di Rennes.
Non si tratta di una parodia, ma di un'indagine documentale.
Lo ripropongo qui di seguito:

Il palazzetto addossato alla collina ha tre piani e sovrasta la chiesa romanica di Santa Margherita di Antiochia. L' ingresso al piano terra si apre su uno stretto vicolo, al quale si accede attraversando la piazza del paese. Una stretta scala interna un vero e proprio sottopassaggio, collega la canonica direttamente con la chiesa. All'interno dell'abitazione, al terzo piano, la perpetua ed una parrocchiana rinvengono un cadavere, vestito dalla tonaca, disteso sul letto, martoriato dai colpi dell'assassino che - dopo lo scempio - ha ricomposto la salma, appoggiandole sul petto un crocifisso. Si tratta di don Emilio Gandolfo, parroco di Vernazza. Come e quando sia stato ammazzato è il mistero da svelare. Dopo alcune indagini, il magistrato conclude che "il parroco non presenta ferite che da sole potessero causarne la morte". Come è morto, allora, il sacerdote? E perché? L'assassinio potrebbe essere avvenuto due giorni prima, giovedì 2 dicembre 1999: nella giornata precedente, infatti, nessuno aveva visto il sacerdote in giro per il paese, né costui aveva ritirato la copia del giornale che gli veniva recapitato quotidianamente. Sono state le due donne a rinvenire il corpo, preoccupate com'erano dall'assenza del sacerdote alla messa dei Vespri del venerdì. Una messa cui don Emilio arrivava sempre puntuale.

Sul posto, orribilmente deturpato dagli schizzi di sangue, sono accorsi i carabinieri delle Cinque Terre, il vescovo Staffieri e il sindaco di La Spezia Leonardini. All'arrivo del medico, Marisa Tessa, gli inquirenti non hanno avuto dubbi: si trattava di un delitto.

L'anziano parroco, nato a Sestri Levante il 3 novembre 1919, aveva da poco compiuto gli ottant'anni. Una vita spesa ad insegnare in un liceo di Roma e, più tardi, a seguire le parrocchie di Levanto e Bonassola. Con una passione particolare: quella per la Terrasanta, che raggiungeva spesso in pellegrinaggio.

Tra le prime ipotesi, si avanza quella del furto: don Emilio potrebbe aver sorpreso qualcuno intento a rovistare in canonica - trovata a soqquadro. A quel punto ci sarebbe stata la reazione degli ignoti ladri.

L'autopsia, eseguita il giorno dopo il ritrovamento, rivela che il parroco sarebbe stato picchiato selvaggiamente prima di essere finito a colpi in testa nella tarda serata del 2 novembre, dopo la messa serale: aveva tutte le costole fratturate e un femore rotto. E' stato poi colpito per tre volte alla testa, con un corpo contundente che ancora non è stato trovato. L'ipotesi iniziale, che considerava il crocifisso la possibile arma del delitto, è stata esclusa perché l'oggetto di culto non presentava tracce di sangue. Non è da escludere, invece, che don Emilio abbia esibito l'oggetto sacro per fermare l'aggressore.

Un secondo risultato dell'autopsia è stato quello di allargare le indagini a due o più aggressori, dal momento che una sola persona non sarebbe stata in grado di compiere un'aggressione del genere. Un particolare decisamente anomalo è che l'aggressione sarebbe avvenuta al piano terra, dove ci sono gli uffici della canonica e dove sono state trovate delle macchie di sangue, mentre il cadavere si trovava al terzo piano, nei suoi appartamenti.

Successive indagini hanno portato alla luce un reperto chiave: sotto le unghie del sacerdote sarebbe rimasto un capello. Dell'assassino?

La pista del furto perde via via credibilità: successive ispezioni della canonica rivelano che non manca nulla di valore, compreso il computer portatile, da cui il sacerdote non si separava mai, che conteneva - tra l'altro - alcune versioni elettroniche dei molti libri e pubblicazioni firmate da questo parroco, studioso della Bibbia, di san Paolo e dei Padri della Chiesa: Origene, Agostino, Gregorio Magno, la pellegrina Eteria, l'anonimo piacentino, san Bernardo, Carlo de Foucauld, ma anche Orazio, Dante e Manzoni. Il denaro è rimasto sulla scrivania, qualche cassetto rovesciato a bella posta, quasi ad inscenare una rapina. "Ho letto il referto", dice il sindaco. "Chi lo ha ucciso si è accanito come una furia sul sacerdote. Lo ha torturato, segno di un odio profondo. Oppure voleva carpirgli qualche segreto".

Ma di che segreto potrebbe trattarsi?

Avanza qualche ipotesi Maurizio La Ferla su La Nazione del 12 marzo 2000: "Don Emilio Gandolfo era un personaggio scomodo. Perché era a conoscenza di molti segreti, piccoli e grandi. Nei suoi cinquantasette anni di sacerdozio e soprattutto in quelli passati a Roma [...] era entrato in contatto con alcuni personaggi del terrorismo rosso". Fra i suoi allievi c'erano effettivamente brigatisti o amici di brigatisti. Sembra che don Emilio fosse a conoscenza di strani risvolti della strage di piazza Fontana.

Esclusa l'ipotesi del furto, gli inquirenti pensano che gli assassini abbiano contattato il sacerdote il 30 ottobre, al suo rientro da un pellegrinaggio in Egitto, forse minacciandolo di morte. Sono in molti, in effetti, a ricordare il parroco stranamente preoccupato negli ultimi giorni di vita.

Su Avvenimenti del 15 luglio 2000, Antonio Thiery si chiede ancora: "Emilio Gandolfo era a conoscenza di qualche segreto che volevano carpirgli? O depositario di qualche documento? E poi tutto lascia pensare che conoscesse gli assassini, che avesse aperto con le proprie mani la porta, che non presenta segni di scasso. Ma don Emilio, specie di sera, non apriva a nessuno, soprattutto al piano terra, dovendo scendere tre piani di ripide scale. Invitava, semmai anche gli amici più cari, anche il sindaco del paese, ad entrare nel suo appartamento dall'ingresso secondario, al terzo piano, lungo il sentiero per Monterosso. Se è sceso ed ha aperto, almeno uno degli assassini, ed a questo punto le notazioni si fanno inquietanti, doveva essere una persona nota, forse molto importante ed autorevole. [...] Che cosa cercavano gli assassini tra le carte ed i libri di un personaggio di questo genere? Quali carte aveva? Lo hanno massacrato per farsi rivelare qualche segreto? E quale segreto? Non volevano che tornasse a Roma? Perché lo pregavano di rimanere a Vernazza dicendo che non sapevano come sostituirlo se poi già dopo pochi giorni nella chiesa di Santa Margherita si è insediato un nuovo parroco? Che cosa sapeva Emilio (e volevano farsi dire) di trent'anni della storia d'Italia (dei trent'anni in cui le stragi ed il terrorismo sono stati una strategia politica) di cui era stato attento e critico testimone? La dinamica dell'aggressione e dell'assassinio è diversa da quella fin qui ipotizzata?".

Durante una puntata della trasmissione "Chi l'ha visto?", il curatore testamentario, giudice Paolo Numerico, dichiara che (1) dalla canonica è sparito un piccolo crocifisso di legno, (2) nella stanza di don Emilio è stato ritrovato un libro non suo e (3) ai funerali ha partecipato un uomo che non avrebbe dovuto trovarsi lì, a fronte degli obblighi di firma giornaliera a La Spezia per un'indagine sul suo conto. Numerico si sofferma particolarmente sul crocifisso, spiegando trattarsi di "un'opera in legno scuro, alta circa 30 cm, alla quale don Emilio era particolarmente affezionato". In un'occasione la moglie prese in mano il crocifisso per pulirlo, e il parroco si affrettò a dirle di far attenzione a non dannegiarlo, rimanendo ad osservarla per tutto il tempo.
Il libro "fuori posto", invece, consisteva in un volume delle preghiere liturgiche giornaliere - appartenente ad un uomo al quale anni prima don Emilio aveva impedito di prendere il diaconato.

Il caso resta irrisolto, anche se dopo quattro anni la stampa solleva nuove ipotesi. E' il caso di Alessandro Franceschini, che dalle pagine de Il Secolo XIX (25 gennaio 2004) cita il business miliardario del Giubileo 2000 come sfondo dell'omicidio. Il sacerdote sarebbe stato ucciso da un "intrigo internazionale all'ombra del Cupolone" - come lo chiama il giornalista: don Emilio viene definito "grande biblista, studioso ed esponente dell'intellighenzia ecclesiastica, conoscitore della Curia romana, refrettario al tran-tran imposto dalla gestione di una parrocchia". Il movente? "Poteva essere depositario di un qualche segreto che lo rendeva in qualche modo pericoloso. Per questo sarebbe stato eliminato. Non a caso l'omicida ha fatto sparire un'agenda diario, alcuni floppy-disc, persino il cellulare".

Una morte cui, paradossalmente, è lui l'unico a poter dare un senso. Scriveva infatti: "Una vita compiuta è come una spiga colma, matura. Quando il grano è maturo, si miete. La mietitura è una festa. E la morte, più che la fine è da considerare il compimento. Riusciremo a convincerci che la nostra vera ricchezza nasce da questa spoliazione e che soltanto l'amore spinto alla follia è capace di attrarre a sé tutte le cose e di trasformare ogni strumento di morte in albero di vita?".

http://www.marianotomatis.it/index.php?id=vacanze2004&r=9
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 18 October 2004, 12:31 pm    Post subject:

Potrebbe essere stato un omicidio a sfondo "rituale - satanico" ma è solo un'opinione personale.
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Valéry.
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Clio



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PostPosted: 18 November 2004, 8:45 pm    Post subject:

Carissimi,

leggendo l'articolo sull'omicidio del prete ligure sono impressionata. Mariano, è veramente incredibile! I paralleli con l'avvenimento di Coustaussa sono sconcertanti. Shocked
Non penso però si sia trattato di un omicidio a sfondo satanico, altrimenti non si spiega il crocifisso che gli è stato poggiato sul petto (a meno che il crocifisso non fosse stato posto al contrario, ma non mi sembra qui il caso).

Invece proprio questo particolare mi rimanda all'assassinio di Gelis: ecco il dettaglio che mi mancava: un crocifisso sul petto di Gelis. È stata dunque ricomposta la salma, ma la posizione non vuole suggerire un atteggiamento cristiano. Proprio nel caso di Gelis potrebbe celarsi una componente esoterica: massonica, pagana o addirittura satanica.
Naturalmente sonosolo congetture.

BB & baci
Clio
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