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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 2:26 pm Post subject: |
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Ciao Ulisse,
ma all'epoca di Dante chi era a conoscenza delle coordinate che l'Islanda avrebbe avuto nel 2007? Non è mai stato trovato nessun testo, atlante, mappa su cui fosse evidente che l'Islanda si trovava a 66°?
La mia domanda è: come faceva Dante a conoscere quel numero? _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 2:33 pm Post subject: |
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| Visto che per inquadrare in longitudine l'isola vengono indicate le due penisole settentrionali lambite dal Circolo Polare Artico, quella orientale a 52° da Gerusalemme e quella occidentale a 58°, la zona centrale dell'Islanda in rapporto ad esse è a 55°. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 2:40 pm Post subject: |
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Non mi hai risposto  _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 2:42 pm Post subject: |
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Tratto dal libro:
"Quanto poi alla possibilità che l’Islanda fosse realmente raggiungibile ai tempi di Dante, basti anche solo sapere che già nel XII secolo un abate del monastero di Thingor, Nikulas di Munkathvera, partì dall'isola islandese, raggiunse la Danimarca e, percorrendo la propaggine europea della Via Francigena, valicò le Alpi sino ad arrivare a Roma, per ripartire poi alla volta di Gerusalemme".
Il fondatore del centro culturale islandese di Oddi (1078) aveva perfezionato i sui studi in Francia, a Chartres (alcuni pensano invece alla università di Parigi, quella che è oggi la sorbona) |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 2:50 pm Post subject: |
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Ma certo che era raggiungibile! Io ti ho chiesto dove ha preso il numero 66 Dante Alighieri. _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 2:56 pm Post subject: |
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Non ti avevo risposto perchè stavo rispondendo alla tua precedente osservazione.
Dante ci dice di conoscere il Circolo Polare Artico a chiare lettere in latino nella Questio, non ti basta?
Dante oltre al resto era un astronomo molto competente.
Solo in apparenza finge di aderire alla concezione geografica Tolemaica, il sapere pubblico del suo tempo. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 2:59 pm Post subject: |
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| ulisse wrote: | Non ti avevo risposto perchè stavo rispondendo alla tua precedente osservazione.
Dante ci dice di conoscere il Circolo Polare Artico a chiare lettere in latino nella Questio, non ti basta? |
Beh, ovviamente non basta. Nella divina commedia non parla del Circolo ma nasconde il numero 66. Come facciamo a sapere che si riferiva all'Islanda? Come faceva LUI a sapere che l'Islanda si trovava a 66°?
Chi altri ha mai utilizzato, all'epoca, quella misura per definire l'Islanda?
Qui non stiamo mettendo in dubbio le conoscenze di Dante, ma il fatto che abbia nascosto in un modo così assurdo un'informazione del tutto irrilevante... _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 3:17 pm Post subject: |
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Non ti sfiora il dubbio che invece per Dante l'informazione non fosse affatto irrilevante e che fosse invece correlata ad argomenti estremamente importanti?
Talmente importanti da nasconderli in modo cifrato nel suo capolavoro.
O voi ch'avete li 'ntelletti sani,
mirate la dottrina che s'asconde
sotto 'l velame de li versi strani.
(inferno IX, 61-63) |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 3:21 pm Post subject: |
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Certo! Ma Dante sapeva che l'Islanda è a 66°? O lo sappiamo solo noi oggi? E - ancora peggio - esisteva QUALCUNO sulla faccia della terra che a quell'epoca lo sapesse? _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 3:23 pm Post subject: |
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Cifrata con numeri e rime..
"Ancora, questo mio volgare fu introduttore di me ne la via di scienza, che è ultima perfezione, in quanto con esso io entrai ne lo latino e con esso mi fu mostrato: lo quale latino poi mi fu via a più innanzi andare. E così è palese, e per me conosciuto, esso essere stato a me grandissimo benefattore. 6. Anche, è stato meco d'uno medesimo studio, e ciò posso così mostrare. Ciascuna cosa studia naturalmente a la sua conservazione: onde, se lo volgare per sé studiare potesse, studierebbe a quella; e quella sarebbe, acconciare sé a più stabilitade, e più stabilitade non potrebbe avere che in legar sé con numero e con rime".
Dante Alighieri,Covivio I, XIII, 6. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 3:25 pm Post subject: |
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Non mi hai ancora risposto... _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 3:35 pm Post subject: |
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| In unan nota del libro "I custodi del mesaggio" viene spiegato il tragitto di Dante dall'Italia all'Islanda. Le tappe del percorso sono individuabili nelle terzine di Purgatorio XXVII grazie alla loro latitudine lungo la via francigena che percorreva da sud a nord l'europa da Roma alla Scozia. Grazie alla latitudine è possibile risalire anche alle Shetland e poi all'Islanda. (Mi spiace ma la nota è troppo lunga per copiarla). |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 3:42 pm Post subject: |
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Non ciurliamo nel manico: ripeto che, all'epoca di Dante, il numero 66° non indicava affatto l'Islanda, quindi si tratta di una forzatura.
Vorrei vedere una qualsiasi (e ripeto qualsiasi) mappa o documento in cui l'Islanda è associata al numero 66. _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 4:09 pm Post subject: |
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| La decodifica delle terzine di Purgatorio XXXIII è il documento. Il fatto che i suoi contenuti non siano esposti in una forma più esplicita non ne compromette la validità. L'impianto logico è rigoroso e comprensibile. |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 4:35 pm Post subject: |
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| ulisse wrote: | | La decodifica delle terzine di Purgatorio XXXIII è il documento. |
Quindi confermi che è l'unico documento al mondo risalente a quell'epoca che afferma che l'Islanda si trova a 66° sopra l'equatore?
Questo mi basta. Ma vorrei che fosse scritto a caratteri d'oro. _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 4:56 pm Post subject: |
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Non esageriamo e lasciamo perdere le incisioni in oro.
E' solo quello a noi ora noto e disponibile.
Potrebbero benissimo essecene altri che per ora noi non conosciamo. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 February 2007, 5:32 pm Post subject: |
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Sì. Ed è qualcosa che nessuno storico serio prenderebbe in considerazione senza ulteriori conferme indipendenti.
Se io trovo, in qualche parte della divina commedia, la parola INTERNET, posso benissimo dire che Dante anticipò il futuro.
Naturalmente sarebbe l'unico documento al mondo risalente a quell'epoca che parla di Internet. Forse dovrei farmi venire qualche dubbio in merito... Suggerisco semplicemente gli stessi dubbi a chi crede alla teoria di Dante e l'Islanda. Infatti è completamente anacronistico credere che Dante potesse riferirsi all'Islanda con il numero 66, che all'epoca NON poteva riferirsi all'Islanda. _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ulisse
Joined: 04 Jan 2007 Posts: 35
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Posted: 22 February 2007, 5:39 pm Post subject: |
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Proviamo a riesaminare la questione.
Il fondatore del centro culturale di Oddi in Islanda studia in Francia (1078).
Dante conosceva il circolo polare artico a 66° 33' (Questio).
Dante e gli astronomi medievali sanno che l'inclinazione massima dell'eclittica al solstizio d'estate è di 23° 27'. Di conseguenza sanno anche che a 66° 33' il sole al solstizio sfiora l'orizzonte e risale senza tramontare (è infatti questa la definizione di Circolo Polare Artico).
Bastava che i pellegrini islandesi, o il fondatore di Oddi nei suoi contatti universitari, avessero raccontato che all'estremo nord dell'isola in cui vivevano il sole al solstizio lambisse l'orizzonte senza tramontare per poter conoscere la latitudine massima dell'Islanda.
E questo poteva avvenire ben due secoli prima della nascita di Dante. |
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