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Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007.
Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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L'omicidio di Antoine Gélis
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mammaoca



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PostPosted: 25 March 2007, 10:00 am    Post subject:

complimenti a tutti quelli che hanno lavorato al 'Caso Gelis' .
Oltre agli infaticabili Atchum, Alfred e Mariano, vedo una piacevole new entry altrettanto infaticabile: Gianluca .
bravi, bel lavoro.
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mammaoca



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PostPosted: 25 March 2007, 10:07 am    Post subject:

a proposito, ma è possibile che un curato ucciso nel cuore della notte sia vestito di tutto punto, greca compresa? Shocked

non credo che sia rimasto alzato fino a quell'ora da solo.
Questo significherrebbe che il suo assassino è arrivato molto tempo prima e l'ha tenuto impegnato in una lunga conversazione fino alle 3/5 del mattino.
diversamente, se il reverendo fosse stato già coricato (e visto che dà l'impressione della persona sciattosa e disordinata) non si sarebbe vestito di tutto punto per scendere ad aprire.... Rolling Eyes
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Last edited by mammaoca on 12 August 2007, 4:12 pm; edited 5 times in total
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mammaoca



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PostPosted: 25 March 2007, 10:11 am    Post subject:

... e bravo anche al Crippa che rimpiazza degnamente la sig.ra Lignon (a propo, ma che fine ha fatto?)

... ecco perchè ha tradotto così bene le date della Dalle di Vals.... Wink
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fabio



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PostPosted: 25 March 2007, 11:56 am    Post subject:

Mariano Tomatis wrote:
Online copertine e indici dei numeri 10, 11 e 12 (marzo/aprile/maggio 2007):

http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=indagini&id=n10
http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=indagini&id=n11
http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=indagini&id=n12



quando sono disponibili da ordinare ?

ciao
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Fabio L.
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mammaoca



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PostPosted: 25 March 2007, 1:11 pm    Post subject:

P.S. l'orologio di Gelis, segna le 12.15 (del 1 novembre) o le 00.15?

io credo le 00.15 del 1 novembre.
Gelis è stato ucciso prima delle 00.15
Gelis non ha avuto il tempo di ricaricare l'orologio che si è fermato alle 00.15.
diversamente non avrebbe potuto fermarsi alle 12.15 del giorno dopo, durando la carica (se non ricordo male con i miei orologi a carica) circa 24 ore...
era vestito di tutto punto perchè non si era ancora coricato.
o no???
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Last edited by mammaoca on 25 March 2007, 8:28 pm; edited 1 time in total
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Max Payne



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PostPosted: 25 March 2007, 1:18 pm    Post subject:

Io invece già immagino Mammaoca nel cerkietto scuro, con la pipa e il cappello da Sherlok Holmes e la lente d'ingrandimento, e la musica della pantera rosa di sottofondo... Laughing
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Cantami, o Diva Mammaoca, l'ispirazione della mia Pelide Firma...
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Winston



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PostPosted: 25 March 2007, 7:27 pm    Post subject:

Ciao Mammaoca,
la ricostruzione che hai fatto dell'omicidio non è molto difforme da quella che ho ipotizzato e che è pubblicata sul n. 10 di IRLC.

Io sono convinto che l'aggressore fosse uno solo.....
.....mai e poi mai Gélis avrebbe fatto entrare due persone.....

Il curato fugge girando attorno al tavolo anziché dirigersi direttamente verso la finestra non perchè quella direzione gli era impedita da una seconda persona, ma perchè tra il tavolo e la finestra c'era una sedia che gli era di impedimento. Sedia descritta nei processi verbali degli inquirenti e, stranamente scomparsa dalla piantina redatta tra il 1° e il 2 novembre, firmata dal Giudice Istruttore Raymond Jean.

Io sono convinto che l'arma sia una sola, ovvero le pinze da camino, che, impugnate in modi e posizioni diverse hanno prodotto ferite completamente diverse tra di loro.....

.....le mie indagini continuano......questo è solo l'inizio!

Gianluca
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riccar99



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PostPosted: 26 March 2007, 6:52 am    Post subject: INDAGINI SU RENNES LE CHATEAU

Secondo me il famoso foglietto con Viva Angelina era un lasciapassare che veniva fatto scivolare sotto la porta da chi suonava il campanello o bussava,se no l'Abate non apriva.......
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Alfred



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PostPosted: 26 March 2007, 7:57 am    Post subject:

Winston wrote:

Io sono convinto che l'aggressore fosse uno solo.....
.....mai e poi mai Gélis avrebbe fatto entrare due persone.....

Il curato fugge girando attorno al tavolo anziché dirigersi direttamente verso la finestra non perchè quella direzione gli era impedita da una seconda persona, ma perchè tra il tavolo e la finestra c'era una sedia che gli era di impedimento. Sedia descritta nei processi verbali degli inquirenti e, stranamente scomparsa dalla piantina redatta tra il 1° e il 2 novembre, firmata dal Giudice Istruttore Raymond Jean.

Concordo.

Concordo anche sul fatto che Gélis fu ricomposto dall'assassino perché questi era in cerca di qualcosa (probabilmente, le chiavi di qualche mobile). L'interno delle tasche, se non ricordo male, presentava delle macchie di sangue.

Non so che dire sul fumo. Cioè se X fumò prima o dopo l'omicidio. Ammetto che quelle cartine potrebbero essere cadute mentre si faceva la sigaretta (c'erano tracce di tabacco sul pavimento?), ma è altrettanto plausibile che siano cadute mentre il Nostro ne usava alcune per "pulire le pinze".

Ovviamente, l'orologio segnava le 00.15. Era scarico o era rotto? Mi sembra di ricordare che fosse scarico.

Il biglietto non poteva essere un lasciapassare. Era l'ultima cartina di un pacchetto, e, a quanto pare, è stato ritrovato nel pacchetto. Se X lo avesse usato come lasciapassare, allora, essendo stato trovato nel pacchetto, il bigliettino avrebbe di colpo una notevole importanza, tanto da essere stato consegnato a Gélis sotto la porta e poi ripreso allo stesso Gélis da X. Il fatto che il pacchetto col biglietto sia stato ritrovato come se nulla fosse, accanto alla vittima, tuttavia, suggerisce come l'importanza di Viva Angélina sia assai scarsa. Forse X lo ha dimenticato lì, lasciandoci un saggio della propria calligrafia, e nulla più (sempre che il biglietto l'abbia scritto X, e non una prostituta... Laughing ).
.
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E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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Winston



Joined: 14 Jan 2007
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PostPosted: 26 March 2007, 9:44 am    Post subject:

Alfred wrote:

Non so che dire sul fumo. Cioè se X fumò prima o dopo l'omicidio. Ammetto che quelle cartine potrebbero essere cadute mentre si faceva la sigaretta (c'erano tracce di tabacco sul pavimento?), ma è altrettanto plausibile che siano cadute mentre il Nostro ne usava alcune per "pulire le pinze".

Ovviamente, l'orologio segnava le 00.15. Era scarico o era rotto? Mi sembra di ricordare che fosse scarico.

Il biglietto non poteva essere un lasciapassare. Era l'ultima cartina di un pacchetto, e, a quanto pare, è stato ritrovato nel pacchetto. Se X lo avesse usato come lasciapassare, allora, essendo stato trovato nel pacchetto, il bigliettino avrebbe di colpo una notevole importanza, tanto da essere stato consegnato a Gélis sotto la porta e poi ripreso allo stesso Gélis da X. Il fatto che il pacchetto col biglietto sia stato ritrovato come se nulla fosse, accanto alla vittima, tuttavia, suggerisce come l'importanza di Viva Angélina sia assai scarsa. Forse X lo ha dimenticato lì, lasciandoci un saggio della propria calligrafia, e nulla più (sempre che il biglietto l'abbia scritto X, e non una prostituta... Laughing ).
.


Ciao Alfred!
L'assassino fumò sicuramente dopo l'omicidio.
Tutti quelli che lavevano conosciuto il Curato hanno testimoniato che odiava il tabacco e non sopportava i fumatori. Non avrebbe mai permesso a nessuno di fumare in sua presenza. A terra Il Giudice di PAce di Couizà, trovò un mozzicone spento.

L'orologio segnava le 12.15
Venne anche questo ritrovato dal Giudice di Pace, che nel suo rapporto si lita a dire che era fermo su quest'ora senza specificare se fosse semplicemente scarico oppure rotto. Dopodichè di questo orologio non si parlerà più, neppure nei rapporti successivi e scomparirà nel nulla.

E' presumibile che la cartina sia stata scritta dall'assassino.
Il Giudice Istruttore di Limoux, pensò alla possibilità di una prostituta e ne trovò una a Narbonne che si chiamava appunto Angeline ed alla quale fece scrivere la frase trovata sulla cartina. Le calligrafie non coincidevano.
Anche la cartina con la scritta, ritrovata sul luogo del delitto e scomparsa, la scritta che si trova spesso riprodotta sui libri o nei vari siti è quella fatta scrivere dal Giudice alla prostituta che non venne quindi mai indagata.

Ti consiglio di acquistare i numeri 1o e 11 del notiziario, dove questa storia, almeno nella prima parte, è stata ampiamente trattata e sulla quale ho realizzato uno studio, anch'eeso pubblicato sulla rivista.

Salutissimi!

Gianluca (Winston)
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riccar99



Joined: 06 May 2006
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PostPosted: 26 March 2007, 9:47 am    Post subject: INDAGINI SU RENNES LE CHATEAU

Veramente sul n.10 c'e' scritto che cartina con Viva Angelina era sul pavimento ed il pacchetto con le altre cartine era intriso di sangue.
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Winston



Joined: 14 Jan 2007
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PostPosted: 26 March 2007, 9:54 am    Post subject: Re: INDAGINI SU RENNES LE CHATEAU

riccar99 wrote:
Veramente sul n.10 c'e' scritto che cartina con Viva Angelina era sul pavimento ed il pacchetto con le altre cartine era intriso di sangue.


Infatti...
forse non hai capito quello che ho scritto...

Dunque....
La cartina viene ritrovata sul pavimento e il pacchetto con le altre era intriso di sangue....
Si può presumere che sia stata scritta dall'assassino.

Il giudice indagherà su questa Angeline e troverà una prostituta con questo nome. Durante l'interrogatorio le chiede di scrivere "Vive Angeleine", cosa che lei fa. E si stabilisce che non può averlo scritto lei, le calligrafie sono diverse.
La cartina originale (quella ritrovata nel presbiterio) scompare, non verrà più rittrovata. Negli atti resta il foglio scritto dalla prostituta.
La scritta pubblicata su IRL, nel sito e su diversi libri è prorpio questa, quella scritta dalla prostituta....

Spero di essermi spiegato meglio!

Ciao!

Gianluca
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 26 March 2007, 10:17 am    Post subject:

Winston wrote:
Ti consiglio di acquistare i numeri 10 e 11 del notiziario, dove questa storia, almeno nella prima parte, è stata ampiamente trattata e sulla quale ho realizzato uno studio, anch'eeso pubblicato sulla rivista.


Credo che Alfred abbia già i due numeri Wink
Il suo vero nome è Alessandro Lorenzoni, ed è l'autore del primo articolo sul numero 10!
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Mariano Tomatis Antoniono
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Winston



Joined: 14 Jan 2007
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Location: Milano

PostPosted: 26 March 2007, 10:28 am    Post subject:

Mariano Tomatis wrote:
Winston wrote:
Ti consiglio di acquistare i numeri 10 e 11 del notiziario, dove questa storia, almeno nella prima parte, è stata ampiamente trattata e sulla quale ho realizzato uno studio, anch'eeso pubblicato sulla rivista.


Credo che Alfred abbia già i due numeri Wink
Il suo vero nome è Alessandro Lorenzoni, ed è l'autore del primo articolo sul numero 10!


Ops... Exclamation Embarassed

Excuse-moi... Exclamation

Chiedo umilmente venia Exclamation

Chiedo scusa sinceramente, forse allora sono io a non aver capito cosa volevi dirmi!

Ciao Alessandro e complimenti per il bellissimo articolo!

Gianluca Majocchi (Winston)
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 26 March 2007, 11:27 am    Post subject:

Laughing Laughing
grazie Gianluca (per quello che sai...)
è stato incredibile comunque quanto le due versioni combaciassero. Shocked Shocked
(ora mi spiace davvero averla cancellata.)
la sedia di fronte a Gelis spiega perchè scappò dall'altra parte.
Poichè sulla piantina non figura, come giustamente tu fai rilevare, io immaginavo che questa via di fuga fosse comunque impedita da qualcosa o da qualcuno.
Per il resto.... non cambiava una virgola...
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 26 March 2007, 11:54 am    Post subject:

Alfred wrote:
ma è altrettanto plausibile che siano cadute mentre il Nostro ne usava alcune per "pulire le pinze".


ma Alf.. con le cartine non ci pulisci nemmeno le lenti degli occhiali... mi sembra altamente improbabile che l'assassino si tolga dalla tasca le cartine per pulire pinze del camino enormi....
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 26 March 2007, 12:23 pm    Post subject:

Winston wrote:

È presumibile che la cartina sia stata scritta dall'assassino.


Ho letto e apprezzato il tuo studio e le tue traduzioni. La ricostruzione dei fatti mi sembra la più esauriente letta sinora. Mi sento di condividere anche le tue conclusioni.

Quanto al figlio del sindaco, mi sento di escluderlo dai sospetti. Il sindaco affermò, davanti agli inquirenti, che il curato non era benvoluto dai parrocchiani. Ciò mi ha spinto alla illazione per cui, se l’omicida fosse stato suo figlio, il sindaco l’avrebbe saputo: se lo sapeva, perché ha dichiarato che il curato non era visto di buon occhio? Per sviare i sospetti dal villaggio, dunque anche dal figlio, avrebbe potuto dire che l’assassino era quasi sicuramente uno straniero, un ubriacone, ecc.

In particolare, v’è una tua riflessione che mi sembra fondata, plausibile e rilevante: l’ora del delitto da te fissata, che scagiona Pagés dall’accusa formulata *in principio* dai giudici. Quella dell’ora del delitto è una “certezza” che può delucidare gran parte del caso.
Un’altra idea interessante è la spiegazione più semplice della posizione del cadavere. Nessuna resipiscenza religiosa, affabulata da coloro che vorrebbero il coinvolgimento di un sacerdote, bensì una mera esigenza di ordine pratico: l’appropriarsi delle chiavi.

Poi, vi sono due o tre particolari, nella ricostruzione, che non mi convincono:
- che nessuno a Coustaussa sapesse del pensionamento di Gélis mi sembra vero solo in parte. Lo sapeva la moglie di J. Pagès, Marie Malot, colpita da embolia cerebrale e residente a Coustaussa col marito. Ne erano al corrente il parroco Marot e la sua perpetua, un’altra Malot: questi sono di Grèzes. Si potrebbe condurre un’indagine sugli interrogatori, al fine di stabilire quali abitanti di Coustaussa, oltre a Marie Malot, sapessero del pensionamento. Il fatto che l’omicidio accada proprio nell’imminenza del commiato può essere “significativo”. Comunque, i parenti stretti, cioè tutti i Malot, avevano appreso dell’abbandono di Coustaussa.
- l’assassino ha trovato ciò che cercava, questo è certo. Però tu dici che questo “oggetto” cercato e trovato *non* si trovava nella borsa… Perché? Sì, il contenuto della borsa era “intatto” (o, per meglio dire, non eccessivamente scompigliato). Ma io ho sempre ritenuto che l’Oggetto *potesse trovarsi anche* nella borsa, visto che il Nostro potrebbe aver trovato ciò che cercava in cima al mucchio, sopra tutte le altre carte. Insomma, io sarei portato a non negare la possibilità che la borsa contenesse il Graal (è una metafora, s’intende).
- infine, la ricchezza. Gèlis possedeva 34 mila franchi: una somma notevole. L’origine di tale ricchezza non mi è mai parsa eccessivamente curiosa: rendite fondiarie, dividendi di obbligazioni ad alto rendimento, onorari di messe (!) e stipendio mi sembrano capaci di generare il tesoro del curato. Mi sembra di ricordare - non ho nulla sotto mano - che in Pégase si trovi un resoconto completo delle spese mensili del curato, nonché delle entrate. Forse questo documento potrebbe gettare qualche barlume su questo punto…

Ovviamente, ti chiedo spiegazioni su questi particolari perché m’interesso anch’io al “caso”, perché sai il "fatto tuo", sei perspicace e hai notato numerose cose che mi sono sfuggite... Wink

...
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Valéry.


Last edited by Alfred on 26 March 2007, 12:27 pm; edited 1 time in total
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 26 March 2007, 12:26 pm    Post subject:

mammaoca wrote:
ma Alf.. con le cartine non ci pulisci nemmeno le lenti degli occhiali... mi sembra altamente improbabile che l'assassino si tolga dalla tasca le cartine per pulire pinze del camino enormi....


Però trovarono delle cartine nel camino, macchiate. Shocked Avrà pulito qualcos'altro... Forse se stesso.
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Valéry.
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Winston



Joined: 14 Jan 2007
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PostPosted: 26 March 2007, 1:05 pm    Post subject:

Grazie Alessandro per le tue riflessioni.
In effetti che la borsa contenesse quello che l'assassino stava cercando non è da escludere, anche perchè è difficile se non impossibile stabilire l'ordine con il quale il colpevole ha ispezionato la camera del curato e i vari mobili borsa compresa.

Quindi concordo con te nel ritenere che anche la porsa avrebbe potuto contenere il "Graal".

Le pinze usate per l'omicidio erano molto grandi e le cartine non sarebbero state utili né per pulire quest'arma né per aiutare lo sconosciuto a pulire se stesso.
La carta usata per pulirle venne ritrovata nel camino sopra ad un altro mucchio di carte che sicuramente il Curato usava per accendere il fuoco, quindi si trattava, come riportato nel processo verbale, di un foglio di carta di dimensioni più grandi di quelle di una cartina per sigarette.

Considerato che al di fuori delle chiazze di sangue e degli schizzi arrivati sino al soffitto, non esistono altri segni o impronte lasciate dall'omicida, che questo ccome hanno appurato gli inquirenti si è lavato nel lavandino, non si può che pensare logicamente che gli oggetti, strofinacci da cucina o asciugamani che dir si voglia, devono essere stati portati via dal colpevole.

Le cifre accumulate da Gélis, mi paiono onestamente elevate per un prete di un piccolo villaggio come Coustaussa, tenendo conto che per vivere spendeva circa 700 dei 900 Franchi annui del suo stipendio.
Sono d'accordo con te: se esiste una documentazione relativa alle entrate ed alle spese, la visione e l'analisi di questi dati potrebbea aiutarci a ricostruire meglio questa parte della vicenda e a levare un altro velo da questo mistero.

Ritengo Che Jean Fabre, il sindaco non avesse scelta nel dichiarare che in paese il religioso non era ben visto ed accettato, non fu l'unico a fare questa confidenza, quindi meglio non tacere questo particolare agli inquirenti. Semmai la sua affermazione poteva ottenere come effetto di rendere tutti sospetti e di allontanare eventuali congetture su suo figlio.
Ammetterai che è piuttosto strano che nessuno dei Giudici abbia comunque interrogato il figlio del sindaco, buttandosi solo e totalmente sul Joseph Pagés.

Io sto continuando nelle mie ricerche; oggi mi è arrivata un'email che mi conferma la spedizione del libro di Reviere e sono in attesa di ricevere anche il n.3 di Pegasus.

Un'ultima riflessione:
è vero che la famiglia di Gélis era al corrente del suo pensionamento, ma mi sembra molto singolare che il vescovo non avesse provveduto per tempo a nominarne il sostituto come solitamente è prassi.
Pensare che il 1° novembre o il giorno seguente l'abate si trasferisse a Grèzes senza attendere il sostituto, al quale consegnare i documenti parrocchiali, e senza presentarlo alla comunità, lo trovo poco credibile o, per lo meno, molto...particolare!

Attendo un tuo parere e ne approfitto per proporti una collaborazione nel proseguimento delle ricerche, se sei d'accordo e se ritieni che possa essere utile per il prosieguo delle indagini!

Gianluca
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Atchoum



Joined: 02 Aug 2004
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PostPosted: 26 March 2007, 1:06 pm    Post subject:

Alfred wrote:
mammaoca wrote:
ma Alf.. con le cartine non ci pulisci nemmeno le lenti degli occhiali... mi sembra altamente improbabile che l'assassino si tolga dalla tasca le cartine per pulire pinze del camino enormi....


Però trovarono delle cartine nel camino, macchiate. Shocked Avrà pulito qualcos'altro... Forse se stesso.


Difficile pulire qualsiasi cosa con cartine di sigarette. Tranne forse se sei una zanzara e ti vuoi dare un'asciugatina. Laughing
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Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
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