 Gruppo di studio e documentazione Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007. Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château, conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 5 April 2007, 12:44 pm Post subject: La questione Casteillas |
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Tempo fa avevo linkato questa raccolta di fotografie:
http://www.rex-mundi.org/nuke/nuke/modules.php?name=Rr70m&page=anonimo2
Leggo in questi giorni sull'ultimo Pégase un interessante articolo in cui si parla della pagina in questione, realizzata dall'amico Olivier Cauchi (in arte Rex Mundi).
Dietro le fotografie c'è una curiosa polemica che sarebbe interessante approfondire. Il terreno di Casteillas (a poche centinaia di metri dalla collina di Rennes) apparteneva negli anni Settanta e Ottanta a Philippe Schrauben, noto editore belga della zona.
Un paracadutista di Carcassonne si imbatté in reperti archeologici molto interessanti (le cui foto sono riportate al link in alto).
Philippe Schrauben (PS!!!) si arrabbiò del ritrovamento del paracadutista (in quel momento PS era lontano da Rennes), e scoppiò la polemica: qualcuno sosteneva che si trattasse di reperti portati in loco da PS per "fingere" di ritrovarli e fondare - sul luogo - un ranch a pagamento (una sorta di Disneyland a sfondo Renneologico). Altri attaccarono il paracadutista (che poi scatenò sondaggi selvaggi nella zona) dicendo che non avrebbe dovuto scavare senza le autorizzazioni).
Oggi resta il dubbio: il commento di Jarnac è che quei pezzi non hanno nessun legame con l'area, e sembrano "caduti dal cielo" (nel senso che ci sono pezzi di colonne o di architravi in un'area dove non esistono precedenti di un'architettura di quel tipo).
Qualcuno ha voglia di approfondire questa interessante pista? _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 5 April 2007, 5:16 pm Post subject: |
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Limitandosi all'ovvio, si può constatare che quei reperti risalgono a un'epoca recente. Basta notare che i contorni dell'architrave sono assai netti.
Conclusione: probabilmente non si tratta di resti medievali, né tanto meno di "resti" riconducibili a quella zona specifica (parlo della vetta del monte).
Ipotesi: sull'architrave si trova una data, 1870, e una sigla, VIDADAC (?!), quindi si può ipotizzare che il "reperto", realizzato o restaurato nel 1870, provenga da una fattoria della zona o da qualche altra parte (Vidada sembra spagnolo).
Ovviamente, riferirsi ai resti come "piovuti dal cielo" è un altro modo per dire che "qualcuno li ha portati" sulla collina dopo il 1870, sempreché non piovano architravi del 1870 col paracadute... _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Winston
Joined: 14 Jan 2007 Posts: 204 Location: Milano
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Posted: 5 April 2007, 5:52 pm Post subject: |
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| Alfred wrote: | Limitandosi all'ovvio, si può constatare che quei reperti risalgono a un'epoca recente. Basta notare che i contorni dell'architrave sono assai netti.
Conclusione: probabilmente non si tratta di resti medievali, né tanto meno di "resti" riconducibili a quella zona specifica (parlo della vetta del monte).
Ipotesi: sull'architrave si trova una data, 1870, e una sigla, VIDADAC (?!), quindi si può ipotizzare che il "reperto", realizzato o restaurato nel 1870, provenga da una fattoria della zona o da qualche altra parte (Vidada sembra spagnolo).
Ovviamente, riferirsi ai resti come "piovuti dal cielo" è un altro modo per dire che "qualcuno li ha portati" sulla collina dopo il 1870, sempreché non piovano architravi del 1870 col paracadute... |
Concordo con Alfred: sono reperti recenti, forse ancor più di quanto vorrebbe far credere la data sull'architrave. Le incisioni sono troppo nette e nitide per essere rimaste esposte per così lungo tempo. Dalle fotografie si direbbe che siano state portate volutamente sul luogo e ritengo neanche molto tempo fa.
Molto particolari le foto con le due colonne, una delle quali composta da un basamento a cui si sovrappone un secondo "troncone".
Nell'ultima foto si vede meglio e si nota come dalla base della colonna, diagonalmente e a spirale, partono due solchi che non proseguono sul troncone superiore, sul quale invece sono in direzione opposta.
Ergo la parte superiore è stata sistemata sopra quella inferiore al contrario (sottosopra). Per concludere, il tutto pare molto instabile e dubito che sia potuta rimanere in quella posizione per lungo tempo.
Sicuramente questi "reperti" sono stati portati molto di recente sul luogo, sicuramente non ci sono arrivati dal cielo
Winston _________________ "La ricerca della verità fa parte della natura dell'uomo; è la strada che conduce alla libertà." (WINSTON) |
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Enrico Crippa
Joined: 07 Jan 2007 Posts: 33 Location: Monza (MI)
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Posted: 5 April 2007, 7:15 pm Post subject: |
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Anche a me questi ritrovamenti sembrano abbastanza "costruiti".
"Vidala", scritto sull'architrave ricorda uno dei cortili (Ca de la Vidala) della Calle del Xipreret, zona storica del comune di Hospitalet de Llobregat, in pratica un borgo di Barcellona...
Ma sinceramente non vedo alcun nesso con "l'Affaire"... |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 5 April 2007, 7:22 pm Post subject: |
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beh... quello non mi sembra materiale adatto alla costruzione di capanne di fango e legno.
un tale architrave necessita almeno una muratura.
Lo scalpellino ha inciso 1870. Se un'abitazione con portale di marmo stava lì nel 1870, sul Catastrofo deve risultare.
Senza che fioriscano o affiorino altri reperti, sembra difficile poter confutare Jarnac. Anche con tutta la mafede possibile.
Rimane la curiosità di sapere, più che " CHI " ce li ha portati, " XCHE' " farsi il culo a portarceli.
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fatti non foste a viver come bruchi...
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 5 April 2007, 8:21 pm Post subject: |
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Che ci sia un collegamento con la più recente colonnina isolata bianca accanto alla fontana dei leoni (quella della Forza dei Tarocchi)? _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 6 April 2007, 7:40 am Post subject: |
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Per il trasporto di un mazzo così, cioè dell'architrave, nonché per l'erezione di una colonna sì alta e ardita, sono necessari un fisico giovane, allenato e vigoroso, nel fiore degl'anni insomma. Questo lo inferisco io, senza alcuna nozione particolare di "scienze motorie".
Ovviamente, sussistono altre eventualità. I resti potrebbero essere stati gettati lì da un aereo (in volo, ovviamente), con una cartina di sigarette a guisa di paracadute. Ma non dovrà scomodarsi Travaglio (cfr. il nuovo libro "Non è vero che gli aerei volano: sono i motori a farli volare") per dire che, invero, non è affatto vero che in Cina si bollono... cioè che una cartina... be', insomma, si è capito.
Io, personalmente, non escluderei l'uso di un’insperata catapulta o il rapimento di un discobolo; il giuoco di prestigio, il cilindro col coniglio, o, più semplicemente ancora, l’opera di un Genio Maligno, del Demonio, che ha fatto… ehm, fiorire, rampollare quei “resti” dal vile terreno.
Vediamo: 1870 diviso 7, per 10, riporto di 9… In virtù di calcoli che non starò a descrivere, 1870 è indiscutibilmente un rimando al 666.
E se il Rasoio di Ockam, nel caso del Demonio, mi dà torto, posso sempre invocare il principio delle “Forbici di Fulberto”. E’ un principio della filosofia più inedita e più rancida a un tempo, per il quale, date *tre* alternative ugualmente valide, si sceglie quella che esclude (il libro altamente filosofico che lo enuncia usa la coniugazione poco filosofica del verbo “castrare”) o “castra” del tutto le altre due, senza possibilità di appello.
L’aereo potrebbe sempre contenere una catapulta, il discobolo potrebbe essere un prestigiatore: le “Forbici di Fulberto” dicono che è il Diavolo ad aver costruito quei reperti, giacché Egli non è né aereo, né discobolo, né prestigiatore, ma semplicemente il Diavolo.
Scherzi a parte, gli oscuri motivi che hanno spinto a quel giochetto mi sembrano auto-evidenti. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 6 April 2007, 8:26 am Post subject: |
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Io sono molto affascinato da queste sottotrame: è come se, intorno al ramo principale della vicenda - quella di Saunière - ad ogni svolta prendessero vita nuovi personaggi, nuovi episodi, nuove trame avvincenti, via via ascrivibili al genere hard boiled, rosa, thriller, spy story, Indiana Jones, Topolino e Macchia Nera... _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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ninetto
Joined: 22 Dec 2005 Posts: 11 Location: Belluno
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Posted: 6 April 2007, 8:57 am Post subject: |
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| Quanti muratori....Io non riesco a capire dalle foto se questi reperti siano recenti o se la data impressa sia omogenea al manufatto:la costruzione della vicenda mi sembra avere l'andazzo di intentata trama sotterranea. |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 6 April 2007, 9:01 am Post subject: |
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E' il fascino della Cerca.
Io, questo fascino, l'ho sempre conosciuto nel suo aspetto più semplice giocando a dama, chissà perché...  _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 6 April 2007, 9:16 am Post subject: |
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| Alfred wrote: | Io, questo fascino, l'ho sempre conosciuto nel suo aspetto più semplice giocando a dama, chissà perché...  |
Il problema è che la dama è stata completamente studiata dal computer: le configurazioni non soltanto sono in numero finito, ma sono anche in numero tale da poter essere catalogate tutte. Ciò fa sì che diventi un problema poco interessante anche per un calcolatore...
Diverso è il problema degli scacchi: non farebbe notizia un computer che batte un essere umano a dama, mentre con gli scacchi ciò è avvenuto.
E' l'intrinseca complessità a farne un capolavoro, a renderlo oggetto di culto. Ciò accade anche con Rennes-le-Chateau. E ciò spiega anche la riluttanza da parte di tanti accademici ad occuparsi di un terreno tanto inquinato.
 _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 6 April 2007, 11:13 am Post subject: |
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Sì, certo. Ma sia che si giochi a dama o che si giochi a scacchi si è sempre incantati dal ciò che precede il conseguimento del fine, cioè la conclusione della partita, che dal fine medesimo. Bello è, insomma, il viaggiare, e non l’arrivare. Il giocare e non il vincere o l'arrivar al termine della partita. E' una cosa assai ordinaria.
Forse, inconsciamente, nessuno vuole vincere, ma solo continuare a giocare. Per questo è ormai difficile stupirsi se prendono vita nuovi personaggi, nuovi episodi, nuove trame suggestive. Quando saltò fuori la pergamena nella bottiglia l'unica reazione che ebbi fu una risata, séguita dalla curiosità di sapere chi fosse stato tanto candido da concepir uno scherzo così ovvio.
A ben guardare, gl'enigmi storici sono molto simili sotto questo aspetto, cioè sotto quello del giocare; basta persuadersi che la partita non sia ancora chiusa, e l'enigma continua ad autoalimentarsi.
Trattandosi di enigmi storici, del resto, anche una mica di metodologia ti capire quando è giunto il momento di fermarsi . _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 6 April 2007, 12:38 pm Post subject: |
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A me questa ricerca ricorda molto i problemi di retroanalisi: non "come si fa scacco matto" (ovvero, non "come si trova il tesoro") ma "cos'è successo prima, per essere arrivati dove siamo".
Ecco un esempio:
Il nero ha mosso per ultimo.
Qual è stata la sua mossa?
E la precedente del bianco?
Soluzione: http://www.marianotomatis.it/index.php?section=enigmi&problema=6
C'è chi si diverte a cercare come si dà scacco matto.
C'è chi si diverte con la retroanalisi (e non sto parlando di rettoscopia!!!)
C'è chi si diverte ad aggiungere pezzi in più mentre nessuno guarda.
C'è chi si diverte ad osservare la partita da fuori.
Eccetera. _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Enrico Crippa
Joined: 07 Jan 2007 Posts: 33 Location: Monza (MI)
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Posted: 6 April 2007, 2:08 pm Post subject: |
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| Mariano Tomatis wrote: |
C'è chi si diverte ad aggiungere pezzi in più mentre nessuno guarda.
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Non ci avevo mai pensato: cosa succederebbe se qualcuno risolvesse finalmente l'enigma di RLC?
Quante menti brillanti resterebbero disoccupate (e senza il passatempo preferito!)
Terribile...  |
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Madeline
Joined: 29 Sep 2004 Posts: 451 Location: Settimo Cielo
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Posted: 6 April 2007, 3:46 pm Post subject: |
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| Mariano Tomatis wrote: | | non farebbe notizia un computer che batte un essere umano a dama... |
però farebbe molta notizia un essere umano che batte un computer a dama...
che tu sappia è avvenuto? _________________ Oui, je suis L'OR EST DANS
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 6 April 2007, 3:52 pm Post subject: |
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| Madeline wrote: | | Mariano Tomatis wrote: | | non farebbe notizia un computer che batte un essere umano a dama... |
però farebbe molta notizia un essere umano che batte un computer a dama...
che tu sappia è avvenuto? |
Sì, quello è capitato. A questo link c'è un interessante articolo che parla di un programma che impara a giocare, e diventa più bravo col passare del tempo:
http://www.nytimes.com/library/national/science/072500sci-artificial-intelligence.html
All'inizio perde sempre, poi diventa imbattibile! _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 6 April 2007, 5:18 pm Post subject: |
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| Quote: | Non ci avevo mai pensato: cosa succederebbe se qualcuno risolvesse finalmente l'enigma di RLC?
Quante menti brillanti resterebbero disoccupate (e senza il passatempo preferito!)
Terribile... |
Sinora l'<enigma> è stato "risolto" facendo in modo che l'enigma stesso si adeguasse a una soluzione già nota ed accettata. La "soluzione" così trovata, tuttavia, è sempre rimasta terribilmente soggettiva, e l'<enigma> irrisolto.
Mi sembra che un Renn(olo)ist ragionevole non abbia nulla da temere...  _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 6 April 2007, 6:28 pm Post subject: |
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| Alfred wrote: | | Sinora l'<enigma> è stato "risolto" facendo in modo che l'enigma stesso si adeguasse a una soluzione già nota ed accettata. La "soluzione" così trovata, tuttavia, è sempre rimasta terribilmente soggettiva, e l'<enigma> irrisolto. |
Non ho capito. _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 6 April 2007, 7:29 pm Post subject: |
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Mi sarei stupito del contrario.
Dopo le vacanze sarà più facile comprendere.
Passate tutti le Feste splendidamente.
L'importante è che le passiate.
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Aprè pàcch è féte... (dopo Pasqua è festa)
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Winston
Joined: 14 Jan 2007 Posts: 204 Location: Milano
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Posted: 6 April 2007, 7:31 pm Post subject: |
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| Alfred wrote: | | Quote: | Non ci avevo mai pensato: cosa succederebbe se qualcuno risolvesse finalmente l'enigma di RLC?
Quante menti brillanti resterebbero disoccupate (e senza il passatempo preferito!)
Terribile... |
Sinora l'<enigma> è stato "risolto" facendo in modo che l'enigma stesso si adeguasse a una soluzione già nota ed accettata. La "soluzione" così trovata, tuttavia, è sempre rimasta terribilmente soggettiva, e l'<enigma> irrisolto.
Mi sembra che un Renn(olo)ist ragionevole non abbia nulla da temere...  |
A me, invece, tutto è diventato molto più chiaro  _________________ "La ricerca della verità fa parte della natura dell'uomo; è la strada che conduce alla libertà." (WINSTON) |
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