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Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007.
Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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L'omicidio di Antoine Gélis
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 26 March 2007, 2:44 pm    Post subject:

Concordo sulla borsa e sulle cartine ( Laughing ).

La documentazione sulle spese è mutila. Esiste solo questo accenno: dal 30/9 al 30/10/'97 spese di 89 f; cassa 750 f.
Il fatto che G. serbasse un saldo riserbo sui propri affari (lo dice Malot) non ci aiuta. J. Pagès dice di sapere che il prete possedeva molto denaro. Un amico gli confidò che G. scambiava banconote in monete d'oro: è forse questa l'origine del tesoro in oro trovato in cantina?
Attenzione a una cosa: 34 mila franchi possono essere il risultato di anni di speculazione finanziaria!

Sì, il tuo ragionamento su Fabre è corretto. Nei pochi interrogatori che ci sono giunti, G. è descritto come un "indifferente", se non come una persona "che ama solo se stessa". Curioso, per un <prêtre pieux, qui reproduisait dans sa conduite toute la douceur de caractère qui convient à un ministre de Jésus-Christ> ( Smile ).
Fabre, però, è l'unico che si riferisca a G. definendolo "homme d'argent"... Usuraio?

Quote:
Ammetterai che è piuttosto strano che nessuno dei Giudici abbia comunque interrogato il figlio del sindaco, buttandosi solo e totalmente sul Joseph Pagés.


Non ho trovato traccia dell'interrogatorio di Fabre-figlio. D'altronde, il dossier è mutilo. Non ci sono giunti tutti i verbali e tutti gli interrogatori. Ad esempio, nei verbali di cui c'è traccia si accenna a un interrogatorio cui fu sottoposta Marie Malot, la moglie di Pagès malata. Circa la decisione di G. di lasciare Coustaussa, ella avrebbe detto che "ci è stata annunciata". Nondimeno, a detta del marito, la moglie, in poche parole, non ci sarebbe stata con la testa (va notato che Pagès negò di sapere che G. aveva preso la decisione di cui s'è detto...).

Quote:
Pensare che il 1° novembre o il giorno seguente l'abate si trasferisse a Grèzes senza attendere il sostituto, al quale consegnare i documenti parrocchiali, e senza presentarlo alla comunità, lo trovo poco credibile o, per lo meno, molto...particolare!


E' vero. Nessun estraneo che abitasse a Coustaussa era al corrente della decisione. Ma non è possibile stabilire se, al Vescovado, la notizia fosse trapelata: nessuna indagine è stata condotta in tal senso. Io credo che, quantunque l'appartamento a Grèzes fosse affittato dal Primo Novembre, G. avesse intenzione di trovarvi rifugio dopo il giorno di Ognissanti... quando, esattamente, è impossibile dirlo.
Però Marot non sembra sorpreso. E non lo è nemmeno Gayda, un altro sacerdote al quale G. confida di essere "alla vigilia del pensionamento" (Rivière, Tappa, p. 20).
Uno dei sospetti che nutro è questo: pensionamento e delitto possono essere collegati. Perché? Chi avrebbe interesse ad eliminare un prete prima che vada in pensione, in un luogo lontano da quello in cui è vissuto? Gl’inquirenti conclusero che solo chi vedeva in G. una fonte di denaro avrebbe potuto agire così… Questa può essere l'unica spiegazione possibile.

Sì, un lavoro a più di due mani è il modo migliore per dipanare un intrico come questo!
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E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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mammaoca



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PostPosted: 10 April 2007, 10:52 am    Post subject:

ma allora la cartina con Viva Angelina era ancora dentro la scatolina????
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Winston



Joined: 14 Jan 2007
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PostPosted: 10 April 2007, 12:59 pm    Post subject:

mammaoca wrote:
ma allora la cartina con Viva Angelina era ancora dentro la scatolina????


Da quanto emerge dai verbali si dovrebbe ritenere che sia così.
Pugens, ovvero il Giudice di Pace di Couiza nota qualcosa nella seconda pozza di sange, si tratta di un blocco di cartine completamente inzuppato. Poco distante rinviene il "pacchetto" che contiene ancora due cartine, su una delle due c'è la scritta: "Viva Angèlina".
Puoi trovare la descrizione sul notiziario.

Nelle mie ricerche ho volutamente tralasciato questo "particolare" perchè avrebbe richiesto parecchie riflessioni, quindi mi ero promesso di riprendere la cosa in seguito. Questo fino a qualche giorno fa, quando, mi è saltato all'occhio qualcosa di....singolare!
Ma è ancora un po' presto per parlarne..... Wink

Winston
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mammaoca



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PostPosted: 10 April 2007, 4:10 pm    Post subject:

beh, è alquanto strano Watson... eeehmmm.. Winston...

'cadono' delle cartine a terra e si inzuppano di sangue. Tra quelle rimaste invece nella scatolina c'è la scritta bla bla bla...

non funziona......

se l'avesse riinfilata l'assassino nella scatolina sarebbe probabilmente sporchissima di sangue, invece sembra intonsa. Indifferente al casino capitato intorno...... sembra che non ne sia mai uscita prima dell'arrivo della polizia
?perchè c'è una scritta su una delle ultime cartine della scatola?

prima pensavo che la cartina fosse servita (buontempone e meno) a lasciare un messaggio durante o dopo l'omicidio. Che fosse stata trovata che sò.. a terra o su un tavolo, invece era ancora nella scatolina.

Ora sembra che questa scritta giacesse sul fondo, quasi nascosta ad una prima - magari superficiale- ispezione, coperta (forse) dalle altre che poi cadono a terra....



ti ha dato l'impressione che qualcuno abbia cercato dentro la scatolina pensando di trovare qualcosa (magari una piccola chiave?) togliendo e gettando a terra le prime cartine e lasciando inavvertitamente proprio le ultime che contenevano la scritta?

chi ce l'ha messa e quando?

Del resto non è detto che -anche se non fumava- Gelis non potesse tenere una scatola di cartine,
e se non fosse stata portata dentro la casa ma aspettasse solo di uscirne????
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Winston



Joined: 14 Jan 2007
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PostPosted: 10 April 2007, 4:28 pm    Post subject:

mammaoca wrote:
beh, è alquanto strano Watson... eeehmmm.. Winston...

'cadono' delle cartine a terra e si inzuppano di sangue. Tra quelle rimaste invece nella scatolina c'è la scritta bla bla bla...

non funziona......

se l'avesse riinfilata l'assassino nella scatolina sarebbe probabilmente sporchissima di sangue, invece sembra intonsa. Indifferente al casino capitato intorno...... sembra che non ne sia mai uscita prima dell'arrivo della polizia
?perchè c'è una scritta su una delle ultime cartine della scatola?

prima pensavo che la cartina fosse servita (buontempone e meno) a lasciare un messaggio durante o dopo l'omicidio. Che fosse stata trovata che sò.. a terra o su un tavolo, invece era ancora nella scatolina.

Ora sembra che questa scritta giacesse sul fondo, quasi nascosta ad una prima - magari superficiale- ispezione, coperta (forse) dalle altre che poi cadono a terra....



ti ha dato l'impressione che qualcuno abbia cercato dentro la scatolina pensando di trovare qualcosa (magari una piccola chiave?) togliendo e gettando a terra le prime cartine e lasciando inavvertitamente proprio le ultime che contenevano la scritta?

chi ce l'ha messa e quando?

Del resto non è detto che -anche se non fumava- Gelis non potesse tenere una scatola di cartine,
e se non fosse stata portata dentro la casa ma aspettasse solo di uscirne????


Facciamo un po d'ordine.

- Le cartine sono arrivate nel presbiterio portate dall'aggressore dell'Abate.

- La descrizione fatta da Pugens parla di cartine probabilmente tenute in tasca per diverso tempo.

- Sicuramente l'assassino, dopo aver commesso l'omicidio, ha fumato, difatti a terra viene ritrovato anche un mozzicone.

- Ha fumato dopo perchè Gélis odiava il tabacco e i fumatori e non avrebbe permesso a nessuno di fumare in sua presenza, per di più nella sua casa.

- Quindi questo "Monsieur X" dopo il crimine ha preso cartine e tabacco, si è fatto una sigaretta e ha fumato.

-Il pacchetto di cartine gli è caduto.

- Non possiamo sapere se le due rimaste all'interno fossero le ultime o le prime.

Nelle mie ricerche sono partito da zero; quindi ad esclusione dei documenti ufficiali, non ho tenuto conto di nessuna ipotesi presentata precedentemente.
Mi sono posto di fronte ai fatti come se fossero accaduti ora.

A questo punto due possibilità, delle quali la seconda non è mai stata ipotizzata:

1° - la scritta potrebbe essere un messaggio per una o più persone per le quali doveva avere un significato ben preciso;

2° - la scritta poteva essere un messaggio per l'aggressore.

A questo punto le idee dovrebbero essere più chiare... Exclamation

O no... Exclamation Question Wink

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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 10 April 2007, 5:07 pm    Post subject:

Winston wrote:


Facciamo un po d'ordine.

- Le cartine sono arrivate nel presbiterio portate dall'aggressore dell'Abate.


e chi ci giura???

Winston wrote:
- La descrizione fatta da Pugens parla di cartine probabilmente tenute in tasca per diverso tempo.


appunto!!!!! a me le cartine invecchiano in tasca perchè NON fumo, a chi fuma, le cartine sembrano sempre nuove!!!!!

Winston wrote:
-- Sicuramente l'assassino, dopo aver commesso l'omicidio, ha fumato, difatti a terra viene ritrovato anche un mozzicone..- Ha fumato dopo perchè Gélis odiava il tabacco e i fumatori e non avrebbe permesso a nessuno di fumare in sua presenza, per di più nella sua casa.

su questo siamo d'accordisimo!!!!



-
Winston wrote:
-- Quindi questo "Monsieur X" dopo il crimine ha preso cartine e tabacco, si è fatto una sigaretta e ha fumato.

-Il pacchetto di cartine gli è caduto..

siiii.....

--
Winston wrote:
-- Non possiamo sapere se le due rimaste all'interno fossero le ultime o le prime...


in che senso?
toglie le prime due,
si fa la sigaretta,
fa cadere tutte le altre
e rimette dentro queste con la scritta????.. mi sembra altamente improbabile...
se fuma dopo l'omicidio e 'ravana' nelle cartine - visto che sono sottilissime - dovrebbe sporcare anche quelle dentro. Certo, può aver fumato dopo essersi lavato e asciugato le mani... nel qual caso l'emozione gli fa cadere le cartine nel sangue e la scatolina poco lontano...



--
Winston wrote:
-- Mi sono posto di fronte ai fatti come se fossero accaduti ora....

il tuo lavoro ha permesso a tanti di capire finalmente qualcosa sugli avvenimenti.... è davvero come se fosse successo solo ora.



--
Winston wrote:
-- 1° - la scritta potrebbe essere un messaggio per una o più persone per le quali doveva avere un significato ben preciso;

2° - la scritta poteva essere un messaggio per l'aggressore.


per il 1° punto credo che allora l'avrebbe messo un po' più in vista,

per il secondo, vista la meticolosità della cerca, il tempo per pulire il tutto e per cercare quello che voleva, trovo troppo stupido che se lo sia 'dimenticato'....
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Mariano Tomatis



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PostPosted: 10 April 2007, 5:30 pm    Post subject:

Ciao Winston,
mi metto nei panni di una giuria in tribunale. Scrivi:

Winston wrote:
- Le cartine sono arrivate nel presbiterio portate dall'aggressore dell'Abate.
- Sicuramente l'assassino, dopo aver commesso l'omicidio, ha fumato, difatti a terra viene ritrovato anche un mozzicone.
- Ha fumato dopo perchè Gélis odiava il tabacco e i fumatori e non avrebbe permesso a nessuno di fumare in sua presenza, per di più nella sua casa.
- Quindi questo "Monsieur X" dopo il crimine ha preso cartine e tabacco, si è fatto una sigaretta e ha fumato.


Ma io, giurato, non sono affatto convinto di quel che affermi. Da cosa trai la conclusione per cui la cartina sarebbe stata portata dall'aggressore?
E come fai a concludere che Gélis non concesse al fumatore di accendersi una sigaretta?
Mi sembrano congetture ma non evidenze.
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Mariano Tomatis Antoniono
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Winston



Joined: 14 Jan 2007
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PostPosted: 10 April 2007, 6:23 pm    Post subject:

Mariano Tomatis wrote:
Ciao Winston,
mi metto nei panni di una giuria in tribunale. Scrivi:

Winston wrote:
- Le cartine sono arrivate nel presbiterio portate dall'aggressore dell'Abate.
- Sicuramente l'assassino, dopo aver commesso l'omicidio, ha fumato, difatti a terra viene ritrovato anche un mozzicone.
- Ha fumato dopo perchè Gélis odiava il tabacco e i fumatori e non avrebbe permesso a nessuno di fumare in sua presenza, per di più nella sua casa.
- Quindi questo "Monsieur X" dopo il crimine ha preso cartine e tabacco, si è fatto una sigaretta e ha fumato.


Ma io, giurato, non sono affatto convinto di quel che affermi. Da cosa trai la conclusione per cui la cartina sarebbe stata portata dall'aggressore?
E come fai a concludere che Gélis non concesse al fumatore di accendersi una sigaretta?
Mi sembrano congetture ma non evidenze.


Ciao Mariano!
Fortunatamente non ci troviamo di fronte ad una giuria di tribunale, per ora, quindi per arrivare a delle evidenze, quindi a delle prove, bisogna forzatamente partire da ipotesi o congetture che dir si voglia.

Anche ammettendo che Gélis avesse concesso al suo aggressore di fumare in casa sua e in sua presenza (cosa che andrebbe contro diverse testimonianze e affermazioni da parte di chi conosceva Gélis), le cartine non erano in vendita nel dipartimento dell'Aude. Le aveva Gélis? Perchè mai un accanito oppositore del tabacco e dei fumatori avrebbe dovuto avere cartine per sigarette? Io mi attengo ai fatti ed ai documenti ufficiali e ragiono pensando a ciò che è più probabile. Come non si può dimostrare che le cartine siano arrivate in casa portate dall'assassino altrettanto non si può dimostrare che queste fossero già presenti nel presbiterio. Questa ipotesi però è molto meno probabile della precedente.
Quindi pen tentare di trovare una soluzione, mi attengo a ciò che appare più veritiero, ciò non toglie che seguita una strada, bisogna percorrene pure altre, tutte le possibili ed è quello che sto facendo.
Come ho già avuto modo di dire in precedenza, avevo tralasciato dalle mie ricerche questo particolare, ritenendo che richiedesse tempo e pazienza, per poter giungere a qualche conclusione. Ma poi, alcuni giorni fa ho notato qualcosa che mi era sfuggito, e di cui ti ho parlato in una mia email. Non è detto che sia la strada giusta, ma per saperlo devo percorrela fino in fondo.
Al momento non ho convinzioni o verità certe, ma parecchi elementi sinora trascurati. Proseguendo nelle indagini e nelle traduzioni dei documenti originali, emergono sempre maggiori incongruenze. Per non parlare delle infinite di sviste e della superficialità degli inquirenti dell'epoca.

Come ho già detto il mio obiettivo è solo uno, trovare la verità e il nome dell'assassino. Fa parte del mio carattere non arrendermi e ritenere che nulla sia realmente impossibile.... Exclamation

Winston Wink
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Last edited by Winston on 10 April 2007, 6:27 pm; edited 1 time in total
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 10 April 2007, 6:26 pm    Post subject:

Mariano Tomatis wrote:

E come fai a concludere che Gélis non concesse al fumatore di accendersi una sigaretta?.


bello il gioco del banco della Giuria!!!!!!!!! Shocked

almeno su questo fatto ci sono le testimonianze della gente che è concorde nell'affermare che Gelis odiava il fumo, e lui non ha dato l'impressione del tipo socievole o accondiscendente che lascia fare anche se c'è un ospite.... su questo, a pelle (ma anche per le testimonianze) come 'giurata' la penso come Winston... Rolling Eyes
certo è una congettura, come dici tu;-)
Ma è una delle cose che ha lasciato perplessi subito i parrocchiani....


MI sto chiedendo, (e sto pure preparando la cena per cui non ho il tempo di andare a cercare..) ma Saunière in questo periodo non scrive neppure una riga a riguardo tra le sue carte???? Shocked
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Alfred



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PostPosted: 10 April 2007, 6:32 pm    Post subject:

L’abduzione è sempre un ragionamento congetturale e probabile. Va "solo" verificato nei fatti. E' usato da ogni investigatore.

E si deve tener conto, peraltro, che non si può dire che un’ipotesi è vera semplicemente perché è l’unica rimasta in seguito ad un semplice processo di eliminazione graduale: "non è scientifico".

Posso dedurre (abdurre, se vi piace di piú) che l’omicida abbia fumato dopo la dipartita del curato per via del mozzicone in terra: il padrone di casa avrebbe permesso il gesto di lasciar cadere il mozzicone sul pavimento? (comunque, c’è un assioma evidente, quello per il quale il gesto di gettare un mozzicone per terra sarebbe apparso sconveniente al curato.)

Postilla. Probabile è ciò che può essere reputato valido (non vero) in base ad un argomento attendibile. Una testimonianza dalla quale traluce che Gélis odiava il fumo è un fatto (argomento attendibile) da cui trarre alcune inferenze plausibili.
Domanda. Cosa poteva farsene un uomo di un pacchetto di cartine, a parte usarle per farsi una sigaretta? Mi viene in mente solo che la marca non era più prodotta in Francia da alcuni anni.

Tutt’e due le ipotesi sul “significato” della scritta sulla cartina appaiono plausibili. Ma cozzano contro questo fatto: se il “significato” è legato al delitto, perché lasciarlo lì, quel biglietto? Parlo di un reperto che avrebbe facilitato le indagini, che stride contro il naturale desiderio di non lasciare nulla che potesse ricondurre alla propria persona.

Certo, l’assassino si sente spesso “Dio”, e, se ha compiuto l’omicidio per vendetta, potrebbe aver lasciato lì un biglietto significativo, eloquente. Vedi l’ipotesi - indimostrata - dell’Otello. Oppure la scritta poteva aver un significato noto solo alla vittima e all’omicida - tesi affatto indimostrabile -, o ad un ristretto gruppo di sodali.
E si potrebbe continuare con altre tortuosità. Che il messaggio fosse destinato a Gélis è già stato congetturato: l’ingegno sottile di un francese ha formulato tale ipotesi: Viva… va letto specularmente, come in uno specchio, è dà una frase che suona “Anilegnaaviv”; tale frase andrebbe letta nientemeno che in ebraico, e ne risulterebbe “Io (ani) aspetto (legna) giardino (aviv)”: non so esprimermi, al riguardo, se non dicendomi “Che bisogno c’era di tutte ‘ste ambagi per dire che t‘aspetto nel giardino?”.

Rimane sempre l’ipotesi che il biglietto, con la sua scritta, non significhi nulla... di rilevante... Wink
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Valéry.
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mammaoca



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PostPosted: 10 April 2007, 6:49 pm    Post subject:

Alfred wrote:

Certo, l’assassino se ha compiuto l’omicidio per vendetta, potrebbe aver lasciato lì un biglietto significativo, eloquente.


ma allora perchè lasciarlo nascosto nella scatolina e non metterlo sul tavolo?

Alfred wrote:
Rimane sempre l’ipotesi che il biglietto, con la sua scritta, non significhi nulla... di rilevante... Wink


giusto, però è ben strano trovare un bigliettino scritto con mano incerta - tanto che non si è ancora capito se c'era scritto viva o vico e chissà cos'altro....- infilato in una scatolina come un appunto. Ripeto tutta la mia perplessità proprio dopo che ho capito che non era in giro per la stanza ma dentro una scatolina di cartine da cui le altre erano uscite tutte...

servirebbe l'esperienza di qualche nostalgico che ancora si rolla le sigarette da solo....
ragazzi allora: quanto ci mettono ad assumere un aria 'vecchia' le RizLa + che tenete nella tasca dei Jeans?
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Atchoum



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PostPosted: 10 April 2007, 9:08 pm    Post subject:

Ma come è possibile che l'assassino abbia fumato DOPO aver commesso il fatto? Ha già perso tempo ad andare su e giù per casa a cercare chissà che, ha risistemato il cadavere, ha fatto attenzione a non sporcare.... Non aveva fretta di andarsene dopo tutto il trambusto che nel silenzio "pneumatico" di una notte in un paesino di fine ottocento poteva facilmente svegliare il sonno di qualcuno o suscitare il latrato di un cane o il nitrire di un cavallo in una stalla? Per di più, se era notte, tutto ciò si deve essere svolto alla luce di un lume, di una candela... la cui luce poteva essere vista dall'esterno.
Insomma quel mozzicone non mi convince... Certo è che se il prete era ricattato da qualcuno questo qualcuno poteva benissimo "osare" fumare in sua presenza senza paura dei suoi anatemi. Per queste ragioni ritengo più probabile che se qualcuno ha fumato lo ha fatto quando Gélis era ancora vivo. Quanto alle cartine concordo con Mammaoca. Strano che quella scritta fosse dentro la scatola e sotto alle altre...
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ninetto



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PostPosted: 10 April 2007, 10:02 pm    Post subject:

Ma ci sono prove che Gelis fosse un accanito antitabagista? Sennò, niente di male se l'ospite ha fumato in sua presenza. Riguardo alla scritta sulla cartina, se invece di "Viva Angelina" vi fosse scritto "Villa Angelina"?
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
Posts: 2475
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PostPosted: 11 April 2007, 6:40 am    Post subject:

ninetto wrote:
Ma ci sono prove che Gelis fosse un accanito antitabagista?


Sì, ci sono le testimonianze dell'epoca, opportunamente raccolte e registrate.

ninetto wrote:
Riguardo alla scritta sulla cartina, se invece di "Viva Angelina" vi fosse scritto "Villa Angelina"?


Chi l'ha raccolta vi ha letto VIVA o EPICO ANGELINA.
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 11 April 2007, 7:14 am    Post subject:

Quote:
ma allora perchè lasciarlo nascosto nella scatolina e non metterlo sul tavolo?


Appunto. Il bello è anche questo: la scatola contenente la cartina era sotto il tavolo... Laughing

Quote:
Ripeto tutta la mia perplessità proprio dopo che ho capito che non era in giro per la stanza ma dentro una scatolina di cartine da cui le altre erano uscite tutte...


Le cartine cadute nel mare di sangue erano reliées ensemble en forme de cahier: ciò può significare che, per usare una cartina, occorreva sfilarla da una specie di pila di cartine legate insieme? Se così fosse, si spiegherebbe per quali motivi una cartina isolata è rimasta nella busta, mentre le altre, "legate" in una specie di blocchetto, si sono riversate fuori.

Ultima cosa sul Silenzio. Come può apparirvi così straordinario il fatto che nessuno abbia sentito nulla?! Il presbiterio non è situato al "centro" del paese, e la cucina si affaccia su una strada, la Rue de l'Eglise, non certo affollata. Dagli interrogatori emergono facilmente almeno due fatti: 1. che almeno un vicino di Gélis - un certo Sudre - non dormiva sulla strada (come poteva, dunque, sentire o vedere qualcosa?); 2. che la costruzione più propinqua alla casa di Gélis era quella abitata dalla sua "badante", una vecchia settantenne che dichiarò di non aver sentito nulla, quantunque ciò le apparisse "straordinario".
E queste, ben inteso, sono le persone che avevano una casa a lato del presbiterio, precisamente alla sua sinistra, vicinissimo alla cucina. Alla destra del presbiterio non v’è che un crocicchio. Di fronte, una vecchia scuola - non si sa se abitata o meno - e un’altra costruzione, di cui non si conosce nemmeno il proprietario, ammesso che ve ne fosse uno. Fine; dopo, proseguendo per la Rue, c’è solo la chiesa... Rolling Eyes
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Atchoum



Joined: 02 Aug 2004
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PostPosted: 11 April 2007, 9:41 am    Post subject:

Oggi le nostre orecchie sono completamente assuefatte al rumore. Cent'anni fa no.
Nel silenzio della notte un rumore anche minuscolo si propaga moltissimo. E Gélis, a meno che non sia stato colpito da dietro all'improvviso, potrebbe anche aver urlato. E siccome pare che non fu colpito sulla poltrona ma che anzi cerco una via di fuga verso la finestra è probabile che abbia anche chiamato aiuto. Che nessuno abbia sentito nulla o che non sia stato disturbato dal verso di qualche animale inquieto può far pensare a queste ipotesi:

- gli abitanti erano tutti anziani e sordi e/o ubriachi
- gli abitanti odiavano il prete e pur sentendo qualcosa se ne sono fregati
- gli abitanti pur sentendo qualcosa hanno taciuto per coprire uno di loro
- gli abitanti odiavano il prete e hanno organizzato loro stessi l'omicidio

In ogni caso l'assassino, a meno che non fosse uno del posto (magari con dei complici all'esterno), non poteva certo essere sicuro che nessuno avrebbe sentito nulla. E dopo il delitto le sue preoccupazioni saranno state con tutta probabilità:
-cercare qualcosa
-andarsene al più presto
Sicuramente non mettersi bello tranquillo a fumare una sigaretta accanto al cadavere.
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riccar99



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PostPosted: 11 April 2007, 10:38 am    Post subject: L'Omicidio di Antoine Gelis

Quello che non mi convince e' il fatto che la famosa campanellina all'ingresso sia stata 'disabilitata' da Gelis stesso:mi sembra un'assurdita'!
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Atchoum



Joined: 02 Aug 2004
Posts: 434

PostPosted: 11 April 2007, 11:13 am    Post subject:

Non è chiaro infatti come sia possibile dedurlo. Se è stata trovata "disattivata" potrebbere anche essere stato l'assassino che l'ha fatto prima di uscire. Non c'è nessuna prova che la campanellina non abbia suonato quando l'assassino è stato ricevuto.
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mammaoca



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PostPosted: 11 April 2007, 11:21 am    Post subject:

Un'altra cosa assolutamente incredibile è che i soldi al piano superiore non siano stati toccati eppure, durante la cerca, erano abbastanza in vista.
Penso che un estrano non si sarebbe fatto nessuno scrupolo a portarseli via e nello stesso tempo, la teoria che qualcuno del villaggio non avrebbe potuto giustificare il possesso di soldi ai parenti mi sembra debole...
Chi disdegna (dopo un omicidio così efferato) di infilarsi in tasca quegli allettati souvenirs???? Shocked
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"Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola)
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Alfred



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PostPosted: 11 April 2007, 11:31 am    Post subject:

Sì, sì. Ma non tutti erano nelle condizioni di sentire qualcosa. Lo erano sicuramente coloro che avevano la propria dimora affacciata sulla Rue de l'Eglise, sulla quale si affaccia la camera in cui fu ucciso Gélis.
Basta prendere la cartina del catasto per sincerarsi che la vicina più prossima a Gélis era una vecchia, la sua badante, la quale dormiva sulla strada e non udì nulla; poi, c'è l'abitazione di Soudre, che non dormiva sulla strada e non udì nulla. Questi sono i vicini interrogati. Dal che si deduce che gli unici abitanti sicuramente in grado di sentire qualcosa non intesero nulla.

A meno che non mentissero.

Ma vogliamo accusare di complicità la vecchia badante di Gélis, sua parente acquisita?!
Un complotto che abbracci tutti gli abitanti del paese è un po' troppo tortuoso.

Che l'omicida fosse preoccupato dagli estranei, in ogni modo, pare essere dimostrato dalle macchie di sangue sulla finestra della camera di Gélis: forse significano che si mise lì per controllare la strada.
_________________
E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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