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monaci a Orval

 
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Gianni
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PostPosted: 1 December 2004, 10:18 am    Post subject: monaci a Orval

Si dice che un gruppo di monaci calabresi parti dalla Valle del Crati per recarsi in Terra Santa. Lì vennero presi sotto l'ala protettiva di Matilde di Toscana, moglie di Goffredo il gobbo, che gli fece costruire un monastero in quello che ora viene chiamato ORVAL (derivazione di AUREA VALLIS).
Qualcuno sà qualcosa in più di questi monaci??? Da dove partirono effettivamente (la valle del Crati è grande...sapere il posto preciso dal quale partirono sarebbe molto interessante)??? Chi erano (si dice che tra loro ci fosse Pietro l'eremita)??? Perchè scomparvero senza lasciare traccia nella storia??? e soprattutto, hanno veramente a che fare col Graal e col Priorato di Sion come lasciano ad intendere Baigent, Leigh e Lincoln???
Vi ringrazio per le informazione che potrete darmi.
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teodora



Joined: 22 Jun 2004
Posts: 13

PostPosted: 1 December 2004, 11:06 am    Post subject: calabria misteriosa

In effetti in Calabria accadono strane cose.......

Ho sentito parlare del Monastero di S. Bruno, dove pare venga ancora conservata una tradizione ermetico-templare trasmessa a stretto giro monacale. Dove sia questo monastero però non so.

Non mi risulta che i monaci scomparvero senza lasciare traccia, ma che furono rimandati a casa. Non ricordo se l'ordine fu sciolto in concomitanza con l'Ordine templare, bisognerebbe verificare.

Questa vicenda dei monaci calabresi è piuttosto misteriosa e sembra avere una connessione diretta con la fondazione dell'Ordine del Tempio e con i viaggi in Terra Santa.


Teodora
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Gianni
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PostPosted: 1 December 2004, 11:46 am    Post subject: Re: calabria misteriosa

Esiste un paese a 800 metri sul livello del Mare che si chiama Serra S. Bruno dove è presente una certosa che si dice abbia ospitato a suo tempo il pilota che lanciò la bomba atomica ad Hiroscima e ultimamente anche Mons. Milingo per la vicenda della setta di Moon. E' a 1 ora da dove abito io, ma non si trova nella Valle del Crati, ma questo non vuol dire che i monaci siano effettivamente partiti dalla Valle!!! Ti ringrazio per l'aiuto che mi hai dato, indagherò un pò su quella certosa che non può essere visitata all'interno per rispetto della clausura dei monaci che ci vivono.
Prima di risponderti, ho dato un'occhiata sul web ed ho trovato un sito (www.certosini.org) che sembra molto interessante. Fa riferimento proprio alla certosa di cui ti ho parlato.
Ti ringrazio ancora e se magari avrai qualche altra notizia ti prego di fornirla su questo forum oppure anche alla mio indirizzo e-mail. Sono molto curioso di ricostruire questa storia...da buon calabrese.
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
Posts: 814
Location: Monaco, Germany

PostPosted: 1 December 2004, 6:37 pm    Post subject:

Caro Gianni,

a titolo informativo: mi ricordo di aver letto in un libro dell'orientalista Allan Oslo che questo gruppo di monaci calabresi che si trasferì ad Orval - non si sa per quali motivi - accompagnò appunto Godefroy de Bouillon nella crociata in Terrasanta. Proprio con la partecipazione e l'appoggio di tali monaci Godefroy avrebbe fondato L'Ordre de Notre Dame de Sion a Gerusalemme. I monaci rimasero dunque in Terrasanta fino alla riconquista di Gerusalemme da parte degli "infedeli". Dopodiché tornarono in Europa. Wink


BB & baci
Clio
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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...
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domig



Joined: 30 Jun 2004
Posts: 1234
Location: roma

PostPosted: 1 December 2004, 8:32 pm    Post subject:

Ciao Già, in teoria la storia presentata è pressappoco questa:

un numero probabilmente esiguo di monaci calabresi, guidato da fra’ Urso o Ursus, arriva nelle Ardenne.

Ospitati da Matilda ad Orval , uno di loro (Pietro d’Amiens, l’Eremita) diventa precettore di Goffredo da Buglione. Nel 1094 a Guastalla, territorio di Matilda, Urbano II apre un sinodo e lancia il bando della Crociata.

nel maggio 1096 Goffredo riunisce un gruppo di nobili, fra cui Roby il Normanno, Stephy de Blois e Hugo de’ Pagani. Insieme a questi, tre mesi dopo, parte per la Terra Santa, recando seco Very Happy , pare, alcuni dei monaci calabri, fra cui Pietro. La Compagnia si ritrova, strada facendo, a marciare con Roby di Fiandra e André de Montbart. Nel giugno 1099 arrivano sotto le mura della Città.

Dopo la presa di Salém, al congresso indetto a luglio per eleggere il re, è testimoniata la presenza di un “vescovo giunto dalla Calabria”. Poco tempo dopo Goffredo fa erigere l’abbazia di Nostra Signora del Monte di Sion e istituisce l’ordine dei Cavalieri di N.S. di Sion, nel quale vendono ordinati il Montbart e il de Payens, e quest’ultimo diventerà nel 1118 il primo G.M. Templare.

Questo è quanto ventilato dai tre inglesi ed affermato da Pucci nell’”Ordine del Tempio” Ed. Mediterr., ma credo che la maggior parte delle notizie sia presa dal Tillière nel suo famoso “Histoire dell’abbaye d’Orval”, dal Lobineau nei suoi apocrifi “Dossiers Secrets” e da G. De Sede nel suo best seller “Pacciani era innocente”.

Non ho mai letto qualcosa che specificasse il monastero di provenienza dei monaci calabresi.

buona caccia
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PostPosted: 6 December 2004, 2:18 pm    Post subject:

E' appena il caso di puntualizzare che nel Medioevo si chiamava con Calabria o anche Apulia l'intero territorio della penisola a sud di Roma (isole escluse).
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Gianni
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PostPosted: 6 December 2004, 8:15 pm    Post subject: Interessante!!!

Caro Ugo,
è molto interessante quello che dici e farò ricerche anche su questo punto. C'è da aggiungere, però, che i tre studiosi inglesi, avendo dedicato un paragrafo intero a Orval e Ursus, forse avrebbero eccennato a quello che dici. Comunque sono in contatto con alcuni storici calabresi e con alcune importanti abbazie e saprò (spero al più presto) qualcosa di più.
Conto anche di contattare l'abbazia di Orval stessa.
Grazie per l'aiuto.
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Guest






PostPosted: 7 December 2004, 1:57 pm    Post subject:

Caro Gianni,

i tre inglesi, che tu dichiari studiosi, sono più suole di me, te e Mariano messi insieme....
Tempo addietro un conoscente, Massone e titolare di una delle più note case editrici di esoterismo, mi disse che il guaio oggi è che i libri di storia non li fanno più gli storici, ma i giornalisti.... (comprendi il senso?)
Rimpiangiamo il tempo in cui la cultura si passava da bocca ad orecchio, che oggi a scrivere son buoni tutti ma a farsi pubblicare sono solo una minoranza funzionale (a chi ?)
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Gianni
Guest





PostPosted: 7 December 2004, 4:32 pm    Post subject: potrebbe essere così

Caro Ugo,
probabilmente hai ragione, ma loro mi hanno dato uno spunto che si è dimostrato storicamente attendibile. Proprio stamani ho incontrato una persona (che ti assicuro è pittosto qualificata) che mi ha confermato (cosa che già avevo letto su altre fonti) che quei monaci di cui stiamo parlando (perchè a me fondamentalmente interessano loro) partirono dalla Calabria quale adesso la conosciamo e precisamente dalla Valle del Crati (come già avevo scritto più sopra) e che appartenevano all'ordine dei benedettini. Per il momento di più non sono riuscito a scoprire, ma ho ancora molte risorse da impiegare e carte da giocare.
Io penso che la ricerca di qualcosa che ha lasciato un'impronta nel passato non sia prerogativa di uno o di un altro in particolare, ma è patrimonio di chi vuole capire. Ora c'è chi lo fa nel migliore dei modi e secondo le possibilità che ha e c'è chi invece vuole solo stupire.
Ma solo intuire chi fa parte della prima categoria o della seconda, non è cosa facile.
Tu sai meglio di me che ci sono libri scritti da storici che hanno calcato l'onda del tempo e del paese in cui si trovavano solo per comodità politica o più semplicemete per terrore vero e puro di una qualche rappresaglia nei loro confronti. La Bibbia è un esempio di questa particolare visione.
Ora, Baigent, Leigh e Lincoln hanno scritto un saggio che potrebbe non aver detto tutta la verità, ma non è semplice dimostrare il contrario. Anzi forse è impossibile, soprattutto se si tratta di una parte della storia così lontana da noi.
Io personalmente, da buon calabrese, sto facendo una ricerca specifica su qualcosa che potrebbe riguardare la mia terra. Non sono uno storico e nemmeno un giornalista, ma lo faccio ugualmente. Se scoprirò qualcosa di interessante, bene...altrimenti pazienza, mi sono divertito.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 31 December 2004, 8:30 am    Post subject:

Ciao Gianni,

La storia dei monaci calabresi d’Orval è molto interessante… Ecco cosa ho trovato su di loro: nella seconda metà del secolo XI (precisamente nel 10170) alcuni monaci calabresi si recarono nel nord della Francia, dove furono accolti da Matilde (duchessa di Lorena), zia e madre adottiva di Goffredo di Buglione. Grazie alla benevolenza della nobildonna ebbero in concessione un appezzamento di terreno ad Orval, nella Foresta delle Ardenne (oggi si trova nel Belgio sudorientale), dove fondarono l’omonima abbazia. Successivamente l’abbazia passò agli agostiniani e, nel 1131, ai cistercensi.

Ciò che lega tali monaci ai Templari è un legame di parentela: San Bernardo di Chiaravalle era zio di Goffredo e, appunto, ispiratore dell'ordine del Tempio.
Un altro personaggio, Pietro l'Eremita, è ritenuto da alcuni l'istitutore personale dello stesso Goffredo. Nel 1095 Pietro l'Eremita fu uno dei maggiori diffusori delle idee a base della Prima Crociata.

Secondo me c’è ancora molto da chiarire… Secondo il Trio, per esempio, i monaci sarebbero ritornati in Calabria nel 1108 o scomparvero misteriosamente. Purtroppo i Trio non cita la fonte… A mio avviso i monaci erano già morti nel 1108 in quanto avevano eretto l’abbazia ben 38 anni prima (anche se non si conosce l’età esatta degli stessi).
Per quanto riguarda Pietro l'Eremita, il Trio lo considera come l'istitutore personale di Goffredo, ma basta consultare la nota sette a pag. 131del Santo Graal per capire che sono solo i tre autori inglesi a sostenere tali ipotesi.

Se esiste un collegamento fra i monaci di Orval e i Templari si deve cercare in San Bernardo di Chiaravalle (Bernardo venne nominato monaco cistercense nel 1112, nel monastero cistercense di Citeaux).

Per quanto riguarda i Dossier segreti, sono apocrifi di dubbia attendibilità storica.

La ricerca del luogo di partenza dei monaci calabresi è cosa di notevole interesse storico.
_________________
E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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Gianni
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PostPosted: 31 December 2004, 9:30 am    Post subject: Grazie

Grazie per le preziose informazioni.
Inoltre ho scoperto (aldilà dell'attendibilità della presenza tra i monaci di Pietro l'Eremita) che questo gruppo apparteneva all'ordine dei Benedettini ed ho ristretto la ricerca alla sola Valle del Crati quale luogo di partenza. Mi riprometto di andare a verificare di persona presso alcuni monasteri della Valle se si hanno notizie storiche e magari tradizioni che riportano fedelmente l'accaduto, magari individuando con precisione i componenti della spedizione. Dovrei trovare prove del loro passaggio anche lungo la dorsale appenninica visto che per gli ordini religiosi di quel periodo storico, la montagna era il baluardo principe della misticità più pura. Il secolo XI, ricco di fermenti religiosi, era contraddistinto da un rinnovato desiderio di vita solitaria, secondo le regole eremitiche del monachesimo primitivo.
Basti pensare che qui in Calabria, S. Bruno di Colonia (da precisare che il periodo storico è lo stesso), fondo l'ordine dei Certosini a Serra San Bruno (sul modello di quello francese: lui infatti studiò a Reims e successivamente si ritirò dapprima a Sèche-Fontaine, presso il monastero di Molesme, nell'eremo accordatogli dall'abate S. Roberto, poi nel territorio di Grenoble, nella solitaria valle della Cartusia, o Chartreuse, culla dell'Ordine dei Certosini) perchè aveva avuto la visione di quella splendida montagna dove ancora oggi sorge una tra le più importannti e misteriose certose del mondo.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 31 December 2004, 10:52 am    Post subject:

Altre fonti (più attendibili de "Il Santo Graal") riportano il nome di Arnould de Chiny come protettore dei monaci e donatore della terra sulla quale l'abbazia venne costruita. A riguardo segnalo il sito ufficiale dell'abbazia: http://www.orval.be/fr/FS_fr.html .

Nel sito è riportata la storia secondo cui i monaci "originari" se ne andarono, per motivi ignoti, e il figlio di Arnould, Othon, affidò la continuazione dei lavori ad una comunità di canonici. L'abbazia fu completata e venne consacrata nel 1124, da Henri de Winton, Vescovo di Verdun.
La storia diventa molto interessante dopo questa data: i canonici, afflitti da gravi problemi economici, furono costretti a chiedere aiuto ad un personaggio molto famoso, San Bernardo...
Il 9 marzo 1132 sette monaci cistercensi si unirono ai canonici e, insieme, costruirono un abbazia autonome nel vero senso della parola.
Dal 1132 l'abbazia si espanse notevolmente acquisendo nuove terre a Carignan e Blanchampagne.


Per quanto riguarda i monaci calabresi io ho una mia opinione: perché lasciare una costruzione su cui avevano lavorato per ben 40 anni? Secondo me il motivo è semplice: il monastero da cui provenivano doveva essere in pericolo, non c’è altra spiegazione. Forse un attacco dei Saraceni aveva decimato i monaci per cui avevano bisogno di soccorsi? Un’epidemia? Un incendio? Rolling Eyes
Potrebbe essere un buono spunto cercare il misterioso monastero fra quelli colpiti da un attacco saraceno o da un incendio approssimativamente nel 1108. Wink
_________________
E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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