 Gruppo di studio e documentazione Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007. Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château, conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 22 November 2004, 1:55 pm Post subject: |
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| domig wrote: | mauro
io non ho scritto l'intervento cui tu fai riferimento,
quell'intervento è di alfred, o di mariano, o di qualcuno che non so come si è appropriato del mio nick e mi rispondeva ad un pensiero che avevo postato ma che ora è scomparso, sia il mio pensiero sia il mio post. |
Confermo. Il post era mio, non mi spiego proprio come mai sia risultato a nome Domig. Sono riuscito ad intervenire direttamente alla fonte e a correggere la vera mittenza...
Nel caso riscontraste altri errori del genere, segnalatemeli! _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Mauro Vitali
Joined: 26 Jun 2004 Posts: 405 Location: Milano
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Posted: 22 November 2004, 2:01 pm Post subject: |
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| domig wrote: | mauro
io non ho scritto l'intervento cui tu fai riferimento,
quell'intervento è di alfred, o di mariano, o di qualcuno che non so come si è appropriato del mio nick e mi rispondeva ad un pensiero che avevo postato ma che ora è scomparso, sia il mio pensiero sia il mio post.
Non è una cosa tipica di Rennes le Chaueau?
A prop, nel mio intervento fantasma, mi lamentavo che il mio pc stava dando i numeri, ma solo su questo forum... |
Aaaaahhhh!
Mauro |
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 22 November 2004, 2:22 pm Post subject: |
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Ciao carissimi,
per quanto riguarda il "Serpente rosso" ho letto che negli anni sessanta era possibile a chiunque deporre un manoscritto alla Bibliotheque Nationale sotto un dato nome senza che la propria identità venisse controllata. Dunque per Plantard sarebbe stato molto semplice recarsi alla Bibliotheque il 20 marzo e deporre un dattiloscritto firmato Pierre Fougere e datato il 15 febbraio, dopo che i tre Fougere,Koker und Maxent in realtà erano già morti da alcuni giorni (dal 6 al 7 marzo).
Le famiglie dei tre "sfigati del serpente rosso" - Mig, mi pare che questa definizione fosse tua - interpellate sull'opuscolo dai tre giornalisti - non sfigati, ma miliardari - Lincoln, Baigent e Leigh, dissero semplicemente di non saperne nulla e che non sapevano nemmeno se i tre autori del serpente si fossero mai conosciuti o se avessero fatto parte di una qualche setta od organizzazione particolare. Penso proprio che all'epoca ai familiari non interessasse avere i diritti su di un opuscolo pressocché sconosciuto e dal contenuto indecifrabile.
Dunque tutto ciò fa pensare che Plantard abbia messo in atto la sua tecnica solita: attribuire le proprie opere (o quelle dell'amico Cherisey) ai defunti. Mariano ha fatto l'esempio di Courtauly. Anche a lui venne attribuita un'opera post mortem. Un altro candidato del genere fu Stublein.
In effetti i morti non parlano e questo è molto comodo.
BB & baci
Clio _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
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Posted: 22 November 2004, 3:38 pm Post subject: |
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Cari Tutti,
ma cosa è secondo voi, il Serpent Rouge?
Cosa voleva rappresentare?
E soprattutto, vero o falso che sìa... dice la verità?
Plantard e soci hanno svelato il mistero della LVLC di Boudet? _________________ - Advent - |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 22 November 2004, 4:00 pm Post subject: |
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Ciao Advent,
Belle domande! Ti risponderò in sintesi:
Cosa voleva rappresentare? Secondo me il S.R. (Serpent Rouge) voleva indicare, seppur nella sua nebulosità, un luogo: la mine du Jais del Serbairou (cava di giaietto)...
E soprattutto, vero o falso che sìa... dice la verità? Ne dubito molto! Se partiamo dal presupposto che si tratta di un'opera di Plantard ci appare chiaro fin dal principio che lo stesso Plantard più volte spara a caso il nome del luogo del tesoro: una volta è a Sud di Montferrand (Kairolo), un'altra volta alla mine du Jais e un'altra volta ancora in ben 12 luoghi diversi sparsi er RLB.
Ma cosa è secondo voi, il Serpent Rouge? Secondo me si tratta di una mistificazione ben congeniata, ma ormai svelata.
Plantard e soci hanno svelato il mistero della LVLC di Boudet? Più che aver svelato il mistero lo hanno creato e riempito di una miriade di fandonie.
LVLC contiene un messaggio? Sì, la tesi (molto contestabile) dell'autore che traspare negli ultimi capitoli... Altri messaggi (al di fuori i quello dell'autre) dubito che si possano veramente trovare. Molti ci hanno provato ma nessuno ci è riuscito tirando fuori teorie molto strampalate (ho citato quella di Andrews&Schellenberger ma si potrebbe continuare). _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 22 November 2004, 5:32 pm Post subject: |
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Stavo pensando alla cava di Jais, caro Al, ma non ho capito cos'è... perchè è così tanto fotografata e gettonata... mi puoi illuminare? E' la caverna dove si è perso Rahn nella sua ricerca?
Mi potete dire se anche a voi risulta che i due uccelli bianchi all'ingresso della chiesa di RLC si chiamino Jais? Ne avevo trovato il nome tanto tempo fa da qualche parte ma non avevo trovato il corrispondente in italiano. Sono gli uccelli dei trovatori? _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 22 November 2004, 5:48 pm Post subject: |
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La mine du Jais è una vecchia miniera di giaietto. La cava è situata a quindici metri dal Dolmen di Serbairou (vedi mia cartina di qualche post fa, facendo attenzione a non confondere la miniera della testa del diavolo con quella di Jais). Questa miniera è sotterranea, a livello del terreno, quindi è presumibile che durante le piogge diventi fangosa (vedi S.R.); detto questo mi preme sempre sottolineare la pericolostià di tali miniere o cave abbandonate per cui invito vivamente a non avventurarsi all'interno (se non si è speleologi o adeguatamente preparati e attrezzati).
Tornando alla mine essa è marcata da una croce (sembrerebbe di origine antica) come moltissime altre pietre nel territorio di RLB ma, cosa interessante, anche da uno strano segno (di origine recente, presumibilmente Plantardiano) molto somigliante ad un segno ritrovato in uno dei quadri di Delacroix. L'interesse di Plantard per tale miniera si può ritrovare nella sua Preface à la VLC...
http://www.renne-le-chateau.com/mines/mines.html#ancre6 (vedi seconda foto).
Come si può vedere lo strano segno è formato da due C attaccate e in senso opposto e, pochi centimetri più in là, da una H.
PS non posso "rivelare" dove si trova il segno di Delacroix ma posso rinviare al link dove è stato trovato: http://www.ordinedeltempio.it/nastroimmaginidelacroix.htm . (vedi studi e fotografie, imm. 6, su "La lotta di Giacobbe")
Per quanto riguarda gli uccelli - Jais, non ne so mezza
PS Per la cronaca il giaietto (detto anche pietra gagate) è una gemma piuttosto pregiata, assimilabile alla lignite (quindi di origine organica), di colore nerastro. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 23 November 2004, 6:28 pm Post subject: |
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Nel S.R. è scritto:
Cominciato nelle tenebre, il mio viaggio non poteva terminare che nella luce. Alla finestra della casa diroccata contemplavo attraverso gli alberi spogli dell'autunno la vetta della montagna. La croce di creta si distaccava sotto il sole del mezzogiorno, era la quattordicesima e la più grande di tutte con i suoi 35 centimetri. Eccomi dunque a mia volta cavaliere sul destriero divino che cavalcava l'abisso.
Secondo voi cos'è la casa diroccata a cui si riferisce Plantard  _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 23 November 2004, 9:10 pm Post subject: |
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Ciao Alfred,
dato che mi pare che il SERPENT ROUGE voglia dare informazioni su un determinato itinerario da seguire, penso che la casa diroccata non sia altro che una casa in rovina. Ce ne sono talmente tante nei dintorni!
Bisognerebbe vedere dove si trova una montagna sulla cui cima c'è (o c'era prima) una croce.
BB & baci
Clio _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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Mauro Vitali
Joined: 26 Jun 2004 Posts: 405 Location: Milano
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Posted: 24 November 2004, 10:54 am Post subject: |
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| Clio wrote: | Ciao Alfred,
dato che mi pare che il SERPENT ROUGE voglia dare informazioni su un determinato itinerario da seguire, penso che la casa diroccata non sia altro che una casa in rovina. Ce ne sono talmente tante nei dintorni!
Bisognerebbe vedere dove si trova una montagna sulla cui cima c'è (o c'era prima) una croce.
BB & baci
Clio |
Ciao Clio... mi viene in mente il Cardou, sulla cui cima c'è qualcosa che può essere ricollagata ad una croce... mi viene in mente il bezu, dalle cui rovine si ammira anche il Cardou... solo sensazioni, naturalmente!
Salut
M |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 24 November 2004, 1:37 pm Post subject: |
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Sì il S.R. è una sorta di itinerario...
La montagna con la croce è il Serbairou:
Questo Dolmen (del Serbairou N.d.T.), fissato nel terreno ad una estremità, dà l'immagine di una grotta. Piazzandosi sul cammino che conduce a Sougraignes, l'occhio distingue facilmente tutte le parti di questo monumento. Infatti in alto, direttamente sopra il dolmen, una roccia della cresta reca incisa nella pietra una croce greca: è la più grande di tutte quelle che abbiamo trovato. Ponendosi sull'antico cammino del Bugarach, alla stessa altezza del dolmen, una roccia enorme è ornata da una pietra molto grande che rappresenta la forma rotonda del pane (Pierre du Pain N.d.T.).
La croce di 35 centmetri dovrebbe essere questa, tuttavia manca il riferimento al Serbairou:
A sinistra di questo menhir (quello di Cap de l’Homme) rivolto verso la vallata e la chiesa parrocchiale, si possono scoprire sulle rocce vicine delle croci greche profondamente incise dagli scalpelli e misuranti da venti a trenta e a trentacinque centimetri.
Rimane da scoprire qual'è la casa diroccata... Secondo me potrebbe trattarsi solo di due cose:
- la Maison Gauloise, situata presso l'Homme Mort e alla sorgente del ruscello dell'Haum moor. Essa è situata in modo tale da consentire di vedere, a chiunque vi si trovi, il Serbairou ma anche Cap de l'Homme.
- la vecchia bergerie (ovile) situata sui bordi della Blanque, nel terreno di Goundhill.
Comunque di case diroccate ce ne sono talmente tante... ma se ci fermiamo a quelle citate ne LVLC l'elenco si riduce a quelle che ho citato. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry.
Last edited by Alfred on 24 November 2004, 2:50 pm; edited 1 time in total |
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Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
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Posted: 24 November 2004, 2:10 pm Post subject: |
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Caro Alfred,
da fan di Boudet ed avvalorando il parallelismo LVLC - SR ho sempre considerato quel riferimento alla stregua della tua seconda ipotesi!
Purtroppo però, durante l'ultimo viaggio, non mi sono preso la briga di controllare l'esistenza di ruderi nei diretti dintorni della pietra del pane.
Da tempo ho deciso di dedicare tutto il prossimo soggiorno a RLB e dintorni a seguire gli itinerari Boudettiani parzialmente svelatici da un amico.
Purtroppo i ruderi nella zona sono tanti, ad esempio, alla fontaine des amoureux, sono visibili i resti di un antico mulino...
e.. guardando bene... anche altro!!!!
Chi saprà guardare troverà qualcosa di molto interessante.
A proposito: sapevate che a poche decine di metri dalla Fontaine des amoureux c'è l'ingresso di un sepolcro... VUOTO?
Vorrei scambiare con qualcuno le informazioni in mio possesso su questo argomento.... qualcuno ne sa qualcosa? _________________ - Advent - |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 24 November 2004, 3:10 pm Post subject: |
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Io conosco una tomba del Serbairou recentemente esplorata da un'equipe francese, ma senza successo. (poi ogni cavità nei dintorni di RLB viene chiamata tomba... ma non so perchè!)
Nella fontaine des amours si vedono i resti di un'antica costruzione (molto probabilmente un mulino, come hai scritto tu) sopra una grande roccia... io non scorgo nient'altro. (forse ti riferisci a qualche monumento megalitico?) _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 24 November 2004, 8:30 pm Post subject: |
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Ciao a tutti,
bisognerebbe recarsi nei dintorni e confrontare le visuali dalle case in rovina. Però da quanto mi dici, mi pare proprio che la croce sul Serbairou debba essere quella giusta.
BB & baci
Clio
P.S. Darò un'occhiata anch'io al Serpente e vediamo se mi viene qualche idea... _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 24 November 2004, 9:32 pm Post subject: |
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Caro Al, che Mammaoca sarei se non raccontassi fiabe ogni tanto???????
[quote="alfred"]Serpente Rosso = Drago a custodia del giardino delle Hespérides = Sals (o ruscello de la Garosse)
La costellazione del drago (Draco) (serpente,come dici tu) è situata nel polo nord celeste, mitologicamente questa costellazione raffigura il drago che fu ucciso da Ercole per rubare le mele d'oro dal giardino di Esperidi. Il drago si insinua (anzi serpeggia) con la coda tra le due Orse: l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore. Orsa > e Orsa < cioè i due carri: le due Redhae.
".... conosco il grande segreto dell’universo, così sotto così sopra, Quello che è sotto riflette quello che è sopra".
Buonanotte... _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 25 November 2004, 2:45 pm Post subject: |
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Ciao Mammaoca,
Quello che hai scritto non è una favola , anzi, può darsi che Plantard si sia ispirato anche a queste coincidenze per stilare il suo S.R. o, ancora, la sua Preface. (vedi Lo zodiaco di Rennes)
Come hai detto tu il S.R. potrebbe rappresentare Draco così come il riferimento alla spiga di grano (vedi Kairolo o, ancora, Goundhill nel libro di Boudet) potrebbero essere un rimando alla costellazione della Vergine. Spica o Alpha Virginis è una delle stelle (apparentemente) più luminose ed appartiene alla costellazione della Vergine. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 25 November 2004, 3:21 pm Post subject: |
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| ...ma allora... con la storia dei due carri e di quel che è sotto è pure sopra, Iannaccone riprenderebbe l'idea, o l'errore, o (e così anticipo Alf) la mistificazione del Plantageneta? |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 25 November 2004, 3:48 pm Post subject: |
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Sì, ho letto lo studio sulla VLC di Iannaccone...
Dare un parere adesso, senza aver letto il libro (che dovrebbe essere uscito), mi sembra troppo semplicistico... Comunque se il lavoro di Iannaccone sulla VLC si ferma a quello pubblicato nel sito mi sembra un po' tirato per i capelli, soprattutto per quanto riguarda le due Rennes e il peyro dreito.
Mi piacerebbe tanto sapere su quali prove o anche indizi Iannaccone pensa che i Druidi si riunissero intorno al suddetto menhir.
Se la teoria si basa su indizi presenti nel libro allora aspetterò di leggerlo ma per adesso i miei pensieri si fermano qui. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 26 November 2004, 2:42 pm Post subject: |
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Tra l’altro la credenza (?) secondo cui il menhir di Peyrolles è la pierre de Trou (vedi LVLC pag. 255) non è poi così inedita.
Secondo diversi autori ne LVLC si trova un’unica anomalia: la mancanza dell’H nei termini menhir (ménir) e cromlech (cromleck). Tale anomalia (o scelta narrativa?) è di fatti unica alla VLC poiché gli autori citati nel libro (come Louis Figuier) non commettono la stessa imprecisione.
La pierre de Trou (buco) o Hache Celtique (ascia celtica) rappresenterebbe la mancanza (buco) dell’acca (hache) nei suddetti termini. Quale sarebbe l’unico menhir mancate se non quello di Peyrolles, non citato da Boudet.
LVLC pag. 256:
Il dialetto Languedocien la nomina pietra de Trou. Essa rappresenta ciò che fa credere, vale a dire gli insegnamenti necessari iscritti nelle grandi pietre erette – to trow (trô), credere –.
Continuando si potrebbe dire che: pietra buco = pierre de trou = peyre hole (hole, buco o piccola cavità); vale a dire Peyrolle(s). _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 5 December 2004, 12:39 pm Post subject: |
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Un'altra stranezza di RLB: il menhir antropomorfo di Cap de l'Homme.
Questo menhir antropomorfo era scolpito presso Cap de l'Homme (capo dell'uomo, appunto) nell'altopiano de Las Brugos e venne asportato da Boudet nel 1884, a seguito di un atto vandalico perpetrato contro la suddetta scultura da un giovane con una piccozza. Presumibilmente dal 1884 al 1886 la testa si trovava presso M. Cailhol ad Alet les Bains. Poi se ne perdono le tracce per ritrovarla incollata al muro perimetrale del presbiterio di Rennes les Bains con una targhetta che riportava il luogo del ritrovamento. (vedi LVLC, pag. 234)
Nel 1996 viene di nuovo asportata per essere custodita nel "museo" comunale di Rennes les Bains.
Fin qui nulla di strano però la testa è davvero enigmatica... Secondo Boudet essa rappresenta il Salvatore ed ha ben 18 secoli ( ), cioè, sempre secondo lui, sarebbe stata scolpita nel 100 d.C. La testa, però, ha fattezze femminili ( ). E non solo... essa fu oggetto della mistificazione di Plantard & soci:
Nel libretto "Pierres gravees du Languedoc", falsamente attribuito a Stublein, leggiamo: (pag. XIX)
La testa di San Dagoberto - scolpita nel 700 d.C. su un menhir di Pla de Las Brugos a Rennes-les-Bains (Aude).
A pag. XX segue la riproduzione della testa (di spalle) con un bel quadrato SATOR sul collo . (vedi qui, a fine pagina: http://perso.wanadoo.fr/jean-paul.barriere/univers/code10.htm )
Insomma se da un lato la mistificazione di Saint Dagobert è palese lo è anche "l'errore" (involontario o volontario?) di Boudet... _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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