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Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007.
Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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La Vraie Langue Celtique di H. Boudet
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
Posts: 2475
Location: Torino

PostPosted: 19 January 2005, 1:22 pm    Post subject:

Suppongo che un e-album sia un album di foto virtuale che Advent Child ha sul Web. Ho provato a cercarlo ma non ho gli esatti riferimenti.

@ A.C.
Se vuoi condividere qualcosa con gli altri, non hai che da contattarmi e carichiamo su questo sito qualsiasi foto.

Grazie!
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 20 January 2005, 5:44 pm    Post subject:

Torno un attimo in tema...

Un esempio di critica alle asserzioni di Boudet è questa: (da RENNES-LES-BAINS, Note sur une tête sculptée di U. GIBERT et G. RANCOULES, Archivi SESA, 1969)

Il problema del “menhir“ è facile da risolvere: noi abbiamo potuto constatare direttamente sul terreno, e da diversi anni, che, se da un lato le descrizioni di don Boudet sui siti della regione sono precise, le sue conclusioni da linguista celtisant (come viene chiamato da un secolo) si basano, purtroppo, sulla più grande fantasia; ci si può convincere facilmente di questo leggendo la sua opera.
Non sono affatto fondate le sue attribuzioni di "menhirs, dolmens, e cromlechs" (descritti e rappresentati, tra l’altro, su una carta geograficamente esatta) a delle civiltà preistoriche o proto-storiche. Noi abbiamo potuto constatare che si tratta (in tutti i casi) di fenomeni di erosione su una catena di rocce naturali. Possiamo dire altrettanto delle croci e delle cupole, anch'esse di origine naturale *


[fonte: http://www.octonovo.org/RlC/Fr/biblio/sesa/sesa1969.htm#(15) ]


* Per quanto riguarda le croci greche, è possibile che alcuni autori e mistificatori ci abbiano marciato sopra a dismisura, andando perfino ad incidere strane croci (su ispirazione dei modelli delle chiese di Serres e RLB) e strani simboli (croci egizie che rappresentano la rinascita) per la vallata della Sals.
D’altra parte alcune croci potrebbero essere autentiche e relativamente antiche (qualche secolo) [vedi quella dei Roulers].
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E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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Bud Spencer



Joined: 29 Sep 2004
Posts: 841

PostPosted: 20 January 2005, 5:56 pm    Post subject:

Interessante. Non ho mai visto quei menhir e quei dolmen. Quell'osservazione va in controtendenza. octonovo è un sito serio, no? Ci si può fidare. Almeno come punto di partenza.

Dopo aver letto LVLC mi sono convinto che effettivamente il suo scopo era equiparare ebrei e celti. Ma tutto il bric-a-brac che ha costruito attorno a questo messaggio è piuttosto sconcertante. I manufatti celtici non possono essere stati cancellati dalle piogge, per esempio, perché non sono vecchi di migliaia di anni. Dunque se non vi sono incisioni (spirali, trisceli ecc) si deve desumere che quelle rocce siano veramente naturali.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 20 January 2005, 7:33 pm    Post subject:

Si tratta di un bollettino del 1969 di una società scientifica seria, riportato da Octonovo nel suo sito. La società (la SESA) e i suoi membri svolgono da oltre un secolo rilievi archeologici di prim'ordine nella vallata dell'Aude e, quindi, anche a RLC. La loro attività si è sempre disinteressata del mito di RLC, concentrandosi solo sugli aspetti storici documentati (qualche post fa avevo segnalato un loro bollettino del 1997 in cui veniva narrato il rinvenimento di uova di dinosauri a RLC, e in cui veniva stilata una cronaca storica molto dettagliata riguardante il castello di Albezun).

Boudet era interessato alle lingue antiche e moderne, ed era anche un archeologo, membro della già citata SESA. Egli, tuttavia, è l'unico ricercatore che abbia mai sostenuto che a RLB vi siano dei monumenti megalitici. Nessun autore (a parte i celtisants * ) ha mai difeso una teoria così strampalata.
L'unico monumento megalitico della Regione è il Peyro Dreito. Grande dibattito per quanto riguarda i Roulers… io propenderei per un intervento dell'uomo, anche se difficilmente databile.

Quote:
Non ho mai visto quei menhir e quei dolmen.


Ti puoi sempre fare un'idea osservando le immagini che compaiono cliccando sulle croci rosse presenti nel già citato link: http://www.lajos-page.de/Rennes/Boudetorte.htm .


* celtisants = mitografi che si rifanno alla VLC (Murat e Hivert sono un ottimo esempio).
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Valéry.
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
Posts: 814
Location: Monaco, Germany

PostPosted: 20 January 2005, 9:38 pm    Post subject:

Ciao a tutti,

vorrei solo aggiungere per chi è interessato che la regione dell'Aude è famosa per i suoi monumenti megalitici. Ve n'è almeno un centinaio e sempre nell'Aude si trova anche il dolmen più grande della Francia del sud.

http://dolmen2.free.fr/oc2/Megalithes_Aud.html

Sotto questo link si può farsene un'idea. Wink


BB & baci
Clio
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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 21 January 2005, 3:52 pm    Post subject:

Infatti è piuttosto facile dimostrare che le caratteristiche dei presunti menhirs di Boudet si discostano notevolmente da quelle dei veri menhirs dell'Aude (cultura di Veraza - 3000 a.C.).

Ecco un altro link sui monumenti megalitici dell'Aude: http://www.chez.com/megalithe/mega11.htm .
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 30 January 2005, 4:41 pm    Post subject:

Molti post fa avevo accennato ad una piccola curiosit legata al libro di Boudet, precisamente al sottocapitolo III del capitolo VIII. In questo sottocapitolo, intitolato “Caccia al Cinghiale” (pagg. 298/304), Boudet descrive l’usanza dei Celti di cacciare il cinghiale, usanza che si può riscontrare in una delle fatiche di Ercole (quella del cinghiale di Erimanto, montagna d‘Arcadia).
La cosa curiosa si può riscontrare analizzando il documento da cui Boudet trae spunto per realizzare questo sottocapitolo: un esemplare del Le Magasin Pittoresque del 1834, pagg. 187/188.

Boudet scrive: (pagg. 303/304)

La credenza inalterata fondata sulla verità dell’immortalità dell’anima, conduceva i Celti a mettere insieme una grande pompa religiosa negli ultimi doveri da rendere ai loro parenti e amici. Essi seppellivano i morti in tombe formate di terra e di pietra, elevate a forma di cono e conosciute con il nome di barrow, – barrow (barrô), tomba, tumulo –

Questo passo, inserito in un capitolo dedicato a ben altro, ha stimolato la fantasia di molti ricercatori *, ma tale citazione non potrebbe essere casuale… Boudet potrebbe aver semplicemente preso spunto da un articolo dello stesso Magasin intitolato “Aigues Mortes” (località vicino a Marsiglia), in cui è scritto: (pagg. 298/299)

Dirigendosi verso il mare …ci si può imbattere nei resti di un edificio così antico che la sua origine e prima destinazione sono sconosciute agli abitanti del paese; essi l’hanno chiamato la Peyrade (ammasso di pietre).

Fortunatamente l’intero Magasin è disponibile su internet: http://gallica.bnf.fr/document?O=N031417 . Per consultare le pagine del Magasin citate, digitare i numeri di pagina che ho fornito nella casella: Aller Page: e fare invio.


* Forse lo stesso ricercatore francese A. Douzet si è accorto dell’”anomalia“.
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Roberto Rosso



Joined: 30 Mar 2005
Posts: 20
Location: Torino

PostPosted: 7 April 2005, 3:40 pm    Post subject: autenticità VLC

quindi mi sembra di poter affermare che comunque questo sia un libro autentico? nessuno lo ha mai sostanzialmente messo in dubbio no?

Grazie
Roberto
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Come il mondo è, è affatto indifferente per ciò che è più alto. Dio non rivela se "nel" mondo. [...]Ma v'è dell'Ineffabile. Esso"mostra sè" è il mistico L. Wittgenstein TLP
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Bud Spencer



Joined: 29 Sep 2004
Posts: 841

PostPosted: 7 April 2005, 4:02 pm    Post subject:

Si, la VLC è un libro sicuramente autentico perché stampato nel 1882.
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Roberto Rosso



Joined: 30 Mar 2005
Posts: 20
Location: Torino

PostPosted: 7 April 2005, 6:11 pm    Post subject: 1886

Bud Spencer wrote:
Si, la VLC è un libro sicuramente autentico perché stampato nel 1882.


Ma se è del 1886?

grazie
ciao
Rob
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Bud Spencer



Joined: 29 Sep 2004
Posts: 841

PostPosted: 7 April 2005, 6:26 pm    Post subject:

Guarda, adesso vado a memoria, ma mi pare che cia stata una prima redazione a stampa del 1882 e poi una riedizione nel 1886, quella che abbiamo ora.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 9 April 2005, 4:33 pm    Post subject:

Ciao,

L'ipotesi di una edizione della VLC antecedente al 1886 ha "mietuto" molte vittime illustri (J. Robin, per esempio).

Questa ipotesi, a mio avviso, non tiene conto di una citazione presente nel libro. L'autore come avrebbe potuto sapere esattamente ciò che sarebbe stato scritto ne “The advocate” del 5 settembre 1885 (giornale di Melbourne, Australia, citato nella VLC a pag. 11 del Cap. II) ?
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domig



Joined: 30 Jun 2004
Posts: 1234
Location: roma

PostPosted: 9 April 2005, 9:57 pm    Post subject:

... se per questo, ha mietuto pure Iannaccone...

comunque, l'Advocate non potrebbe essere uno di quei passi aggiunti in fase di revisione?
Chiedo così, senza doppi fini....
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 10 April 2005, 6:23 am    Post subject:

Certamente. La maggior parte delle fonti storiche, tuttavia, parla sempre dell’edizione del 1886.

Sicuramente il libro fu oggetto di ampie revisioni, ma nessuno è riuscito a "provare" l'esistenza di un'edizione (stampata) nel 1882 (o 1880, secondo J. Robin *).


* Nel caso Robin, la data di edizione nel 1880 è frutto del solito errore secondo cui Pomies aveva cessato l'attività nel 1880.
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Valéry.
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domig



Joined: 30 Jun 2004
Posts: 1234
Location: roma

PostPosted: 10 April 2005, 8:19 am    Post subject:

Perfect.
E' un peccato che, se mai è esistito, non si sia riusciti a trovare neanche una copia... sarebbe stato edificante poter fare un confronto col "tolto" e "l'aggiunto".
Comunque, come giustamente fa notare Alf, l'assenza totale di "bozza" ha anche lei un suo valore e un suo significato.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 10 April 2005, 9:06 am    Post subject:

@ Domig,

Boudet fornisce i riferimenti bibliografici precisi e ciò aiuta molto il ricercatore. Bisognerebbe chiedersi, quindi, se Boudet voleva celare un messaggio o, piuttosto, renderlo di pubblico dominio.

@ Roberto Rosso,

Il libro è sicuramente autentico, come fa notare Bud. Ma le varie riedizioni (sette) mi lasciano perplesso...
Nella riedizione Bélisane, per esempio, la pagina IV delle Osservazioni Preliminari viene sostituita da un V e la famosa testa del diavolo (composta da menhirs) non viene colorata come composta da menhirs.
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