 Gruppo di studio e documentazione Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007. Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château, conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia. |
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 4 April 2005, 2:50 pm Post subject: Intervista a Pierre Jarnac |
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Ciao a tutti,
vorrei sapere chi ha letto questa intervista fatta a Pierre Jarnac dalla
Gazette de RLC e che ne pensate.
Per i nuovi partecipanti del forum che ancora non lo conoscessero, Jarnac è uno dei grandi esperti di RLC di vecchia data, ha scritto numerosi libri sul tema e si dimostra obiettivo e preciso. Fornisce valanghe di informazioni di solito dopo averle ben vagliate. In ogni caso non appartiene alla categoria dei mistificatori.
Ora, diverse suoi statements in questa intervista sono molto interessanti e mi sembrano degni di essere discussi. Per esempio Jarnac ribadisce che:
- non crede al traffico di messe come unico segreto del parroco Saunière e principale fonte di ricchezza di per sé.
- valorizza il libro (ormai mitico) di de Sède "L'Or de Rennes", dicendo che è un'opera chiave per risolvere il rebus di RLC.
- vede in Boudet, il parroco di Rennes-les-Bains e amico di Saunière, l'ideatore certo delle decorazioni della chiesa di RLC, mentre sottolinea che Saunière non sarebbe stato altro che l'esecutore di indicazioni giunte da altri.
- evidenzia il fatto che Saunière era sicuramente alla ricerca di qualcosa, prova ne sia la corrispondenza tra lui e Cros che esiste ed è stata presa in visione da Jarnac stesso. Qui Saunière rivolge a Cros diverse domande su misurazioni tecniche.
Questi sono alcuni dei punti che mi sembrano nell'intervista i più interessanti. Inserisco comunque il link:
http://www.portail-rennes-le-chateau.com/jarnac_chercheur
La vostra opinione?
BB & baci
Clio _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 4 April 2005, 3:26 pm Post subject: |
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Ecco la mia opinione:
1. In qualità di autore molto obbiettivo, Jarnac non crede al traffico di messe come principale fonte di reddito per il sacerdote di RLC in quanto ci sono prove solo per 40.000 franchi circa. La stima di Bedu appare, per certi versi, veritiera, ma si tratta pur sempre di una stima (non provata fino in fondo, quindi).
2. “L’Or de Rennes…” è sicuramente un libro chiave di un rebus.
3. Boudet amico di Saunière? Perché no! Boudet “architetto occulto” della chiesa di RLC? È tutto da dimostrare. (non dimentichiamoci che il primo a proporre questa tesi fu P. Plantard)
Per quanto riguarda questo punto, bisogna aspettare l’uscita del libro di F. Daffos (senza illudersi troppo, naturalmente).
4. Faccenda curiosa, da analizzare. Misurazioni tecniche di che cosa? _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 5 April 2005, 2:44 pm Post subject: |
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Ciao Alfred,
si sono d'accordo su tutti i punti. Vediamo cosa scrive Daffos.
BB & baci
Clio _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 5 April 2005, 3:08 pm Post subject: |
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Ho letto anch'io l'intervista e l'ho trovata molto... ambigua.
Sbaglio o il tono di Jarnac barcolla tra il totale scetticismo e l'apertura verso il mistero?
Alla domanda se la chiesa abbia o meno un messaggio in codice, dice tranquillamente di sì, aggiungendo che questo non è né esoterico né rosacroce né massone.
Sulla dalle della De Négre dice chiaramente che è un falso, ma poi dice che le due (dalle e stele) devono essere unite per dar forma ad un messaggio; che si riferisca al messaggio nella pergamena, che salta fuori solo unendo le parole dell'una e il PS PRAECUM dell'altra?
Sull'influenza di Boudet nella scelta delle decorazioni (terminata secondo lui nel 1897) non dà alcuna prova ma sembra darla per scontata. In base a cosa? Nei suoi libri non compare traccia di questa influenza. Che abbia cambiato idea? In base a cosa?
Sembra poi deridere l'idea che il tesoro sia composto d'oro, ma anche le tesi di Lincoln gli sembrano ridicole.
A che gioco sta giocando? Non mi è affatto chiaro...
Che idea vi siete fatti? Non è neppure uno che nasconde i documenti, perché - anzi - il suo Pegase è uno dei periodici sull'argomento meglio documentati e più ricchi di informazioni (e mi sembra molto più rigoroso delle riviste di Douzet). _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 5 April 2005, 4:02 pm Post subject: |
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Ciao Mariano,
anche qui concordo. Per tale motivo ho inserito questo thread sull'intervista di Pierre Jarnac. Anch' io sono rimasta un po' perplessa dinanzi al modo sibillino di esprimersi di Jarnac.
Forse non vuole sbilanciarsi né da una parte né dall'altra? Infatti mi ha colpito il fatto che nell'intervista metta più volte in rilievo il libro di de Sède "L'Or de Rennes", valorizzandolo.(Atteggiamento che nei suoi testi non appare mai)
Idem per il suo discorso sull'influenza di Boudet su Saunière.
L'osservazione di J. riguardo le decorazioni della chiesa, poi, hanno lasciato interdetta anche me.
Può essere che in seguito a ricerche più recenti o ad informazioni recentemente ricevute ( mi pare vi accenni nell'intervista) egli ora metta in discussione punti che all'epoca della stesura di suoi testi precedenti gli parevano chiari e inderogabili.
Ciò non mi stupirebbe. Infatti secondo me si distinguono tre fasi differenziate nello sviluppo del mito di RLC:
fase 1: libri di de Sède, testi del Prieuré, bestseller dei tre inglesi. Il mito inizia e prende il volo. L'entusiasmo dei ricercatori li porta a cadere nella trappola della mistificazione plantardiana. Confusione.
fase 2: libri di Jarnac, Bedu, Garufi, Iannaccone ecc. Fa capolino la critica. Si vuole andare a fondo e scindere il vero dal falso. La mistificazione viene alla luce e i primi testi (de Sède, Prieuré, LBL) vengono dichiarati inutili nel senso di una ricerca seria. Si escludono a priori tutte le tracce che derivino da tali autori e tali opere. Repulisti.
fase 3: incongruenze permangono. Ci si volge nuovamente verso vecchi documenti e piste, si cominciano a riprendere in considerazione alcune tracce desediane prima volutamente ignorate per intraprendere un nuovo esame più obiettivo. Ci si chiede se alcuni documenti scomparsi e però citati dai primi autori non siano esistiti veramente. Rivalutazione
E appunto qui, nella fase 3, mi pare che ci troviamo adesso. Può essere che la posizione di Jarnac derivi dallo sviluppo attuale del mito?
BB & baci
Clio _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 5 April 2005, 5:09 pm Post subject: |
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...ma questo vuol dire che siamo nell'Età dell'Oro!
Hegelianamente perfetto...
Credo che l'intervista di Jarnac sia da studiare con attenzione, magari contattando proprio lui! _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 10 April 2005, 9:07 am Post subject: |
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Jarnac ha firmato una prefazione al libro di Daffos, quindi si deve essere interessato alle sue teorie. Quest'ultimo ha partecipato a vari forum portando come prova delle sue teorie * una citazione che compare sia a pag. 186 (Ecclesiaste I, 9-10) della VLC che nella tomba di Boudet (Ecclesiaste I, 11).
Mi chiedo come si possa definire "prova" una tale leggerezza....
Per quanto riguarda la "fase 3", oggi il mito di RLC (soprav)vive solo grazie alle piccole incongruenze o curiosità storiche.
* Secondo lui il libro di Boudet e la sua tomba sono la chiave del "rebus". _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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