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Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007.
Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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L'iscrizione nascosta nella lapide di Poussin
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 13 December 2004, 1:32 pm    Post subject:

Probabilmente i dubbi di Domig sono dovuti alle sue scoperte sulla lapide di Poussin nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma.

A riguardo vorrei fare un semplice commento:

Mémoires d'Outre-tombe di François René A. de Chateaubriand:

Rome, 24 marzo 1829 -
" (La costruzione) del monumento per Poussin avanza. Esso sarà nobile e grande. Voi non potreste immaginare come il quadro dei Bergers d'Arcadie fosse adatto per un bassorillievo e conveniente alla scultura. "

Chateaubriand era uno scrittore, letterato e politico francese. Svolse un ruolo di primo piano come politico e ambasciatore durante la Restaurazione monarchica in Francia (1814 - 1848), fino a assumere la carica di Ministro degli Esteri nel 1823. Egli era un fervente sostenitore dei Borboni ed entrò spesso in contrasto con la monarchia Orleanista.

Per quanto riguarda Poussin farà erigere un lapide in ricordo del pittore con un busto marmoreo. Tale monumento verrà iniziato nel 1828 - 1829.
Perchè costruirlo? La risposta è semplice: nel 1828 è nominato ambasciatore a Roma così:

Giovedì 18 Dicembre 1828 -
" Voi desideravate che io marcassi il mio passaggio a Roma. Ecco fatto: il sepolcro di Poussin resterà. Esso porterà questa iscrizione: F.- A. de Chateaubriand à Nicolas Poussin, pour la gloire des arts et l'honneur de la France . ".


Nella Dalle di Poussin Domig ha scoperto diversi messaggi "nascosti": ARCADIAN PS PRAECUM, Ecc... E allora? La Dalle di Poussin fu scolpita nel 1828 mentre la (FALSA) Dalle di Marie venne "disegnata" negli anni '60 da De Cherisey.

Wink
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 15 December 2004, 7:13 pm    Post subject:

Rileggendo Chateaubriand si può notare anche come e quando venne concepita l’idea di costruire un monumento a Poussin: (testo tratto da "Memorie d'Oltretomba")

[Giovedì. Roma] 11 dicembre [1828]:

Un ritrovo più piacevole è quello che ha avuto luogo oggi: io ho mangiato da M. Guérin con tutti gli altri artisti … Un giovane allievo pieno di talento, M. Desprez, si occuperà del bassorilievo preso da un quadro del famoso pittore e M. Lemoyne farà il busto. Esso [il monumento a Poussin, N.d.T.] sarà realizzato solo da mani francesi.

Sabato. [Roma] 13 [dicembre 1828]:

Il mio pranzo all‘Accademia* si è svolto meravigliosamente. I giovani erano soddisfatti: un ambasciatore [lo stesso Chateaubriand, N.d.T.] mangiava da loro per la prima volta. Io ho annunciato loro il monumento al Poussin …


* Chateaubriand faceva parte dell’Accademia Tiberina. [Per saperne di più: http://www.roccogiacalone.it/dal_1813_ai_giorni_nostri.htm ].
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Advent



Joined: 08 Nov 2004
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PostPosted: 23 December 2004, 11:03 am    Post subject:

Caro Alfred,
seguendo la tua indicazione ho recuperato gli studi di Migdom sulla lapide di Poussin: non so come mi fossero sfuggiti!
Li ho trovati illuminanti..

@Migdom: bravo! E ironico come sempre... il triangolo di lettere che formano la parola MIGDOM mi ha fatto troppo ridere...
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 23 December 2004, 11:32 am    Post subject:

Però sarei tanto curioso di sapere (da Domig) da quale fonte salta fuori la data del 1803 per quanto riguarda l'installazione del bassorilievo centrale (con i pastori e la scritta F.- A. de Chateaubriand à Nicolas Poussin) o del busto marmoreo.

Indubbiamente nel 1803 il curato Baudard inviò una lettera a Lequeu J.J. per un progetto di costruzione di un monumento a Poussin, però il progetto del monumento allo stato attuale "è" di Chateaubriand.
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domig



Joined: 30 Jun 2004
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Location: roma

PostPosted: 24 January 2005, 2:04 pm    Post subject:

Caro alf, innanzitutto scusami per l’enorme ritardo di risposta. In tutta sincerità, non mi ero accorto del tuo post e avevo lasciato morire così il thread.

Tu scrivi
“Nella Dalle di Poussin Domig ha scoperto diversi messaggi "nascosti": ARCADIAN PS PRAECUM, Ecc... E allora? La Dalle di Poussin fu scolpita nel 1828 mentre la (FALSA) Dalle di Marie venne "disegnata" negli anni '60 da De Cherisey.”


Innanzitutto che la “Dalle de Negre” sia falsa e disegnata dal Marchese Sorridente lo stai dicendo tu e, con tutto il rispetto, come “prova probante” mi sembra un po’ poco, dal momento che hai detto molte altre cose che DOPO sei stato costretto a ricorreggere.

Comunque, tale argomento fu già tema di ampio dibattico in altra sede (tu sei giovane, e al tempo ancora non esistevi). Lo studio sul cenotafio di Poussin (pubblicato nell’agosto 2003 ma iniziato nel 1998) dimostrava con ragionevole certezza in QUELL’ANNO 2003, che le seguenti parole (sottolineo: “parole”): ARCADIAN, SION, PS, PRAECUM e, probabilmente, MORTEPEE erano state volutamente e abilmente “mascherate”, già nel 1828, per indicare qualcosa a qualcuno, in simmetria con l’asse meridiano di una lapide dedicata a Poussin, caricata di un bassorilievo dell’Et In Arcadia Ego. Il tutto a Roma.

ti riporto uno dei passi di tale discussione, nella quale mi rivolgevo a Mariano: “….come certezza forse è poco, ma è già qualcosa. Ad esempio mi permette di sorridere di chi afferma che le stesse parole (sottolineo: “parole”) siano solo una disomogenea accozzaglia partorita nel corso di una velenosa o goliardica mistificazione del 1960 e dintorni (Baker e Smith, tanto per citarne due che hai archiviato nel tuo sito - http://www.marianotomatis.it/rlc/rlc.php - si riporta la traduzione di un testo , credo di Baker & Smith, relativo a Shugborough Hall.
Ne trascrivo un bel pezzo nella speranza di non togliere nulla al contesto necessario per la comprensione: ””“…In uno dei romanzi di G. K. Chesterton, Padre Brown demolisce una complessa trama ed esclama: “Nulla più nulla più nulla equivale ancora a nulla.”
È molto difficile prendere lucciole per lanterne, ma l’inevitabile conclusione è che tutto l’apparente mistero si basa in realtà su alcuni testi composti nel 1967. Il trucco era di implicare connessioni tra alcune caratteristiche locali, la leggenda del tesoro, Poussin, l’illustrazione di una lapide tombale su una rivista locale, il meridiano francese. Il tutto in maniera stupefacentemente dilettantesca, com’è ovvio quando si guardano i documenti originali.
Ci si poteva mai aspettare che fosse preso seriamente?
Plantard e Cherisey sono morti. Plantard passò la sua intera vita tentando di circondarsi di mistero. Cherisey sembra essere stato un buffone, e ammise di aver falsificato i documenti cifrati. Probabilmente non si aspettavano che fossero costruite così tante altre idee sulle loro deboli fondamenta, o che sarebbe stato così facile smascherare le loro falsificazioni. ma una volta che tanto si è accumulato su queste idee originali, la gente non accetta che non ci sia nulla dietro. “Possono essere falsità, ma allo scopo di nascondere le verità reali.....
”””””

Il nucleo del discorso è l’azzardata affermazione che : “che tutto l’apparente mistero si basa in realtà su alcuni testi composti nel 1967”. Questa falsificazione avrebbe legato (in una miscela difficilmente solubile ma poi diventata cemento) varia e disomogenea paccottiglia quale un decantato tesoro nascosto, una particolare area geografica, un pittore famoso ma non geniale, una ipotetica pietra tombale, l’invisibile meridiano francese. Tale affermazione viene infine rincarata dal sarcasmo derisorio di essere stata addirittura impiantata in “maniera stupefacentemente dilettantesca”….

…La mia ricerca dimostra solamente, ma in modo incontrovertibile e DEFINITIVO ( lo dico molto semplicemente, senza presunzione, ironia, orgoglio o modestia) che Arcadia, Sion, Oro, Poussin, Mortepee, Rennes, PS, Bergeres, Praecum, Méridien Central, e altro ancora su cui non mi va adesso di parlare, si trovavano GIA’ miscelati insieme nel 1803, quindi almeno CENTOSESSANTAQUATTRO anni prima del 1967. Questa è ciò che io definisco una piccola, ragionevole certezza.

Per quanto mi riguarda non è assolutamente un dramma: è ugualmente possibile che de Cherisey abbia falsificato le pergamene, utilizzando però un “qualcosa” già preesistente, di cui lui era almeno parzialmente a conoscenza.
Dramma invece diventa per coloro i quali hanno costruito la forza della loro teoria sul fatto che de Cherisey abbia inventato “ab-ovo” questa goliardata e che poi (novello Golem o Frankenstain) questa sia sfuggita di mano al suo creatore e ancora continui a terrorizzare gli inermi abitanti del laborioso paesino ai piedi del castello…. “”



Capito, caro Alfred, quello che un paio di anni cercavo di spiegare? Semplicemente che tutta la melange sopracitata, seppure utilizzata a sproposito dai tre francesini, era sicuramente PRECEDENTE alla loro epoca.

Ora lo ha detto Iannaccone e adesso tutti sono allegri: C’era Leblanc! Così anche il terribile e scettico Bud (che converte testimoni di Geova e Sessantottardizza i Donnini) tutto felice e contento e saltellante si va a studiare la pallosissima Saga di Arsenio Lupin!

Caro Alf, Leblanc è nato nel 1864. C’è ancora molto da risalire… Very Happy


Per quanto riguarda il 1803, ti scrissi già che in “ognuno” dei miei 10 articoli Torkieski ho inserito un errore “volontario”.
Questo era quello del primo articolo. Quello del secondo è ancora più grosso. Buddy “quasi” localizzò quello dell’ottavo. Mariano scovò quello in Asmodeo.

Tu non sei stato capace di beccare quello terzo (Signol), però hai trovato questo.
Mi congratulo, sul serio.
Per quanto sia evidente, a distanza di quasi due anni, sei stato il primo ad accorgertene o, almeno, a farmelo notare.

Una domanda: secondo te, riguardando la foto, tali geometrie possano essere imputabili al caso?
http://groups.msn.com/migdom/pulcino.msnw?action=ShowPhoto&PhotoID=76


Un’ultima cosa.
Nel linguaggio “parlato”, Outre-tombe, si pronuncia nello stesso modo di Autre-tombe

S-ciau
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Mariano Tomatis



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PostPosted: 24 January 2005, 3:24 pm    Post subject:

Non tralascerei il fatto che sulla lapide di Torre Canavese innalzata nel 1906 già si preconizzavano gli avvenimenti che solo nel 1996 avrebbero preso forma e sostanza:



Anagrammando le due righe evidenziate, si ottiene "DAREI A BERE LA BURLA DEL GRAAL"
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



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PostPosted: 24 January 2005, 3:29 pm    Post subject:

Ciao Domig,

Quando parlo della falsa “Dalle de Negre” mi riferisco alla Dalle del polipo, un falso accertato (se vuoi ti scrivo anche perché). La “Dalle de Negre” (CT GIT...) è autentica (se si prende come unico riferimento quella del bollettino SESA).

Secondo me le parole ARCADIAN, SION, PS, PRAECUM del cenotafio non sono un caso. La probabilità matematica che queste parole si trovino tutte insieme (e legate geometricamente) sullo stesso testo sono molto scarse.
Però, come ho già sostenuto più volte, NON esiste nessuna prova che leghi tali parole a Berenger Sauniere.

Plantard e De Cherisey si sono ispirati a questo cenotafio per creare quello della Marchesa? E' possibile (e molto probabile).

Le lettere che formano Mortepee sono legate fa loro da un legame geometrico molto debole, che non si ricollega a quello della pergamena 1 in quanto il triangolino in alto è semplicemente la "punta" di quello più grande che si può ottenere; cadrebbe, quindi, il legame Morteee - Poussin (anche se non escludo che il duo Plantard-De Cherisy si sia accorto del fortunato caso). http://www.renneslechateau.com/photos/0850.htm

In definitiva, per rispondere alla tua domanda "tali geometrie possano essere imputabili al caso?", io direi di no *, però se tu non riesci a trovarmi un solo (solido) indizio (non creato dal duo) che colleghi le parole Arcadian, Sion, ps-praecum a Berenger Sauniere, rimango della mia opinione sopra espressa...


In francese Autre si pronuncia [otR] e Outre [utR]. Naturalmente c'è assonanza ma le due parole non si pronunciano allo stesso modo.


* il mio no non si può estendere anche a questa costruzione geometrica: http://www.renneslechateau.com/photos/0863.htm o a quella, già citata, del Mortepee.

Tra l'altro lo stesso realizzatore del cenotafio aveva "predetto" chi avrebbe scoperto il suo messaggio nascosto (MIGDOM), o no... Laughing
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Valéry.
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domig



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PostPosted: 24 January 2005, 6:37 pm    Post subject:

Mariano:
mi preoccuperei di più de “I TORRESI RIMASTI INCOLUMI”…
ci dicono chiaramente che: “coi numeri irrisi ‘l tomatis”!

Alf:
1. Io, MAI parlato di Berenger. Tu?
2. Escludo che Chery e Plantà conoscessero il cenotafio romano
3. Mortepee, era una cosa così, ma ammetterai che l’Epee è un bel richiamo “ben visibile in primo piano, per chi crede di dovergli dare un significato particolare, su una tomba poi...!” http://groups.msn.com/migdom/pulcino.msnw?Page=1
4. non ti avevo chiesto pareri sul “tsor a geler” perché GIA’ sapevo che era una cosa troppo difficile per te
5. Il MIGDOM è stata una cosa carina, ma purtroppo, considerando l’intero complesso, manca totalmente di simmetria, quindi quello E’ casuale.
6. OK per la deNegre
7. Pignolo, con autreoutre!
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Alfred



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PostPosted: 24 January 2005, 7:19 pm    Post subject:

Mortepee, era una cosa così, ma ammetterai che l’Epee è un bel richiamo “ben visibile in primo piano, per chi crede di dovergli dare un significato particolare, su una tomba poi...!”

Umhh... difficile a dirsi. Se si tiene conto dell'intero contesto l'epee potrebbe essere casuale.
Pergamene e Dalle de Coumesourde... triangolino della pergamena=punta del triangolo della pergamena (sul poussin la costruzione del triangolo è mooooolto "soggettiva"), triangolo della Coumesourde=tentativo di mistificazione geometrica (vedi false Recherches di E. Cros) e Chateau=Chateaubriand.

non ti avevo chiesto pareri sul “tsor a geler” perché GIA’ sapevo che era una cosa troppo difficile per te

Infatti è molto difficile per me capire il senso (se un senso c'è) della frase.

Io, MAI parlato di Berenger. Tu?
Escludo che Chery e Plantà conoscessero il cenotafio romano


Secondo te, quindi, nel messaggio che hai trovato c'è la chiave per trovare un tesoro... Un parte del tesoro venne seppellita a S. Lorenzo e poi... Question
Allora questo presunto tesoro cos'ha a che fare con RLC e, soprattutto, con Chateaubriand Question
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Mariano Tomatis



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PostPosted: 24 January 2005, 7:47 pm    Post subject:

Ottimo!
Dunque, stabilito che sulla lapide 1828 qualcuno già scriveva MORTEPEE, cosa dobbiamo trarne?
Che il sintagma fosse già in giro in particolari ambienti culturali cui Poussin (o Chateaubriand) afferivano? Supponiamo sia così.
Nell'Arcadia dell'Aude, Antoine Bigou - il secolo precedente - utilizzava la stessa scritta per il cenotafio di una nobildonna. Seguendo anch'egli canoni geometrici? No, nel suo caso, mescolandola e anagrammandola in errori di scrittura disomogenei.
Abbiamo dunque:
- la M isolata sulla prima riga
- MDCOLXXXI che dev'essere MDCCLXXXI (dunque O)
- ARLES che dev'essere ABLES (dunque R)
- CT che dev'essere CI (dunque evidenziamo la T)
che danno MORT; quattro lettere scritte più piccole, che lette nell'ordine danno eEEP (ovvero EPEE).
Le conseguenze mi sfuggono. L'unica cosa di cui posso scorgere l'esistenza è una "firma", usata sia da Bigou, sia da chi incise la lapide di Poussin.

P.S. Ma Arcadian non è in inglese?
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 25 January 2005, 1:57 pm    Post subject:

Anche se la parola EPEE fosse stata crittata nel cenotafio, il legame con la Dalle della De Negre (CT GIT) sarebbe sempre impugnabile da chiunque riconosca l'ambiguità del testo del Bollettino SESA rispetto alla riproduzione della Dalle CT GIT...
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Mariano Tomatis



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PostPosted: 25 January 2005, 2:25 pm    Post subject:

...sempre che non abbia ragione Jarnac quando afferma: "Si può credere che fu il copista del 1905 ad aggiungere le lettere in apice, le due E più piccole e la P di SEPT. Verosimilmente, la posizione sollevata delle stesse sono volute da lui per indicare che è stato lui ad aggiungerle" (Pierre Jarnac, Histoire du Trésor de Rennes-le-Château, p.442).

In questo caso, è il copista a far parte della corrente culturale dell'EPEE Exclamation
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Mariano Tomatis Antoniono
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 3 April 2005, 12:56 am    Post subject:

O Mig! Una volta che ti si prende sul serio, scappi? Temi che possa dire in giro di essere amico tuo? Quoto perché non mi hai risposto...

Quote:
Ottimo!
Dunque, stabilito che sulla lapide 1828 qualcuno già scriveva MORTEPEE, cosa dobbiamo trarne?
Che il sintagma fosse già in giro in particolari ambienti culturali cui Poussin (o Chateaubriand) afferivano? Supponiamo sia così.
Nell'Arcadia dell'Aude, Antoine Bigou - il secolo precedente - utilizzava la stessa scritta per il cenotafio di una nobildonna. Seguendo anch'egli canoni geometrici? No, nel suo caso, mescolandola e anagrammandola in errori di scrittura disomogenei.
Abbiamo dunque:
- la M isolata sulla prima riga
- MDCOLXXXI che dev'essere MDCCLXXXI (dunque O)
- ARLES che dev'essere ABLES (dunque R)
- CT che dev'essere CI (dunque evidenziamo la T)
che danno MORT; quattro lettere scritte più piccole, che lette nell'ordine danno eEEP (ovvero EPEE).
Le conseguenze mi sfuggono. L'unica cosa di cui posso scorgere l'esistenza è una "firma", usata sia da Bigou, sia da chi incise la lapide di Poussin.

P.S. Ma Arcadian non è in inglese?


In altre parole, non ho capito dove porta la tua intuizione...
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domig



Joined: 30 Jun 2004
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PostPosted: 3 April 2005, 3:31 pm    Post subject:

Mariano Tomatis wrote:
O Mig! Una volta che ti si prende sul serio, scappi? Temi che possa dire in giro di essere amico tuo? Quoto perché non mi hai risposto... ...


e chi scappa? io ciò 2 di pressione, figurati se mi metto a correre per cose del genere...
E perchè mai dovresti dire di essere mio amico?
Io e te, semplici conoscenti... come rispondeva la voce fuori campo alla sentinella di Sturmtruppen che intimava: "Altolà, amici o nemici?"

Ma rispondimi tu, adesso, e andiamo con calma, una cosa alla volta...
Alf mi sembra almeno parzialmente convinto, ma io sono rimasto che arcadia e sion, per te, su quella lapide, sono mero frutto del caso.
Me lo hai scritto, perentorio e irremovibile, in diversi post.
Ho i testimoni.

Di cosa parliamo?
di mortepee e praecum, quando non capiamo ancora arcadia e sion?
di solfuri e fosfati quando non si afferriano ancora gli acidi e le basi?

Cos'è? Ci hai ripensato o è solo così, tanto per chiacchierare?
Perchè io non ho molto tempo da perdere.
E non voglio farne perdere agli altri.

@ Alf
nel sito nero c'è una che fa domande difficili.
gli ho anche indicato la strada, ma mi sa che non ha capito.
Fà la cortesia, valla a prendere tu o spiegagli l'architetto della chiesa di rellesciatò, che io non ne so nulla e mi diverto di più con le figurine degli animali.
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Clio



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PostPosted: 3 April 2005, 4:09 pm    Post subject:

Ciao Alfred,

volevo solo rettificare che la Dalle Reddis Regis non è un falso accertato.
I falsi accertati sono: il polipo, la scritta con caratteri greci "et in arcadia ego". Il resto però anche secondo Patrick Mensior resta in discussione.

Che poi secondo te sia l'intera lapide un falso, questo è un altro discorso.

BB & baci
Clio
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...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono...
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 3 April 2005, 5:58 pm    Post subject:

Ciao Clio,

Le "Recherches..." di E. Cros sono un documento di origine molto dubbia. Rimangono più che validi, quindi, gli interrogativi esposti ne “Les Cahiers de RLC”, Volume 1, n° 1, pag. 23 e seguenti.
La stessa copia delle “Recherches…” che sarebbe in possesso del Cercle Saint Dagobert II non è mai stata mostrata in pubblico o autenticata (Vedi: “Cahiers de RLC”, Volume II, n° V/VI, pag. 74/75).

In definitiva, la frase "Reddis Regis..." non compare, almeno per quanto ne so, in nessun documento di origine certa (come un Bollettino SESA, o documenti del genere).

Comunque concordo con te, non c'è nessuna prova che il documento sia falso...
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Valéry.
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 3 April 2005, 8:00 pm    Post subject:

domig wrote:
Cos'è? Ci hai ripensato o è solo così, tanto per chiacchierare?
Perchè io non ho molto tempo da perdere.
E non voglio farne perdere agli altri.


Non hai risposto alle mie domande.
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Mariano Tomatis Antoniono
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
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PostPosted: 4 April 2005, 12:22 pm    Post subject:

Ciao Alfred,

si, sono d'accordo. Infatti penso che la lapide Reddis Regis appartenga ai reperti più enigmatici.
Tuttavia si tratta di un elemento di importanza notevole nelle vicende di RLC. Da una parte non c'è sicurezza sul suo aspetto, dall'altra però ci sono diversi autori (soprattutto fra quelli più "vecchi", come Franck Marie) che sono sicuri della sua esistenza perché sono pervenuti a suo tempo a testimonianze più o meno dirette di gente che era al corrente della lite di Cros e Saunière riguardo la lastra e/o addirittura hanno avuto la possibilità di vedere con i propri occhi il quadernetto con i disegni di Cros ("Recherches...") che la sua nuora, Mademoiselle Lassave, raccolse dopo la morte dell'ingegnere.

Dunque direi che l'esistenza della lapide è perlomeno probabile, mentre il suo aspetto rimane molto incerto. (a parte polipo e scritta in lettere greche che è una chiara manipolazione del Prieuré). Wink

BB & baci
Clio
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Mariano Tomatis



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PostPosted: 4 April 2005, 12:57 pm    Post subject:

Sono d'accordo con Clio.
Su Jarnac ci sono tre pagine dattiloscritte da Cros, ma sono in terza persona, e non sono mai riuscito a capire che origine abbiano. In questo il buon Pierre è molto fumoso... direi, sulfureux!
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Mariano Tomatis Antoniono
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Clio



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PostPosted: 4 April 2005, 2:52 pm    Post subject:

Laughing Infatti! Laughing

BB & baci
Clio
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