 Gruppo di studio e documentazione Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007. Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château, conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia. |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 12 May 2005, 1:49 pm Post subject: testamenti hautpoul |
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Mi sono persa nelle scartoffie......
6 novembre 1244 François Pierre, barone d'Hautpoul, marchese di Blacheford e signore di Rennes-le-Château, redisse testamento e lo fece registrare il 23 novembre dello stesso anno dal notaio Captier di Esperaza ...(intervista Cosco/ Marino su: NWO)
Domanda: è in questo che si parla di un segreto di stato? esiste una conferma del testo??
dal sito ACNR: il testamento di Henri d’Hautpoul risalente al 1695 ....
Domanda:: qui ci dovrebbe essere l'invocazione ai santi della chiesa, ....idem come sopra, c'è conferma di questo testo ?
Dal sito di Mariano Documenti: . Quest'ultimo documento, risalente a due mesi prima del decesso del testatore, avvenuto all'età di 42 anni, resta un mistero!
In che senso? _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 12 May 2005, 2:16 pm Post subject: |
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Ciao Mammaoca,
Bella domanda!
Secondo Lasserre, nel suo "Histoire du Pélerinage de Notre-Dame de Marceille", pag. 41:
Questa devozione degli abitanti di Limoux si traduceva anche nelle loro volontà testamentarie. Nel 1674 Antoine d’Hautpoul, signore di Rennes, nativo di questo luogo, nella diocesi d'Alet, cadde ferito a causa di un colpo di moschetto alla mandibola sinistra nella battaglia di Holzen, in Alsazia. Nel suo testamento egli stabilì che il suo corpo fosse inumato nella Chiesa di Cordeliers di Limoux, e che il suo cuore fosse conservato a Notre Dame de Marceille, donando a quest’ultima Chiesa ben 2.000 livres per due messe a settimana perpetue.
Secondo R. Descadeillas, ci sono state mille ragioni perché (il testamento, N.d.T.) era stato tenuto segreto (Mythologie du trésor de Rennes, pag. 86). Evidentemente Descadeillas non era a conoscenza del contenuto del documento, in quanto lo considerava come un pezzo importante (ma non reso di pubblico dominio).
Pare che il testamento sia questo: http://www.renne-le-chateau.com/document/document.html#ancre22 (anche se si capisce ben poco).
Per quanto riguarda gli altri testamenti, occorre ricordarsi che i siti citati non indicano la fonte. La fonte, comunque, è il solito apocrifo del Priuré (Delaude, Il Circolo di Ulisse). _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 12 May 2005, 3:41 pm Post subject: |
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...Dovresti rinominarti HAL....
Grazie davvero !! Però non ho capito,
Le foto fornite da Feral sono quelle del testamento 1600 o quelle del '200?
..... Insomma, grande segreto sul segreto del '200 e grande panzana sulle invocazioni ai cinque santi? _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 12 May 2005, 4:31 pm Post subject: |
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I documenti riportano atti del... '600. In particolare, il testamento di tale Henri d'hautpoul (sic) del 1695. Di conseguenza non si tratta né del testamento incriminato del '200 (di cui abbiamo solo una "descrizione" - o invenzione - plantardiana) né di quello di Antoine d'Hautpoul del 1674.
Contrariamente a quanto affermato dall'ANCR, nel testamento incriminato non c'è alcuna invocazione a cinque santi, come si può notare leggendo il documento per intero *.
In definitiva, l'unico documento che potrebbe contenere l'invocazione è il testamento del '200, alquanto sulfureux.
* Alcune parole e alcune frasi risultano in parte illeggibili. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 12 May 2005, 5:45 pm Post subject: |
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Allora metto nel cassetto delle pergamene, grazie  _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 12 May 2005, 6:29 pm Post subject: |
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Tra l'altro mi chiedo come sia possibile che il "6 novembre 1244 François Pierre, barone d'Hautpoul, marchese di Blacheford e signore di Rennes-le-Château, redisse testamento [...]".
Nel 1244 nessun Hautpuol poteva vantare alcun diritto su RlC.
Verso la fine del Quattordicesimo secolo, una donna chiamata Jeanne, della famiglia dei Voisins, si sposò con Siscard de Marquefave, portandogli in dote la terra di Rennes.
Nel 1422 una donna chiamata Blanche, della famiglia di Marquefave, si sposò, a sua volta, con Pierre-Raymond d'Hautpoul, portandogli in dote l'antica capitale del Razès. Innumerevoli discendenti della famiglia degli Hautpoul si successero nel castello di Rennes...
(L.A Buzairies, "Rennes-le-Château et ses premiers seigneurs" Collection "Couleur Ocre", pag. 30. Rist. del Capitolo 1 del libro di Buzairies "Les châteaux de l'arrondissement de Limoux")
Quindi, mi chiedo come sia possibile che un Hautpoul potesse vantare diritti sul territorio di Rennes nel... 1244, quando gli Hautpoul divennero signori dell'antica capitale del Razès solo nel... 1422. ( )
Per quanto riguarda il testamento risalente al 1695, la sua autenticità è provata. Non è provata, tuttavia, l'esistenza di "un testamento di Henri d'Hautpoul del 24 aprile 1695, con sigillo e firma del testatore, con in basso a destra le lettere P.S. in gotico, ed una invocazione latina a cinque santi: Antonio da Padova, Antonio d'Egitto, Sulpizio di Bourges, Rocco di Montpellier e Maria-Maddalena." * (come il buon Plantard ci voleva far credere)
* Il Circolo di Ulisse, J. Delaude; traduzione di Atchoum.
Vedi anche Le Cercle d'Ulysse, J. Delaude, Mélanges Sulfureux 1, pag. 3/4. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 25 July 2005, 7:07 am Post subject: |
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Credo si tratti di un errore di stampa: sia Jarnac sia Descadeillas parlano di un testamento del 1644.
Riporto qui di seguito le mie analisi, chiedendo correzioni ed eventuali ampliamenti:
Ogni casato nobiliare manteneva, nei propri archivi, gli atti che documentavano la propria genealogia. Lo studioso René Descadeillas ricostruì con precisione le dinastie che ressero il castello di Rennes, avendo potuto accedere ad una documentazione che risaliva fino al XI secolo. Tra i vari documenti, uno in particolare era andato perduto: si trattava del testamento di François-Pierre d’Hautpoul, registrato il 23 novembre 1644 da un notaio di Espéraza di nome Captier.
Un secolo più tardi, alla morte di François d’Hautpoul nel 1753, la reggenza della Signoria di Rennes passò alla moglie, Marie de Nègre d’Ables. Delle tre figlie, Marie, Elizabeth e Gabrielle, fu quest’ultima – la più giovane – ad ereditare il titolo di Dama di Blanchefort. Nonostante qualche autore abbia ritenuto anomala questa successione, il titolo venne acquistato in seguito al matrimonio di Gabrielle con Paul-François-Vincent de Fleury, che possedeva la signoria dei Bains-de-Rennes e tutte le terre di Blanchefort .
Il matrimonio della primogenita Marie con Joseph d’Hautpoul di Félines complicò ulteriormente i rapporti tra le sorelle e quindi tra i vari rami dinastici; era necessario chiarire quali territori appartenessero a chi.
Il primo a pretendere di far chiarezza fu, intorno al 1770 un cugino, Pierre-François d’Hautpoul, che per assicurarsi l’acquisizione di una baronia, convocò un avvocato di Limoux pretendendo da Elizabeth l’apertura degli archivi contenenti i documenti sulla famiglia per stabilire i diritti di ogni ramo dinastico. La stessa richiesta le venne rivolta da Marie, che voleva avere le prove documentali del suo titolo nobiliare per fare entrare uno dei suoi figli nell’Ordine di Malta. Elizabeth rispose che era necessario déchiffrer i documenti per chiarire i diritti di ognuno.
In tempi recenti la scelta del verbo verrà completamente fraintesa : letto come “decifrare”, farà pensare a documenti cifrati o in codice. Il senso del verbo, invece, è semplicemente quello di “leggere”; molti degli atti contenuti negli archivi nobiliari erano costituiti da testi risalenti al Medioevo, ed erano dunque scritti in latino dell’epoca. La lettura di quei documenti non poteva essere fatta da chiunque, ma era necessario servirsi di féodistes, specializzati nella lettura di scritture antiche.
Elizabeth, comunque, non concesse i documenti ai parenti, ma temporeggiò; certamente in attesa di una loro lettura da parte dei féodistes ma forse per assicurarsi che non contenessero qualcosa che avrebbe danneggiato il suo ramo dinastico. Fu, in definitiva, un gesto saggio, che impedì agli archivi di disperdersi tra i rami laterali della famiglia e li mantenne accentrati presso la signoria di Rennes.
L’apertura dei documenti, invece di risolvere i problemi, ne creò altri: Elizabeth e Pierre-François non trovarono un accordo sui confini delle signorie di Rennes e Caderonne, né su quelle di Saint-Just e del Bézu; non riuscirono ad accordarsi i due avvocati Senovert e Desnos cui si erano rivolte le due famiglie, e perfino una seconda consultazione tra altri due avvocati di Tolouse fallì. Soltanto l’intervento di un certo Lhuillier de Rouvenac riuscì a definire un accordo tra le parti, che venne stabilito il 15 luglio 1779.
Fu nell’ambito di queste discussioni che, nel marzo 1780, Jean-Baptiste Siau, notaio di Espéraza, si fece vivo presso la famiglia, affermando di possedere il vecchio testamento di François-Pierre d’Hautpoul datato 1644. Forse per renderlo più appetibile, il notaio ne parlava come di “un testamento di grandi conseguenze”. Non sappiamo se fosse un pezzo autentico né se contenesse informazioni di particolare importanza o meno; è noto che, all’epoca, alcuni notai approfittassero del loro ruolo e – a seconda delle richieste dell’una o dell’altra famiglia – facessero sparire o ricomparire miracolosamente l’uno o l’altro documento, a seconda di quello che veniva loro richiesto di dimostrare . Voci non confermate da riscontri documentali affermano che il documento venne tenuto nascosto dalla famiglia. Affrontando l’argomento, Descadeillas scrive che “ci sono mille ragioni per cui avrebbe potuto essere tenuto nascosto”: cita, ad esempio, la possibilità che il documento non fosse autentico ma manipolato; o, ancora, il documento poteva riportare alla luce un vecchio debito dimenticato, che non si voleva ricordare ai creditori per evitare di doverlo estinguere. Il testamento è comunque andato perduto, e non potè essere consultato dallo storico durante i suoi studi sulla famiglia d’Hautpoul.
Riferimenti:
Descadeillas Mythologie pp.85-86
Jarnac Histoire pp.103-105 _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Clio
Joined: 23 Jun 2004 Posts: 814 Location: Monaco, Germany
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Posted: 25 July 2005, 9:38 am Post subject: |
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Ciao a tutti,
anch'io conosco la versione su cui si basa l'analisi di Mariano. Dunque il testamento in causa sarebbe quello del 1644.
BB & baci,
Clio _________________ ...e il tempio del Graal aveva la forma splendente di un ottagono... |
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