 Gruppo di studio e documentazione Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007. Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château, conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia. |
|
Search |
| View previous topic :: View next topic |
| Author |
Message |
Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
|
Posted: 23 August 2005, 1:37 pm Post subject: Errore di traduzione del Serpent Rouge |
|
|
| Quote: | "Commencé dans les ténèbres, mon voyage ne pouvait s'achever
qu'en Lumière. A la fenêtre de la maison ruinée, je contemplais à
travers les arbres dépouillés par l'automme le sommet de la montagne.
La croix de crète se détachait sous le soleil du midi, elle était la
quatorzième et la plus grande de toutes avec ses 35 centimètres! Me
voici donc à mon tour cavalier sur le coursier divin chevauchant
l'abîme."
|
Cari tutti,
come risaputo, quello appena citato è un segmento (per l’esattezza il nono, identificato con il segno della bilancia) tratto dall’opuscoletto “LE SERPENT ROUGE. NOTES SUR SAINT GERMAIN DES PRES ET SAINT SULPICE DE PARIS” apparso nel 1966 presso la biblioteca nazionale di Parigi.
Questo passaggio viene solitamente tradotto in italiano con:
| Quote: | La croce di creta si staccava sotto il sole del mezzogiorno,
era la quattordicesima e la più grande di tutte con i suoi 35 centimetri.
Eccomi dunque a mia volta cavaliere sul destriero divino che cavalcava l'abisso. |
Vedasi anche la traduzione in inglese comunemente reperibile:
| Quote: | The cross of crete stood out under the midday sun, it was the
fourteenth and the biggest of all with its 35 centimetres! Here I am
therefore on my horse ride on a divine steed crossing the
abyss. |
Per tutti questi anni ho riscontrato il ripetersi di un errore in ogni traduzione del SR, che, per assurdo, non sembra essere ancora stato colto da nessuno: la croce di cui si parla... non è affatto“di creta”!!
Se avvaloriamo il peraltro evidente saccheggio perpetrato dagli autori del poemetto zodiacale nei confronti del testo della VLC di Henri Boudet, anche in questo caso sembra si voglia parafrasare l'opera del prete di Rennes les Bains:
| Quote: |
“Tout à fait dans le haut, directement au-dessus du dolmen, une roche de la crête porte une croix grecque gravée dans la pierre: c'est la plus grande de toutes celles qui nous a été donné de reconnaître.” |
Mi sembra molto più verosimile, quindi, che nel SR non si parlasse di una croce “di creta” ma “della cresta”!!
L’accentazione presente nella versione originale del 1966 dava in effetti un certo margine interpretativo, e bisogna anche considerare che il testo originale era dattiloscritto; però, perseverare nell'errore mi sembra troppo!
Posso infatti confermare per esperienza diretta che la croce reperibile nei pressi della pietra squadrata ed in bilico rappresentata anche in un'illustrazione di Edmond Boudet nella VLC, misura in effetti 35 cm, è la più grande tra quelle presenti nella zona di RLB e, come tutte le altre, non è in creta, bensì incisa nella roccia. _________________ - Advent - |
|
| Back to top |
|
 |
Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
|
Posted: 23 August 2005, 2:20 pm Post subject: |
|
|
Potrebbe anche trattarsi di un doppio riferimento:
Croce di creta --» Stazione XIV --» Dòlmen del Serbairou «-- Croce di 35 centimetri «-- SR
Ne consegue che il Dòlmen è la Stazione XIV.
Questo dòlmen, fissato ad un'estremità, presenta l'immagine di una grotta. (LVLC, p. 244). _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
|
| Back to top |
|
 |
Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
|
Posted: 23 August 2005, 2:39 pm Post subject: |
|
|
Arguto, ma non credo: non ti sembra improbabile che la croce della stazione XIV si stagli sotto il sole del mezzogiorno? _________________ - Advent - |
|
| Back to top |
|
 |
Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
|
Posted: 23 August 2005, 3:12 pm Post subject: |
|
|
Però non credo che la croce del Serbairou sia "la" quattordicesima croce... Infatti, quale sarebbe il punto di partenza per calcolare il numero delle croci, ma la cosa interessante è che lo stesso Boudet non ci dice il "numero" della croce del Serbairou (cioè se è la quattrodicesima, la tredicesima, ecc...).
Nella carta Rennes Celtique, se si contano le croci partendo dal Cardou, seguendo lo stesso tragitto di HB e arrivando al Serbairou, se ne trovano solo 9 (compresa quella del Serbairou). _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
|
| Back to top |
|
 |
Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
|
Posted: 23 August 2005, 3:30 pm Post subject: |
|
|
| Quote: | Nella carta Rennes Celtique, se si contano le croci partendo dal Cardou, seguendo lo stesso tragitto di HB e arrivando al Serbairou, se ne trovano solo 9 (compresa quella del Serbairou).
|
Vero! E, come probabilmente avrai notato, strano, no?
Ad ogni modo, si possono aggiungere le croci mancanti integrando le informazioni presenti nel testo della VLC.
E cmq non sono quattordici! _________________ - Advent - |
|
| Back to top |
|
 |
Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
|
Posted: 23 August 2005, 4:01 pm Post subject: |
|
|
Ecco le croci del libro:
p. 229 - croce di pietra al Cardou.
232 - croce incisa al Cugulhou di ponente.
235 - Cap de l’Hommé: <queste croci, a braccia uguali e in numero di cinque solo in questo punto.>
235/236 - <Una sesta croce greca su di una roccia larga, si trova abbastanza lontano dal Cap dé l’Hommé, sul bordo del crinale a sud, sopra la zona detta Pla de la Coste.>
236 - <Si vedono ancora altre due croci greche, sempre incise nella pietra, seguendo il bordo del pianoro fino alla cima della collina che porta il nome di illète.>
244 - croci a lés Crossés non trovate.
245 - croce Serbairou.
306 - Roukats, Pla de la Coste e las Brugos.
TOT Croci: 1 (Cardou) + 1 (Cugulhou) + 5 (Cap de l’Hommé) + 1 (Pla de la Coste) + 2 (Illète) + 1 (Serbairou) + ? (Crosses) + ? (Roukats) = 11.
Ti sei accorto che, nella cartina, Boudet mette una croce in più al Cap de l’Hommé.
PS: ecco finalmente la cartina del comune di RlB riprodotta anche da Gourdon: http://www.societe-perillos.com/rlb_map.html _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
|
| Back to top |
|
 |
Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
|
Posted: 24 August 2005, 8:25 am Post subject: |
|
|
| Quote: | | Ti sei accorto che, nella cartina, Boudet mette una croce in più al Cap de l’Hommé? |
Già: la cartina non corrisponde alla descrizione del libro in molti dettagli.
Tra le differenze più macroscopiche, oltre a quelle che hai giustamente evidenziato, è da rimarcare anche l'assenza degli altri "dolmen" di cui si parla nel libro:
| Quote: | | Nous en avons retrouvé sept ; cinq sur les flancs du Serbaïrou, et deux au Roukats. | anche se viene detto che il più importante tra loro è quello di fronte al borde-neuve (segnalato).
Però vengono rintracciati scrupolosamente i menhir...
Perché?
Con tutto il tempo che Boudet ebbe a disposizione per rivedere la sua opera, queste imprecisioni appaiono davvero insensate.
Sono elementi come questi che danno adito alle più varie interpretazioni...
E, francamente, resta dubbio anche il motivo per il quale uno studioso come Boudet si ostini a chiamare dolmen quelli che dolmen non sono. _________________ - Advent - |
|
| Back to top |
|
 |
Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
|
Posted: 24 August 2005, 9:19 am Post subject: |
|
|
Infatti, se Boudet fece davvero un giro nel Minervois, non potè far a meno di vedere il vero dòlmen des Fades ( http://www.le-minervois.com/fr/history/support/fades.php ).
Nondimeno, nel libro di Louis Figuier, L'homme primitif, che Boudet cita diverse volte, compaiono varie immagini di dòlmen, definito come "tavola di pietra". Vedi: http://visualiseur.bnf.fr/CadresFenetre?O=NUMM-200910&I=238&M=pagination&Y=Image (p. 225 e s.).
Del resto, io credo che Boudet considerasse un dòlmen qualsiasi pietra squadrata posta in bilico su un'altra pietra...
PS: se il link al libro non funziona, cliccare su aggiorna. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
|
| Back to top |
|
 |
Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
|
Posted: 24 August 2005, 9:33 am Post subject: |
|
|
| Quote: | | credo che Boudet considerasse un dòlmen qualsiasi pietra squadrata posta in bilico su un'altra pietra... |
Vero.
Tranne però nel caso più emblematico, quello del Serbairou, che non ha nulla in bilico...  _________________ - Advent - |
|
| Back to top |
|
 |
Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
|
Posted: 24 August 2005, 9:44 am Post subject: |
|
|
Infatti è bloccato... Tuttavia, presenta una certa somiglianza con le prime figure a pag. 226 e 227 del libro citato.
Io non mi stupirei più di tanto, visto che il reverendo considerava menhìr "naturali" (?) anche i fenomeni di erosione e le creste delle montagne (vedi Lampos e Roko Negro). _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
|
| Back to top |
|
 |
domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
|
Posted: 24 August 2005, 4:40 pm Post subject: |
|
|
Ciao, AdCiaild
concordo con te sull'errore della croce di creta.
Anch'io l'ho tradotta (visto che parliamo di creta, cretinamente) nello stesso modo, tratto in inganno dall'accento scorretto, dalla fretta, e dal pensiero che si trattasse (come dice Alf) della Croce della Via crucis "toccata" a mezzogiorno da qualcosa, senza nemmeno andarmi a guardare il vocabolario che, prevedibilmente, traduce "creta" con "argile" o "craie".
Mea culpa e capo cosparso di cenere.
Con certi scritti è facile commettere qualche fesseria... Sotto lo Scorpione c'è scritto "Cerceuil", più vicino a cerchio o cerchiello che non a "Cercueil" bara, feretro...
Insomma, sbaglia pure chi lo ha scritto, pensa chi deve tradurlo!
Io ho tradotto "alternativamente" al posto di "alternatamente"
Chi se ne frega.... al massimo qualche purista storcerà il naso...
Per quanto riguarda la lingua Pun, io continuo a nutrire qualche dubbio che l'opera di Boudet ne faccia uso...
Anche "Du non de Narbonne" è scritto con una tecnica simile alla VLC...
Anche quello è in lingua Pun? |
|
| Back to top |
|
 |
Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
|
Posted: 24 August 2005, 5:57 pm Post subject: |
|
|
Tutte le opere di Boudet utilizzano lo stesso metodo: scoprire il significato di una parola con la fonetica e utilizzando un’altra lingua. Con l’Ars Punica si fa l’esatto contrario: si cela il significato di un termine. Ne consegue che quando de Sède dice che Henri Boudet decodifica la parola capanna in una folla di teste, sbaglia, in quanto il sacerdote ha interpretato (e non decodificato) etchôla in una “folla di teste sotto lo stesso tetto”.
Bisogna considerare ancora un’altra cosa: Boudet non ha scritto solo La Vera Lingua Celtica, ma anche la sua copia esatta riferita ad Axat. Esiste un tesoro anche in quest’ultima cittadina??? E come si spiegano il testo Du Nom de Narbonne e le Ricerche sul dialetto occitano in un‘eventuale ipotesi del tesoro?
Il testo riferito ad Axat è ancora più curioso della VLC, in quanto i terreni nei dintorni della cittadina sono numerosissimi e hanno i nomi più strani. Ecco un esempio dal Livre d‘Axat (L‘Aphabet Solaire, p. 482):
Il quartiere della Trézuro presta il suo nome al Passo della Trézuro, situato fra la foresta d’En Malo e le Fountanillos. Esso altro non è che un pericoloso burrone, scolpito nella cresta di rocce. Quando ci si impegna in una passeggiata così pericolosa, non bisogna certo prestare l’attenzione altrove ma bensì al luogo dove si mettono i piedi.
Trézuro - tread, marcia. - sure, verbo usato come sostantivo, sicurezza. - ds = z. Costruzione grammaticale dal genitivo sassone:
Tread sure = assicurarsi [con certezza, N.d.T.] dove si mettono i piedi.
Curioso, no? _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
|
| Back to top |
|
 |
domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
|
Posted: 24 August 2005, 7:46 pm Post subject: |
|
|
vero, Alf, è curioso... ma finchè qualcuno non scopre il tesoro sa quelle parti, rimane una curiosità e basta.
Volendole cercare troviamo curiosità simili anche nell' "Universo Sconosciuto" di Piero Angela... mi spiego?
Si trova online il libro di axat? |
|
| Back to top |
|
 |
Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
|
Posted: 25 August 2005, 7:38 am Post subject: |
|
|
Concordo.
Del libro d'Axat si conosce un solo esemplre, coperto da ©. _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
|
| Back to top |
|
 |
Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
|
Posted: 25 August 2005, 8:39 am Post subject: |
|
|
| domig wrote: | Ciao, AdCiaild
concordo con te sull'errore della croce di creta. Anch'io l'ho tradotta (visto che parliamo di creta, cretinamente) nello stesso modo, tratto in inganno dall'accento scorretto, dalla fretta, e dal pensiero che si trattasse (come dice Alf) della Croce della Via crucis "toccata" a mezzogiorno da qualcosa, senza nemmeno andarmi a guardare il vocabolario che, prevedibilmente, traduce "creta" con "argile" o "craie".Mea culpa e capo cosparso di cenere. |
Ciao Domig! Ma no, ma quale capo cosparso di cenere... sai già che ho trovato la tua versione del Serpent Rouge molto più musicale ed accurata di tutte quelle pubblicate in precedenza (senza contare l'incredibile veste grafica fedelissima all'originale che Mariano ha preparato con perizia certosina!).
Il mio appunto era solo teso a cercare conferma una volta di più di quanto il SR abbia saccheggiato dal libro di Boudet: questo parallelismo è stato evidenziato solo di recente ed anche Alfred ha lavorato in tale direzione... senza di esso era molto facile cadere in errore.
Ad ogni modo, un punto evidenziato con grande risalto sia dal SR che dalla VLC è il Serbairou... sulla effettiva presenza di qualcosa nelle sue profondità, però, ho trovato questo post di un cercatore:
| Quote: | | Il est vrai qu'au Serbairou j'ai observé sur les parois de certaines galeries ,laminées par l'eau, à environ 110-115 mètres de profondeur, la présence de paillettes d'or très très petites de la même taille et de poids qu'une pellicule de cheveux,rendant leur "capture" impossible. Les vieux chercheurs connaissent bien ce "coin". Je ne te conseille pas d'y aller c'est très dangereux surtout par temps de pluies et les galeries à ce niveau laissent à peine passer un corps adulte il ne faut pas être claustro même un peu. |
Che voi sappiate esistono altri resoconti di spedizioni nel Serbairou, magari nella grotta sotto il megalite? _________________ - Advent - |
|
| Back to top |
|
 |
Mauro Vitali
Joined: 26 Jun 2004 Posts: 405 Location: Milano
|
Posted: 28 August 2005, 9:01 am Post subject: |
|
|
| Advent Child wrote: | | domig wrote: | Ciao, AdCiaild
concordo con te sull'errore della croce di creta. Anch'io l'ho tradotta (visto che parliamo di creta, cretinamente) nello stesso modo, tratto in inganno dall'accento scorretto, dalla fretta, e dal pensiero che si trattasse (come dice Alf) della Croce della Via crucis "toccata" a mezzogiorno da qualcosa, senza nemmeno andarmi a guardare il vocabolario che, prevedibilmente, traduce "creta" con "argile" o "craie".Mea culpa e capo cosparso di cenere. |
Ciao Domig! Ma no, ma quale capo cosparso di cenere... sai già che ho trovato la tua versione del Serpent Rouge molto più musicale ed accurata di tutte quelle pubblicate in precedenza (senza contare l'incredibile veste grafica fedelissima all'originale che Mariano ha preparato con perizia certosina!).
Il mio appunto era solo teso a cercare conferma una volta di più di quanto il SR abbia saccheggiato dal libro di Boudet: questo parallelismo è stato evidenziato solo di recente ed anche Alfred ha lavorato in tale direzione... senza di esso era molto facile cadere in errore.
Ad ogni modo, un punto evidenziato con grande risalto sia dal SR che dalla VLC è il Serbairou... sulla effettiva presenza di qualcosa nelle sue profondità, però, ho trovato questo post di un cercatore:
| Quote: | | Il est vrai qu'au Serbairou j'ai observé sur les parois de certaines galeries ,laminées par l'eau, à environ 110-115 mètres de profondeur, la présence de paillettes d'or très très petites de la même taille et de poids qu'une pellicule de cheveux,rendant leur "capture" impossible. Les vieux chercheurs connaissent bien ce "coin". Je ne te conseille pas d'y aller c'est très dangereux surtout par temps de pluies et les galeries à ce niveau laissent à peine passer un corps adulte il ne faut pas être claustro même un peu. |
Che voi sappiate esistono altri resoconti di spedizioni nel Serbairou, magari nella grotta sotto il megalite? |
Che io sappia non ne esistono...
Ho sentito IM il quale mi ha detto che la prossima volta si incunea nella grotta!!!
Ma |
|
| Back to top |
|
 |
Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
|
Posted: 23 July 2007, 9:51 pm Post subject: |
|
|
Cito Lurker:
http://www.renneslechateau.it/forum/viewtopic.php?p=18733#18733
"Mi piacerebbe chiedere in più riguardo a questa questione (che potrebbe essere ulteriormente interessante) quanti siano i menhir e i dolmen naturali nella zona indicata dalla cartina della Rennes Celtique che ho letto parlavate in [questo thread]"... _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
|
| Back to top |
|
 |
|
Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
|