 Gruppo di studio e documentazione Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007. Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château, conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia. |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 25 May 2007, 11:21 pm Post subject: |
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| Atchoum wrote: | Sì, per 12 miliardi di pagine!!!  |
Ma no! Per i dieci "libri" al link che ho dato! _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 25 May 2007, 11:27 pm Post subject: |
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Oggi un archeologo mi spiegava che l'etimo "Reda" è lo stesso che in Italia aveva Augusta Eporedia, odierna Ivrea, e che nel sud della Francia non sarebbe potuto evolvere in Rennes ma al limite in "Resa".
Invece - per la linguistica del nord - lo stesso nome poté diventare Rennes (e parliamo della "grande" Rennes). _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 25 May 2007, 11:36 pm Post subject: |
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Ecco l'opinione di De Sède:
Cosa curiosa, il nome di Rennes, comune alle due località di cui parliamo, deriva da due toponimi diversi. Il nome di Rennes-le-Château, un tempo Aereda poi Reddae o Rhedae, da cui ha origine il nome del Razès (Rhedesium), deriva secondo alcuni da Aer Red, il serpente corridore, dio celtico o preceltico del fulmine, secondo altri dalla runa gotica Raida che designa il Carro. Invece, il nome di Rennes-les-Bains, che si chiamò inizialmente Bains de Règnes e che, nonostante le sue acque fossero conosciute fin dall’Antichità, divenne un villaggio soltanto più tardi, è composto dal latino Regnum e dal termine barbaro Es o Is che indica o l’acqua o la pietra. Quindi Rennes significa “Acqua reale” o “Pietra reale”.
La regione era popolata già in epoca molto remota - come lo testimoniano il menhir di Peyrolles, il Fauteuil du Diable, la statua di Iside, le iscrizioni votive alla Madre degli Dei rinvenute a Rennes-les-Bains e l'ossario neolitico scoperto a Rennes-le-Château - e non smise mai di essere abitata. Dopo le popolazioni iberiche, alla fine del IV secolo avanti Cristo, troviamo la misteriosa tribù dei Rêdu, in latino Redones, che ha lasciato il suo nome in numerose località, come Camp Redon. Secondo lo storico R. Lizop, questa tribù apparteneva al popolo dei Belgi il cui nome significa “pastori”; cacciata dalle rive del mar del Nord, si divise in due tronconi, uno dei quali si stabilì in Bretagna e l’altro nel Razès. “È singolare, fa notare uno degli editori dell' Histoire générale du Languedoc, come alle due estremità della Francia i nomi delle etnie Redensis e Redones, derivanti evidentemente da una stessa radice, abbiano dato origine in entrambe le regioni al nome moderno di Rennes”: l’ipotesi di un doppio insediamento dei Rêdu ha il merito di spiegare con chiarezza questa singolarità. _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac |
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Lenny Nero
Joined: 13 Oct 2005 Posts: 748 Location: Annexia
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Posted: 26 May 2007, 6:06 am Post subject: |
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| Mariano Tomatis wrote: | | Atchoum wrote: | Sì, per 12 miliardi di pagine!!!  |
Ma no! Per i dieci "libri" al link che ho dato! |
Io ci ho provato ma non ho trovato nulla...magari ho sbagliato...ma con Firefox è tutto molto + veloce ed automatico e non ho riscontrato nulla. _________________ | I smashed myself to pieces, I don't know what else to do | |
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 26 May 2007, 7:22 am Post subject: |
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Ops, pensavo che i link presenti in ciascun libro fossero i vari capitoli, invece rimandano ai paragrafi della stessa pagina visualizzata....
 _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 26 May 2007, 8:05 am Post subject: |
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| Atchoum wrote: | | “È singolare, fa notare uno degli editori dell' Histoire générale du Languedoc, come alle due estremità della Francia i nomi delle etnie Redensis e Redones, derivanti evidentemente da una stessa radice, abbiano dato origine in entrambe le regioni al nome moderno di Rennes”: l’ipotesi di un doppio insediamento dei Rêdu ha il merito di spiegare con chiarezza questa singolarità. |
E' interessante scoprire che la parola "redi" (come Volci = lupi (wolfs)) era un nome comune di tribu, che quindi si ritrova in molti luoghi distanti tra essi (vedi Rennes, Rennes-le-Chateau e Ivrea). _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 26 May 2007, 9:18 am Post subject: |
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| Max Payne wrote: |
Work in Progress (un giorno la farò. Forse.) |
Caro Max, mi sembra che sia venuto il momento...... sono solo 12 miliardi di pagine.
E' uno sporco lavoro ma qualcuno bisogna pur che lo faccia....
in fondo l'idea è stata tua!!!!  _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 26 May 2007, 1:24 pm Post subject: |
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Il problema di quella ricerca è "cosa" cercare, o meglio quale ortografia? sostantivo? aggettivo? quale declinazione? Rede, Rhede, Rhaede, Raedhe, Redasque, redorum, redarum, Aereda, Reda....
Concordo con Mammaoca... su Max, al lavoro!!! _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 26 May 2007, 5:29 pm Post subject: |
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| Mariano Tomatis wrote: | | ...E' interessante scoprire che la parola "redi" (come Volci = lupi (wolfs)) era un nome comune di tribu, che quindi si ritrova in molti luoghi distanti tra essi (vedi Rennes, Rennes-le-Chateau e Ivrea). |
http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=lvlc&cap=A&l=I
fine capitolo "Il flauto di Pun"
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Per anni ha dormito indisturbato su un ripiano della mia libreria un vecchio libro (La misteriosa civiltà dei Reti - Ed. Nardini - Roma 1972) del quale consiglierei a chiunque la lettura, se non fosse per l'oggettiva difficoltà di reperirne una copia. Quando mi decisi casualmente a sfogliare questo saggio, ne rimasi allibito. L'autore, l'avvocato Enzo Gatti (con un funambolismo linguistico paragonabile a quello di Boudet e forte del presupposto che dei luoghi spesso cambia tutto ma non il nome) partendo da due semplici parole che compaiono sullo stemma comunale del suo paese natio, Tula e Roda, ricostruisce le vicende di un'evoluta civiltà preistorica, quella dei Reti, che precedette tutti i popoli che oggi ricordiamo e dai quali fu progressivamente sottomessa e annientata.
Si trattava di una popolazione vasta, articolata e composita, accomunata da una lingua più o meno omogenea e da un'attitudine allo scambio commerciale che poteva svilupparsi grazie ad una fittissima rete di strade e di punti di sosta. Partendo dal cuore dell'Europa, queste vie commerciali vanno diradandosi man mano che si allontanano dal loro centro d'origine, eppure raggiungono luoghi impensabili per l'epoca.
Ne rimangono esclusi solo l'Estremo Oriente e l'Australia, ma dal Vecchio Continente si ramificano in quasi tutta l'Africa, giungono in India, percorrono l'intera la Siberia e, attraverso lo Stretto di Bering, udite udite, arrivano nelle Americhe (attraversandole dall'Alaska fino alla Terra del Fuoco, lungo la dorsale Montagne Rocciose - Cordigliera Andina) e da qui, infine, si distaccano per seguire le rotte marine della Polinesia partendo dall'Isola di Pasqua.
Vi assicuro che l'impianto probatorio con cui il Gatti suffraga la propria teoria è più che ragionevole e possiede, se non altro, una sua singolare logica ma, come da copione, tale studio è stato ignorato o disprezzato dagli storici. Viene da chiedersi se questa valutazione negativa degli specialisti sia stata dettata dalle falle scoperte dopo un'analisi accurata di tale ipotesi o più semplicemente dal terrore che, trovatala valida, si sarebbero dovute riscrivere troppe pagine del nostro passato. In ogni caso, è opportuno che un avvocato si occupi di leggi, lasciando Storia e Preistoria agli addetti.
Analogo discorso può essere fatto per l'opera di Boudet.
...
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Aggiungo qui, per la questione delle Tule e delle Rode, che erano in pratica dei punti di sosta, ristoro e di scambio commerciale.
L'imponente rete stradale dei Romani altro non è che parziale pavimentazione dell'immensa e antichissima rete di sentieri dei Reti.
Il Gatti indica centinaia di strade (che attraversano Europa centrale, periferica e resto dei continenti) che sono costellate di città che nel nome richiamano "Tul e Rod".
Nelle Gallie, descrive cinque direttrici principali (la Via della Manica, della Bretagna, dell'Oceano, dei Pirenei e del Rodano) scomposte in una ventina di strade secondarie.
Sulla Via dei Pirenei inserisce le seguenti tappe: Tulle, Turenne, Routes, Mirandol, Rudelle, Marouele, Rodez, Mazerolles, Cestajrols, Toulouse, Thouars, Tolosane, Rouède, La Toule.... e prosegue poi con quelle spagnole.
Lunga smollarla tutta sulla razza primigenia, ma le sottotribù erano quelle dei Reti, dei Reni, dei Resi e dei Revi.
In Francia, i loro gruppi erano stanziati a:
1. Rethel, Redon, Redange, Bretigni, Bretagne,Breden, Brest...
2. Remj, Remich, Renais, Renan, Rennes...
3. Reze, Resson...
4. Revin, Revignj, Revel...
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- "Ahhh... se tu mi amassi...."
- "Ma no che non ti amasso!!"
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Max Payne
Joined: 17 Oct 2006 Posts: 137 Location: Riposto (CT)
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Posted: 28 May 2007, 9:49 am Post subject: |
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| mammaoca wrote: | | Max Payne wrote: |
Work in Progress (un giorno la farò. Forse.) |
Caro Max, mi sembra che sia venuto il momento...... sono solo 12 miliardi di pagine.
E' uno sporco lavoro ma qualcuno bisogna pur che lo faccia....
in fondo l'idea è stata tua!!!!  |
Accidenti, avevo detto ai miei scagnozzi di farlo...ma non hanno fatto niente. Dovrò occuparmene personalmente -atmosfera tenebrosa-
Cmq, x qllo ke riguarda Eutropio...chiedo umilmente perdono, ho fatto una confusione del cavolo. L'informazione l'avevo letta tra i documenti del forum, e l'autore era EUSEBIO e non eutropio, e parlava di un sobborgo di nome Atax ke sarebbe stata l'odierna Limoux. Del Rhedesium si parla qui:
"Alcuni documenti storici, i più antichi dei quali risalgono agli ultimi anni del VII secolo, e tra i quali figura un atto conservato nel Cartulario del Capcir, citano un territorio o meglio una diocesi situata in Settimania che si chiamava Rhedesium o Pagus Rhedensis."
La pagina è questa http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=documenti&id=doc_fedie
Scusate per la confusione, con sti esami sto uscendo pazzo. Vi prego non uccidetemi. _________________ Cantami, o Diva Mammaoca, l'ispirazione della mia Pelide Firma... |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 28 May 2007, 10:46 am Post subject: |
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| Max Payne wrote: | | http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=documenti&id=doc_fedie |
| Atchoum wrote: | Povero Fédié....  |
 _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 28 May 2007, 10:52 am Post subject: |
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| Max Payne wrote: | Cantami, o Diva Mammaoca, l'ispirazione della mia Pelide Firma...
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tante ne ho viste che ora non sò
dite le vostre e io le mie
dirò
Ne ho vedute tante da raccontar
giammai gli elefanti volar!
... eppure....  _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 28 May 2007, 3:50 pm Post subject: |
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| Max Payne wrote: | | EUSEBIO e non eutropio, e parlava di un sobborgo di nome Atax ke sarebbe stata l'odierna Limoux |
Eusebio può essere!
Non dimentichiamo Publio Terenzio Varrone l'Atacino, uno dei cui antenati aveva vinto una battaglia sul fiume Atax, poi diventato Aude.
S. Gerolamo riferisce che Varrone l'Atacino nacque nell’82 a.C. "vico Atace in provincia Narbonensi".
L'amico archeologo mi spiegava che - dato il dialetto linguadociano - da Reda non può essere venuto fuori Rennes perché in quella zona il toponimo "Reda" può essere diventato solo reSa o reZa... e in effetti la regione da Redhesium diventa Razes. _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 28 May 2007, 3:53 pm Post subject: |
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.. Espe.. reza?  _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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fuegolatino
Joined: 15 Mar 2005 Posts: 175 Location: Cassino(FR)
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Posted: 28 May 2007, 4:44 pm Post subject: |
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Forse non tutti sanno che...
In epoca medievale, la langue d'Oc, da cui deriva il nome della regione Linguadoca, era la lingua del Midi, che si estendeva dalla Provenza all'Acquitania.
Era anche la lingua della Gerusalemme cristiana e dei territori occupati dai crociati a partire dal 1099, e veniva parlata anche in alcune zone della Spagna e dell'Italia settentrionali. Presenta affinità con il provenzale e con il catalano.
Nel trediciesimo secolo, la langue d'oil, antesignana del francese moderno, veniva parlata nella parte settentrionale dell'attuale Francia.
Durante le invasioni del meridione, che ebbero inizio nel 1209, i baroni francesi del nord imposero la propria lingua alla regione conquistata. Dalla metà del ventesimo secolo, si è verificato un ritorno in auge della lingua occitana, per merito di vari autori, poeti e storici.
Attualmente esiste una scuola bilingue, occitano-francese, per esempio nella Citè al centro della fortezza medievale di Carcassonne e sui cartelli stradali si può notare la grafia occitana affiancata a quella francese per indicare città o regioni.
Esempi: Carcassonne in francese e Carcassona in lingua d'oc, Toulouse e Tolosa, Béziers e Besièrs.
 _________________ Ad Rosam per Crucem
Ad Crucem per Rosam |
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Mariano Tomatis
Joined: 17 Jun 2004 Posts: 2475 Location: Torino
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Posted: 28 May 2007, 5:47 pm Post subject: |
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Sotto Benito, Champorcher in val d'Aosta divenne Can Porcero... _________________ Mariano Tomatis Antoniono |
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Atchoum
Joined: 02 Aug 2004 Posts: 434
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Posted: 28 May 2007, 6:07 pm Post subject: |
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| Mariano Tomatis wrote: | | Sotto Benito, Champorcher in val d'Aosta divenne Can Porcero... |
Poverello, ha anche scambiato un campo per un cane!!! E' proprio un Ben che se ne sia ...ito! _________________ Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac
Last edited by Atchoum on 28 May 2007, 8:49 pm; edited 1 time in total |
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Max Payne
Joined: 17 Oct 2006 Posts: 137 Location: Riposto (CT)
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Posted: 28 May 2007, 6:41 pm Post subject: |
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Appena finisco gli esami sarò fresco fresco di latino, e mi butterò tra le pagine di Eusebio a cercare questo riferimento...se mi bocciano vi invierò l'invito al mio funerale e la mia eredità spirituale, comprendente questo lavoretto  _________________ Cantami, o Diva Mammaoca, l'ispirazione della mia Pelide Firma... |
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