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conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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"L'enigma di Rhedae" (Henry Lobineau)

 
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Mariano Tomatis



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PostPosted: 1 October 2004, 5:37 pm    Post subject: "L'enigma di Rhedae" (Henry Lobineau)

Gianfranco ci ha tradotto questo: http://www.renneslechateau.it/rennes.php?id=3&url=doc_rhedae.php

L'enigma di Rhedae

Un giorno nel Febbraio del 1892 il giovane abate HOFFET ricevette uno strano visitatore: il reverendo Saunière, curato di Rennes le Chateau dal 1885, era venuto da questo giovane ma erudito linguista per tradurre alcune misteriose pergameneritrovate nel pilastro Visigoto dell'altare maggiore della sua chiesa.
Questi documenti che riportavano il sigillo reale di Bianca di Castiglia, rivelavano il segreto di Rhedae, così come la linea di sangue di DAGOBERTO II, come l'abate PICHON era riuscito a scoprire nella ricostruzione eseguita tra il 1805 il 1814 usando alcuni documenti trovati durante la Rivoluzione.
L'abate HOFFET, che riconobbe l'importanza dei documenti, ne fece e trattenne una copia, nascondendo a Saunière l'esatta verità. Saunière che era molto attento, consultò certamente altri linguisti, ai quali diede solo pochi frammenti ciascuno delle pergamene. Durante questo periodo l'abate HOFFET ebbe la possibilità di ricostruire, grazie alle fondamentali informazioni di cui era entrato in possesso, la vera completa genealogia dei discendenti di DAGOBERTO II (il santo) assassinato da Pipino il Grasso.
DAGOBERTO II era Re Ursus (l'orso), i cui antenati furono i re di Arcadia.
Ma era il fatto che i re di Arcadia venissero dalla Betania vicino al Monte degli Ulivi e fossero discendenti della tribù di BENIAMINO, motivo sufficiente per nascondere le origini di DAGOBERTO II? No, non bastava, prima del suo assassinio da parte della famiglia dei PEPINI, che aveva ambito al regno per molti anni, DAGOBERTO II, aveva nascosto un enorme tesoro a Rhedae, paese natale della sua seconda moglie madre di suo figlio SIGISBERTO IV, futuro Conte di Razès, e l'esistenza di questo tesoro appunto, era motivo ancor più importante per questo insabbiamento. Tuttavia ne la regina Bianca di Castiglia, ne Luigi IX (il santo), nell'anno 1251, avevano osato toccare questo sacro tesoro, circondato da una leggenda che terrorizzava promettendo la distruzione di colui che senza diritto avesse provato ad impossessarsene, fosse stato anche il Papa o il Re. Una pergamena recitava : nel grande secolo, (gli anni del 17th secolo), i discendenti verranno a reclamare l'eredità del grande Ursus.

Questa è la leggenda in cui il Vangelo è usato nelle pergamene, per maledire il malfattore che osi rubare una parte del suo tesoro, ma una pergamena traccia anche la storia di un'epoca della quale non sappiamo quasi nulla. Il reverendo SAUNIERE fu mandato a chiamare dalla corte Papale a Roma ma si rifiutò di spiegare ciò che sapeva. Fu sospeso dal officio e morì in circostanze misteriose il 22 gennaio del 1917. la sua perpetua Marie DENARNAUD, che morì essa stessa nel gennaio del 1953, terminò la sua vita in solitudine.
Senza l'abate HOFFET, nessuno avrebbe conosciuto la strana storia di una famiglia le cui origini si perdono nelle nebbie del tempo.

Henri Lobineau
Genelogista
Marzo 1954
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