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Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007.
Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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Rhedae visigota

 
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 4 September 2007, 4:47 pm    Post subject: Rhedae visigota

Si troverà ancora qualcosa di questa famigerata Rhedae visigota?



http://www.renneslechateau.it/rennes-le-chateau.php?sezione=guida&cap=10
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Mariano Tomatis Antoniono
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the captain



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PostPosted: 8 September 2007, 9:14 am    Post subject:

Caro Mariano,
I resti di una antica strada e della porta ovest sono ben visibili sul terreno.
Per quanto riguarda la dicitura "Temple":
la posizione sulla carta non è corretta e non si tratta di un tempio, ma delle fondamenta ( e forse di sotterranei sotto le fondamenta ) di una chiesa del IV/V secolo.
Ho già parlato di questi resti piu' volte, il luogo ha appellazione "La Capella".
Ho delle immagini aeree molto nitide, sia di "La Capella" sia di molti altri resti di dimensioni ben più importanti.
Metà dei resti della costruzione è coperta dall'ala dell'aereo...sorry!



Che questa area anticamente sia stata abitata è indiscutibile, resta pero' da stabilire se l'appellativo Rhedae si riferisse alla sola cittadella fortificata o se si riferisse anche a tutto quello che c'è sul plateau e nella Vallée des Bals.

Spesso si guarda con superficialità, oppure l'intricata vegetazione delle ronces impedisce la vista o scoraggia il cercatore che ha, vuoi per questione di tempo, vuoi per scarsa conoscenza del terreno, obbiettivi piu' "turistici" che archeologici.

Lo testimonia il Cavallo di Dio, mai visto prima, anche se per anni si è visitata una famosa grotta ( priva di interesse ) e l'equino di pietra era sotto il naso di tutti ad un centinaio di metri.

Ho mostrato nel 2005 il Cavallo, ma c'è altro intorno a Lui.
Per chi ama la ricerca sul terreno consiglio di osservare da vicino la falesia, raccomandando sempre la prudenza, in quanto il posto è abbastanza pericoloso per gli inesperti ( le pareti sono scoscese e le corde di sicurezza sono necessarie ), a questo va aggiunta la presenza di cinghiali e di vipere.

Le scansioni effettuate due anni fa mostrano chiaramente sotto il plateau segni di regolarita' impressionante che rappresentano corridoi e stanze.

Non molto lontano, ma piu' a sud delle Bals, ci sono resti di una costruzione enorme, delle quali non ho la minima idea dell'epoca.
So solo che è composta da due grandi rettangoli con mura molto spesse, adiacenti uno all'altro.
A pochi metri ci sono segni di altre piccole costruzioni, che sono esterne al gruppo principale.

Ricordo anche l'oppidium gaulois lontano da RLC facente parte del comune di RLB.
Tra la Borde du Loup et Fagoustre, protetto da un grande cerchio di grandi pietre naturali c'è una necropoli "celtique" con un certo numero di tumuli che sono modeste tombe di gente di popolo.

Altri tumuli sono sparsi qua e là nelle Bals.

Le tribu' che abitavano la regione tra RLC e RLB, in genere, dovevano essere di piccole entita'; fa eccezione il grande oppidium gaulois che per le dimensioni del suo perimetro ( oltre 1 Km ) doveva avere una popolazione piu' importante.

Saluti
Cap
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The Captain
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
Posts: 2475
Location: Torino

PostPosted: 8 September 2007, 9:41 am    Post subject:

Ciao Cap,
credo che la difficoltà più grande a raggiungere il cavallo sia la presenza del vallone profondissimo Bals, dove scorre il rouisseau de Couleur. Arrivarci da RLC a piedi scendendo verso La Capella è improponibile. Bisogna arrivarci da dietro, da Soubirous, e non vedi la falesia finché non ci sei sopra. Inoltre, le imbracature che sono necessarie limitano enormemente il numero di persone che possono accedervi.
Chi probabilmente fu in grado di accedervi furono Plantard e De Cherisey: quest'ultimo parla del cavallo nel suo "Pierre et Papier", senza fornire troppi dettagli per trovarlo (accenna genericamente alla strada che sale da Couiza). E' notevole il fatto che pochissimi abbiano seguito questa pista che era stata suggerita sin dagli anni Settanta. Bravi voi!
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Mariano Tomatis Antoniono
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the captain



Joined: 02 Sep 2005
Posts: 144
Location: Milano- Skype vr_46_

PostPosted: 10 September 2007, 7:59 am    Post subject:

Caro Mariano,
l'esperienza del 2005 ( pubblicazione delle foto del Cavallo di Dio ) che aveva avuto strascichi per me spiacevoli, mi aveva portato a non parlare piu' degli ulteriori passi compiuti nella mia ricerca.
In realta' già a quell'epoca, potrei dire solo qualche giorno dopo, lo stesso studio che mi aveva portato a trovare il cavallo, mi portava al benitier e alla grande tomba.
Dato che usi il nome SoubIrouS, ti evidenzio come questo punto corrisponda per codifica logica ad un punto ben preciso
( e per codifica logica, intendo un insieme di nomi che al risolutore devono dare una indicazione sul terreno, mantenendo una logica matematica o geometrica e utilizzando lo stesso metodo per tutti i nomi, qualunque sia la lunghezza del nome che si vuole codificare )

Nel nostro caso, sono state utilizzate la prima, l'ultima e la lettera centrale dei nomi.
Nella mia teoria di allora, c'era la convinzione che le indicazioni del parchemin e della pietra di Coumesourde indicassero la stessa cosa
( questo indipendentemente da chi ne fosse stato l'autore )
Quindi.., per me, SIS e Cheval de Dieu erano la stessa cosa.....
Questo, e solo questo mi ha portato al cavallo.
Naturalmente, per avere questa certezza, avevo dovuto anche capire cosa indicava SAE..... ( cioè LA CROIX )

Avevo dunque un asse, il SAE SIS
( In un secondo tempo, ho poi realizzato che le croci della pietra di Coumesourde, potevano non essere chiese, ma pale di mulini...)

Dato che questa teoria, ci aveva portato al Cavallo con precisione estrema e senza colpo ferire, ho continuato per qualche giorno a chiedermi quale fosse il terzo punto che chiudeva il triangolo....

Qualcosa non tornava... nel mio triangolo rettangolo 3/4/5 , qualcosa mi portava dalla parte sbagliata; ho pensato allora alle inversioni.... ed... eccomi proiettato direttamente nel.... benitier.

Qui, dopo un entusiasmo durato solo qualche giorno, mi sono reso conto della nostra impotenza davanti alla porta di una grande tomba.
Da due anni, la "porta" è intatta, nonostante i nostri tentativi puerili di scalfirla, un impresa troppo grande per noi...

Pur avendo capito come è stata realizzata e protetta, e ci togliamo il cappello davanti a cotanta bellezza ed intelligenza costruttiva, restiamo impotenti.

la domanda ci viene spontanea:
E' qui il segreto di Saunière ?
e se è qui, da dove entrava il curato ?
La porta è intatta, la via umida impossibile sia per Saunière che per noi,
da due anni ci chiediamo dove sia la maledetta entrata secondaria
( senza georadar è quasi impossibile trovare un ingresso cammuffato, ed anche il georadar ha i suoi limiti, dato che funge bene solo su terreni pianeggianti )

Che sia una delle 7 gallerie scoperte da RM, due delle quali ostruite da grossissimi massi ed in ogni caso lunghe, profonde e pericolose anche per esperti speleo ?

Difficile dirlo, ma come sempre, la risposta potrebbe essere davanti al nostro naso, e noi... ciechi... continuiamo a tastare un terreno che conosciamo molto bene.....

Certo, un bel finale per il film di demian...

Saluti
Cap

p.s.
il triangolo rettangolo vale per i punti la CROIX et CHEVAL DE DIEU
mentre per la pietra di Coumesourde il triangolo isoscele vale per SAE SIS

Data la distanza esistente tra Cavallo e Soubirous, si spiega come il triangolo rettangolo diventi isoscele e passi da 3/4/5 a 4/5/5
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The Captain
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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Location: Torino

PostPosted: 10 September 2007, 11:19 am    Post subject:

Ero al corrente di questa "triangolazione" perché ne parla Jean Alain Sipra nel suo testo sulla Rhedae Visigota: è lui a proporre l'allineamento tra i mulini e la Dalle de Coumesourde. Però lui non spiega l'inversione.
Certo, la vostra evoluzione manifesta "in pratica" le sue teorie, e fa quindi un passo avanti. Ottimo lavoro, davvero. A questo proposito, cosa pensi delle ricerche dell'ingegner Fontan, che annunciò il ritrovamento di qualcosa di grosso ma poi non potè mai constatarlo nella pratica?
Gli articoli sono nel Progetto .DOC
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Mariano Tomatis Antoniono
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 10 September 2007, 6:00 pm    Post subject:

Mi ero sempre chiesta perchè dalla Tour Magdala Saunière guardasse proprio qui dalla feritoia....
Par Ce Signe...
B. S.
(Bernardette SOUBIROUS) Wink




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"Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola)
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