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Due Cristi sul confessionale?

 
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 14 November 2004, 10:27 am    Post subject: Due Cristi sul confessionale?

Nella relazione vescovile del 1889, Saunière così descrive il confessionale fatto installare:

[Modifiche] ai confessionali? [...] modificato, riparato e ornato da due Cristi.

A quali due Cristi fa riferimento?
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 14 November 2004, 10:43 am    Post subject:

Secondo me il primo Cristo è quello che "raccoglie" la pecorella sul frontone del confessionale. Tuttavia potrebbe trattarsi di due cristi incisi all'interno?
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Valéry.
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mammaoca



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PostPosted: 14 November 2004, 3:19 pm    Post subject:

Secondo me dovremmo vedere la frase in originale per capirci qualcosa...
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 14 November 2004, 3:50 pm    Post subject:

...per quanto l'abbia guardato per benino (ci sono anche entrata, ma forse la fretta mi ha impedito di guardare meglio...) sul confessionale non vè altro che Gesù e l'agnello (pecora) tra i rovi e sappiamo bene che quella pecorella (agnello) ha un volto umano..... Abbiamo sempre pensato che fosse più un diavolo (.... ci abbiamo visto anche delle corna) ma se Saunière parla di due Cristi (sempre che la traduzione sia esatta) forse la pecora smarrita è qualcos'altro...
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 15 November 2004, 10:07 am    Post subject:

...ho avuto l'illuminazione! I due Cristi sono due crocifissi che compaiono all'interno dei due piccoli spazi dedicati ai fedeli, ai lati della struttura centrale che ospitava il confessore. Sono messi simmetricamente, e sono - appunto - semplici crocifissi. Ne ho potuto constatare la presenza dai disegni di Feral.
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Mariano Tomatis Antoniono
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Clio



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PostPosted: 15 November 2004, 4:20 pm    Post subject:

Si, Mariano, penso anch'io. Wink

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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 5 January 2005, 12:05 pm    Post subject:

Un articolo con foto ben fatte del confessionale:
http://www.societe-perillos.com/confessionnal.html
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 5 January 2005, 12:43 pm    Post subject:

In effetti la testa sembra essere umana... (sicuramente non è un diavolo). Comunque, si vede chiaramente che Gesù tende la mano sulla collottola dell'animale per catturarlo.

Il confessionale venne realizzato da Mestre (17/12/1893), quindi è molto probabile che "l'anomalia" sia da attribuire all'intagliatore.
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 7 January 2005, 9:36 am    Post subject:

In alcuni testi si fa accenno al crocifisso centrale del confessionale, come ad un riferimento del ben strano sacchetto aperto che c'è sul monte delle beatitudini... questo sacco mostra qualcosa: una pietra, un tozzo di pane... del groviera(?) Laughing .... ma cos'è secondo voi?
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 7 January 2005, 1:49 pm    Post subject:

Vedi... http://www.renneslechateau.it/index.php?id=2&url=studi_t_venez.php .
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mammaoca



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PostPosted: 7 January 2005, 4:12 pm    Post subject:

Beh, se mi permetti, non trovo riscontro con il miracolo di St. Germaine, quello non è il suo grembiule. (E la leggenda parla appunto di fiori che fuoriescono dal grembiule...non si è mai parlato di un panere) (Ma che senso avrebbe con tutto il contesto, poi????) Quel sacchetto ha una forma molto particolare: i lacci partono dal fondo e ne chiudono l'apertura con una modalità che noi non conosciamo più. Evidentemente all'epoca era il contenitore per qualcosa di usuale, il materiale è povero e quindi alla portata di tutti. Forse davvero un paniere, ma collegarlo al grembiule di St. Germaine mi sembra un po' tirato per i capelli. Assolutamente d'accordo invece per quanto riguarda il Fleury. Quindi Al, per me il caso è irrisolto: cos'è quel sacchetto e cosa contiene? (ma davvero anche tu sei d'accordo con la storia di Roseline?)
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 7 January 2005, 4:39 pm    Post subject:

Ciao Mammaoca,

Ti posso confermare che, nell'iconografia cattolica, San Germana Cousin è spesso rappresentata con il relativo contenitore del pane...

Bisogna sottolineare, inoltre, che l'altorilievo venne realizzato da Giscard, secondo termini prestabiliti. Ecco il contratto Sauniere Giscard relativo all'altorilievo:

1° Un bas relief, grandes bosses, en terre cuite inaltérable, exécution tout à fait artistique et irréprochable, riche polychromie, pierreries, yeux émaillés., diamètre : trois mètres. Titre du bas relief: " Venez à moi etc. " onze ou douze personnages.

Sono d'accordo con te sul fatto che il sacco non c'entra niente con il contesto del monte delle Beatitudini (ci sono solo tante rose...).
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Clio



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PostPosted: 7 January 2005, 5:38 pm    Post subject:

Ciao carissimi,

@Mammaoca qui ho un'altra interpretazione del bassorilievo "Venez a moi" che mi pare anche molto interessante.

Jacques Riviere sostiene che la scena vuole ricordare la collina santa di Puivert, il luogo di pellegrinaggio di Notre-Dame-du-Bon-Secours. Saunière vi si era recato nel 1891 e ne era rimasto entusiasta.
Sulla collina si vedono i pellegrini malati di Puivert e il sacco viene definito da Riviere come il tipico "sac de penitence" che potrebbe voler ricordare(te lo riporto con i termini originali usati da Riviere): "le ravin du Blau, à Puivert, d'où il semble être tire".

Dunque Riviere presenta un'altra interpretazione che non ha nulla a che fare con Santa Germana. In effetti mi pare che questa spiegazione sia più pertinente, perché la statua di Santa Germana è già presente nella chiesa proprio nella sua rappresentazione più tipica, le rose che scivolano dal grembiule aperto.

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mammaoca



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PostPosted: 7 January 2005, 6:11 pm    Post subject:

WOW! grazie Clio, questo sembra esattamente quello che si vede riprodotto. AAAAHHHH!! quanto mi sei mancata!!!
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
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PostPosted: 7 January 2005, 8:04 pm    Post subject:

Ciao Mammaoca!
Data la natura "open source" del mio testo, sarei molto lieto di correggerlo seguendo i vostri suggerimenti. Grazie delle dritte!
Chi mi dà una mano?

Aggiungo che a proposito del simbolismo della collina su cui Gesù sta predicando, Jacques Rivière suggerisce che potrebbe appunto essere ispirato alla Santa collina nei pressi del santuario di Nostra Signora del Buon Soccorso di Puivert: Saunière l’avrebbe fatta rappresentare con il ricordo ancora vivo del pellegrinaggio di sei anni prima nel villaggio in questione, che avrebbe dato il via alle grandi opere di recupero della chiesa di Rennes-le-Château. Una delle invocazioni alla Madonna del Buon Soccorso ricorda molto da vicino l’immagine riprodotta: “Nostra Signora del Buon Soccorso, proteggi Puivert e i suoi dintorni, veglia su tutti noi. Da Te, Buona Madre, il povero afflitto spera di essere alleviato dai suoi mali, e al malato tu restituisci la salute. Chi ti implora viene presto esaudito”. Secondo Rivière, il parroco di Rennes-le-Château avrebbe qui rappresentato alcune delle guarigioni avvenute per intercessione della Madonna negli anni precedenti; tra i casi citati c’è un bambino guarito dall’epilessia, una donna che nel 1891 guarì da una malattia alle ossa delle gambe, un uomo da un’atrofia delle membra, un altro nel 1893 da un tumore agli occhi. Scrive l’autore francese: “Questo affresco […] rappresenta il Sacro Cammino verso un grande santuario nell’Aude scoperto dall’abate Saunière nel 1891. Questa Collina Santa che anche Saunière vuole ‘fabbricare’ a Rennes, sarà un luogo di miracoli dove gli afflitti saranno sollevati, gli oppressi consolati, i malati guariti”. L’abate Cuguillère di Puivert era stato chiamato “prete venerato, strumento della bontà divina” per le sue opere di restauro e valorizzazione del santuario di Puivert. Anche Saunière si sente investito dalla missione divina di mettere la chiesa sotto la protezione di Nostra Signora del Buon Soccorso oltre che a Maria Maddalena. Scrive ancora Rivière: “L’abate Saunière, cogliendo le straordinarie similitudini del paese di Rennes con la Terra privilegiata del Kercorb [come veniva chiamata la zona dell’Aude occidentale], si sente soggiogato, trasformato, trasportato sui piani di una divina Provvidenza che eleggerà anche lui al rango di prim’ordine di una ‘Missione Divina’. Metterà tutte le sue forze nel rinnovamento del suo santuario di Rennes, che importa con quali mezzi? Conterà soltanto il successo dell’opera per la quale si appellerà alla collaborazione dei fedeli di qui e di altrove. Anche Rennes diventerà una ‘Terra privilegiata’”.
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Mariano Tomatis Antoniono
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
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PostPosted: 7 January 2005, 10:11 pm    Post subject:

Mariano Tomatis wrote:
Ciao Mammaoca!
Data la natura "open source" del mio testo, sarei molto lieto di correggerlo seguendo i vostri suggerimenti. Grazie delle dritte!
Chi mi dà una mano?

Ciao Mariano,
ma il testo va benissimo! Soltanto io invece di "abate" userei il termine "parroco".

"cette fresque, que certens appellent...ecc." lo tradurrei:
"questo affresco, che alcuni chiamano Montagna fiorita o Monte delle beatitudini..."

Soltanto che in realtà mi pare sia un bassorilievo, non un affresco. Non capisco perchè Riviere adoperi il temine "affresco"...O mi sbaglio?

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Benedetto



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PostPosted: 11 January 2005, 5:06 pm    Post subject:

a prima vista, quello della pecorella mi sembra un volto femminile...con l'iconografia diabolica non mi pare ci siano attitudini...
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mammaoca



Joined: 13 Jul 2004
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PostPosted: 11 January 2005, 5:40 pm    Post subject:

cIAO cLIO, forse mi puoi aiutare, (Confesso di tradurre peggio di Babelfish... ) HAI SCRITTO: Sulla collina si vedono i pellegrini malati di Puivert e il sacco viene definito da Riviere come il tipico "sac de penitence" che potrebbe voler ricordare(te lo riporto con i termini originali usati da Riviere): "le ravin du Blau, à Puivert, d'où il semble être tire.... CIOE'
"il burrone del Blau, a Puivert, da dove sembra essere tratto (il disegno del monte fiorito?) .... ma qui si riferisce al monte, non al sacchetto, o no?? ravin significa qualcos'altro che può metterlo in relazione col sacchetto? aufidesen! Wink
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Clio



Joined: 23 Jun 2004
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PostPosted: 12 January 2005, 11:02 am    Post subject:

Ciao Mammaoca!

Penso che Riviere intenda: da dove sembra essere tratto il paesaggio raffigurato sul bassorilievo ( o affresco). Infatti poco dopo aggiunge:

"Ce secteur correspond au point de rupture du rocher retenant les eaux de l'ancien lac du Puivert. Cette fresque que certens appellent, Mont Fleuri ou Mont des beatitudes est la route sainte vers un grand sanctuaire audois decouvert par l'Abbé Saunière en 1891"

Dunque pare che la scena raffigurata corrisponda ad un punto preciso della parete rocciosa di Puivert.

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