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Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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La Vraie Langue Celtique di H. Boudet
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
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PostPosted: 1 August 2004, 7:39 am    Post subject: La Vraie Langue Celtique di H. Boudet

Ciao a tutti,

Questo libro è forse il pezzo più intrigante ed enigmatico del grande mosaico di RLC:
Viene pubblicato nel 1886, un anno dopo l’arrivo di Sauniere a RLC, quindi, se si accetta il significato misterioso del libro si deve anche accettare il fatto che Sauniere non deteneva alcun segreto, almeno fino al 1886, ma che a detenerlo fosse Boudet…
Lo scopo dichiarato di questo libro è di dimostrare che il celtico fosse la lingua parlata prima di Babele, i dialetti inglesi e i dialetti del Sud della Francia sono le lingue che, foneticamente, si avvicinano di più al celtico… per dimostrare la sua fantasiosa teoria Boudet fa un notevolissimo sforzo storico ed etimologico: partendo dalla fuga degli Ebrei dall’Egitto arriva, passando per i Celti, fino ai Numidi e ai Romani per poi concludere con Galli, i Volsci e i Tectostagi e, infine, con i Franchi. Gran parte del suo libro è, tuttavia, dedicato ai Celti e alle loro tradizioni…
Quando Boudet parla dei Celti e di tutte le altre popolazioni inserisce nel testo traduzioni arbitrarie di nomi propri di persona e di luogo in Inglese, ritraducendole poi in Francese…
La parte finale del suo libro è dedicata alla descrizione dell’area di RLB sede, secondo lui, di un vasto Cromleck formato da tanti menhir e dolmen cosparsi sui fianchi delle colline; contrariamente a quanto sostenuto da diversi autori i menhir e i dolmen esistono, a non esistere è il Cromleck; inoltre Boudet omette di dire che esistono altri due menhir nella zona: quelli di Peyrolles (secondo L. Fedie sotto questo menhir si troverebbe una grotta sotterranea) e St. Salvayre (vicino ad Alet) entrambi conosciuti alla sua epoca.

Secondo alcuni ricercatori Boudet avrebbe lasciato nel suo libro alcuni indizi utili a scoprire un luogo ove si troverebbe un tesoro o un’antica miniera (ricordiamoci che miniere d’oro molto famose si trovano a Nord di RLB ma che, stranamente, non vengono citate da Boudet).

Voi cosa ne pensate?
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E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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miki



Joined: 08 Oct 2004
Posts: 24
Location: Roma

PostPosted: 31 October 2004, 2:04 pm    Post subject:

Ciao Alfred, ma hai spostato il discorso da qualche altra parte o nessuno ti ha più risposto? Scusa se te lo chiedo ma l'argomento mi interessa ed è strano che non ci sia seguito.
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too soon to believe it, too late for criticize it...
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 31 October 2004, 3:16 pm    Post subject:

L'ho postato il primo agosto... LVLC è saltata fuori da qualche altra parta ma in maniera "marginale". Comunque concordo con te sul fatto che questo libro sia molto interessante e divertente (ma è una mia opinione).

Molti pensano che ne LVLC ci sia un messaggio segreto che aspetta di essere trovato... io studio il libretto da due anni e non vi ho trovato nulla a parte qualche "anomalia".
Cosa sono le "anomalie": per esempio ho scoperto che una citazione biblica che compare sulla tomba di Boudet compare anche nel libro, ho scoperto curiose corrispondenze fra il libro di Boudet e un esemplare del Magasin Pittoresque del 1884 (cosa emersa solo molto recentemente nel sito di Douzet), e altre piccole cose che non formano alcuna certezza di un messaggio segreto. Non ho ancora scoperto il significato del 310XI anche se mi sono fatto una mezza idea.

Per il resto credo che, se un messaggio c'è, non ha niente a che fare con Sauniere nel modo più assoluto...

Inoltre tutte le teorie su LVLC incontrano un limite: quello di essere forzate e di non prendere in considerazione il libro nella sua integrità... cosa fatta da Plantard in modo a dir poco "scandaloso".
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Valéry.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 5 November 2004, 2:11 pm    Post subject:

[ Lasciando perdere le storie di tesori che non hanno alcun riferimento oggettivo con LVLC, a parte qualche teoria frutto di forzature più o meno marcate (pomi d'oro, serpente rosso e Kairolo per fare un esempio); vorrei soffermarmi su un punto ancora oscuro: dove si trova il famoso secondo cromleck?

Pag 226

Cesare piazza sui confini dei Carnuti il luogo ove i Druidi pronunciavano il loro giudizio nelle dispute e nelle contestazioni dipendenti dalla loro autorità; ma il cromleck centrale, il drunemeton, dove il neimheid si riuniva per adempiere alle sue funzioni scientifiche di creare le denominazioni particolari o generali, era così il confine con i Carnuti? Noi non lo pensiamo; il cromleck centrale era fissato naturalmente dalle pietre sapienti, e queste pietre erano levate nella tribù dei Redoni. Il drunemeton del nord doveva dunque esistere dai Redoni dell'Armorica, abbracciando una grande distesa della Gallia per i lavori dell'illustre assemblea. Eppure, un altro drunemeton o cromleck centrale era necessario nel Midi;

Il cromleck di cui parla è quello di Rennes-le-Bains. Ma più avanti scrive:

Pag. 226

Un secondo cromleck, d'ampiezza minore, si trova all'interno di quello, più grande, su cui si siamo soffermati. Partendo dalla frazione de le Cercle, verso la metà del fianco della montagna, continuando per l'Illète fino al ruscello di Trinque Bouteille, si disegna in seguito sul fianco del
Serbaïrou per poi avvicinarsi a fiumi del Blanque e della Sals, riprende ai
Roukats, per terminare di fronte alla frazione de le Cercle, suo punto di
partenza.


Ecco il secondo Cromleck, però qual'è il centro di questo cerchio più piccolo?

Il centro del cromleck di Rennes-les-Bains si trova in un luogo nominato, dai Galli stessi, le Cercle – to circle (cerkl’) environner, entourer –, il punto centrale del cromleck dei Redoni, e contenente così un piccolo cerchio dentro uno più grande...

In poche parole ci sono due cerchi: quello grande comprendente tutta la regione di Rennes-Les-Bains e quello più piccolo che si estende in circonferenza toccando vari punti: l'illète, il ruscello di Trinque-Bouteille, il Serbairou e i Roukats.
Il centro di tutto questo era la fontana del cerchio, Le Cercle.

Tuttavia non bisogna dare eccessiva importanza ad un solo punto, il centro, ma all'intera circonferenza:

Pag. 245/246

gli Empedocli dicevano che Dio è una sfera intellettuale incomprensibile il cui centro è dappertutto e la circonferenza da nessuna parte, ciò non significa altra cosa se non l'eccellenza e la perfezione infinita di Dio.

In poche parole il centro è dappertutto... non bisogna dare importanza al centro ma a ciò che gli sta intorno vale a dire i Roulers, segno del governo e della potenza di Dio e dei Druidi sugli uomini e il Serbairou, altare o tavola di distribuzione del pane da parte dei Druidi.

Voi che ne dite? ]
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domig



Joined: 30 Jun 2004
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PostPosted: 5 November 2004, 3:25 pm    Post subject:

...gli Empedocli? Shocked
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 5 November 2004, 4:06 pm    Post subject:

I seguaci di Empedocle...
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Oniria



Joined: 13 Jul 2004
Posts: 128

PostPosted: 5 November 2004, 5:44 pm    Post subject:

alfred wrote:
I seguaci di Empedocle...


Allora vuoi dire gli Empedoclei...

Wink
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Oniria

Posso credere a tutto, purché sia sufficientemente incredibile (Oscar Wilde)
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 5 November 2004, 6:34 pm    Post subject:

Sì, grazie Oniria Wink
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miki



Joined: 08 Oct 2004
Posts: 24
Location: Roma

PostPosted: 6 November 2004, 1:26 pm    Post subject:

Alfred scusa ma se il centro non è veramente importante, perché dare tutte quelle indicazioni di luoghi precisi come a voler indicare una specie di mappa?
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 6 November 2004, 1:36 pm    Post subject:

Il cerchi non è importante, ce lo dice lo stesso Buodet...

La mappa è stata creata apposta da Boudet perchè il cerchio (Le Cercle) fosse al centro, vale a dire che il significato intimo del cromleck è la perfezione di Dio (non sono in preda a isteria religiosa, sto semplicemente citando Boudet Wink ).

Intorno a Le Cercle ci sono i due luoghi chive del cromleck di RLB cioè i Roulers e il Serbairou...

PS: presto sarà pronta una traduzione della parte interessata nella VLC...
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miki



Joined: 08 Oct 2004
Posts: 24
Location: Roma

PostPosted: 6 November 2004, 2:08 pm    Post subject:

Se ho ben capito Boudet attribuisce ai Celti la corretta intuizione della verità cristiana di un Dio unico, giusto? Quello che non capisco bene è se questo era finalizzato ad uno scopo preciso, o faceva semplicemente parte di una teoria che aveva sviluppato e che voleva far accettare...Se la risposta è già stata data mi scuso ma non ho ancora finito di documentarmi.
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 6 November 2004, 2:36 pm    Post subject:

Sì Boudet credeva proprio in questo:

Pag 247/248

così i Celti erano di tutti i popoli antichi, tranne il popolo ebreo, quello che aveva conservato nelle sue tradizioni la dottrina più pura, ed essi dovevano preservare con cura questa verità essenziale riguardante il governo di Dio sull‘umanità.

Ho tradotto anche la parte restante del capitolo "SIGNIFICATO RELIGIOSO DEL CROMLECK, DEI MÉNIRS, DEI DOLMENS E DEI ROULERS."


PS: non so se lo sai ma LVLC è disponibile online (in francese) qui:
http://www.octonovo.org/RlC/Fr/biblio/Boudet/hbolc_tm.htm

ti consiglio di iniziare a leggere da qui: http://www.octonovo.org/RlC/Fr/biblio/Boudet/hbolc_ch7.htm (il libro è piuttosto noioso nella prima parte).
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gtcgiorgio



Joined: 17 Jan 2005
Posts: 20
Location: Roma

PostPosted: 17 January 2005, 11:39 am    Post subject:

Salve a tutti, sono nuovo di questo forum, ho cominciato a leggere con molto interesse le vostre discussioni su ciò che riguarda Rennes-le-Chateau.
Come voi, anche se da minor tempo, ho letto qualche libro sull'argomento, purtroppo però io non so nè l'inglese nè il francese percui le mie conoscenze si limitano ai testi in italiano.
Sapete se c'è le possibilità di avere la traduzione di qualche altro testo?
Naturalmente i testi a cui sono più interessato sono LVLC e LE TRESOR MAUDIT (della quale ho la copia in francese ma a tradurla da solo col vocabolario ci sto mettendo una vita e con risultati pessimi).
Ciao a tutti
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 17 January 2005, 12:11 pm    Post subject:

Ciao Gtcgiorgio,

Se cerchi traduzioni in italiano (parziali) dei libri di De Sede puoi leggerti i primi due libri di Baietti * e il libro (sempre in italiano) dei Kircher **.

* L'enigma di Rennes Le Chateau. I Rosacroce, il Graal e la porta del destino
Rennes le Château: il segreto di Bérenger Saunière.

** Il mistero di Rennes-le-Château. Nuove ricerche, nuove ipotesi.
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Atchoum



Joined: 02 Aug 2004
Posts: 434

PostPosted: 17 January 2005, 12:51 pm    Post subject:

Eh sì, in Italia ci vorrebbe proprio una traduzione di de Sède. Le case editrici farebbero meglio a tradurre i testi fondamentali dell'affaire piuttosto che inondarci di studi campati per aria.
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
Posts: 2475
Location: Torino

PostPosted: 17 January 2005, 1:19 pm    Post subject:

...voglio solo immaginare la recensione che ne faresti! Wink
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Mariano Tomatis Antoniono
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Atchoum



Joined: 02 Aug 2004
Posts: 434

PostPosted: 17 January 2005, 1:38 pm    Post subject:

No. Non sarei cattivo con lui. In fondo de Sède era solo uno scrittore su commissione. Probabilmente ci ha anche marciato su. Ma non si può negare che il suo libro è stato alla base di tutto il resto. Quindi anziché citare de Sède attraverso Pinco che lo prende da Pallino traducendolo con i piedi da Caio, sarebbe il caso di tradurlo bene una volta per tutte in italiano e così la sfanghiamo! Wink
Invece divento cattivissimo Twisted Evil sia con gli pseudo-ricercatori che pretendono di spiegare tutto con faciloneria e senza metodo sia con quelli che partono per la tangente offrendoci una loro versione psichedelica del mondo. Shocked
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Advent



Joined: 08 Nov 2004
Posts: 207
Location: Milano

PostPosted: 17 January 2005, 2:20 pm    Post subject:

Ciao Atchoum,
rispetto quello che dici ma come si usa in questi casi "de gustibus"...

Io preferisco di gran lunga leggere l'opera di chi tenta di trovare spiegazioni inedite sul caso RLC, piuttosto che l'ennesimo copia/incolla della mitologia plantardo/lincolniana... in fondo, se trovo i contenuti di un libro troppo "psichedelici", posso tranquillamente evitare di acquistarlo!

In Francia l'editoria in questo settore è costellata di titoli amatoriali (ad es. i "Cahiers de Rennes"), più o meno interessanti; credo che la liberalità sia un elemento essenziale, soprattutto quando a scrivere sono persone che abitano nella zona interessata!
I membri, ad esempio, di Therre de Rhedae non sono certo tutti professori o scrittori professionisti, eppure riportano notizie interessantissime, impossibili da reperire su qualsiasi altra pubblicazione.
Ed in un prato di trifogli qualche volta rinveniamo una fortunata eccezione!

Ad es. io a suo tempo ho trovato molto educativo il libro di Lamy su Jules Verne.
Insomma, non diamo per scontata l'intelligenza dei "dottori", spesso mancano di passione!
_________________
- Advent -
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Mauro Vitali



Joined: 26 Jun 2004
Posts: 405
Location: Milano

PostPosted: 17 January 2005, 3:12 pm    Post subject:

Advent Child wrote:
Ciao Atchoum,
rispetto quello che dici ma come si usa in questi casi "de gustibus"...

Io preferisco di gran lunga leggere l'opera di chi tenta di trovare spiegazioni inedite sul caso RLC, piuttosto che l'ennesimo copia/incolla della mitologia plantardo/lincolniana... in fondo, se trovo i contenuti di un libro troppo "psichedelici", posso tranquillamente evitare di acquistarlo!

In Francia l'editoria in questo settore è costellata di titoli amatoriali (ad es. i "Cahiers de Rennes"), più o meno interessanti; credo che la liberalità sia un elemento essenziale, soprattutto quando a scrivere sono persone che abitano nella zona interessata!
I membri, ad esempio, di Therre de Rhedae non sono certo tutti professori o scrittori professionisti, eppure riportano notizie interessantissime, impossibili da reperire su qualsiasi altra pubblicazione.
Ed in un prato di trifogli qualche volta rinveniamo una fortunata eccezione!

Ad es. io a suo tempo ho trovato molto educativo il libro di Lamy su Jules Verne.
Insomma, non diamo per scontata l'intelligenza dei "dottori", spesso mancano di passione!


RESPECT!
Mauro
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 17 January 2005, 4:07 pm    Post subject:

Un esempio di studio amatoriale locale potrebbe essere questo: [dal Bulletin de la Société d'Études Scientifiques de l'Aude, Tome XCVII, 1997]

Les gisements d'oeufs de dinosauriens des Hautes Corbières et des Corbières Orientales (Aude) : ponte, nidification, microstructure des coquilles - http://www.imprimerie-d3.com/sesa/cousin.html ;
Albedun et son histoire XIe - XVe siècles - http://www.imprimerie-d3.com/sesa/sire.html .
[gli articoli si caricano in formato PDF]

La S.E.S.A. e i suoi membri si sono sempre occupati della storia dell'Aude e dei suoi paeselli con un approccio strettamente scientifico (senza trattare il mito di RLC, se non per alcuni elementi "accidentali"; vedi qui: http://www.octonovo.org/RlC/Fr/biblio/biblio2.htm#sesa )... non a caso i pochi resoconti sulla situazione di RLC nei primi anni del '900 ci arrivano proprio da questa società (vedi i vari Bollettini).
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Valéry.


Last edited by Alfred on 17 January 2005, 7:02 pm; edited 1 time in total
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