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Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château,
conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia.

 
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Come documentare un ritrovamento

 
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Mariano Tomatis



Joined: 17 Jun 2004
Posts: 2475
Location: Torino

PostPosted: 8 May 2007, 11:10 am    Post subject: Come documentare un ritrovamento

C'è un aspetto del documentario "Bloodline" che mi lascia molto perplesso.
Le premesse sono:
- una equipe di ricercatori ha decifrato alcuni simboli nella chiesa di RLC.
- grazie alla decifrazione ha trovato nei dintorni di RLC una bottiglia contenente un messaggio, scritto da Saunière o da Bigou.
- come in ogni caccia al tesoro, nella bottiglia c'erano indicazioni per trovare la successiva bottiglia.
- dopo una serie di bottiglie è stata trovata una cassa contenente: un vaso di alabastro (probabilmente quello di Maria Maddalena), delle monete con la N invertita, una coppa (probabilmente il Graal), una fiala, altre cose che provano la presenza di Gesù e la Maddalena nei dintorni di RLC.
- i ricercatori avevano con se una telecamera con la quale hanno registrato il ritrovamento "in presa diretta".

Avete letto bene: il ritrovamento più sconvolgente della storia umana.

Qual è il punto? L'immensa importanza della notizia viene immediatamente ridimensionata da una serie di incurie da parte di chi ha effettuato il ritrovamento:
- non sono state avvertite le autorità competenti, ma tutto si è svolto nel segreto.
- non sono state utilizzate le normali precauzioni che qualunque archeologo serio avrebbe tenuto in considerazione: nel filmato si vede una persona maneggiare materiale di valore inestimabile come se fossero comuni oggetti da supermercato.
- non è stato fatto nessuno studio accademico serio su quanto ritrovato, ma tutto si basa sulla fiducia in chi afferma trattarsi di materiale sensazionale e straordinario.

I cercatori liberi e anarchici sono profondamente contrari ai tre punti sopra, che però sono fondamentali per giungere ad un accordo intersoggettivo sull'autenticità o meno di un pezzo, la correttezza o meno di una procedura di scavo, l'adesione o meno a standard di qualità garantiti.
Passare attraverso i canali "ufficiali" garantisce una pressoché totale accettazione delle conclusioni cui si giunge, condivise dalla comunità degli studiosi. Inoltre, l'archeologia "ufficiale" ha sviluppato una serie di tecniche per minimizzare il danno ai reperti e massimizzare i ritrovamenti, mentre l'uso di dinamite, esplosivi o tecniche aggressive di scavo non fa che distruggere eventuali reperti che potrebbero rivelarsi importantissimi.

Personalmente non so se si tratti di un ritrovamento autentico. Vorrei sperarlo. Si tratterebbe di un fatto senza precedenti. Mi rammarico di fronte al fatto che non sia avvenuto seguendo certi standard, perché so che se anche fosse autentico, il modo in cui è stato fatto gli ha tolto ogni credibilità, e soprattutto ho il timore che molto sia andato perduto perché l'obiettivo principale è sembrato quello di ricavarne quanto prima un documentario piuttosto che di rispettare il territorio, affrontarlo con la punta di un pennello (come si fa durante qualunque scavo serio) e con il rigore che richiedono operazioni di questo tipo. Mi viene in mente Qumran, dove i pastori usavano i brandelli di pergamena per scaldarsi durante le notti e gran parte del ritrovamento è andato perduto.
E' proprio per amore della verità storica che mi piange il cuore a pensare al modo in cui reperti di quella importanza (se autentici) sono stati portati alla luce.

E mi viene in mente un parallelo inquietante.
Tutti avrete sentito dei fatti di Rignano Flaminio: c'è il sospetto che alcuni bambini siano stati vittima di orrendi fatti di pedofilia. Il modo corretto di affrontare il problema sarebbe stato quello di coinvolgere esperti psicologi e psichiatri infantili, le cui rilevazioni avrebbero avuto valore anche in ambito giudiziario. E invece sono stati raccolti filmati amatoriali, che se anche documentano un fenomeno non potranno mai essere utilizzati nelle sedi opportune. Giungendo così al fatto paradossale di confondere ancora di più le acque, e rendere ulteriormente più difficile capire se e cosa sia successo a quei bambini.
Lo schema è identico: si è di fronte ad una notizia (sorprendente nel primo caso, agghiacciante nel secondo) e non ci si rende conto che la credibilità di quanto si desidera dimostrare sarà tanto più grande quanto si sarà aderito a standard intersoggettivi riconosciuti, che garantiscono (nell'ambito del possibile) imparzialità.
Il rischio di fare di testa propria è quello di non ottenere la credibilità che si desiderava: nel caso di Bloodline, magari quello è davvero il graal ma gli studiosi non se ne convinceranno mai, visto come la scoperta è stata gestita (come un film e non come un fatto importante per l'intera comunità dei ricercatori); nel caso di Rignano, peggio ancora, se i fatti sono davvero accaduti c'è il rischio che non vengano riconosciuti come tali - data l'imperizia di chi ha raccolto le prove come hanno fatto i genitori - e la facciano franca dei personaggi orrendi. D'altronde è possibile anche l'opposto: che i produttori di Bloodline convincano gli amanti del mystero di aver trovato qualcosa (quando in realtà si tratta di paccottiglia costruita ad arte per cavalcare il successo del CdV) o che tutti si metta alla gogna innocenti accusati di pedofilia e incastrati da prove insufficienti.

Non sto minimamente dicendo che le procedure "standard" siano infallibili e le altre sbaglino sempre. Qualunque discussione su questo punto sfonda una porta aperta: Schliemann trovò quel che trovò perché fece di testa sua, e io so perfettamente che chi fa di testa sua può anche imbattersi in scoperte sensazionali. Ma poi i successivi archeologi si accorsero che aveva distrutto un sacco di roba interessante perché non aveva seguito le buone norme. E questo è triste.
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Mariano Tomatis Antoniono
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Alfred



Joined: 21 Jun 2004
Posts: 1320

PostPosted: 8 May 2007, 11:41 am    Post subject: Re: Come documentare un ritrovamento

Mariano Tomatis wrote:
- non sono state utilizzate le normali precauzioni che qualunque archeologo serio avrebbe tenuto in considerazione: nel filmato si vede una persona maneggiare materiale di valore inestimabile come se fossero comuni oggetti da supermercato.


L'atto di maneggiare - inconsciamente - i reperti del "ritrovamento più sconvolgente della storia dell'umanità" ecc. con fare distratto e disinvolto anziché con un atteggiamento più attento ed alacre (più consono alla natura delle dette scoperte, insomma) potrebbe avere un carattere fortemente... dissociativo Laughing .
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E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.

Valéry.
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Atchoum



Joined: 02 Aug 2004
Posts: 434

PostPosted: 8 May 2007, 11:59 am    Post subject:

Ma questo è un nuovo reality show!!!!!!!!!!!!!!!!

The Sauniair witch project!
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Vous croyez à la réalité? Vous me charmez, je ne vous aurais pas supposé si naïf.
Balzac
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