 Gruppo di studio e documentazione Archivio storico in sola lettura dei 18.154 messaggi scambiati dal 17 giugno 2004 al 1° ottobre 2007. Una testimonianza unica di tre anni di ricerche e confronti intorno al mistero di Rennes-le-Château, conservata per documentare una stagione irripetibile della sua storia. |
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Diego Cuoghi
Joined: 24 May 2005 Posts: 476
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Posted: 23 June 2005, 10:37 am Post subject: Di ritorno da Rennes Le Chateau |
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Di ritorno dalla Francia dove ho percorso itinerari d'arte tra la Provenza, la Linguadoca e il Perigord, ecco un breve resoconto della visita a Rennes Le Chateau.
L'albergo in cui ero alloggiato si trovava a Fabrezan, tra Carcassonne e Narbonne, una posizione ideale, al centro di una regione ricchissima di paesi medievali, rocche, fortezze, abbazie... Per arrivare a Rennes ho pensato di tagliare attraverso i monti, percorrendo strade secondarie ma che mi sembravano più dirette rispetto al classico itinerario Carcassonne->Couiza. Sulla carta sembrava facile ma devo aver sbagliato qualche incrocio già all'inizio perché le strade diventavano sempre più strette e tortuose, i paesi sempre più piccoli e mancava qualsiasi cartello che fornisse la direzione Quillan o Couiza. Difficile anche chiedere informazioni perché sembravano posti pochissimo abitati.
A questo proposito, nel libro di Mariano Bizzarri ho letto che nell'Aude ci sarebbero pochissime chiese in cui vengono celebrate messe, e questo secondo lui farebbe pensare che quella popolazione ancora risenta dell'eresia catara o che comunque sia ostile alla chiesa. Quello che ho notato io è stato diverso. I paesi sono spopolati, due terzi delle case sono chiuse, in molte di quelle abitate vi sono famiglie magrebine perché i lavori pesanti nei campi ormai vengono svolti in massima parte da lavoratori extracomunitari, che non sono certamente cattolici. Ci sono paesi molto belli come Lagrasse (tra Fabrezan e Rennes, più o meno dove ho sbagliato strada) che sembrano vuoti, intere vie del centro storico hanno due o tre sole case abitate. Anche per questo immagino che mentre una volta ci fosse anche una messa al giorno, oggi è tanto se in certi paesi se ne celebra una alla settimana. Ma nei paesi che ho visitato nell' Aude le chiese ci sono e sulla porta è affisso l'orario delle messe.
Lo stesso succede nell'appennino modenese e reggiano. Interi paesi si sono spopolati, gli abitanti sono scesi in pianura a lavorare nelle ceramiche o nelle industrie meccaniche. I pochi preti fanno la spola tra diverse parrocchie a celebrare, ma molte chiese ormai sono chiuse sia per mancanza di abitanti che di sacerdoti.
Torniamo al viaggio per Rennes... Finalmente incontriamo un contadino e ci facciamo indicare la direzione giusta. Altre stradine, altri boschi. Investiamo un grosso osso spolpato in mezzo alla strada (l'avevo preso per un giornale accartocciato invece poteva essere una mascella di bue) che si incastra sotto l'auto facendo temere qualche rottura. Presagi?
Tempo pessimo, nuvoloso e ventoso, sembra novembre e non la metà di giugno.
Finalmente arriviamo verso Couiza e già da lontano si vede Rennes sul un'alta collina. Ecco il cartello che indica "Rennes Le Chateau, un sito e i suoi misteri" in uno stile da località romagnola che fa pensare ad una specie di luna park dei misteri, lustro e da turismo domenicale. Invece il paesino è abbastanza brutto, disordinato e mal tenuto a differenza di tanti altri "villages" francesi. Lo "chateau" è un palazzaccio abbandonato, di fianco c'è un piccolo bar e di fronte la "libreria esoterica" che anni fa inquietò una amica di passaggio in questi posti ("lì sono tutti satanisti..."). Pochi turisti si aggirano con giacche o maglioni (il vento è proprio freddo). La chiesa apre solo dopo un'ora così intanto visitiamo la canonica col piccolo museo e gli altri luoghi del mistero: Villa Bethania, il giardino, il terrazzo... Ma dove sono finiti i miliardi di Sauniere? Quello che vedo è davvero miserello, la Torre Magdala è formata da una sola stanza con librerie vetrate molto comuni. All'interno qualche opuscolo, riviste, libri di poco conto. Nel pavimento piastrelle in marmetta con decori floreali. Il terrazzo pare essere stato costruito in economia già in origine perché i gradini sono tutti sbrecciati, sbilenchi, spezzati, segno di materiali da poco. Il corridoio sotto il terrazzo è tutto scrostato, con qualche quadraccio appoggiato ai muri o su seggiole rotte. Il gazebo vetrato? sarebbe questo il lusso del prete dei miliardi? Forse Villa Bethania può essere considerata una residenza troppo agiata per un parroco di campagna, niente che però faccia minimamente pensare al lusso miliardario.
La Canonica con il piccolo Museo. Cadente, muffita, con queste teche polverose e spiegazioni in foglietti plastificati... Eppure di turisti del mistero ne devono arrivare molti, possibile che non si possa rendere la visita meno imbarazzante? Ecco tutte le icone viste e straviste in tanti libri e siti: il pilastro con la scritta MISSION 1891, la "dalle des Chevaliers", l'epitaffio di Marie de Blanchefort... non trovo l'ex-libris. Dove doveva essere?
E' quasi mezzogiorno e ci dirigiamo verso la chiesa. Già all'entrata l'atmosfera più che misteriosa mi sembra buffa. Quella strana cornice di ceramica gialla e le due colombe ai lati mi fanno pensare a certe edicole con crocefissi o madonne viste nei paesi della Puglia o della Sicilia. Ma l'impressione di essere molto "al sud" l'ho avuta anche a Perpignan, ad Arles e nei paesini della Camargue, che mi hanno ricordato soprattutto le atmosfere del Salento.
A mezzogiorno in punto viene aperta la chiesa.
http://www.rennes-discovery.com/church_nav.htm
Non ho parole. O meglio, me ne viene in mente solo una: "kitsch". Pareti decorate con arabeschi provenzali dai colori delle caramelle Baratti&Milano: pera, mela, prugna, violetta, genziana, ratafià, limone... Il demone sotto l'acquasantiera appare per quello che è: il maligno schiacciato dalla potenza del segno della croce fatto dai quattro angeli che lo sovrastano. Una composizione simile si trova nella chiesa di S.Lucia di Piave, http://www.fraclaudio.it/Itinerario/Acquasantiera.htm
Un'altra acquasantiera con diavolo sconfitto si trova nella basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma:
http://angolohermes.interfree.it/Roma/S_Paolo_FM.html
e quest'altra si trova nella chiesa dell'isola di Barbana, in Veneto:
http://www.duepassinelmistero.com/_borders/barb_aq.jpg
Altre acquasantiere che schiacciano demoni:
http://www.societe-perillos.com/asmodee_2.html
Di diverso a Rennes c'è la sigla B.S. che come ha già fatto notare Mariano probabilmente non si riferisce a Berenger Sauniere o ad improbabili codici cifrati ma a Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes (il paese delle apparizioni non è molto lontano) che raccontò come la Madonna le avesse insegnato a fare il segno della croce con quattro ampi gesti. Proprio quelli esemplificati dai quattro angeli sull'acquasantiera.
La Via Crucis in senso antiorario, citata sempre come segno di eresia, è quanto di più comune si possa vedere nelle chiese francesi. In senso antiorario sono disposte infatti le Vie Crucis anche nelle chiese di altri paesi che ho visitato: Issigeac, Domme, St. Emilion...
Una Via Crucis quasi identica a quella di Rennes si trova a Rocamadour nel Perigord:
http://www.rennes-le-chateau.org/enigmes/stations.htm
segno che quei personaggi e quei gesti interpretati come segnali criptici per alludere a misteri e tesori nascosti altro non sono che rappresentazioni molto comuni. Tanto comuni che Sauniere acquistò la Via Crucis, così come tutte le altre statue, dal catalogo della ditta Giscard di Tolosa. Pezzi fatti in serie quindi e non espressamente realizzati su indicazione di Sauniere. Mariano Tomatis ha infatti documentato in modo molto preciso nell'ultimo articolo su "Scienza e Paranormale" tutti gli acquisti e le fatture relative ad articoli "conformi al catalogo" stampato da Giscard.
Lo stesso si può dire del Gesu Bambino "sdoppiato", in braccio alla Madonna e a San Giuseppe. I fans del mistero affermano che alluderebbe ad un fratello gemello di Gesù, forse Giacomo o Tommaso (che significa proprio gemello). La realtà è diversa, in moltissime chiese del sud-ovest della Francia si trovano più Gesù Bambini all'interno della stessa chiesa, da soli o in braccio ai santi. A Issigeac, oltre alla già citata via Crucis antioraria, abbiamo una Madonna col Bambino e un San Giuseppe col Bambino; due Gesù Bambini anche ad Aigues Mortes, tre nella chiesa di Saint Gilles, vicino ad Arles: uno da solo, uno in braccio a Sant'Antonio e uno alla Madonna. E tutto intorno alle navate di queste chiese vediamo file di santi molto simili a quelli di Rennes Le Chateau. Il più popolare, oltre al già citato Sant'Antonio è San Rocco che mostra la ferita sulla gamba. Anche in questo caso si dice che a Rennes San Rocco mostra la ferita sulla gamba destra mentre la versione "ufficiale" l'avrebbe a sinistra. Falso. Ci sono moltissime statue e immagini di San Rocco, anche in Italia, che mostrano la ferita a destra:
http://www.piardi.org/volume3devozioni48.htm
http://www.suditaliavideo.it/Feste.html
http://www.preghiereagesuemaria.it/immaginisacre/san_rocco.jpg
http://www.lacabalesta.it/testi/santi/rocco.html
Un altro elemento "misterioso" della chiesa sarebbe il pulpito.
http://www.rennes-discovery.com/rlc_altar_wide_angle.htm
http://www.rennes-le-chateau.org/rlctoday/bankpict/photoeglise16.html
Certamente è bizzarro, con quei colori e quelle esagerate decorazioni provenzali, ma anche in questo caso non mi pare ci sia niente di strano. Nei libri e nei siti web leggo invece che le statue di Luca e Giovanni sono state stranamente scambiate di posto, sempre che si voglia considerare "ufficiale" l'ordine di stampa dei vangeli: Matteo, Marco, Luca, Giovanni.
A Rennes abbiamo:
Matteo (angelo) http://www.rennes-discovery.com/pulpit_panel_1.htm
Marco (leone) http://www.rennes-discovery.com/pulpit_panel_2.htm
Gesù (che regge l'orbe) http://www.rennes-discovery.com/pulpit_panel_3.htm
Giovanni (aquila) http://www.rennes-discovery.com/pulpit_panel_4.htm
Luca (toro) http://www.rennes-le-chateau.org/rlctoday/bankpict/photoeglise12.html
Ma non sempre gli evangelisti vengono disposti nell'ordine classico:
http://www.wga.hu/art/g/gozzoli/4gimigna/3vault.jpg
http://www.odox.net/images/four_evangelists.jpg
http://www.catholic-forum.com/saints/ncd03145.htm
http://www.irishwoodsculpture.com/gallery.htm
E pure i padri della chiesa attribuivano diversi simboli ad ognuno:
http://myweb.lmu.edu/fjust/Evangelists_Symbols.htm
Quindi anche in questo caso non mi sembra si possa parlare di vera "stranezza".
Nel libro più banale su Rennes Le Chateau, quello di Baietti, oltre che la storia sullo scambio di Luca e Giovanni leggo pure che all'interno del pulpito ci sarebbe un "dipinto" con Gesù che "indica con la mano destra l'alto e con la sinistra il basso". Non è un dipinto ma una statua. A parte questo Baietti afferma che il gesto di indicare l'alto e il basso sarebbe legato alla Tavola Smeraldina di Ermes Trismegisto, in cui si legge "Come in alto, così in basso" http://www.angelologia.it/magia7.htm
Ma Baietti si dimentica che nel Padre Nostro si dice chiaramente "sia fatta la tua volontà così in cielo come in terra".
Altro particolare considerato strano: il bassorilievo sul confessionale in cui si vede Gesù che soccorre una pecora impigliata nei rovi.
http://www.rennes-discovery.com/confessional_detail.htm
Anche qui mi viene da chiedere cosa ci sia di più canonico dell'episodio evangelico della "pecorella smarrita" per decorare il confessionale di una chiesa dedicata alla Maddalena, che secondo la tradizione sarebbe una peccatrice redenta.
Leggo spesso anche che nella prima stazione della Via Crucis ci sarebbe uno strano "grifone d'oro"
http://www.rennes-discovery.com/station01.htm
A me sembra un leone alato, a fianco del trono di Pilato, come in questa illustrazione:
http://www.erain.es/departamentos/religion/pricolor/nuevotest/pasion/19Pilato.jpg
Leoni dorati appaiono in molti troni egiziani , ecco quello famosissimo di Tutankhamon:
http://www.online-relics.com/acatalog/King'sThrone.jpg
In questa incisione di Durer invece di fianco al trono c'è una specie di delfino:
http://www.vaticanlibrary.vatlib.it/BAVT/images/immagini/Stampe.IV.159,tav.5.jpg
Forse l'unico particolare di tutta la chiesa che si discosta dalla tradizione più consolidata è la ferita al costato di Cristo, nell'utima Stazione della Via Crucis:
http://www.rennes-discovery.com/station14.htm
In questo caso è a sinistra mentre normalmente è a destra. Dubito però che il meno che mediocre pittore che ha dipinto la Via Crucis di Rennes (colori che sbavano dappertutto, imprecisioni...) fosse un esperto di iconografia sacra. Così come non lo è l'artista moderno che ha decorato la chiesa di S. Marco a Koper in Slovenia:
http://www.centroaletti.com/en/e-koper.htm
Se poi pensiamo che perfino Rembrandt mise la ferita al costato a sinistra http://www.wga.hu/art/r/rembran/painting/biblic1/s_thomas.jpg
allora anche questo particolare della Via Crucis di Rennes lo possiamo ritenere più dovuto all'imprecisione che ad un piano precostituito.
Una possibile ispirazione per questa XIV Stazione della Via Crucis di Rennes la possiamo trovare nella Deposizione di Raffaello, che appare quasi specchiata: http://www.francescodebenedetto.it/images/artisti/raffaello/borghese.jpg
Quasi identiche sono infatti le pose di Gesù, del personaggio in primo piano e delle donne piangenti.
Ecco la stessa scena in un disegno preparatorio dello stesso Raffaello, orientata come a Rennes:
http://images.encarta.msn.com/xrefmedia/sharemed/targets/images/pho/t028/T028295A.jpg
Nella chiesa, abbastanza buia, non si può fotografare con il flash, e visto che la ragazza della biglietteria rimane in zona non provo a trasgredire. Ma poi devo confessare che non ne ho nemmeno voglia. La delusione è troppo forte e ho voglia di uscire. Fuori dalla chiesa il normalissimo crocifisso, simile alle decine di altri crocifissi visti in tutti i paesi della zona. Il misterioso teschio sul frontone della porta del cimitero: non so cosa altro avrebbe potuto essere più consono all'ingresso di un camposanto. A proposito del cimitero, dopo tanti atti vandalici commessi da assatanati cercatori di tesori oggi l'accesso è consentito solo ai familiari dei defunti.
Ecco la riproduzione (l'originale è nel Museo) del pilastro con la scritta MISSION 1891 sormontato dalla statua della Madonna, sulla quale (come in una specie di horror vacui) è sistemato un piccolo baldacchino di pietra che sembra riprodurre il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Un gruppo scultoreo molto simile si trova nella cripta della bellissima chiesa di Saint Gilles nei dintorni di Nimes: colonna con iscrizione MISSION... qui purtroppo non ricordo più se l'anno fosse lo stesso, ma ho fatto una foto che svilupperò nei prossimi giorni.
Si dice che la scritta MISSION con le due S leggermente separate, alluderebbe al Priorato di Sion: MIS SION, ovvero "messo da Sion"
Ma la Mission a cui si riferisce è tutt'altra cosa: "le "missioni" erano momenti di preghiera organizzati ad intervalli di tempo dalle parrocchie che coinvolgevano predicatori che arrivavano da fuori. Come scrive Jean Jacques Bedu in Rennes-le-Château, autopsie d'un mythe: "Chi vede nella scritta MISSION 1891 un messaggio enigmatico ed iniziatico [...] rischia di confondersi..." (p.43)."
http://www.renneslechateau.it/rennes.php?id=2&url=studi_t_pilastro.php
Anche sforzandomi non riesco a trovare niente di strano, esoterico, eretico, come tante volte ho letto nei libri su questo paese. Che sono decine, centinaia, in tutte le lingue, foggie, misure, dagli opuscoli per il turista più distratto ai grossi tomi per gli studiosi esposti nella vetrina poco lontano dalla chiesa. Questo negozio esoterico oltre ai libri su Rennes è pieno di souvenirs e banale bigiotteria del mistero: pendolini, piramidine, diavolini, tarocchi, ed ogni accessorio per gli esoteristi della domenica. Mi scuso per il sarcasmo ma confesso che mi sono sentito preso in giro, e non sono riuscito a trovare neppure divertente questa storia basata sul niente. |
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mammaoca
Joined: 13 Jul 2004 Posts: 867 Location: milano
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Posted: 23 June 2005, 11:29 am Post subject: |
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All'inizio il tuo resoconto mi ha colpito ... e non in maniera ottimale... poi ho pensato: è un po' come essere innamorati follemente di una persona,
Tu la vedi bellissima e misteriosa e ti sorprende l'atteggiamento di chi non ci vede proprio niente , (possibile che non veda nulla???) poi con un'alzata di spalle continui a rimirarti l'oggetto del tuo amore, felice, in fondo, che qualcuno sia fuori dalla mischia....
Hai semplicemente guardato Rennes come un turista, naso all'aria e mani in tasca......... (e non hai nemmeno preso in considerazione un giretto nei dintorni, sulle tracce di Budet, per esempio.....) Rennes è un morbo e tu, ringrazia il cielo non ne sei stato contaminato.... (io invece rifiuto sistematicamente il vaccino....)  _________________ "Si può non credere in qualcosa senza per questo sentirsi obbligati ad insudiciarla o a negare agli altri il diritto di crederci" (Camus, Caligola) |
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Mauro Vitali
Joined: 26 Jun 2004 Posts: 405 Location: Milano
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Posted: 23 June 2005, 12:16 pm Post subject: Re: Di ritorno da Rennes Le Chateau |
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| Diego Cuoghi wrote: | | Di ritorno dalla Francia (...) questa storia basata sul niente. |
Se avessi descritto con parole tue i vari friferimenti al posto dei link ti avrei dato un 10 per la capacità narrativa!
Per il resto concordo con Mamma... il bello, naturalmente, è che ognuno la vede a modo suo!
Mauro |
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Diego Cuoghi
Joined: 24 May 2005 Posts: 476
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Posted: 23 June 2005, 12:40 pm Post subject: |
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| mammaoca wrote: | | Hai semplicemente guardato Rennes come un turista, naso all'aria e mani in tasca......... (e non hai nemmeno preso in considerazione un giretto nei dintorni, sulle tracce di Budet, per esempio.....) |
Ciao Mammaoca,
mi ero stampato le tue guide di viaggio, intenzionato a seguire gli itinerari proposti ma, prima per il ritardo causato dallo smarrimento tra i boschi e poi a causa del cattivo tempo, ho fatto tappa, oltre che a Carcassonne, solo al donjon di Arques. Anche lì una piccola delusione: lavori in corso, fermi forse da mesi, rottami, transenne, schede descrittive consunte. Il castello però è molto bello, così strano nella sua altezza inusuale.
Anche Carcassonne è bella, ma la quantità di negozi di souvenir, l'affollamento di gite di fine anno scolastico, mi hanno fatto pensare a posti come Grazzano Visconti o San Marino. In effetti Carcassonne venne infatti praticamente "reinventata" alla metà dell'800 da Viollet Le Duc il famoso restauratore che diede il via allo stile neogotico.
http://www.carcassonne.culture.fr/culture/carcassonne/it/ii104.htm
All'epoca era una fortezza semi abbandonata, che conservava ancora, oltre a gran parte delle mura, una bella chiesa gotica e qualche casa. Le Duc la ricostruì ricreando le torri a cui aggiunse i fiabeschi tetti a cono, erigendo case in stile medievale, appiccicando guglie e baldacchini alla chiesa.
| Quote: | Rennes è un morbo e tu, ringrazia il cielo non ne sei stato contaminato.... (io invece rifiuto sistematicamente il vaccino....)  |
Forse è questa la ragione. Ho letto molti libri su Rennes (gli ultimi quelli di Bizzarri e di Baietti) ma nessuno mi ha mai convinto. Ho apprezzato moltissimo invece quello di Jannaccone, forse per il taglio scettico?  |
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Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
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Posted: 23 June 2005, 1:39 pm Post subject: |
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Quel che colpisce maggiormente l'immaginazione è, forse, pensare che in questo paesello sui Pirenei un prete scavasse, di notte, nel cimitero (l'ira dei concittadini è ben documentata, non se l'è inventata Baietti!)alla ricerca di qualcosa...che rimane un mistero.
| Quote: | | Non ho parole. O meglio, me ne viene in mente solo una: "kitsch". Pareti decorate con arabeschi provenzali dai colori delle caramelle Baratti&Milano: pera, mela, prugna, violetta, genziana, ratafià, limone... |
Il "Kitsch" che è stato rimarcato per me non fa altro che stridere ulteriormente con lo stile di vita semplice che ci si potrebbe aspettare da un borgo di cent'anni fa... anche se taluni scivoloni stilistici sono da imputare alla "moda" della statuaria religiosa di fine '800 (un esempio su tutti: gli occhi di vetro dei santi e degli angeli!)!
| Quote: | | Villa Bethania, il giardino, il terrazzo... Ma dove sono finiti i miliardi di Sauniere? Quello che vedo è davvero miserello, la Torre Magdala è formata da una sola stanza con librerie vetrate molto comuni. |
E che si aspettava? Si vede chiaramente che la Tour Magdala può ospitare soltanto una stanza!
La "sottigliezza" che io preferisco è il senso speculare suggerito dalla Tour Magdala e dall'Orangerie: una torre è bianca, imponente, solida, e le sue scale salgono; mentre l'altra, nera, è fragile, essenziale e le sue scale portano verso il basso...
Forse villa Bethania non stupisce, oggi, ma credo che per l'epoca fosse un'abitazione di alto standard, abbastanza sontuosetta... e questo anche senza paragonarla alle casupole contadine del villaggio circostante!
Al piccolo museo di RLC è inoltre ben visibile una foto del calice d'oro massiccio che Sauniere regalò a Grassaud... privarsi di un oggetto del genere può sembrare, oltre ad un chiaro calcio alla miseria, la dimostrazione che il nostro pretazzo disponesse di più ingenti risorse...
Se poi Cuoghi è immune anche al fascino di pensare di farsi costruire e disporre a piacimento di una torre/biblioteca (le cui finestre fotografano un paesaggio pirenaico struggente) per leggere libri sontuosamente rilegati, accompagnati dal suono crepitante del camino, durante lunghe notti ventose ed impagabilmente fin de siècle, allora posso dire ufficialmente di non avere idea di cosa possa colpirlo! _________________ - Advent - |
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Bud Spencer
Joined: 29 Sep 2004 Posts: 841
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Posted: 23 June 2005, 2:29 pm Post subject: |
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Advent,
Hai dimenticato di ricordare che, in vestaglia cremisi, nella sua torre/biblioteca (le cui finestre fotografano un paesaggio pirenaico struggente), mentre leggeva libri sontuosamente rilegati (libri bizzarri, ohibò, questo è certo) accompagnato dal suono crepitante del camino, durante lunghe notti ventose ed impagabilmente fin de siècle, ai suoi piedi c'era la più grande cantante lirica francese vestita di una pelliccia che faceva indovinare le sue nivee rotondità; e faceva le fusa, e cantava l'aria della tradita del "Don Giovanni" di Mozart, e arrampicava la voce in gorgheggi come mai se ne erano sentiti per tutti i Pirenei. E lo chiamava: "O là, là, Bérenger, mon bon bon, baise moi".
Il nostro piccolo Richelieu, intanto, insaziabile, mentre si mangiava succosi manghi fatti arrivare appositamente da Goa, pensava a Marie, immersa nella tinozza, a Villa Bethania, che gettava costosi manicaretti al cane Faust.
Avrà unito le due passioni in un unico teatro? E' troppo ardito il solo pensarlo. Ma per un Gran Maestro del Priorato di Sion (soprattutto come lo immagina Domig) questo sarebbe stato niente.
E che dire poi dell'arciduca d'Asburgo che, contando e ricontando nervosamente le mattonelle (64!) della chiesa, pensava ai destini dell'Impero affidati a Bérenger, Alfred e forse anche a quel matto di Quillan.
Certamente in quelle notti il rhum scorreva a fiumi e i bagordi si sentivano sin dalla pianura. Quante volte Tiburce Caminarde ha vomitato sul palazzotto del Municipio.
Certo, è strano pensare che le scale della Tour del Magdala salgano e quelle dell'Orangerie scendano, ma come dice un vecchio adagio delle mie parti, si sa che il mondo è fatto a scale e che c'è chi scende e chi sale. Forse le scale della Tour del Magdala salgono perché c'è un piano superiore, e quelle dell'Orangerie scendono perché da lì si può solo scendere. L'alternativa è buttarsi e rompersi un ginocchio (oppure le corna)
(ora non m'insultare) 
Last edited by Bud Spencer on 23 June 2005, 5:45 pm; edited 2 times in total |
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Diego Cuoghi
Joined: 24 May 2005 Posts: 476
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Posted: 23 June 2005, 2:40 pm Post subject: |
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| Advent Child wrote: |
Forse villa Bethania non stupisce, oggi, ma credo che per l'epoca fosse un'abitazione di alto standard, abbastanza sontuosetta... e questo anche senza paragonarla alle casupole contadine del villaggio circostante!
Al piccolo museo di RLC è inoltre ben visibile una foto del calice d'oro massiccio che Sauniere regalò a Grassaud... privarsi di un oggetto del genere può sembrare, oltre ad un chiaro calcio alla miseria, la dimostrazione che il nostro pretazzo disponesse di più ingenti risorse...
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Ammetto di essermi fatto prendere la mano dalla foga critica, senza aver motivato meglio in certi punti le mie impressioni. Dicendo che tutto l'insieme non mi ha dato l'idea del "miliardario" (anche in rapporto all'epoca) pensavo anche agli studi che hanno documentato come il vero scandalo-Sauniere fosse quello della vendita di messe, per il quale venne processato e sospeso a divinis. Nel libro di Iannaccone leggo che al processo venne dichiarata una somma di 193.000 franchi e che gli studi più recenti fatti sui documenti contabili, hanno permesso di accertare una cifra di 185.000 franchi incassati con questi traffici nel corso di una ventina d'anni. Intendevo quindi riferirmi a questo afflusso di ricchezze, tutt'altro che misterioso e compatibile sia con la ristrutturazione della chiesa in stile "moderno" che con l'edificazione della villa e della torre. |
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Diego Cuoghi
Joined: 24 May 2005 Posts: 476
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Posted: 23 June 2005, 2:50 pm Post subject: Re: Di ritorno da Rennes Le Chateau |
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| Quote: |
Se avessi descritto con parole tue i vari riferimenti al posto dei link ti avrei dato un 10 per la capacità narrativa! Per il resto concordo con Mamma... il bello, naturalmente, è che ognuno la vede a modo suo!
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Intendi dire se avessi descritto gli elementi figurativi della chiesa invece di mettere i link alle immagini? O ti riferisci agli altri riferimenti iconografici come la deposizione di Raffaello o le acquasantiere in Italia?
In ogni modo il resoconto mi sembrava già abbastanza lungo e credo che le immagini possano essere più efficaci di una descrizione. Questa potrebbe mettere in evidenza certi particolari che servono per avere conferme nascondendone altri che rischierebbero invece confutare le proprie tesi. |
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Mauro Vitali
Joined: 26 Jun 2004 Posts: 405 Location: Milano
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Posted: 23 June 2005, 2:59 pm Post subject: |
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| Bud Spencer wrote: | Advent,
Hai dimenticato di ricordare che, in vestaglia cremisi, nella sua torre/biblioteca (le cui finestre fotografano un paesaggio pirenaico struggente), mentre leggeva libri sontuosamente rilegati (libri bizzarri, ohibò, questo è certo) accompagnato dal suono crepitante del camino, durante lunghe notti ventose ed impagabilmente fin de siècle, ai suoi piedi c'era la più grande cantante lirica francese vestita di una pelliccia che faceva indovinare le sue nivee rotondità; e faceva le fusa, e cantava l'aria della tradita del "Don Giovanni" di Mozart, e arrampicava la voce in gorgheggi come mai se ne erano sentiti per tutti i Pirenei. E lo chiamava: "O là, là, Bérenger, mon bon bon, baise moi".
Il nostro piccolo Richelieu, intanto, insaziabile, mentre si mangiava succosi manghi fatti arrivare appositamente da Goa, pensava a Marie, immersa nella tinozza, a Villa Bethania, che gettava costosi manicaretti al cane Faust.
Avrà unito le due passioni in un'unico teatro? E' troppo ardito il solo pensarlo. Ma per un Gran Maestro del Priorato di Sion (soprattutto come lo immagina Domig) questo sarebbe stato niente.
E che dire poi dell'arciduca d'Asburgo che, contando e ricontando nervosamente le mattonelle (64!) della chiesa, pensava ai destini dell'Impero affidati a Bérenger, Alfred e forse anche a quel matto di Quillan.
Certamente in quelle notti il rhum scorreva a fiumi e i bagordi si sentivano sin dalla pianura. Quante volte Tiburce Caminarde ha vomitato sul palazzotto del Municipio.
Certo, è strano pensare che le scale della Tour del Magdala salgano e quelle dell'Orangerie scendano, ma come dice un vecchio adagio delle mie parti, si sa che il mondo è fatto a scale e che c'è chi scende e chi sale. Forse le scale della Tour del Magdala salgono perché c'è un piano superiore, e quelle dell'Orangerie scendono perché da lì si può solo scendere. L'alternativa è buttarsi e rompersi un ginocchio (oppure le corna)
(ora non m'insultare)  |
"tu sei felicemente incomprensibile,
incapace di produrre angoscia..."
-Il Gattopardo-
(come si fa ad insultarti??sono piegato in due dal ridere )
(odiarti un po' per il fatto che "sfotti" mi è concesso?? )
Mauro
Last edited by Mauro Vitali on 23 June 2005, 3:04 pm; edited 1 time in total |
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Mauro Vitali
Joined: 26 Jun 2004 Posts: 405 Location: Milano
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Posted: 23 June 2005, 3:02 pm Post subject: Re: Di ritorno da Rennes Le Chateau |
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| Diego Cuoghi wrote: | | Quote: |
Se avessi descritto con parole tue i vari riferimenti al posto dei link ti avrei dato un 10 per la capacità narrativa! Per il resto concordo con Mamma... il bello, naturalmente, è che ognuno la vede a modo suo!
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Intendi dire se avessi descritto gli elementi figurativi della chiesa invece di mettere i link alle immagini? O ti riferisci agli altri riferimenti iconografici come la deposizione di Raffaello o le acquasantiere in Italia?
In ogni modo il resoconto mi sembrava già abbastanza lungo e credo che le immagini possano essere più efficaci di una descrizione. Questa potrebbe mettere in evidenza certi particolari che servono per avere conferme nascondendone altri che rischierebbero invece confutare le proprie tesi. |
Infatti, Diego, la mia era una mezza battuta!!!
Aggiungo volentieri dei complimenti per il lavoro anche se non ne condivido lo spirito critico con cui affronti alcuni passaggi!!
Mauro |
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Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
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Posted: 23 June 2005, 3:13 pm Post subject: |
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@Diego Cuoghi
La questione "vendita messe" è certamente valida.
Ad ogni modo anche io, la prima volta, rimasi deluso dalla visita a Rennes... ma la densa storia regionale e la vicenda di Saunière continuano ad intrigarmi.
@Bud
Budino!
Caro Bud-ino!
Spero che la tua capacità di ammosciare gli entusiasmi non sia auto-riflettente... altrimenti sai che problemi con le signore!
Ma l'hai infine visto "SW episode III"?
Non è bellissimo? _________________ - Advent - |
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Diego Cuoghi
Joined: 24 May 2005 Posts: 476
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Posted: 23 June 2005, 4:00 pm Post subject: |
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| Bud Spencer wrote: | Advent,
Hai dimenticato di ricordare che, in vestaglia cremisi, nella sua torre/biblioteca (le cui finestre fotografano un paesaggio pirenaico struggente), mentre leggeva libri sontuosamente rilegati (libri bizzarri, ohibò, questo è certo) accompagnato dal suono crepitante del camino, durante lunghe notti ventose ed impagabilmente fin de siècle, ai suoi piedi c'era la più grande cantante lirica francese vestita di una pelliccia che faceva indovinare le sue nivee rotondità; e faceva le fusa, e cantava l'aria della tradita del "Don Giovanni" di Mozart... |
Sembra una scena della Salomè di Oscar Wilde con Sauniere/Erode che golosamente concupisce Calvè/Salomè, riscritta da Alberto Arbasino e messa in scena da Carmelo Bene  |
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Bud Spencer
Joined: 29 Sep 2004 Posts: 841
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Posted: 23 June 2005, 4:20 pm Post subject: |
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Grazie Diego. A parte Carmelo Bene. Mi è andata già bene, potevo ricordarti Pasolini di "Salo o le 120..."
Il tuo resoconto è formidabile; dovrebbe dare fieno da masticare a molti dei nostri crèduli amici.
@Advent
Direi -- e penso che nessuno mi smentirà -- che il pensiero (la fantasia...) di avere una cantante lirica vestita solo di una pelliccia qua e una robusta contadina in una tinozza di là è arrapante, molto più arrapante che ammosciante (con rispetto parlando).
Sì. Advent ho visto l'ultimo episodio di Star Wars. E' il migliore della seconda/prima trilogia. una perfetta tragedia greca. Faust tra le stelle. Superbo davvero. |
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domig
Joined: 30 Jun 2004 Posts: 1234 Location: roma
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Posted: 23 June 2005, 4:47 pm Post subject: |
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Ciao Diego.
Ho letto con interesse e divertimento il tuo resoconto di viaggio, e mi complimento innanzitutto per la gradevole e fluente esposizione.
Ho provato anch’io qualcosa di simile.
Ho conosciuto persone entusiaste di posti che a me non dicevano niente.
Ho conosciuto persone deluse da zone che io reputavo magnifiche.
Spesso i luoghi mutano in funzione di chi li guarda.
Tu sei uno studioso d’arte.
Sai vedere in un quadro cose che a me sfuggono.
E se io, anche sforzandomi, quelle cose non le vedo, mi sembra banale dare la colpa al quadro.
Al termine dei tuoi simpatici appunti di viaggio (che io chiamerei “I Luoghi di Cuoghi”) hai scritto: “Anche sforzandomi non riesco a trovare niente di strano, esoterico, eretico, come tante volte ho letto nei libri su questo paese”.
Mi è venuta allora in mente una barzelletta, leggermente licenziosa, che trascrivo ugualmente nella speranza di non toccare la sensibilità di nessuno… al massimo Mariano me la censura.
Te la dedico.
Una signora va dal medico per un check-up.
Il dottore la fa spogliare, la fa stendere sul lettino e la visita.
Alla fine le dice: “Signora, la trovo in splendida forma. L’unica stranezza riscontrata è che lei ha i seni molto divaricati rispetto alla norma”.
La signora risponde: “Ahh, niente, niente… è che da tanti anni, ogni sera, mio marito ama infilarsi i miei capezzoli nelle orecchie, perché ci sente dentro una musica celestiale…”
Il dottore è allibito:”Signora… non mi fraintenda… solo per puro interesse scientifico… potrei provare?”
“Ma certo” gli fa la donna.
Il medico si stende sopra, si infila i capezzoli nelle orecchie, attende qualche secondo, poi se la guarda e dice:”mah… io non sento nulla…”
“Per forza…” gli fa la tipa “… se non inserisci la spina!” |
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Diego Cuoghi
Joined: 24 May 2005 Posts: 476
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Posted: 23 June 2005, 4:51 pm Post subject: |
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| Bud Spencer wrote: | | Grazie Diego. A parte Carmelo Bene. Mi è andata già bene, potevo ricordarti Pasolini di "Salo o le 120..." |
Siamo off-topic ma commento lo stesso. Perché a parte Carmelo Bene? Sarà che io sono più che fanatico, malato di carmelobenite acuta (un po' come il virus di Rennes Le Chateau di cui parlava Mammaoca), ma per me era un gran complimento. Sono rimasto folgorato da Bene nel lontano 1972, quando per caso, attirato dai manifesti con Verushka ricoperta di gioielli, vidi il film Salomè". Da allora contrassi il terribile virus e divenni benedipendente cercando di non mancare mai ad un appuntamento, che fosse teatro, cinema, TV, radio, libri... Anche adesso ho loschi traffici con scambi di materiale clandestino: cassette audio, video, CD... E due anni fa andai pure in pellegrinaggio a Santa Cesarea Terme, nel Salento, per vedere i luoghi in cui Bene aveva girato "Nostra Signora dei Turchi". Il famoso palazzo moresco, esempio di kitsch fin de siècle non tanto distante dalle decorazioni di Rennes
| Quote: | | Il tuo resoconto è formidabile; dovrebbe dare fieno da masticare a molti dei nostri crèduli amici. |
Mah, non parlerei di "creduli". In molti casi, sia nei libri che in tanti siti web, ho trovato più che altro scarsa informazione sulla simbologia sacra. E' questa secondo me la pecca più grave di tante analisi, che a volte diventano esercizi forsennati di decodificazione di rebus inesistenti. Un po' come quelli (e sono tanti) che, non conoscendo l'iconografia dell'epoca, trovano gli UFO nei dipinti rinascimentali.
C'è poi chi al misteri di Rennes Le Chateau si accosta come ad un appassionante gioco enigmistico, pur essendo consapevole di molte mistificazioni. E anche questo è un atteggiamento legittimo.
Last edited by Diego Cuoghi on 23 June 2005, 5:01 pm; edited 1 time in total |
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Diego Cuoghi
Joined: 24 May 2005 Posts: 476
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Posted: 23 June 2005, 5:00 pm Post subject: |
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| domig wrote: |
Spesso i luoghi mutano in funzione di chi li guarda.
Tu sei uno studioso d’arte. Sai vedere in un quadro cose che a me sfuggono. E se io, anche sforzandomi, quelle cose non le vedo, mi sembra banale dare la colpa al quadro. |
Touché. In effetti ho considerato soprattutto l'aspetto iconografico di Rennes Le Chateau, anche perché questo è il mio interesse principale. Confesso di non essere documentatissimo, come tanti altri frequentatori di questo forum, sulle storie dei personaggi o degli altri luoghi che concorrono a formare il mito e che avrebbero potuto farmi apprezzare di più la vicenda e la visita.
| domig wrote: | | “Per forza…” gli fa la tipa “… se non inserisci la spina!” |
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Bud Spencer
Joined: 29 Sep 2004 Posts: 841
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Posted: 23 June 2005, 5:07 pm Post subject: |
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E' quel tipo di genio che confina con il ciarlatano. Un ciarlatano di genio, sicuramente. Però, devo ammettere, che il titolo della sua autobiografia, "Sono apparso alla Madonna" è geniale davvero. Non l'ho mai scordato. Ciò non toglie che io stesso, catapultato in un'epoca in cui la benemerita* era ancora attiva lo avrei condannato senza indugi a 33 scudisciate.
Beh se hai loschi scambi di materiale clandestino vuol dire che sei all'ultimo stadio. Allo stesso livello di noi che, credenti o meno nel culto di RLC, da mesi ci parliamo in questo forum discettando di lapidi che nessun'anima viva ha mai visto, di pergamene inventate, di libri fasulli, di apocrifi, di personaggi immaginari, di incontri che non sono avvenuti, e sempre mantenendo il rispetto per una masnada di contapalle professionali che si chiamano Baigent, Soskin/lincoln, De Sède ecc ecc (gli italiani non li nomino ). Qualcuno di noi, come puoi notare, ha persino crisi mistiche. Advent Child, per esempio, a giudicare dal nick che si è scelto deve pensare di essere il Messia in persona. Insomma, l'ambientino è questo.
Abbiamo anche un Demiurgo Cattivo che si chiama Mariano Tomatis.
* PS, la benemerita è la Santa In**********
Questa volte le obliquissime obliquità di Domig mi sono apparse un pò ermetiche. La barzelletta l'ho capita però. Stiamo tornando sul pecoreccio. Scherzi da caserma insomma.
La diagnosi tua è giusta Diego: scarsa dimestichezza con storia dell'arte, iconologia, iconografia.
PS
(Advent & Co non v'offendete questa volta: sto scherzando!!) |
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Alfred
Joined: 21 Jun 2004 Posts: 1320
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Posted: 23 June 2005, 5:30 pm Post subject: |
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Ciao Diego,
ho apprezzato molto il tuo resoconto sia per quanto riguarda l'aspetto iconografico (la carrellata di evangelisti "invertiti" è sicuramente un tassello interessante), sia per quanto riguarda le tue impressioni su RlC.
In particolare, visto che sei un grande esperto d'arte, volevo chiederti cosa ne pensi di un particolare del confessionale ordinato da Saunière in base a un modello standard "fornito" da Giscard:
http://www.societe-perillos.com/conf_05.jpg
http://www.societe-perillos.com/conf_03.jpg
Molti ricercatori vedono nella testa dell'agnello un volto umano... _________________ E i suoi occhi troppo azzurri non vedono nulla e riflettono tutto.
Valéry. |
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Bud Spencer
Joined: 29 Sep 2004 Posts: 841
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Posted: 23 June 2005, 5:42 pm Post subject: |
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Altri vedono scrittori dal volto umano ma dal cervello d'agnello.  |
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Advent
Joined: 08 Nov 2004 Posts: 207 Location: Milano
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Posted: 23 June 2005, 5:44 pm Post subject: |
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Bud ha scritto:
| Code: | | Advent Child, per esempio, a giudicare dal nick che si è scelto deve pensare di essere il Messia in persona |
"Advent Children" è il titolo di un film in computer grafica in uscita a fine anno in Giappone, paese nel quale ho vissuto per un po' di tempo.
Il film è stato anche presentato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia.
Ma non ti preoccupare, Bud, siamo abituati ai tuoi scivoloni! Da quando hai "cannato" l'interpretazione del nick di Madeline siamo pronti a sentirti dire di tutto.
Eppure sparare sentenze non ti si addice.
Fa più "Terence Hill".  _________________ - Advent - |
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