Sezione documenti su Rennes-le-Château
Notice Delmas
| Renè Descadeillas per Delmas, figlio del sindaco di Rennes-le-Château
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Nota informativa su Rennes e sul reverendo Béranger Saunière
Dalle vestigia di antiche fortificazioni si indovina facilmente che, per la posizione elevata e gli ostacoli naturali che la rendono di difficile accesso, Rennes le Château ha sempre avuto in passato un evidente ruolo militare. (1)
La scoperta di scheletri ammassati in diversi luoghi (vicino al villaggio, Roc de Bataille) lascia presumere che Rennes sia stata abitata da tempo immemore - perfino da prima dell'arrivo dei Romani in Gallia.
Nel 1709, Rennes aveva circa 200 abitanti e la situazione restò immutata fino al 1850 circa quando, a causa del fenomeno di sovrappopolamento della zona pre-pirenaica nel XIX secolo, si arrivò alla quota record di 450 abitanti.
A partire da tale data il fenomeno inverso di spopolamento della nostra regione montana ha riportato tale quota a 100 abitanti. È triste constatare che tra meno di un quarto di secolo Rennes sarà praticamente deserta. Alcuni grandi possidenti si impadroniranno dell'antica cittadella che non potrà più vantarsi di essere quella potenza un tempo temuta e che così avrà toccato il fondo della sua storia.
Fortunatamente e involontariamente il reverendo Béranger Saunière, ex curato di Rennes, col suo segreto perpetuerà per sempre quella febbre che ad ogni bella stagione ci porta turisti ingrati ed anche "mercanti di tesori", distruttori instancabili di questa antica potenza militare che certamente merita di trovare dei difensori che la proteggano da questa vera e propria ondata di sistematica fobia distruttiva. La "febbre dell'oro" permetterà di alimentare nelle vie e nei sentieri di Rennes questo flusso di curiosi in un mondo divenuto all'improvviso amorfo e piatto, ma questo flusso non è forse meglio di un abbandono sistematico?
Quando il 1° giugno 1885 il reverendo Béranger Saunière fu nominato nella chiesa succursale di Rennes, il villaggio contava 300 abitanti.
Il prete a quel tempo aveva 33 anni e veniva da un piccolo villaggio del Pays de Sault, Le Clat, vicino all'Ariège. Era nato a Montazels, comune annesso a Couiza, nella valle dell'Aude, a 5 Km da Rennes, l'11 aprile 1852. Era un giovane prete di campagna, alto, ben piantato: un uomo rustico. Nel 1885 era considerato intelligente. Prima delle elezioni egli declama dal pulpito: "Bisogna votare e votare bene. Le donne devono illuminare gli elettori per convincerli ad eleggere dei difensori della religione. Che il 18 ottobre diventi per noi una giornata di liberazione… ".
Queste parole, lo si può immaginare, non piacquero a tutti, e furono riferite al prefetto che informò il ministro.
Il Vescovo, interpellato sulla veridicità del fatto, rispose affermativamente e si rifiutò di trasferire il prete; il prefetto decise quindi di sospendere il pagamento dello stipendio a partire dal 1° aprile 1886.
Poiché Saunière diede in seguito prova di un comportamento corretto, dopo qualche mese tornò a percepire lo stipendio.
Al suo arrivo Béranger Saunière, trovò la chiesa in uno stato pietoso: l'interno era in parte in rovina, l'esterno in degrado: il campanile minacciava di crollare, la volta era crepata, le vetrate sfondate erano state rimpiazzate con dei pannelli di legno. Pioveva sull'altare maggiore.
Ricalcando i passi dei suoi predecessori, Saunière tentò di ottenere un aiuto finanziario per riparare l'edificio.
Nel 1888 iniziano le riparazioni. A questa data, dalle delibere della fabbriceria (Archivi dell'Aude, V 88), risulta che il reverendo Saunière anticipò una somma di 518 franchi.
Dunque, il prete possedeva del denaro a titolo personale. Ora, non si aveva mai avuto notizia di redditi particolari, ed è improbabile che l'ammontare dei risparmi realizzati a Rennes col suo stipendio e con le entrate occasionali possa aver raggiunto in due anni e mezzo la somma di oltre 500 franchi, quanto pagato all'epoca. Ora, questa elargizione non è che la prima e la meno importante della lunga serie che caratterizzerà la vicenda del reverendo Saunière.
La chiesa di Rennes, la cui costruzione è molto antica se si presta fede al rapporto dell'architetto diocesano Le Cals di Carcassonne (Archivi Aude, serie O-Rennes), possedeva un altare primitivo, costituito da una lastra di pietra sostenuta nella parte anteriore da due pilastri quadrati, uno dei quali decorato con sculture arcaiche. Sembra - numorosi testimoni sono ancora vivi, e sono categorici su questo punto - che dissigillando la trabeazione, si scoprì una cavità riempita di felce secca, in mezzo alla quale si distinguevano due o tre rotoli di legno e alcuni gioielli di aspetto inusitato (2). Si trattava di pergamene di cui il curato si appropriò. Dichiarò - è un testimone che parla - che le avrebbe lette e tradotte se ne fosse stato capace.
Il sindaco, informato del fatto, chiese al curato la traduzione; questi gli consegnò poco dopo una traduzione scritta di suo pugno. Il testo tradotto riguardava, sembra, la costruzione della chiesa e dell'altare. Non si sa che fine abbia fatto questo documento.
Il curato avrebbe staccato anche le lastre di pietra che pavimentavano la chiesa e scavato il suolo. Avrebbe così portato alla luce una lastra scolpita dove si distinguono due cavalieri in groppa ad un solo cavallo (museo lapidario della città di Carcassonne) (3).
Una sorella di latte della perpetua del curato, che è ancora viva, non nasconde che durante i lavori di riparazione della chiesa, il curato avrebbe trovato un'olla piena di monete d'oro. Qui bisogna tornare indietro di 100 anni (settembre 1792) cioè all'epoca in cui il predecessore di Bérenger Saunière, il reverendo Antoine Bigou, fu costretto dagli eventi a fuggire in Spagna. Era un vecchio di 70 anni che evidentemente non poteva trasportare nella sua fuga un gruzzolo di quelle dimensioni (se mai ne fu veramente in possesso).
Una ricerca su Rennes nel XVIII secolo permette di avvalorare questa ipotesi.
Comunque sia, a partire da questo momento (il periodo tra il 1888 e il 1890), il curato si permette delle spese, delle liberalità sorprendenti.
Le riassumo brevemente (4):
21 giugno 1891
In occasione della prima comunione il curato fa installare una statua della Vergine che intitola a Notre-Dame de Lourdes e che ha come zoccolo uno dei due pilastri che fino ad allora avevano sostenuto l'altare maggiore. Uno spazio triangolare è dedicato esclusivamente ad essa.
15 febbraio 1891
Egli richiede al consiglio comunale l'autorizzazione ad occupare il terreno davanti alla chiesa, di recintare questo terreno a sue spese, di erigere monumenti religiosi. Il Consiglio Municipale cede il terreno che resta però di esclusiva proprietà del comune e chiede al curato, tra le altre cose, che tutte le porte delle diverse entrate saranno provviste di chiavi di cui una sarà consegnata al sindaco. Tutto è fatto nel rispetto delle regole.
Ma il curato abusa dei suoi diritti poiché fa erigere in quell'area, in un angolo adiacente al cimitero, un piccolo edificio, cosa che gli era stata espressamente vietata. Il prete aveva installato in questa casetta il suo studio e la biblioteca.
Era sopraelevata rispetto al livello del giardino e, conformemente agli usi, in un paese povero di acqua, nel terreno sottostante era stata ricavata una vasta cavità adibita a cisterna.
14 luglio 1895
Un incendio distrugge 2 o 3 edifici vicini alla chiesa. Poiché il fuoco minacciava di investire un intero quartiere, tutti gli abitanti di Rennes mettono a disposizione dei pompieri venuti da Couiza (?) le cisterne di loro proprietà. Soltanto Bérenger Saunière si oppone e spranga tutte le porte. Bisognò entrare di forza. Il 15/07 il prete si reca in gendarmeria a Couiza per sporgere denuncia di violazione di domicilio. Il 20/07 il Consiglio Municipale vota una nuova delibera in cui si ordina al curato di far ritorno nel presbiterio e di trasferire altrove lo studio e la biblioteca. Il locale sarebbe rimasto chiuso soltanto con un catenaccio... e in quanto alle porte di accesso d'ora in poi non avrebbero più dovuto essere chiuse a chiave, nemmeno di notte.
Il curato si piegò al volere delle autorità e fece ritorno nel presbiterio, biasimando il Consiglio Municipale per questo spossessamento (voleva pagare le tasse di quel terreno ma il comune si oppose temendo che così egli sarebbe diventato proprietario di quel "giardinetto" - come lo chiamava Saunière).
Bisogna sottolineare il fatto che Bérenger Saunière trasportò egli stesso dalle grotte di Libals le concrezioni calcaree che ornavano "meravigliosamente" (Oggetto di una delibera del Consiglio Municipale dell'anno 1907) il giardino ornamentale per il quale era lo stesso comune a pagare le tasse. L'aver trasportato sulle spalle queste concrezioni da Libals, mostra in ogni caso la fede straordinaria di quest'uomo nella ricostruzione di Rennes o almeno degli edifici religiosi e annessi.
Questa fede si trasformò a poco a poco.
14 marzo 1895
Petizioni degli abitanti di Rennes contro il curato che mette sottosopra il cimitero come se fosse un giardino qualsiasi, spostando croci, pietre tombali, corone, ecc... Anche in questo caso il prefetto deve intervenire e il Consiglio Municipale ingiunge al reverendo Bérenger Saunière di cessare le sue attività nel cimitero.
Ma che cosa faceva?
9 e 10 novembre 1897
Il reverendo Bérenger Saunière sostiene le spese di restauro del cimitero (muro di cinta: questo muro era crollato e le greggi passavano nel cimitero). (5)
Fine aprile 1897
La chiesa di Rennes è stata interamente restaurata (volta tinteggiata tra il 1° novembre 1896 e aprile 1897). Contemporaneamente egli restaurava il presbiterio dove abitava con la sua "domestica" Marie Dénarnaud. Il reverendo Bérenger Saunière pagava sempre di tasca propria, in un desiderio di possesso tanto indeciso quanto impreciso [ma che egli già prova davanti a quella straordinaria serie di costruzioni dal gusto bizzarro che delimitavano la parte nord dell'altopiano di Rennes e] (6) che ben dimostra che Bérenger Saunière voleva essere padrone in casa propria, dopo Dio forse, come un giorno dirà, ma prima della chiesa [attuale] (7), cosa che dirà d'altronde anche ai suoi superiori.
È certo che il comune impedì a Bérenger Saunière di agire a suo piacimento ed egli ne fu certamente molto contrariato.
Cosa spingeva quest'uomo verso così strani disegni? Era un uomo giusto, dice la storia, ma stranamente ottimista. Un vero manovratore di situazioni contraddittorie. Un uomo ispirato da qualcosa che sfugge a tutti gli altri, ma un'ispirazione veramente molto potente che lo guidò in un'opera straordinaria per fecondità, arditezza e paradossi. Non penso e non credo che questa ispirazione sia stata occulta ma essa fu alimentata da un enorme flusso di denaro che quest'uomo, si suppone, ottenne grazie all'aiuto di suo fratello Alfred, da parte di personaggi altolocati. Fu aiutato da forze occulte, certamente suo fratello Alfred, gran viaggiatore, lo appoggiò facendo anche passare suo fratello François Béranger Saunière per un uomo dotato di una grande forza mistica, che è alla base di questa storia, ma che si rivelerà ben presto il suo nervo scoperto. Ma ci torneremo più avanti.
Anno 1900
Acquista dei terreni non edificati a sud della chiesa e del presbiterio e sul bordo dell'altopiano. Compra anche alcuni vecchi fienili al limitare e all'interno di questo perimetro con lo scopo evidente di avere una grande area di sua esclusiva proprietà e dove potrà dar libero sfogo alle sue "doti di architetto".
È doveroso precisare che egli non acquistò questi terreni a suo nome ma a nome di diverse persone tra cui Marie Dénarnaud, originaria di Couiza e di 20 anni più giovane di lui.
Anno 1901
Costruzione della "Villa Béthania" in pietra da taglio, di gusto discutibile, in stile rinascimentale. Di fronte alla "villa" dall'altra parte della strada egli fa realizzare un giardino, edificare delle serre e delle rimesse.
Dal 1902 al 1907
Porta avanti grandi lavori. Sul bordo dell'altopiano roccioso fino al limite del cimitero e della chiesa, area disseminata di escrescenze rocciose, dove un tempo sorgevano le antiche fortificazioni, egli realizzò un terrapieno. A questo scopo, fece trasportare tonnellate di terra friabile che fece pressare ottenendo così una larga lingua di terra su cui rifece l'antico muro di cinta del villaggio seguendo l'angolo arrotondato dell'altopiano, un muro di grande spessore, cavo e contenente ampie cisterne. Ad ogni estremità una torre, una modesta non più alta del bastione e sormontata da una serra a forma di belvedere; l'altra, di due piani al di sopra del bastione, munita di merli e vedetta (torretta di guardia). Il tutto con una doppia scala di accesso. E su tutto lo spazio così delimitato e chiuso a sud da una cancellata in ferro, egli fece realizzare dei giardini.
Trasferì il suo studio e la biblioteca in questa torre a più piani, detta torre Magdala, che dominava il paese e che diventò ben presto famosa.
1908
Finiti i lavori di costruzione, bisognava pensare al mobilio. Ad esempio, un rivenditore di mobili di Carcassonne gli consegnò quattro librerie ad angolo in quercia al prezzo di 10.000 franchi che egli installò nella torre Magdala e nelle quali sistemò tutti i suoi libri.
Ora avviene un fatto curioso, in mezzo a così tanti lussi e ricchezze: nel 1907 (24 marzo) egli prende in affitto dal comune per 20 franchi all'anno e per 5 anni il presbiterio nel quale continua ad abitare, la "villa Béthania" resta così disabitata, non è forse un paradosso, uno degli innumerevoli paradossi?…
1° febbraio 1909
Il reverendo Bérenger Saunière dà le dimissioni dalla chiesa succursale di Rennes. Un fulmine a ciel sereno. Da quel momento dirà la messa dall'altare che ha fatto installare in una dépendance di villa Béthania.
Questa è la prima manifestazione del suo disprezzo per l'ordine ecclesiastico poiché le sue dimissioni senza un apparente motivo sono anomale o almeno così pare. Ma Bérenger Saunière era una volpe! Col senno di poi ci si rende conto, in effetti, che finché Monsignor Félix-Arsène Billard restò a capo della diocesi, nessuno chiese mai nulla al reverendo Saunière. Ma quando gli successe Monsignor de Beauséjour le cose cambiarono. Il curato, prevedendo ciò, piuttosto che affrontare il suo superiore, preferì dimettersi credendo così di evitare di dover dare spiegazioni. La storia ci dirà che egli si fece da parte per avere campo libero.
Torniamo comunque all'apogeo di Bérenger Saunière e di Marie Dénarnaud, ai bei tempi. Vivevano alla grande, la tavola era sempre imbandita e, a partire dal 1900, non passava settimana senza un fastoso ricevimento. Si parlava delle sue relazioni con Emma Calvet (8), dell'Opéra, originaria dell'Aveyron, con Dujardin-Beaumetz, deputato alle Belle Arti, consigliere generale di LIMOUX, con i capi locali o regionali dei partiti industriali, con commercianti, ecc... Saunière non aveva pregiudizi sociali. Era in ottimi rapporti anche con gli operai che venivano a Rennes a lavorare per lui: sia al loro arrivo al mattino che a mezzogiorno, questi si rifocillavano copiosamente a casa sua. Alcuni suoi confratelli avevano preso l'abitudine di venirlo a trovare spesso, ed anche a soggiornare da lui. Marie Dénarnaud era, sembra, una cuoca eccezionale. C'era anche una ricca cantina, rinomata in tutta la contrada.
C'erano tutti i migliori "crus" e durante il periodo d'oro, il prete comprava tutte le migliori annate. In casa sua si consumava molto Rhum.
Insomma, da Bérenger Saunière si mangiava bene e si beveva forte.
Un breve aneddoto: Monsignor Billard, il suo indulgente superiore degli anni felici, doveva aver frequentato la sua buona tavola poiché nel 1899 aveva proposto il reverendo Bérenger Saunière per una promozione (il personato). A quei tempi la Chiesa non era separata dallo Stato e il funzionario delegato dal prefetto per la relativa inchiesta amministrativa rispose a quest'ultimo: "Il reverendo Saunière conduce una vita agiata. Non ha famiglia a carico. La sua condotta è buona. Professa opinioni antigovernative. Attitudine: reazionario militante. Parere: non favorevole (Archivi dell'Aude).
Il reverendo Bérenger Saunière non fu nominato, ma è improbabile che egli avrebbe accettato di lasciare Rennes (!!!). D'altronde nel 1899 il suo comportamento dal punto di vista politico smentisce le frequentazioni che avrà 5 o 6 anni più tardi con uomini di sinistra (proprio negli anni in cui si discute di separazione tra Stato e Chiesa (!!!)). Questa è un'altra anomalia di Bérenger Saunière, e non sarà l'ultima!
Ancora un aneddoto su Bérenger Saunière che dimostra il "savoir faire" del curato che era veramente un mostro di abilità.
La gente aveva notato che il prete si assentava frequentemente e per diversi giorni senza l'autorizzazione del vescovo diocesano. Ecco lo stratagemma che aveva escogitato per eludere il problema.
Egli prevedeva prima di partire chi avrebbe potuto scrivergli e preparava in anticipo le risposte. Ne scriveva per il vescovo, per il cancelliere del vescovado, per il gran vicario, per altri preti, insomma il fior fiore della gerarchia ecclesiastica. La domestica Marie Dénarnaud ovviamente era l'elemento indispensabile. Le risposte invariabilmente dicevano... "un'occupazione urgente mi impegna completamente, mi voglia permettere di rimandare di qualche giorno la risposta...".
Invariabilmente, alla stazione di Couiza, il curato prendeva il treno verso la stessa direzione: Perpignan. È possibile supporre che, in questa città così vicina e al di fuori della diocesi, egli avesse degli interessi da curare. Parlando di affari dobbiamo precisare che in certi periodi il curato di Rennes riceveva quotidinamente una gran numero di vaglia, tra 100 e 150 al giorno (9), per piccole somme ciascuno, dai 5 ai 40 franchi. Alcuni vaglia gli venivano pagati al domicilio di Rennes. Molti altri erano indirizzati in fermo posta a Couiza, dove si recava per riscuoterli. Questi vaglia erano di natura molto varia. Molti provenivano dalla Francia; ma molti anche dalla Renania, dalla Svizzera, dall'Italia settentrionale. Alcuni, come si può vedere da un frammento di registro, provenivano da comunità religiose. Questi vaglia erano delle offerte per messe a suffragio.
Il reverendo Saunière gestiva un traffico di messe.
Qui ci ricolleghiamo con quanto anticipato più sopra in merito ad Alfred Saunière che è stato sicuramente colui che ha maggiormente aiutato suo fratello nel traffico di messe.
Più sopra ho anche detto che di fronte a Monsignor de Beauséjour, Bérenger Saunière si era fatto da parte per avere campo libero. Ecco cosa avvenne in realtà.
Il vescovado ricevette lettere di privati che chiedevano se ci si potesse fidare del reverendo Bérenger Saunière nel commissionargli delle messe. Non era una novità e, già sotto l'autorità di Monsignor Billard, si era proibito al prete di Rennes di sollecitare richieste di messe al di fuori della diocesi. Ora, richieste di informazioni continuavano ad arrivare mentre, d'altra parte, le costruzioni del prete di Rennes e la sua vita fastosa, in ogni caso molto al di sopra delle sue entrate ufficiali, suscitavano commenti da parte del clero e perfino dello stesso vescovo.
Monsignor de Beauséjour chiese quindi a Bérenger Saunière un giustificativo delle sue entrate. Seguì una discussione a senso unico. Il vescovo concluse che Bérenger Saunière non voleva parlare, così lo trasferì in un'altra parrocchia nelle Corbières. Bérenger Saunière vi si recò in visita, sembrò accettare, poi, d'un tratto, scrisse al vescovo una lettera in cui in sostanza diceva: "… la nostra religione ci ordina di considerare prima di tutto i nostri interessi spirituali che sono sicuramente lassù, essa non ci obbliga a trascurare i nostri interessi materiali, che sono quaggiù. E i miei sono a Rennes e non altrove. Le dichiaro, Monsignore, con tutta la fermezza di un figlio rispettoso: Monsignore, non me ne andrò mai...".
La questione era di nuovo aperta. Disobbediva alla Chiesa in una maniera sorprendente e tale da stravolgere le idee che comunemente si hanno sulla disciplina ecclesiastica. Monsignor de Beauséjour reagì animatamente e non volle lasciar calpestare così la sua autorità e i suoi sacrosanti principi. Il 27 maggio 1910 Bérenger Saunière fu citato in giudizio davanti al tribunale ecclesiastico. Malgrado un mandato di comparizione per il 16 luglio 1910 egli non si presentò. Riconvocato perentoriamente il 23, egli continuò a latitare. Bérenger Saunière lasciava quindi rinviare il "processo", per quello che oggi è meglio conosciuto come vizio di forma. Il 23 agosto nomina come suo difensore l'avvocato Mis del foro di Limoux, poi il canonico dottor Huguet curato di Espiens, nella diocesi di Agen. Si pensa che a questa data egli abbia finalmente redatto un piano di difesa. Il dibattimento in contraddittorio è rinviato al 15 ottobre; Bérenger Saunière che non si è presentato, è rappresentato dal canonico Huguet. Il 05 novembre la sentenza dispone che Bérenger Saunière si ritiri in una casa di riposo sacerdotale per dieci giorni e si dedichi a esercizi spirituali, che fornisca al vescovo, entro un mese, la sua contabilità, oltre ai giustificativi delle somme citate dalla difesa.
Il 30 dicembre constatando che Bérenger Saunière non ha ottemperato, il giudice ecclesiastico lo cita a comparire davanti al vescovo il 09/01/1911 con i conti. Bérenger Saunière gioca allora la carta di Roma dove scrive per farsi reintegrare nella parrocchia di Rennes. Sollecita dei rinvii poi afferma che il suo precario stato di salute non gli permette di sopportare alcuna emozione. Gli viene risposto di inviare i conti per posta, visto che gli è impossibile presentarsi di persona.
Sembra quindi che, vedendo che sono tutti contro di lui, egli abbia infine l'intenzione di comparire davanti al giudice ecclesiastico. Ma è troppo tardi.
Il 05 dicembre 1911 la sentenza è emessa in contumacia: è riconosciuto colpevole di dilapidazione e appropriazione indebita dei fondi di cui era depositario e condannato ad una sospensione a divinis di tre mesi, e in ogni caso fino a quando non avrà restituito le somme sottratte, senza possibilità di appello.
La "Semaine Religieuse" e il giornale "L'Eclair de Montpellier" pubblicano a tale data un comunicato per informare i fedeli che Bérenger Saunière, a partire dal 5 dicembre 1911, non ha più la facoltà di celebrare la messa. In una parola egli è privato delle sue funzioni sacerdotali. La vita di Bérenger Saunière è ad una svolta.
Vediamo ora ciò che Bérenger Saunière aveva preparato a sua difesa.
a) Alla domanda sulle spese sostenute a Rennes, egli fornì la seguente lista:
| 1. | Acquisto del terreno | 1.550 F | | 2. | Restauro della chiesa | 16.200 F | | 3. | Calvario | 11.200 F | | 4. | Villa Béthania | 90.000 F | | 5. | Terrazza, giardini | 19.000 F | | 6. | Torre Magdala | 40.000 F | | 7. | Sistemazione del tutto | 5.000 F | | 8. | Mobilio | 10.000 F | | Totale (10): | 193.950 F |
b) Alle domande del giudice ecclesiastico si proponeva di rispondere così:
Sulle spiegazioni da fornire sulla provenienza delle enormi entrate di quell'epoca: 1°) Vent'anni fa, ho preso con me una famiglia composta da padre, madre e due figli. Le nostre entrate facevano cassa comune. La famiglia lavorava nel settore dei cappelli e il padre e la madre guadagnavano 300 franchi al mese ciascuno. Da qui derivano risparmi per 5.200 franchi. 2°) Una cassetta delle elemosine era destinata ai visitatori che per le mie spiegazioni su Rennes mi offrivano una mancia. Questi visitatori venivano da Rennes-les-Bains ed erano molto numerosi e generosi. 3°) Organizzavo delle lotterie. 4°) Mio fratello, essendo un predicatore, aveva molte conoscenze. Faceva da intermediario per mandarmi clienti generosi e in gran numero. 5°) Ho fatto fare 31 fotografie di Rennes. La gente se le litigava e io le vendevo in lotti di 31 al prezzo di 3,10 franchi. Riuscivo appena a soddisfare la domanda. 6°) La mia collezione di vecchi francobolli ammonta a 100.000 (11). È completa e, per la vendita, mi conformo ai prezzi correnti. Gli appassionati, felicissimi di rivolgersi a me, non contrattano mai sul prezzo. 7°) Ho fatto acquisti nella regione procurandomi ceramiche, mobili antichi e stoffe che ho poi rivenduto. 8°) Gli annunci per giornali e volantini li faccio realizzare da alcuni giovani. Sono soddisfatti del prezzo che offro e ne ricavo comunque un guadagno. 9°) Al mio attivo devo anche mettere i trasporti gratuiti e, perché no, il mio lavoro personale. Non sono forse un risparmio reale per me?
È una difesa fragile? In ogni caso era molto discreta su alcuni punti (12).
Ed ora, cosa succede al curato di Rennes?
Dal novembre 1911, essendo interdetto e temendo una riduzione delle entrate, egli non nasconde la sua apprensione nelle lettere al canonico Huguet (suo avvocato), o ai suoi amici. Progetta allora di vendere ciò che possiede a Rennes e di ritirarsi in una sistemazione più modesta e con minori spese. Ha perciò incaricato il canonico Huguet di cercargli un "pied à terre" e costui gli scrive: "Nel mio paese natale, ad 1 km dalla stazione, c'è un immobile il cui valore è di circa 60.000 franchi ma il cui proprietario, un cantante finito male, glielo venderebbe a 12.000 franchi. In tal caso, tanti saluti a Carcassonne, io la patrocinerei presso il mio vescovo e lei potrebbe vivere tranquillo in quella splendida proprietà. Lei venda e poi vedremo cosa si può fare..."
Il 27 novembre Bérenger Saunière si rivolge alla banca Petitjean (con sede a Parigi), che invia un suo impiegato Monsieur de Beauvière, di Agen. L'affare fallì poiché Bérenger Saunière, come si può immaginare, aveva chiesto all'incaricato di occuparsi della vendita dei suoi beni, senza interessare la banca, promettendogli ovviamente una sostanziosa commissione. Ma Monsieur de Beauvière era prudente e non se ne fece nulla.
Nell'ottobre del 1912, avendo capito che non avrebbe mai trovato acquirenti, Bérenger Saunière cerca un altro mezzo per procurarsi il denaro. Si rivolge al suo ex avvocato, il canonico Huguet, e gli chiede come deve fare per ottenere dal Crédit Foncier un prestito vantaggioso. Il Crédit Foncier svolge un'istruttoria, stima l'immobile, stabilisce il valore venale e un suo delegato presenta un rapporto. Nel frattempo il canonico Huguet scrive a Bérenger Saunière una lettera in cui in sostanza dice: "Capisco il suo desiderio di sottrarsi alle preoccupazioni pecuniarie risultanti dalla sua situazione...". Poi, più tardi, dopo la visita del delegato del Crédit Foncier: "… Dio voglia che sia andato tutto bene...".
Il 31 gennaio 1913 Huguet scrive a Bérenger Saunière: "Ricavo dalla sua lettera una tale impressione di scoramento che avevo il desiderio di risollevarle un po' il morale. Immagino la delusione che deve aver provato alla notizia che il Crédit Foncier non le accordava che una piccola somma malgrado le garanzie offerte…bisogna sperare che lei abbia la buona fortuna di trovare un acquirente che si innamori del suo immobile e che il prezzo di vendita la risarcirà delle somme considerevoli che ci ha speso...".
Oggi sappiamo che Bérenger Saunière non vendette mai i suoi possedimenti e che resto lì, in povertà, forse indigente, ormai senza più mezzi per procurarsi denaro. Aveva anche dei debiti.
In tempi più prosperi, quando ordinava una merce, versava un acconto e firmava cambiali per il saldo. Ma nessuna di queste cambiali superava la somma di 500 franchi. Inoltre stava attento a scaglionarle in modo da ripartire le scadenze in proporzione alle sue entrate di contante. Ciò ci porta a credere che il traffico di messe produceva un reddito regolare e che il prete sapeva perfettamente fino a che punto poteva indebitarsi. Quando fu interdetto, alcune cambiali erano ancora in circolazione. Possiamo citare quelle che aveva firmato per pagare la libreria, ordinata a Monsieur Noubel di Carcassonne, che non furono mai interamente pagate. A questo proposito il 2 agosto 1917 (13), al momento della dichiarazione di guerra, la reputazione del curato di Rennes era decisamente cattiva. Il dottor Espezel, di Couiza, proclamava nelle vie cittadine e altrove, urbi et orbi, che Bérenger Saunière era una spia al soldo della Germania. Iniziava allora il periodo, ancora controverso, in cui imperversava in tutta la Francia l'ossessione di vedere spie ovunque. Si diceva perfino che le terrazze costruite da Bérenger Saunière erano destinate ad accogliere pezzi di artiglieria! Voci assurde della gente di allora.
Ma è certamente vera la storia dello straniero che si dice fosse un aristocratico austro-ungarico, suddito di Francesco Giuseppe.
È certo che Bérenger Saunière con l'aiuto di suo fratello Alfred riceveva doni e non tutti a titolo caritatevole. Rendeva servizio a una o più persone che, coinvolte nei loro paesi ad attività riprovevoli, più verosimilmente intrighi, una volta scoperte, dovevano espatriare. È altamente probabile che questo straniero o questo dignitario abbia pensato, con l'intermediazione di Alfred, di farsi costruire lontano da casa, in una regione sperduta, un ritiro solitario, sconosciuto e vicino alla frontiera. Da tutto ciò il curato di Rennes ricavava grandi vantaggi: utilizzava del denaro per riparare la chiesa, rifare il cimitero. Verso il 1900? 1908? possiamo supporre, la pioggia di soldi era cessata (14).
Una circostanza fortuita, il decesso del principale interessato per esempio, liberò per sempre il curato di Rennes dalle sue obbligazioni. Non è forse naturale che, a quel punto, egli abbia personalmente beneficiato di tutto quello era stato precedentemente fatto per conto altrui? Che abbia dato libero sfogo alle sue fantasie di architetto?
In ogni caso, una volta cessata la pioggia di soldi, bisognava comunque creare un'altra fonte di entrate. È a questo scopo che aveva pazientemente creato con l'aiuto di suo fratello, un traffico di messe destinato ad assicurargli nel tempo una sufficiente agiatezza.
Torniamo a Bérenger Saunière e al momento del processo dove l'avevamo lasciato. All'epoca egli scriveva:
"Monsignore vuole assolutamente conoscere la fonte, l'origine di tutto il denaro che mi è servito per le costruzioni. Vuole assolutamente sapere i nomi delle persone che me lo hanno dato, le somme che mi hanno affidato e lo scopo in base al quale, nelle intenzioni di queste persone, tale denaro mi è stato dato. Vuole, in pratica (15), che gli presenti la contabilità dei miei lavori con il dettaglio delle entrate e delle uscite. Ebbene, questi documenti che lui vuole non esistono. Non mi restano che poche ricevute o quietanze insignificanti, e anche se questa contabilità esistesse, non mi sentirei affatto obbligato, in coscienza, a consegnargliela. Non mi può nemmeno obbligare a divulgare in nomi dei miei benefattori e benefattrici, perché rivelarli senza autorizzazione porterebbe scompiglio in certe famiglie o coppie i cui membri hanno donato di nascosto dal marito o dai figli o dai loro eredi...".
Sono convinto che Bérenger Saunière non abbia mentito e che i doni ricevuti siano stati sufficienti per realizzare così tante imprese.
Evidentemente, durante la sua vita, Bérenger Saunière lasciò che si dicesse che aveva trovato un tesoro. Dalla notte dei tempi, nella regione di Rennes-les-Bains e Rennes-le-Château, circolava tenacemente la leggenda di un tesoro. Già Labouisse Rochefort nel 1803 citava questa storia, e ciò andava a vantaggio di Bérenger Saunière poiché, dietro a questo paravento poteva proseguire in tutta tranquillità le sue attività.
Fece quello che poté per alimentare la leggenda e farla crescere. Si trattava di oro custodito dal Diavolo. Ebbene, fece scolpire un diavolo, con le fauci spalancate, le ali spiegate e gli occhi brillanti, che fece mettere all'entrata della chiesa a sostegno di un'acquasantiera del XIII secolo. Egli ispirava così un timore superstizioso che andava ad alimentare questo afflato di stregoneria, in una regione dedita fin dal 1700 ed anche prima alla stregoneria e alla magia. È certo che al giorno d'oggi, questa storia diabolica non avrebbe suscitato alcun interesse ma per la gente dell'epoca la manovra era abile - abile come Bérenger Saunière
Non credo che Bérenger Saunière sia stato così nero come si dice e come si lascia intendere, lo ribadisco ancora, Bérenger Saunière con l'aiuto di suo fratello si faceva passare per un potente mistico.
Ne colse il frutto con le messe in nero (16).
Suo fratello, grande viaggiatore, gli fece conoscere molte persone.
Ne colse il frutto attraverso generosi doni, di cui uno da parte di un donatore interessato a vivere ritirato in un angolo sperduto di mondo, lontano dagli intrighi a cui aveva preso parte e che si erano certamente ritorti contro di lui. Era il più importante, quello che aveva reso possibile finanziare tutte quelle costruzioni.
Il frutto delle messe nere fu raccolto da Monsignor de Beauséjour che se ne interessò troppo da vicino. Il frutto dei generosi (o del generoso) benefattori fu raccolto al momento della disgrazia dell'interdizione e della morte certamente prematura di questo principe austro-ungarico.
La raccolta era finita. Non restava che l'albero ma era vecchio e morì. Troppo curato e soprattutto troppo annaffiato, con la morte di quest'albero si spense questa storia di sogno. Bérenger Saunière invecchiò nella sua tenuta, circondato dalle cure della domestica Marie Dénarnaud, ancora giovane e piacente.
Un pomeriggio del gennaio 1917, nel suo studio nella torre Magdala, fu colpito da un infarto. Subito avvisato, il suo confratello di Espéraza, un vecchio che aveva con Bérenger Saunière dei rapporti assai freddi, salì fino a Rennes per portare al sofferente il conforto dell'estrema unzione. Trovò Bérenger Saunière morente ma lucido e in grado di parlare. Ricevette la sua confessione. Poche ore dopo Saunière morì (il 22 gennaio 1917).
Il prete di Espéraza fu quindi il solo a conoscere (?) il segreto. Dalla sua bocca non uscì mai una sola parola per rivelare ad altri quale fosse la verità. Ma, - questi dettagli ci sono stati forniti da un prete - gli ausiliari e gli amici del prete di Espéraza notarono che da quel giorno, egli non fu più lo stesso.
Per molti anni, Marie visse nel presbiterio poi a villa Béthanie. Tre mesi dopo la morte del curato, aveva rinnovato a suo nome il contratto di affitto un tempo stipulato tra Bérenger Saunière e il comune.
In base al testamento lei ereditava dal curato di Rennes tutti i beni mobili e immobili, Bérenger Saunière aveva detto: "voglio assolutamente evitare alla mia legataria universale qualsiasi inventario" (1912).
Marie continuava a pagare gli interessi del prestito del Crédit Foncier. Visse in povertà. Dovette combattere con i creditori che sollecitavano il pagamento delle fatture arretrate o in sofferenza. Ad alcuni di essi versò delle somme simboliche (50/100 franchi), poi cessarono di perseguitarla.
Costretta dalla necessità, vendette molti oggetti. Altri lasciò che fossero portati via. Le collezioni di francobolli di Bérenger Saunière furono saccheggiate. Marie era in miseria.
Marie morì nel 1953, il 29 gennaio 1953.
Come si sa, il comportamento di Bérenger Saunière e poi quello di Marie Dénarnaud a partire dal 1910 non è quello di persone che hanno trovato un tesoro e lo sfruttano. All'inizio ci può essere stata la scoperta di un gruzzolo che è servito a Bérenger Saunière a diffondere questa storia favolosa. Delle circostanze fortunate permisero a Bérenger Saunière di continuare la sua opera (doni).
Poi una sapiente combinazione di traffico di messe avrebbe permesso a Bérenger Saunière di vivere tranquillamente a Rennes nel suo feudo fino alla morte, assicurando la vecchiaia di Marie.
Il comportamento normale ma improntato alla curiosità di Monsignor de Beauséjour fece crollare il castello di carte.
Tutto ciò porta a sostenere che il tesoro di Rennes, se ce n'è uno, non sia stato scoperto da Bérenger Saunière Ma il segreto dei doni mirabolanti sussiste.
La nostra versione dei fatti ci sembra plausibile. Non lasceremo nulla di intentato per stabilire un'altra ipotesi tangibile.
Per il momento il segreto del curato di Rennes sussiste. È questo il mistero.
Temo proprio che i nostri antenati l'abbiano portato con loro nella tomba per sempre.
Testo parallelo a questa nota informativa:
ALFRED SAUNIÈRE - nato il 17 febbraio 1855 a Montazels (Aude)
1879/1893 - insegna in istituti gesuiti senza entrare a far parte dell'ordine.
1893 - professore nel seminario di Narbonne.
1897 - cappellano nel seminario di Narbonne.
Specialista in predicazione, si muoveva molto, viaggiava, aveva il gusto degli affari. Al momento della successione Saunière a Montazels è a lui che andarono tutti i beni. Fece dei cattivi investimenti.
Conduceva una vita immorale e questo fu un motivo che portò alla sua interdizione - ebbe un figlio con una suora (17).
Nel 1904, malato e alcolizzato, si ritirò nella sua casa natale - riacquistata dalla sorella - dove morì il 09 novembre 1905.
Note (1) Il testo originale è pieno di lacune, errori ortografici, date errate o incomplete e altre incongruenze. Si è cercato di ovviare a tali problemi ricorrendo alla successiva "Notice" del 1962. Si raccomanda una lettura in parallelo dei due documenti che sono soltanto in parte sovrapponibili.
(2) Il fatto che i rotoli (ma forse erano "astucci"?) fossero di legno e la presenza dei gioielli sono due dettagli che spariranno nella successiva "Notice" del 1962.
(3) Anche il dettaglio della "Dalle des chevaliers" sparisce nella "Notice" del 1962.
(4) Le date non seguono un ordine cronologico.
(5) Nella "Notice" del 1962 si tratterà del periodo compreso tra settembre e novembre 1897. È probabile che la data vada interpretata così.
(6) Ho ricostruito questa parte di frase apparentemente estranea al resto del discorso (mais il connaît déjà devant ce formidable envol de constructions d'un goût bizarre qui clôturait le nord du plateau de Rennes et) in maniera del tutto congetturale. È probabile che qui il testo presenti una grossa lacuna.
(7) La chiesa "du moment". Anche qui il testo non è chiaro.
(8) "Calvé" è la grafia corretta.
(9) Nella "Notice" del 1962 questi numeri si riferiranno al valore in franchi: tra 100 e 150 franchi al giorno.
(10) La somma corretta è 192.950
(11) Franchi?
(12) Questo elenco, pur sembrando una citazione letterale di un'annotazione di Saunière, è riportata in maniera diversa nella "Notice" del 1962. Questa pare una caratteristica di Descadeillas che qui, così come nelle altre citazioni (contraddistinte dal virgolettato), non offre lo stesso identico testo nei due documenti.
(13) In realtà 1914. Nella successiva "Notice" la data è corretta.
(14) Nella successiva "Notice" si indicherà la data del 1900.
(15) "En un mot", alla lettera "in una parola". Nella successiva "Notice" si trova invece "en un mois", "entro un mese".
(16) Descadeillas si riferisce probabilmente alle messe "in nero" vendute da Saunière. La metafora del "frutto" è riferita all'aver tratto vantaggio dalla leggenda dell'oro di Rennes.
(17) Questo dettaglio non compare nella "Notice" del 1962.
Traduzione italiana a cura di Roberto Gramolini |