Sezione documenti su Rennes-le-Château
Commento sulle cartoline postali
Premessa di Sabina Marineo
Una volta portato a termine il restauro della chiesa di Maria Maddalena e del presbiterio e mentre la costruzione degli edifici di Villa Betania e Torre Magdala veniva ultimata, Bérenger Saunière commissionò un certo numero di cartoline postali a scopo di vendita, le cui foto avevano come soggetto il paesino di Rennes-le-Château.
Sulle cartoline fece inoltre inserire un suo commento personale che mettesse in risalto il valore della propria opera di ristrutturazione ed abbellimento del paese e allo stesso tempo il passato storico di Rennes. L'autore francese Jacques Rivière riporta nel suo libro Le fabuleux tresor de Rennes-le-Château il testo di questo commento di Saunière definendo il parroco scherzosamente quale "historien" - storico.
Jacques Rivière presume che le cartoline facessero parte dell'utopico progetto del parroco di trasformare Rennes-le-Château in un centro di pellegrinaggio analogo al colle su cui si ergeva il santuario di Nôtre-Dame-de-Bon-Secours, nella vicina località di Puivert. Effettivamente è probabile che Saunière volesse emulare a Rennes-le-Château la "Santa Collina".
Sicuramente il santuario di Nôtre-Dame-de-Bon-Secours, ristrutturato dai curati Jalabert e Cuguilhère a partire dal 1818, esercitava un fascino particolare su molti ecclesiastici. La scultura della Vergine di Bon-Secours che vi era custodita, una statua in marmo di Carrara, era stata donata alla parrocchia da un mercante di Gênes. Questi ebbe salva la vita dopo essersi votato alla Madonna durante un terribile naufragio.
Nel 1817 la statua fu portata a Puivert in occasione di un periodo di grande siccità e qui la sacra scultura compì il suo primo prodigio recando le piogge. In onore della Vergine Soccorritrice fu dunque deciso il restauro del santuario.
Il parroco Rivière, conoscente di Saunière, mise su carta una descrizione del primo pellegrinaggio a Nôtre-Dame-de-Bon-Secours, avvenuto in data 20 settembre 1891, sottolineandone il carattere miracoloso:
Alle otto di sera la Santa Collina era quasi cinta per intero da una processione di candele. Essa ebbe luogo dopo la miracolosa e improvvisa cessazione di una forte tempesta che si era abbattuta su tutto il territorio. Tale fatto è talmente noto che noi non possiamo passarlo sotto silenzio. All'ora prevista per la processione i tuoni, la pioggia ed il vento infuriavano. Si era già deciso di rinunciare allo svolgimento della cerimonia quando un ecclesiastico ivi presente, spinto da non so quale moto di fede, esclamò: Il tempo è terribile, ma tentiamo ugualmente di uscire!" Ognuno accese il proprio cero, il crocifisso cerimoniale iniziò la processione, i fedeli si accodarono.
O prodigio, la pioggia cessò di cadere come per incanto, il vento si calmò, i lampi illuminavano ancora le nuvole, i tuoni rimbombavano, ma in lontananza. La processione giunse fino alla cima del colle, sostò davanti al trono della Vergine, ridiscese sino al santuario e nemmeno un cero si spense.
Dinanzi ad un accadimento così sorprendente si decise sul momento di dirigersi fino alla chiesa parrocchiale. Dunque la processione s'immise nel grande viale che conduceva al villaggio, ne attraversò le strade, entrò nella chiesa e tutti i ceri ardevano ancora. Il tempo rimase assolutamente calmo sino all'ultimo istante ma, non appena la cerimonia fu terminata, la tempesta riprese ad imperversare con doppia violenza e con furore.
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Traduzione italiana a cura di Sabina Marineo |