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Sezione documenti su Rennes-le-Château

La chiesa di Marceille (nei pressi di Limoux)

Louis Fédié 1890

La Chiesa campestre situata nei dintorni della città di Limoux, conosciuta col nome di Notre Dame de Marceille, non è mai stata oggetto di alcuno studio approfondito d'archeologia né di storiografia; ma su di lei esistono numerose annotazioni agiografiche.

Il territorio su cui è edificata questa cappella, nell'ottavo secolo era un semplice Allodio annesso al villaggio di Pomas, situato poco lontano (Allodium de Marcilia et de Pomari). Questo Allodio era considerato dai religiosi dell'Abbazia di Lagrasse come facente parte dei propri possedimenti in virtù delle concessioni fatte da Carlomagno e da Carlo-il-Calvo e confermate da Pippinus, re d'Aquitania.

L'Allodio di Marceille figura, in effetti, nell'elenco dei beni dell'abbazia stilato nel 1521 dall'amministratore del monastero e dal cavaliere di Durfort. Ma ne faceva parte soltanto a titolo onorifico, poiché da diverso tempo quest'Allodio era passato di mano. Dal canto suo, Oliban, conte di Carcassonne, poteva vantare l'Allodio fra le donazioni fattegli da Carlo-il-Calvo (870-877). Infine l'abbazia di Saint-Hilaire rivendicava nel 980 l'Allodio di Marceille, in virtù delle liberalità concesse al monastero dal conte Roger e dalla contessa Adélais con l'autorizzazione di Papa Benedetto VII.

A partire da quest'epoca l'abbazia di Saint-Hilaire ebbe il possesso di questo territorio sul quale fu fondata una semplice stazione religiosa detta Cellula. Marcilia divenne quindi una delle quattro Cellulae che rappresentavano, per così dire, delle tappe religiose, mettendo il monastero in relazione con Carcassonne da un lato e con Limoux dall'altro.

Sulla strada per Carcassonne si attraversava la Cellula di Verzeille di cui restano ancora le rovine poco lontano da questo villaggio, vicino alla ferrovia. Poi si vedeva la Cellula di Corneille, vicina alla frazione che porta questo nome sulla riva destra dell'Aude, di cui oggi restano quattro pilastri in buono stato di conservazione.

Sulla strada per Limoux si trovava Saint-Jaume, o Saint-Geniès, vicino al villaggio di Pieusse e la Cellula di Marceille, divenuta più tardi la chiesa campestre di cui ci occupiamo in questo studio.

Nell'undicesimo secolo l'Allodio di Marceille apparteneva a un signore il cui nome era Arnaud Siguinus che, fattosi monaco, donò tutta la sua fortuna alla casa del Santo Sepolcro in una località chiamata Aygues-Vives, nella contea di Carcassonne. In questa donazione figura la somma di sei once d'oro dovute a Siguinus da un suo feudatario che deteneva l'Allodio di Marceille a titolo di concessione.

Non abbiamo documenti storici che ci permettano di determinare l'epoca di costruzione dell'attuale chiesa di Marceille; ma la leggenda si è impadronita dell'argomento ed ecco come è stata tramandata nella città di Limoux e nelle contrade circostanti.

Si racconta che un contadino arava un campo quando i suoi buoi di colpo si fermarono e, anche dopo essere stati spronati, si rifiutarono di muoversi. Il contadino sorpreso si mise a scavare nel punto in cui le bestie non volevano più avanzare e portò alla luce una statua della Vergine dalla carnagione scura e in buono stato di conservazione. Il contadino portò la pia reliquia a casa sua; ma la notte seguente la statua sparì e fu ritrovata nel campo dove era stata scoperta. Alcuni devoti considerarono questo fatto come un segno soprannaturale indicante che quel luogo era destinato alla fondazione di una stazione religiosa, e la chiesa di N.-D- de Marceille fu costruita su questo terreno eletto.

In questo racconto leggendario, tramandato nelle varie epoche, c'è una base storica. Bisogna dunque ammettere che la statuetta oggi esposta nella cappella di Marceille è stata scoperta in epoca molto remota proprio nel punto in cui ora sorge l'edificio religioso. Sappiamo, in effetti, che nell'ottavo secolo, al momento dell'invasione dei Saraceni, le chiese e le cappelle della Gotia furono depredate e saccheggiate, e che le popolazioni terrorizzate si premurarono di seppellire in caverne e in depositi sotterranei tutto quello che poteva essere sottratto alla rapacità delle orde barbariche. È quindi del tutto probabile che la vergine di Marceille sia stata seppellita in quest'epoca sinistra e che, ritrovata per caso o intenzionalmente grazie a qualche indicazione conservata con cura, essa sia stata posta nella Cellula che i Monaci di Saint-Hilaire avevano costruito in quel punto. Poi, quando quell'oratorio primitivo divenne l'attuale chiesa, ne divenne la reliquia, oggetto di speciale venerazione.

In assenza di un qualsiasi atto, charta, o diploma, che ci permetta di conoscere la data di fondazione della chiesa di Marceille è difficile far luce sulla sua storia. Ma cercheremo di risolvere questa importante questione.

In seguito alla violenta crisi che attraversò la Gotia durante la crociata contro gli Albigesi, un grande movimento religioso nacque in questa regione e si tradusse nella realizzazione di costruzioni religiose in diversi punti del territorio.

Inoltre, si produsse rapidamente un fenomeno di concentrazione e agglomerazione urbana e anche rurale che portò alla creazione e al popolamento di alcune città, come per esempio Limoux, e di alcuni villaggi della stessa regione. Dovendoci limitare al soggetto del nostro studio non citeremo altri esempi.

Questa trasformazione portò alla creazione di un considerevole numero di chiese campestri. La chiesa di Marceille rientra con certezza in questa categoria. Crediamo anche di poter fornire, procedendo per similitudine, la data della sua fondazione.

Esiste nel territorio di Caudiès, nell'antica contea di Razès, una chiesa campestre dedicata a Notre-Dame de Laval.

Quando si prende la strada che da Caudiès si dirige verso Prades attraversando l'antica regione di Fenouillet, si può notare su uno sperone roccioso un edificio religioso che emerge da un boschetto di ulivi il cui campanile, sormontato da un'elegante guglia, domina la campagna circostante. Lasciando la strada per salire alla cappella, ci si trova davanti a un portico aperto, con un frontone triangolare. Su una delle colonne del portico si legge la seguente iscrizione in lingua romanza:

L'an MCCCLXXXIII et lé XIII del més dé mars fuet commensat l'oratori. (1)

Dopo aver oltrepassato il portico, si procede su una via sacra, o cammino dei pellegrini, piuttosto ripido, in acciottolato e segnato trasversalmente, a distanze regolari, da strati di pietre bianche.

La chiesa sorge in fondo alla via sacra in mezzo ad una spianata ed è dotata di un portico ornato sui due lati da massicce panchine di pietra. Questa è una descrizione sommaria di Notre-Dame de Laval, edificata nel 1433. A Notre-Dame di Marceille possiamo trovare gli stessi elementi architettonici ma in proporzioni più vaste. La via sacra è realizzata alla stessa maniera. Possiamo quindi constatare che esiste tra i due edifici religiosi una grande analogia e ne concludiamo che, molto probabilmente, la loro fondazione risale alla stessa epoca. La nostra ipotesi è corroborata dal fatto che il portico di Marceille fu eretto nel 1488, cioè subito dopo la costruzione della cappella o almeno simultaneamente. Questo portico è molto grande ed è coperto da una volta i cui costoloni poggiano su fasci di colonnette.

La chiesa è una costruzione di buona fattura. La navata è sormontata da un'ardita volta di notevole leggerezza. Vi si può ammirare un pulpito ornato da eleganti sculture. Di fronte alla porta d'entrata c'è un pozzo dove si può leggere la seguente iscrizione:

Hic puteus fons signatus. Parit unda salutem, gerjunge fidem, sic bide, sanus éris. (2)

La navata contiene quadri piuttosto interessanti. Soprattutto uno di essi, la Tentazione di Sant'Antonio, è giustamente considerato un'opera di gran pregio.

Sul lato sinistro della navata incontriamo una cappella, dedicata a Notre-Dame de Marceille, che forma un corpo unico con il resto dell'edificio.

In questa cappella si può ammirare la statuetta della Vergine che ha originato la leggenda che abbiamo citato. Questa immagine sacra ricoperta di ricche stoffe e di gioielli preziosi è contraddistinta dal colore bistrato scurissimo, quasi nero, della faccia. Sopra la nicchia che la contiene si può leggere la seguente iscrizione:

Nolite considerare quia fasca sum. (3)

Numerosi ex-voto decorano la cappella. Il santuario ha un buono stile architettonico e decorativo. Vi si trovano sculture e bassorilievi che attirano l'attenzione.

Di fianco alla chiesa e facente corpo con essa, si può vedere un edificio piuttosto grande nel quale abitano, da alcuni anni, i preti della Missione che hanno il titolo e l'incarico di Missionari diocesani.

In mezzo alla vasta spianata che si estende a sud davanti all'edificio religioso è stato realizzato da poco tempo un giardino in mezzo al quale si erge una colossale statua della Vergine.

Una macchina idraulica solleva le acque dell'Aude fino all'altopiano dove vengono versate in un vasto bacino.

Due strade provenienti da Limoux conducono alla cappella. Una è la strada carrozzabile da Limoux a Saint-Hilaire. L'altra è una corta sezione dell'antica strada che seguiva la stessa direzione, e che si è conservata assieme al suo carattere religioso. È la via sacra che percorrevano i pellegrini.

La festa del patrono della chiesa è l'otto settembre, e per quindici giorni molti pellegrini arrivano qui non soltanto dai villaggi vicini ma dal Rossiglione e dall'Ariège, per pregare Notre-Dame de Marceille.

Dalla sua fondazione la chiesa di Marceille è passata in diverse mani. Come abbiamo già detto, c'è motivo di credere che, creato dai monaci di Saint-Hilaire che possedevano una parte della città di Limoux e in particolare due suoi mulini, questo luogo di pellegrinaggio passò nel sedicesimo secolo sotto il potere degli arcivescovi di Narbonne.

Durante il diciottesimo secolo, Notre-Dame de Marceille fu ceduta dall'Arcivescovo di Narbonne ai Dottrinari che avevano un collegio a Limoux e che mantennero il possesso della cappella fino alla Rivoluzione. In quest'epoca essa fu acquistata da quattro abitanti di Limoux e da allora è rimasta di proprietà privata.

Se Notre-Dame de Marceille non ha avuto il suo storico, ha avuto almeno i suoi cronisti e il suo poeta, tutti figli di Limoux.

Il primo di loro, Monsieur H. Fonds-Lamothe ha prodotto lavori notevoli sulla storia della sua città natale.

Il dottor L. Buzairies nella sua storia dei castelli e in altri numerosi studi ha ugualmente trattato tale argomento.

Entrambi non potevano lasciare nell'oblio Notre-Dame de Marceille e hanno scritto pagine molto interessanti su questo edificio religioso, ma senza dirci nulla della sua storia.

Insieme a questi studiosi ho l'onore di citare il nome di Monsieur Firmin Jaffus che ci ha lasciato un ricordo prezioso per vari motivi. Tra le numerose poesie di questo fervente amico delle Lettere, si distingue un'opera di prim'ordine, sotto forma di epistola indirizzata a Monsignor de La Bouillerie e che si intitola: Notre-Dame de Marceille.

Sono felice di citare i nomi di questi tre scrittori che la nostra Società ha avuto l'onore di avere tra i suoi membri.

Novembre 1890
Louis FÉDIÉ
Membro residente

Note

(1) L'anno 1383, il 13 del mese di marzo fu iniziato l'oratorio.

(2) Questa frase è in latino tardo e presenta probabilmente alcuni errori di trascrizione. Grosso modo può significare: "Questo pozzo è una fonte segnata (o sigillata, ben custodita o intatta). L'acqua (unda = onda) genera salvezza (o anche "salute"), "gerjunge"(?) unisce (?) fede, così bevi e sarai salvo (o anche sano)".

(3) Come per la precedente iscrizione anche questa pone problemi di comprensione: "Non considerare poiché [fasca ?] io sono".

Traduzione italiana a cura di Roberto Gramolini

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