Sezione documenti su Rennes-le-Château
Rennes-le-Château ospita un uomo fossile
| R. Chirent
| La Dépêche du Midi, 16 marzo 1966
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A Rennes-le-Château o, piuttosto, nel castello di Rennes alberga uno dei tesori piú ammalianti, una delle scoperte cosí formidabili da permettere di fare un gigantesco tuffo nel passato: un uomo fossilizzato!
Appassionato di paleontologia, Henri Fatin ha trasformato una delle sali piú vaste del castello in un museo a tutti gl’effetti. Dei frammenti di pietra, delle schegge rocciose vi si trovano diligentemente descritti ed esposti. I profani - quali noi siamo - non vi scorgono che un volgare ammasso di calcina: ma, in grazia delle luminose delucidazioni del signor Herni Fatin, questi calcinacci palesano il segreto che racchiudono e i nostri occhi sono in grado di discernere la sembianza del pesce, della testa d’un rettile. Sempre piú entusiasta, avvalendosi d’efficaci accenti, il giovane paleontologo ci suggerisce la forma d’un cranio di mammut, d’un resto di coccodrillo… E la nostra camminata attraverso questi mostri pietrificati procede verso un armadio. Allora il signor Fatin si dà un contegno, e spalanca le due ante. Ecco, l’uomo fossile è lí.
A prima vista, non si tratta che di meri blocchi di roccia distribuiti su alcuni scaffali. Ma i nostri occhi cominciano ad avvezzarsi, a ricercare le forme umane. E cosí distinguiamo un mento, un naso, una fronte, la cavità degl’occhi e finanche il principio della colonna vertebrale. Dopodiché, è il bacino che s’indovina in un nuovo blocco, e in un altro la clavicola. Pur tuttavia, noi restiamo scettici. La natura è munifica di strane fantasie: e se essa non si sia dilettata a scolpire un’apparenza umana in questi resti pietrosi? “No, nient’affatto!”, protesta Henri Fatin, “non è il caso che ha scolpito questa roccia; noi siamo in presenza d’un uomo propriamente fossilizzato. Guardate qui…”. Ci mostra dei disegni tesi a rappresentare il suo rinvenimento; li compara con dei resti umani, si prodiga in calcoli circa le proporzioni: vuole essere convincente. È convincente.
E, riposto che ha il suo inestimabile tesoro nell’armadio, noi lasciamo il reperto inspiegabilmente conturbati. Se questi frammenti fossero veramente quelli d’un uomo fossilizzato, uno dei nostri avi remoti, vissuti milioni d’anni fa, un testimone d’un’epoca che il nostro povero cervello fatica a raffigurarsi… se ciò fosse vero, dicevamo, non sarebbe formidabile? Il signor Fatin non avrebbe effettuato una meravigliosa scoperta?».
Traduzione italiana a cura di Alessandro "Alfred" Lorenzoni |